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Prospeed scopre le carte: base Skoda per la WRC27

Skoda Fabia WRC27

Per ottenere l’omologazione WRC27, un costruttore o tuner dovrà produrre almeno dieci vetture nei primi due anni. L’omologazione avrà una durata di dieci anni e sarà valida anche per ERC e campionati nazionali, rendendo queste auto potenzialmente molto diffuse. Per iscriversi al WRC è necessario pagare una quota di registrazione, che nel 2026 è di 441.352 euro e che per il 2027 è destinata ad aumentare sensibilmente.

Prospeed è il primo team indipendente, senza un costruttore ufficiale alle spalle, ad aver dichiarato pubblicamente l’intenzione di costruire e schierare una vettura WRC27. La conferma è arrivata attraverso un’intervista rilasciata da Lionel Hansen, responsabile del progetto tecnico del team belga, al canale YouTube di Thomas Bastin, noto anche come Tom Corner. In assenza di un regolamento tecnico definitivo da parte della FIA, l’intervento di Hansen rappresenta la prima vera fotografia concreta di cosa sarà una vettura WRC27 sviluppata da un “tuner”, cioè da una struttura privata che non produce automobili di serie. Prospeed non è un nome qualunque: negli ultimi anni si è guadagnata credibilità internazionale grazie al progetto Porsche 992 Rally GT, diventato un punto di riferimento nel rally moderno. Proprio seguendo da vicino l’evoluzione delle norme WRC27, il team ha deciso di investire risorse nello sviluppo di una nuova vettura che possa entrare nel Mondiale dal 2027, posizionandosi come alternativa reale ai costruttori ufficiali.

La cellula di sicurezza FIA

Il fulcro di tutte le WRC27 sarà la cellula di sicurezza fornita direttamente dalla FIA, identica per tutti i team. Questa “safety cell” rappresenta l’evoluzione di quella già utilizzata sulle attuali Rally1, ma con importanti miglioramenti, tra cui pannelli anti-intrusione più efficaci e un abitacolo leggermente più ampio, studiato per aumentare la protezione e il comfort dell’equipaggio. Poiché la cellula è standardizzata e certificata dalla FIA, tutte le vetture WRC27 condivideranno la stessa struttura portante e lo stesso livello di sicurezza, rendendo superflui i crash test individuali per ogni modello. In pratica, la sicurezza diventa un elemento completamente centralizzato, riducendo i costi di sviluppo e i tempi di omologazione. Per Prospeed questo significa poter concentrare le risorse sulle parti davvero differenzianti della vettura, cioè meccanica, sospensioni, aerodinamica e carrozzeria, senza doversi preoccupare di validare una scocca propria.

Davanti e dietro fai quel che vuoi

Se la cellula di sicurezza è vincolata, tutto ciò che sta davanti e dietro è invece a progettazione libera. I team possono disegnare i telaietti anteriore e posteriore, i supporti per motore, cambio e sospensioni e l’architettura generale della vettura. L’unico vincolo reale imposto dal regolamento è la posizione del motore: deve essere montato in posizione anteriore-centrale, con disposizione trasversale. Le configurazioni a motore posteriore sono vietate. La scelta non è casuale: la FIA ha deciso di imporre l’utilizzo di motori Rally2, già omologati e prodotti in serie, sfruttando l’esperienza accumulata dai costruttori di questa categoria e riducendo i costi di sviluppo di nuovi propulsori. In questo modo, la WRC27 nasce già con una base tecnica consolidata, evitando che ogni team debba reinventare da zero layout e raffreddamento del motore.

Il progetto Prospeed e la Škoda Rally2

Per la propria Rally One WRC27, Prospeed ha deciso di utilizzare come base meccanica la Škoda Fabia RS Rally2. Tutti i principali componenti – motore, trasmissione, differenziali, sospensioni, impianto frenante e sistemi ausiliari – proverranno dalla piattaforma ceca. Questa scelta è dettata sia dalla qualità riconosciuta del pacchetto Škoda sia dalla disponibilità di dati, ricambi e know-how. Hansen ha spiegato che, almeno in fase di sviluppo, il regolamento permette ai team di “mischiare” componenti provenienti da diversi costruttori Rally2, contrariamente a quanto era stato inizialmente suggerito dalla FIA. In gara, tuttavia, la vettura dovrà essere omologata con una configurazione definita. Le differenze principali rispetto alla Fabia RS Rally2 riguarderanno il serbatoio e soprattutto le sospensioni posteriori, poiché le norme 2027 non consentono l’utilizzo diretto degli ammortizzatori Škoda.

Il tetto di prezzo condiziona tutto

Uno degli elementi chiave del regolamento WRC27 è il tetto massimo di prezzo di vendita, fissato a 345.000 euro per vettura. Questa cifra include una sola specifica, asfalto o sterrato, come avviene già oggi per le Rally2. Un limite così rigido influenza pesantemente le scelte progettuali: ogni soluzione tecnica deve essere valutata non solo in termini di prestazioni ma anche di costo industriale. Materiali esotici, componenti su misura e aerodinamica troppo complessa diventano automaticamente poco praticabili. L’obiettivo della FIA è creare una categoria sostenibile, in cui anche team privati possano acquistare e gestire una WRC27 senza dover affrontare budget da costruttore ufficiale. Per Prospeed questo significa puntare su una piattaforma Rally2 già esistente, riducendo al minimo gli interventi strutturali e concentrandosi su ciò che è realmente consentito dal regolamento.

Ma andranno come le Rally2?

Dal punto di vista prestazionale, le WRC27 dovrebbero essere molto simili alle Rally2. Peso, potenza e diametro del restrittore dell’aria saranno identici, almeno nella configurazione iniziale. Questo ha già sollevato forti perplessità tra i piloti del WRC, che temono un ridimensionamento dello spettacolo. Adrien Fourmaux, in un’intervista a Rallye-sport.fr, ha chiesto esplicitamente un restrittore più grande per aumentare potenza e rumore, oltre a una maggiore libertà aerodinamica per rendere le vetture “più veloci e più sexy”. I primi test interni FIA avrebbero addirittura mostrato WRC27 più lente delle attuali Rally2, una situazione inaccettabile per la massima categoria del Mondiale. Per questo motivo si stanno studiando correttivi, tra cui un sistema di bilanciamento basato sul peso minimo, dopo che l’idea di utilizzare la coppia motrice è stata abbandonata.

Aerodinamica in discussione

Ufficialmente l’aerodinamica delle WRC27 dovrebbe essere simile a quella delle Rally2, quindi piuttosto limitata. Tuttavia, i rendering mostrati dalla FIA nelle ultime settimane raccontano una storia diversa, con ali posteriori più grandi e appendici più evidenti rispetto alle Rally2 attuali. Questo indica che il tema è ancora aperto e oggetto di confronto tra federazione e team. Prospeed, forte dell’esperienza maturata anche in ambito GT con Porsche, potrebbe trarre vantaggio da una maggiore libertà aerodinamica, ma tutto dipenderà dalla versione finale del regolamento.

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Omologazione, impegni e costi

Per ottenere l’omologazione WRC27, un costruttore o tuner dovrà produrre almeno dieci vetture nei primi due anni. L’omologazione avrà una durata di dieci anni e sarà valida anche per ERC e campionati nazionali, rendendo queste auto potenzialmente molto diffuse. Tuttavia, per iscriversi al WRC è necessario pagare una quota di registrazione, che nel 2026 è di 441.352 euro e che per il 2027 è destinata ad aumentare sensibilmente. Inoltre, chi omologa una WRC27 dovrà impegnarsi a partecipare ad almeno il 50% delle gare del primo anno con due vetture per evento, e a tutte le gare dal secondo anno. Questo significa che un progetto come quello di Prospeed non è solo tecnico, ma anche finanziario e logistico di grande portata.

Una nuova filosofia per il WRC

Secondo Lionel Hansen, il WRC27 non è solo il sostituto delle Rally1, ma una risposta strutturale ai problemi del rally moderno. Omologare nuove Rally2 sta diventando sempre più difficile per la mancanza di modelli di serie adatti e per la progressiva scomparsa di componenti legati ai motori a combustione interna. Il concetto WRC27, che combina una cellula di sicurezza tipo Rally1 con meccanica Rally2 e aerodinamica intermedia, potrebbe diventare la nuova base di tutto il rally internazionale. Prospeed, muovendosi in anticipo, punta a essere uno dei protagonisti assoluti di questa transizione.

4 Febbraio 2026/da Marco Cariati
Tags: world rally championship
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