La tripletta di Hannu al Rally del Portogallo
Prima ancora delle vittorie ufficiali, il legame tra Mikkola e il Portogallo si consolidò in modo quasi leggendario al Rally Urbibel/Algarve del 1980, disputato dal 30 ottobre al 2 novembre. In quell’occasione debuttò ufficialmente l’Audi Quattro, la prima vettura da rally dotata di trazione integrale permanente.
Il nome di Hannu Mikkola è indissolubilmente legato al Rally del Portogallo, noto per molti anni come Rally Vinho do Porto, non soltanto per le tre vittorie assolute conquistate nel Campionato del mondo rally, ma per il ruolo centrale che la gara portoghese ebbe nella sua carriera e, più in generale, nella storia tecnica del WRC. Il Portogallo fu il terreno su cui Mikkola trasformò la perseveranza in consacrazione sportiva, e allo stesso tempo il palcoscenico su cui Audi dimostrò al mondo la superiorità concettuale della trazione integrale permanente.
Prima ancora delle vittorie ufficiali, il legame tra Mikkola e il Portogallo si consolidò in modo quasi leggendario al Rally Urbibel/Algarve del 1980, disputato dal 30 ottobre al 2 novembre. In quell’occasione debuttò ufficialmente l’Audi Quattro, la prima vettura da rally dotata di trazione integrale permanente. Mikkola non era iscritto alla classifica finale: guidava la vettura “0”, una sorta di laboratorio viaggiante incaricato di verificare il comportamento dell’auto in condizioni reali di gara. Eppure, secondo i riscontri cronometrici e i resoconti dell’epoca, se la sua prestazione fosse stata omologata, avrebbe vinto la gara con un margine vicino ai trenta minuti. Un dato che rende superflua qualsiasi ulteriore dimostrazione sulla portata rivoluzionaria della Quattro e sull’impatto immediato che Mikkola seppe trarne.
La prima vittoria ufficiale arrivò al 13° Rally del Portogallo/Vinho do Porto, disputato dal 6 all’11 marzo 1979. Per Mikkola fu un successo carico di significati, perché giunse dopo diversi tentativi andati a vuoto e, soprattutto, dopo una delle sconfitte più dolorose della sua carriera. L’anno precedente, aveva lottato duramente con Markku Alén fino all’ultima curva dell’ultima tappa, perdendo la gara per una manciata di secondi. Quel duello aveva incarnato alla perfezione la rivalità tra i due finlandesi: Mikkola, metodico e chirurgico, contro Alén, istintivo e aggressivo.
Nel 1979, il copione fu completamente diverso. La gara si trasformò in una sorta di marcia controllata attraverso i boschi portoghesi, con Mikkola capace di imporre un ritmo costante e inavvicinabile. Al volante della Ford Escort RS, sfruttò al massimo la propria esperienza e la conoscenza delle prove, senza mai esporsi a rischi inutili. Accanto a lui, sul podio finale, salì il compagno di squadra Björn Waldegård, secondo classificato, suggellando una doppietta Ford che sancì il pieno controllo della gara. Non fu una vittoria spettacolare nel senso più istintivo del termine, ma fu forse proprio questa la sua forza: Mikkola dimostrò di aver raggiunto una maturità agonistica tale da saper vincere anche quando non era necessario forzare.
Il secondo trionfo portoghese arrivò nel 1983, in occasione del 17° Rally del Portogallo/Vinho do Porto, disputato dal 2 al 5 marzo. Fu una vittoria storica sotto molteplici aspetti, perché coincise con la prima affermazione del Gruppo B in Portogallo e con una delle manifestazioni più evidenti della superiorità dell’Audi Quattro. La gara iniziò sotto il segno della Lancia, dominante nelle prime fasi asfaltate grazie alla leggerezza e all’agilità delle sue vetture. Walter Röhrl sembrava in grado di gestire la situazione, accumulando un vantaggio che, sulla carta, poteva rivelarsi decisivo.
Il cambio di scenario avvenne quando il rally si spostò sulle prove sterrate della regione del Minho. Qui la trazione integrale dell’Audi Quattro emerse in tutta la sua efficacia. Mikkola iniziò a recuperare tempo speciale dopo speciale, sfruttando una motricità superiore che gli permetteva di accelerare prima e con maggiore sicurezza in uscita di curva. Il momento più critico della gara si verificò sulla leggendaria prova di Arganil, lunga 56,5 chilometri, una delle più impegnative dell’intero calendario WRC. Mikkola forò, perdendo tempo prezioso e rischiando di compromettere la sua rimonta. Tuttavia, Röhrl non riuscì ad approfittarne pienamente, penalizzato dall’usura precoce degli pneumatici della sua vettura. Nonostante il rallentamento, Mikkola riuscì a mantenere il comando e a conquistare una vittoria che segnò un punto di non ritorno nella storia del rally mondiale.
Il terzo successo arrivò l’anno successivo, al 18° Rally del Portogallo/Vinho do Porto, disputato dal 6 all’11 marzo 1984. Fu probabilmente il più combattuto dei tre e quello che meglio sintetizza la capacità di Mikkola di gestire la pressione nei momenti decisivi. Ancora una volta, il suo principale avversario fu Markku Alén, al volante di una Lancia. La lotta fu serratissima fin dalle prime tappe e, all’inizio dell’ultima giornata, solo 43 secondi separavano i due finlandesi.
La prova di Arganil tornò a essere il giudice supremo della gara. Al primo passaggio, Alén riuscì a recuperare ben 33 secondi, riducendo il distacco a una manciata di istanti e riaprendo completamente il confronto. In quel momento, la gara sembrò sul punto di ribaltarsi, anche perché Alén incarnava alla perfezione lo spirito combattivo che il pubblico portoghese aveva sempre amato. Ma da quel punto in avanti, Mikkola fece valere tutta la sua esperienza e, soprattutto, la superiorità tecnica della sua Audi Quattro A2. Sui tratti più sconnessi e scivolosi, la trazione integrale gli consentì di amministrare il vantaggio residuo, rispondendo colpo su colpo agli attacchi dell’avversario senza mai perdere lucidità.
Quella vittoria chiuse idealmente il cerchio della “tripletta” portoghese di Hannu Mikkola. Tre successi ottenuti in epoche tecniche diverse, con vetture profondamente differenti e contro avversari di primissimo livello. Dal controllo metodico del 1979 alla rivoluzione tecnica del 1983, fino alla gestione chirurgica della pressione nel 1984, il Rally del Portogallo rappresentò uno specchio fedele dell’evoluzione sportiva di Mikkola. Non fu soltanto una questione di risultati, ma di contesto storico: in Portogallo, Mikkola non vinse solo tre rally, contribuì a scrivere una parte fondamentale della storia del Campionato del mondo rally.








