Missione salvataggio per Ott Tanak
Il recupero dell’auto iniziò subito dopo. Trasportata in superficie e poi al parco assistenza, la vettura era completamente sommersa e impregnata d’acqua. Mölder iniziò a salvare meticolosamente i suoi appunti di gara, pagina per pagina. Dopo sette ore dall’incidente, le squadre di recupero riuscirono a estrarre il veicolo e a trasportarlo sul camion.
Il Rally del Messico 2015 di Ott Tänak si trasformò rapidamente in una vera e propria missione di salvataggio quando la sua Ford Fiesta RS WRC finì accidentalmente in un lago. Ciò che seguì rimane oggi una delle più incredibili storie di recupero nella storia del Campionato del Mondo Rally (WRC), un esempio straordinario di determinazione e professionalità del team M-Sport.
Il venerdì mattina, a soli 2,6 chilometri dall’inizio della speciale Los Mexicanos, la Fiesta di Tänak uscì di strada, precipitò giù per un argine e sprofondò in un lago profondo circa cinque metri. L’auto scomparve sotto la superficie dell’acqua in pochi secondi, lasciando tutti con il fiato sospeso. Il pilota e il copilota Raigo Mölder riuscirono a salvarsi illesi, ma la vettura sembrava irrimediabilmente compromessa. Hayden Paddon, che seguiva più dietro nella speciale, raggiunse la fine del tratto senza notare l’auto immersa; furono quindi i commissari a inviare un veicolo di intervento rapido. La conferma che l’equipaggio fosse salvo portò sollievo al parco assistenza, ma la sorte della Fiesta rimaneva incerta.
Il recupero dell’auto iniziò subito dopo. Trasportata in superficie e poi al parco assistenza, la vettura era completamente sommersa e impregnata d’acqua. Mölder iniziò a salvare meticolosamente i suoi appunti di gara, pagina per pagina. Dopo sette ore dall’incidente, le squadre di recupero riuscirono a estrarre il veicolo e a trasportarlo sul camion per riportarlo al service park, dove ebbe inizio la fase più incredibile della storia.
Nonostante i danni ingenti, i meccanici M-Sport non si arresero. Per consentire a Tänak di ripartire sabato, avevano a disposizione appena tre ore per riportare in vita la Fiesta. Un’impresa quasi impossibile, ma il team era determinato a tentare. In soli 25 minuti la vettura venne smontata fino all’ossatura: l’acqua fu drenata dal cockpit, l’elettronica ispezionata e persino il blocco motore ricevette interventi urgenti. Con due ore ancora disponibili, iniziò la fase di rimontaggio: quasi tutti i componenti furono sostituiti, eccezion fatta per sedili, cinture, cofano e kit di attrezzi. Con soli 60 minuti rimasti, i tecnici avviarono il motore per creare pressione dell’olio. In un momento che resterà negli annali, la Fiesta ripartì, con 25 minuti di margine. Dopo alcuni controlli finali e una rapida lucidatura, Tänak e Mölder erano pronti a tornare in gara.

Il sabato mattina portò nuovi problemi. Durante il ritiro della vettura dal parc fermé, il motore continuava a spegnersi. La Fiesta venne riportata rapidamente al service, dove furono sostituiti bobine e candele, ma il guasto non era ancora risolto. Al rifornimento, il motore si spense nuovamente, costringendo Tänak al ritiro per superamento del tempo massimo. Ancora una volta, i meccanici M-Sport non si persero d’animo: intervennero sostituendo sensori di pressione dell’olio e del carburante, cablaggio motore e centralina elettronica, rendendo la Fiesta pronta per l’ultimo assalto.
Domenica Tänak fece il suo ritorno in gara, classificandosi 22° assoluto, con quasi due ore di ritardo dai leader. L’obiettivo non era più lottare per la vittoria, ma semplicemente portare a termine la gara. E ci riuscì. Con un paio di occhialini da sub per l’occasione, Tänak e Mölder guidarono la Fiesta fino al traguardo, completando una delle più straordinarie rimonte nella storia del rally.
L’episodio del Messico 2015 dimostra chiaramente che, nel WRC, la vittoria non si misura solo in tempi sul cronometro, ma anche in resilienza, determinazione e lavoro di squadra. La vettura può affondare, ma la volontà e l’ingegno umano, come quelli dimostrati da Tänak, Mölder e dai meccanici M-Sport, possono far risalire l’impossibile.









