Ogier è vicino al ritiro, parola di Kankkunen
Toyota guarda al futuro: mentre Oliver Solberg si candida per un posto da titolare, “KKK” pensa che il francese possa smettere alla fine del 2026.
Nel mondo del rally, le gerarchie possono cambiare rapidamente. È quanto sta accadendo in casa Toyota Gazoo Racing, dove Oliver Solberg si è improvvisamente imposto all’attenzione generale dopo una straordinaria vittoria al Rally di Estonia, valida per il Mondiale WRC. Una prestazione che ha riacceso i riflettori sul giovane talento, protagonista di una prova maiuscola al volante di una vettura Rally1, sfruttando al massimo l’occasione concessagli dal team.
Solberg, figlio dell’ex campione del mondo Petter, ha mostrato velocità, maturità e freddezza, caratteristiche che lo pongono ormai come uno dei candidati più credibili per un sedile da ufficiale nel futuro prossimo. Tuttavia, la situazione nel team Toyota è al momento cristallizzata: Kalle Rovanperä, Elfyn Evans, Takamoto Katsuta e Sami Pajari sono impegnati a tempo pieno nella stagione mentre Sébastien Ogier partecipa a selezionati appuntamenti.
Nonostante la grande prova in Estonia, Solberg dovrà tornare al volante della Rally2 nel prossimo appuntamento del WRC in Finlandia, continuando a gareggiare nella categoria WRC2, dove è tra i protagonisti assoluti. Ma l’impressione è che il suo momento stia arrivando.
A confermare l’interesse nei suoi confronti è stato Juha Kankkunen, leggenda del rally e attualmente vice responsabile del team Toyota. In un’intervista, Kankkunen ha dichiarato: “Sì, un posto nel team ufficiale si libererà sicuramente, perché Sébastien (Ogier) non ha intenzione di correre ancora a lungo. Ha lasciato intendere che potrebbe prendere parte ad alcune gare nel 2026, ma non credo che lo vedremo in azione nel 2027, quando il regolamento cambierà radicalmente.”
Il riferimento di Kankkunen è alla rivoluzione tecnica prevista nel WRC a partire dal 2027, quando le vetture Rally1 saranno semplificate per abbattere i costi e si avvicineranno concettualmente e tecnicamente alle attuali Rally2. Una trasformazione che potrebbe allontanare i piloti più esperti, meno attratti da una formula ridotta, ma che rappresenterà al contrario un’enorme opportunità per le nuove generazioni, proprio come Solberg. “Non penso che un veterano come Ogier possa essere interessato a quel tipo di auto. Ma fortunatamente abbiamo giovani molto validi che stanno crescendo”, ha aggiunto Kankkunen.
Toyota, dunque, guarda avanti, consapevole di dover affrontare un futuro diverso, sia sul piano regolamentare che su quello generazionale. E Oliver Solberg, con la sua prova convincente in Estonia, ha lanciato un segnale forte: è pronto a raccogliere il testimone.









