Regolarità, il Monte-Carlo Historique parla spagnolo
Successo dell’ex rallysta Luis Climent Asensio, secondo un anno fa, grazie ad una bella prestazione sulla prova del Col de Turini nella notte finale. Foresti-Becchetti sono i migliori tra gli equipaggi italiani.
Il 28° Rallye Monte-Carlo Historique (qui i più bei passaggi) si è deciso soltanto negli ultimi chilometri, al termine di una notte – quella tra venerdì 6 e sabato 7 febbraio – carica di tensione e di colpi di scena. A conquistare la vittoria sono stati gli spagnoli Luis Climent Asensio, Campione Spagnolo Rally Asfalto 1996, e Carles Jimenez Valls, al volante della BMW 323i numero 103, protagonisti di una rimonta costruita proprio nel momento più delicato: la tradizionale e temutissima “Notte del Turini” che ha chiuso la gara di rally regularity più famosa al mondo.

Partiti per l’ultima tappa da Port Hercule in quarta posizione assoluta, i due iberici hanno sfruttato al meglio il momento più selettivo dell’intera gara. La prova di regolarità SR17, con arrivo sul leggendario Col de Turini, ha ribaltato completamente la classifica. Con la loro BMW del 1981, Climent Asensio-Jimenez Valls hanno interpretato al meglio la speciale più temuta, chiudendo la notte con 436 punti di penalità complessivi e prendendo la testa della gara. I leader fino a quel momento, i russi Ilya Kashin e Boris Kostyrko (Volkswagen Scirocco n°102), sono precipitati in decima posizione con 978 penalità, dicendo addio al podio.
L’ultima prova, la SR18, è stata accorciata a causa delle condizioni meteo che avevano colpito le Alpi Marittime nella notte tra giovedì e venerdì. Qui gli spagnoli hanno gestito senza correre rischi, chiudendo secondi alle spalle dei connazionali Jose Luis Masdeu e Paco Fernandez Fores su Porsche 911 SC e assicurandosi così un successo di grande prestigio.
Per Climent Asensio e Jimenez Valls si tratta del primo trionfo nel Monte-Carlo Historique, dopo il secondo posto ottenuto nel 2025 proprio con la stessa vettura. Alle spalle della BMW numero 103 si sono classificati i francesi Ludovic De Luca e Sébastien Chol (Peugeot 104 ZS n°109), mentre il terzo gradino del podio è andato ai padroni di casa Olivier e Lydia Campana (Volkswagen Golf GTI n°116), alla loro prima top-3 nella competizione.
Tra le scuderie successo della spagnola 2M RB Team davanti alla francese Team Agea mentre la Milano Autostoriche 1 ha chiuso al terzo posto. Settima piazza per la Scuderia del Grifone, diciassettesima la bresciana Mirabella Senior.
Il Monte-Carlo Storico 2026, disputato dal 29 gennaio al 7 febbraio, ha segnato una vera svolta organizzativa: introduzione delle strade chiuse al traffico, medie più elevate e ampliamento della lista di vetture ammesse, elementi che hanno reso la competizione più impegnativa e vicina, per spirito, a una prova del Mondiale rally.
A differenza delle passate edizioni, stavolta gli italiani non hanno recitato un ruolo da protagonisti. Nelle ultime tre edizioni i nostri equipaggi avevano conquistato altrettanti terzi posti – con il compianto Gianni Chiesa (2023), Maurizio Aiolfi (2024) e Fabrizio Rossi lo scorso anno – mentre quest’anno i migliori sono stati Foresti-Becchetti (Porsche 911) che hanno chiuso sedicesimi.
Diciottesimi Tosetti-Bernardelli (Porsche 911 S), due posizioni prima di Aiolfi-Merenda, Lancia Beta Coupé. Ventiduesimi Montorfano-Borroni (Fiat Ritmo 105 TC), due posti meglio di Deserti-Torlasco (Lancia Fulvia 1600 HF) mentre con una Fulvia HF 1.3 hanno chiuso ventottesimi Pardi-Vicari Fraquelli. Tre posizioni dopo l’altra Fulvia 1600 HF di Bertilone-Pasero. Trentanovesimi Zampaglione-Soffritti (Porsche 911 Carrera) che hanno preceduto Vellano-Molina (Audi 80 Quattro). Il piemontese nelle prime prove era in zona podio ma la rottura di un uniball lo ha fatto sprofondare in classifica: nel corso della gara è stato autore di un bel recupero ma le penalità accumulate erano troppo per sperare in un bel piazzamento.
Quarantaquattresimi Keller-Ambrogi (Audi Quattro), cinquantaduesimi Piantelli-Cambiè su Porsche 911 SC. Posizione numero 76 per Pasino-Italiano (Opel Ascona 1.9), nove meglio di Pasquali-Rovetta su Lancia Fulvia 1.3 S mentre al centesimo posto ci sono Verini-Tosca su Alfa Romeo Giulietta. Due posizioni dopo finiti Santini-Palomba (Fiat 125 S). Posizione numero 106 per Liberatore-Liberatore (Alfa Romeo 1900 Super) davanti alla Fulvia Montecarlo di Rossi-Frascaroli. Moroni-Moroni (Ferrari 308 GTB) sono 130esimi davanti alla A112 Abarth di Cisotto-Uberti. Sei posizioni dopo troviamo Petrini-Donati su Fulvia Coupé 1.3.
Al 145esimo posto ci sono Lumini-Bertini su Citroen DS19 davanti all’Alfa 2000 GTV di Fornara-Nicora. Posizione numero 170 perMolinari-De Marchi (Alfa Romeo 33 4X4), tre meglio di Bernardi-De Biasi (Opel Ascona 1.9) e sei di Corbetta-Moretti su Audi Quattro che hanno preceduto Carutti-Carutti su Lancia Fulvia HF 1.6. Posizione numero 185 per la Fulvia 1.3 S di Bastiani-Kirchmayr, 192esimi sono Simoncini-Vaiti su Porsche 924, quattro posizioni meglio della 911 SC di Brunori-Bigoloni.
Sono 204 gli equipaggi classificati all’arrivo su 244 partiti. Le città di partenza, il Champ de Mars di Valence e i classici luoghi simbolo della gara — come Antraigues-sur-Volane — sono stati nuovamente invasi da appassionati e collezionisti, confermando il fascino della manifestazione.




