Numeri da record per l’Africa Eco Race 2026
Il 26 gennaio si parte da Tangeri, arrivo il 7 febbraio sulle riva del Lago Rosa di Dakar. Sono 289 gli iscritti nelle varie categorie.
L’Africa Eco Race è pronta ad aprire un nuovo, affascinante capitolo della propria storia. La 17ª edizione del rally-raid africano si annuncia come una delle più ambiziose e spettacolari di sempre, grazie a un tracciato completamente rinnovato, a uno schieramento record di iscritti e a un livello sportivo che promette battaglie serrate in ogni categoria.
L’avventura prenderà forma già nei giorni precedenti la gara, con la traversata del Mediterraneo a bordo della nave Massilia. I concorrenti sbarcheranno a Tangeri il 24 gennaio, dove si svolgeranno le verifiche tecniche e amministrative. Il giorno seguente, 25 gennaio, spazio alla cerimonia ufficiale di partenza e, grande novità di questa edizione, a un prologo che darà il primo assaggio di competizione.
Dal 26 gennaio al 7 febbraio, la carovana affronterà quasi 6.000 chilometri di gara, tutti in terra africana: una prima assoluta nella storia dell’Africa Eco Race. Il traguardo finale sarà, come da tradizione, sulle mitiche rive del Lago Rosa di Dakar, luogo simbolo del rally-raid mondiale. Il percorso 2026 proporrà una traversata spettacolare e impegnativa del Sahara. La gara scatterà con cinque tappe in Marocco, lungo piste desertiche e scenari imponenti, prima della giornata di riposo a Dakhla, autentica porta d’ingresso verso il grande Sud.
Da lì il rally si sposterà in Mauritania, teatro di altre cinque tappe di alto livello, immerse in dune infinite, paesaggi selvaggi e tratti che metteranno a dura prova uomini e mezzi. L’atto finale si consumerà in Senegal, con un’ultima tappa che attraverserà savana, baobab e sabbia, fino all’arrivo a Dakar. Un tracciato duro ed esigente, pienamente coerente con il DNA dell’Africa Eco Race: spirito d’avventura, resistenza e competizione sulle orme dei grandi rally africani del passato.
L’edizione 2026 farà segnare un nuovo primato con 289 concorrenti iscritti, provenienti da 27 nazionalità diverse. Un dato che conferma quanto il richiamo dell’Africa e del rally-raid “autentico” sia oggi più forte che mai.
Nel dettaglio: 104 moto, di cui 40 nella categoria Xtreme Rider by Motul (la celebre Malle Moto, senza assistenza), oltre a un quad al via; 45 veicoli a quattro ruote, con ben 20 SSV, categoria in forte espansione; 5 camion, pronti a dare spettacolo tra i giganti del deserto; 23 veicoli Historic (22 auto e 1 camion) costruiti tra il 1970 e il 2007; 27 mezzi nella categoria Raid (14 moto e 13 auto), senza classifica, per vivere l’esperienza del rally-raid senza la pressione del cronometro.
Complessivamente saranno circa 300 i veicoli coinvolti tra gara e assistenza, per una carovana di oltre 750 persone tra piloti, navigatori, team, medici, commissari, volontari e staff organizzativo, supportati da quasi 80 veicoli dedicati all’organizzazione.
La categoria moto promette spettacolo. Al centro dell’attenzione il duello tra Jacopo Cerutti (Aprilia Tuareg), due volte vincitore nelle ultime edizioni, e Alessandro Botturi (Yamaha Ténéré), anch’egli due volte vincitore e secondo nelle ultime due edizioni. Botturi arriva con l’obiettivo dichiarato di ribaltare il verdetto. Alle loro spalle, una concorrenza ricchissima e agguerrita, con piloti pronti a inserirsi nella lotta al vertice: Jean-Lou Lepan, Bruno Da Costa, David Frétigné al grande ritorno, Thomas Marini, Gautier Paulin, Kevin Gallas, Noa Sainct, Marc Jouaneau e molti altri. Il dominio recente delle bicilindriche potrebbe essere messo in discussione da monocilindrici competitivi e da piloti determinati a sorprendere.
L’Africa Eco Race 2026 segnerà anche un passaggio storico per l’innovazione, con la presenza di tre moto elettriche. Un vero laboratorio a cielo aperto per testare soluzioni tecniche in condizioni estreme. Cyril Forget sarà al via con una Arctic Leopard E XE 880 Rally, Willy Jobard con una moto dotata di motorizzazione Jinyuxing, mentre Marteen Buitenhuis schiererà una Havocker Electric Dirtbike con motore Velimotor. Le moto elettriche disporranno di veicoli dedicati per la sostituzione delle batterie ogni 100 km presso checkpoint prestabiliti.
Tra le auto, il livello si preannuncia elevatissimo. Equipaggi come Vincent Vroninks/Dave Berghmans, Tomas Ourednicek/Lukas Bartak, Magdalena Zajac/Blazej Czekan e Andrea Schiumarini/Maurizio Gerini puntano alle posizioni di vertice. Grande attesa anche per il Feryn Rally Raid Team, presente con tre vetture, e per la leggenda Yoshimasa Sugawara, che a 85 anni continua a scrivere pagine di storia al volante della sua Suzuki Jimny.
Nella categoria SSV, una delle più combattute, tornano tutti i protagonisti del podio 2025, guidati da Pierre Lafay e Gilles de Turckheim, ma la concorrenza sarà folta e preparata, con equipaggi esperti e nuovi pretendenti pronti a inserirsi nella lotta. Cinque camion si contenderanno il successo tra i colossi del deserto, con il Rainbow Truck Team chiamato a difendere il titolo conquistato nel 2025 contro avversari determinati e ben attrezzati.
La categoria Historic, infine, continuerà a rappresentare il ponte ideale tra passato e presente. Emozione pura con Elodie e Jonathan Metge sulla Range Rover che rievoca la prima vittoria di papà René, oltre alle Porsche 911 della famiglia Brandenburg e a equipaggi di grande esperienza come Philippe Jacquot.



