Stuart Turner, l’uomo dei trionfi Mini e Ford
L’ex navigatore britannico se n’è andato a 93 anni. Guidò Makinen, Aaltonen e Hopkirk ai grandi successi prima di iniziare la gloriosa storia della Escort.
Lunedì 8 settembre, a 93 anni, ci ha lasciato Stuart Turner a cui si devono i successi nei rally delle Mini prima e del marchio Ford successivamente. Stuart Turner è stato un protagonista carismatico del mondo dei rally e della gestione sportiva.
Navigatore campione britannico, Turner ha partecipato ai maggiori rally internazionali vincendo il RAC 1960 con Erik Carllson sulla Saab 96 ufficiale lavorando anche come giornalista prima di passare alla gestione sportiva. Come Competition Manager della BMC a partire dal 1961, ha guidato il marchio verso grandi successi con le iconiche Mini di Timo Makinen, Rauno Aaltonen e Paddy Hopkirk. Fece correre anche le Austin Healey 3000 nei rally e con il marchio MG in pista presentò la neonata MGB a Le Mans e la MGC a Sebring.
Esaurita l’esperienza con la British Motor Company divenne responsabile della comunicazione della Castrol. Successivamente, accogliendo l’offerta di Walter Hayes ricoprì il ruolo di Direttore di Ford Motorsport guidando i programmi rally con le Escort MKI e MKII e portando la casa dell’ovale blu a conquistare il Mondiale Marche ed il Mondiale Piloti con Bjorn Waldegaard nel 1979. Sotto la sua gestione avvenne anche lo sviluppo della RS200 Gruppo B e la nascita della Sierra Cosworth prima della pensione, all’età di 58 anni alla fine del 1990, quando aveva impostato il progetto della Escort Cosworth.
A Turner si deve anche la creazione alla fine degli anni ’60 di Ford AVO (Ford Advanced Vehicle Operations), una divisione della casa dell’ovale blu che produceva modelli ad alte prestazioni. Tra i modelli iconici della Ford AVO si possono ricordare la Escort Mexico nata dopo la vittoria nel rally London-Mexico, l’Escort RS2000 e la RS1600.
Turner era anche noto per la sua abilità come oratore. Premiato come “After Dinner Speaker of the Year“, era amatissimo per i suoi interventi brillanti, ricchi di aneddoti, ironia e passione per il motorsport. Conosceva ogni dettaglio delle macchine e delle strategie di gara, ma parlava sempre con naturalezza, trasformando i ricordi del passato in storie avvincenti e accessibili a tutti.








