Bombe del Gruppo B: MG Metro 6R4
Una delle scelte più sorprendenti riguarda il motore. British Leyland decide di sviluppare un V6 aspirato da 3 litri partendo dal leggendario V8 3.5 litri ex-Buick, utilizzato su altre vetture del gruppo. Il risultato è un propulsore che, a differenza della maggior parte delle rivali turbo del Gruppo B, rimane aspirato, garantendo un’erogazione lineare e una potenza notevole.
Negli anni d’oro del Gruppo B dei rally, caratterizzato da bolidi estremi e tecnologie innovative, British Leyland decide di entrare nella mischia con un’auto audace e fuori dagli schemi: la MG Metro 6R4. Basata sulla compatta Austin Metro, la 6R4 è il risultato di un progetto rivoluzionario, nato per competere ai massimi livelli contro mostri sacri come Lancia, Peugeot e Audi.
Come da regolamento del Gruppo B, si parte da un modello stradale per sviluppare un’auto completamente diversa, sia nell’anima che nelle prestazioni. Nel caso della MG Metro 6R4, l’idea è chiara: motore centrale-posteriore, trazione integrale e una produzione minima di 200 esemplari per ottenere l’omologazione.
Un motore unico nel Gruppo B
Una delle scelte più sorprendenti riguarda il motore. British Leyland decide di sviluppare un V6 aspirato da 3 litri partendo dal leggendario V8 3.5 litri ex-Buick, utilizzato su altre vetture del gruppo. Il risultato è un propulsore che, a differenza della maggior parte delle rivali turbo del Gruppo B, rimane aspirato, garantendo un’erogazione lineare e una potenza notevole.
Sulle versioni stradali “Clubman”, il V6 eroga 250 CV, mentre per le versioni da competizione arriva fino a 410 CV, gestiti da un cambio manuale a 5 marce e da un sistema a trazione integrale progettato per massimizzare la trazione sui terreni più difficili.
Un telaio e un’aerodinamica all’avanguardia
Il telaio della MG Metro 6R4 è completamente diverso da quello della versione stradale: un’architettura tubolare ospita il motore in posizione centrale, con un passo allungato di 90 cm e carreggiate più larghe di 7 cm rispetto alla Metro normale.
L’estetica, pur richiamando le linee della Metro originale, è stata profondamente rivista per migliorare l’aerodinamica. Parafanghi allargati, prese d’aria e un grande spoiler posteriore sottolineano il carattere aggressivo dell’auto.
Debutto e breve carriera internazionale
La MG Metro 6R4 fa il suo debutto nel 1984 e ottiene l’omologazione ufficiale nel novembre 1985, dopo la produzione dei 200 esemplari richiesti. La sua carriera, però, è tanto breve quanto sfortunata.
Alla prima uscita ufficiale, al RAC Rally 1985, ottiene un incoraggiante podio, il terzo posto dietro alle altrettanto debuttanti Lancia Delta S4 di Henri Toivonen e Markku Alen, con Tony Pond al volante. Tuttavia, la stagione 1986 si rivela un calvario: frequenti problemi di affidabilità e la feroce competizione delle altre vetture del Gruppo B limitano i risultati a soli 12 punti in classifica.
Piloti titolari sono Tony Pond e Malcolm Wilson a cui si aggiungono, di volta in volta, altri piloti come Jimmy McRae, Per Eklund, Didier Auriol, Harri Toivonen, David Llewellin e Marc Duez. A Monte Carlo, in Svezia ed in Corsica tutte le vetture si ritirano, in Portogallo i piloti si fermano dopo il tragico incidente di Joaquim Santos. Primo arrivo in Finlandia: Harri Toivonen è ottavo e Wilson decimo. Al RAC, la gara di casa, Pond è sesto davanti a Eklund, McRae e Llewellin, diciassettesimo Wilson mentre il motore tradisce Duez e Toivonen. Malcolm Wilson è quarto al Sanremo, ma la gara ligure verrà cancellata a fine stagione dalla Federazione in seguito alla decisione che era stata presa, prima della tappa finale, di escludere dal rally le Peugeot 205 T16.
Con la chiusura del Gruppo B a fine 1986, dovuta agli incidenti e ai rischi elevati di queste vetture, si conclude anche la breve avventura della MG Metro 6R4 nelle competizioni internazionali.
Un’eredità da leggenda
Nonostante la sua carriera agonistica limitata, la MG Metro 6R4 è rimasta un simbolo di audacia e ingegnosità britannica nel mondo del motorsport. Oggi, i pochi esemplari prodotti sono ricercatissimi dai collezionisti e continuano a gareggiare in eventi storici, mantenendo viva la leggenda di questa straordinaria vettura.









