Neuville chiede modifiche alla procedura di partenza
Il campione del mondo penalizzato per una presunta falsa partenza in Estonia: “Serve uno standard chiaro, così si rischia di compromettere le gare”
Thierry Neuville torna dal Rally di Estonia con un terzo posto e una polemica aperta. Il pilota Hyundai ha infatti ricevuto una penalità di 10 secondi per una presunta falsa partenza nella speciale Hellenurme, la prima della domenica. Una sanzione che ha compromesso la sua possibilità di lottare per il secondo posto contro Ott Tänak, distante solo quattro secondi alla vigilia dell’ultima giornata di gara. Ma il problema, secondo Neuville, è più profondo e riguarda l’intero sistema di partenza del WRC. In quella stessa prova, ben cinque piloti sono stati penalizzati per jump-start, tra cui anche il vincitore del WRC2 Robert Virves.
“Cinque jump-start in una sola speciale? È evidente che c’è qualcosa che non funziona,” ha dichiarato a DirtFish. “Ho seguito la mia procedura abituale. Non ho fatto nulla di diverso, quindi sono rimasto sorpreso.” Il sospetto è che il sensore di rilevamento del tempo fosse posizionato troppo vicino alla vettura. Un dettaglio tecnico che, in un contesto ad altissima precisione come il WRC, può alterare completamente gli equilibri. “La distanza tra la macchina e il sensore varia troppo. È già difficile su fondi rovinati, ma così si rischia di penalizzare chi non ha fatto nulla.”
Neuville non contesta le regole, ma la loro applicazione. Chiede che venga stabilita una procedura standardizzata e rigorosa, identica per tutti e valida su ogni tappa: “Capisco che non sia facile per i commissari, ma serve coerenza. Non possiamo permettere che l’esito di un rally venga deciso da un errore nel posizionamento di un sensore.” Alla fine, la penalità non ha cambiato il risultato finale. Neuville ha comunque concluso terzo, a 18”6 secondi da Tänak, e ha ottenuto un solo punto nella classifica della Super Sunday. “Oggi non ha fatto la differenza: il terzo posto era il nostro e va bene così. Ma in altre occasioni, 10 secondi possono significare una vittoria sfumata.”
Le parole di Thierry Neuville sono un monito molto importante per il futuro del WRC: la tecnologia e le procedure devono essere al servizio della gara, non un rischio che può compromettere risultati. La richiesta di una procedura chiara, uniforme e rigorosa non è solo una questione di giustizia sportiva, ma anche di rispetto verso chi mette cuore e talento in ogni prova. Come lui stesso ha sottolineato, “non possiamo permettere che l’esito di un rally venga deciso da un errore tecnico o da un sensore mal posizionato”: un appello a cui non si può certamente voltare le spalle e far finta di ignorare.








