Morto il cronometrista del Rally Show Valle dei Templi
Al centro dell’indagine vi sono le circostanze che hanno portato il cronometrista a trovarsi in una posizione di così elevata esposizione al rischio, la dinamica del sinistro e il rispetto delle misure di sicurezza adottate durante l’evento. In molti si sono chiesti perché ci fosse un cronometrista in una manifestazione non agonistica e quindi senza classifiche.
Non ce l’ha fatta Massimiliano Spatafora. È morto all’ospedale Villa Sofia dopo oltre due settimane di agonia il cronometrista palermitano di 54 anni che domenica 3 maggio era stato coinvolto in un grave incidente durante il rally show all’autodromo Valle dei Templi di Racalmuto, investito da una vettura. Una morte che ha lasciato sotto choc la comunità motoristica siciliana e riaccende, con forza, il dibattito sulla sicurezza nelle manifestazioni sportive amatoriali.
L’incidente del 3 Maggio
L’incidente è avvenuto domenica 3 maggio poco dopo le 15.30. Il cronometrista era impegnato nelle operazioni di rilevamento tempi lungo il tracciato dell’autodromo quando, all’improvviso, è stato travolto da una vettura in gara. L’impatto è stato violento e lo ha sbalzato in avanti per diversi metri.
Dopo l’incidente, l’uomo era stato trasferito all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. I medici, accertate le gravi condizioni cliniche, ne avevano disposto il trasferimento al Trauma Center dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove è rimasto in gravissime condizioni e in prognosi riservata sulla vita fino a quando il suo cuore non ha smesso di battere.
Spatafora si è spento senza mai più riprendere conoscenza mentre era ricoverato nel reparto di Terapia intensiva, dove i medici lo tenevano monitorato costantemente, visto che è rimasto sempre in pericolo di vita dopo il terribile incidente. Il decesso è avvenuto nei giorni scorsi, ma la notizia è arrivata soltanto nella giornata del 19 maggio, lasciando tutti sotto choc.
Manifestazione non agonistica
Il Rally Show all’autodromo Valle dei Templi di Racalmuto non si svolgeva sotto l’egida di Aci Sport, l’ente che in Italia detiene la delega alla gestione e al controllo delle competizioni agonistiche a motore su strada e su pista. Si trattava di un evento non federale, organizzato al di fuori del sistema di regole, controlli tecnici e protocolli che Aci Sport impone nelle gare ufficiali.
Infatti, sul sito ufficiale dell’autodromo Valle dei Templi, eventi analoghi vengono descritti espressamente come “manifestazione non agonistica” con prove libere a carattere rallystico, realizzate su pista allestita con barriere di rallentamento. Il Rally Show del 3 maggio rientrava in questa tipologia di eventi, caratterizzati da una gestione organizzativa che non prevede la supervisione federale di Aci Sport.
Indagano i carabinieri
Sul tragico incidente indagano i carabinieri, che erano tempestivamente intervenuti sul posto per effettuare tutti i rilievi del caso e chiarire le responsabilità del pilota e degli organizzatori dell’evento. La Procura ha aperto un procedimento per chiarire le dinamiche dell’accaduto. I carabinieri si sono occupati degli accertamenti per ricostruire con la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità. Al centro dell’indagine vi sono le circostanze che hanno portato il cronometrista a trovarsi in una posizione di così elevata esposizione al rischio, la dinamica del sinistro e il rispetto delle misure di sicurezza adottate durante l’evento. In molti si sono chiesti perché ci fosse un cronometrista in una manifestazione non agonistica e quindi senza classifiche.
Massimiliano Spatafora
Massimiliano Spatafora aveva 54 anni ed era originario di Palermo. Svolgeva il ruolo di cronometrista, una figura tecnica essenziale nel mondo delle competizioni motoristiche, dove il cronometro è giudice supremo. La morte di Spatafora riapre una questione spinosa e ricorrente nel panorama sportivo italiano: quella della sicurezza nelle manifestazioni motoristiche che si svolgono al di fuori dei circuiti ufficiali o, comunque, al di fuori della supervisione delle federazioni sportive nazionali.
Un elemento ulteriore che ha colpito l’opinione pubblica locale è la tempistica con cui la notizia del decesso si è diffusa. Il decesso è avvenuto nei giorni scorsi, ma la notizia nell’Agrigentino e a Racalmuto è arrivata soltanto nella giornata del 19 maggio, lasciando tutti sotto choc. Tra la data dell’incidente, il 3 maggio, e la comunicazione pubblica del decesso sono trascorse oltre due settimane. Un intervallo che ha alimentato interrogativi sulla gestione dell’informazione in questa vicenda.
La comunità motoristica siciliana, che aveva seguito con apprensione le condizioni di Spatafora dal momento dell’incidente, ha appreso la notizia con profondo dolore. La sua morte lascia un vuoto nel settore e pone domande alle quali le indagini in corso dovranno cercare di dare risposta, chiarendo se e dove si siano verificate lacune nella gestione della sicurezza durante quella gara del 3 maggio all’autodromo Valle dei Templi.



