Tommi Makinen torna su una Toyota WRC
La scelta della vettura rende il momento ancora più significativo. Mäkinen guiderà una Toyota Yaris WRC, il modello che ha rappresentato l’ultimo grande progetto della categoria prima dell’avvento dell’attuale Toyota GR Yaris Rally1.
Il prossimo 16 e 17 gennaio, nel cuore dell’inverno finlandese, il Mikkeli 60. juubeliralli inaugurerà la nuova stagione del campionato nazionale con un protagonista d’eccezione: Tommi Mäkinen. L’ex campione del mondo, oggi sessantunenne, tornerà infatti al volante di una World Rally Car per svolgere il ruolo di “nullauto”, la vettura incaricata di percorrere le prove speciali prima dei concorrenti per verificare sicurezza, condizioni del fondo e corretto funzionamento dell’intero sistema di gara. Un incarico simbolico, certo, ma che segna il rientro in prova di uno dei piloti più iconici della storia del rally.
La scelta della vettura rende il momento ancora più significativo. Mäkinen guiderà una Toyota Yaris WRC, il modello che ha rappresentato l’ultimo grande progetto della categoria prima dell’avvento dell’attuale Toyota GR Yaris Rally1. Un’auto che il finlandese conosce come pochi, perché fu proprio lui il primo pilota a testarla ufficialmente nel 2016 nei pressi di Palokka-Puuppola, in quel laboratorio a cielo aperto che divenne il cuore dello sviluppo del programma Toyota nel suo ritorno nel Mondiale.
Il Mikkeli Rally sarà dunque il palcoscenico del suo ritorno operativo al volante di una WRC dopo una pausa di dieci anni. L’ultima volta che Mäkinen aveva avuto tra le mani un’auto di massimo livello risale infatti al 2016, proprio nell’ambito dei test iniziali del progetto Toyota Gazoo Racing. Da allora il quattro volte campione del mondo non si era più seduto seriamente al volante di quel tipo di vetture, impegnato prima nel ruolo di team principal – incarico ricoperto tra il 2017 e il 2020 – e successivamente nel ruolo di consulente tecnico del programma ufficiale Toyota.
La scintilla che lo ha riportato a considerare un ritorno, seppure simbolico, è nata curiosamente lontano dalle speciali ufficiali, su un lago ghiacciato. Durante una sessione di guida su ghiaccio lo scorso anno, Mäkinen aveva nuovamente assaporato quelle sensazioni di controllo, precisione e dinamismo che solo le massime espressioni della tecnica rallistica sanno offrire. In quell’occasione, ha raccontato, è riaffiorata la curiosità di capire come si siano evolute le vetture moderne dopo il suo ritiro dalle competizioni.
“Le ultime WRC sono talmente ben sviluppate che mi è tornata la voglia di provarle”, ha spiegato l’ex campione del mondo, la cui carriera agonistica si concluse nel 2003 dopo la storica epopea con Mitsubishi e il passaggio finale in Subaru. Una carriera che lo ha reso parte integrante del DNA stesso del rally finlandese.
Il suo ruolo a Mikkeli non sarà competitivo, ma la presenza di Mäkinen aggiungerà un valore storico ed emotivo all’evento. La nullauto, nella prassi rallistica, rappresenta un anello fondamentale del sistema di sicurezza: anticipa l’arrivo dei concorrenti, verifica che gli spettatori si trovino in zone sicure, che il fondo sia stabile e che l’organizzazione sia coordinata. Una procedura che richiede precisione, esperienza e capacità di lettura del percorso, tutte qualità che Mäkinen possiede in misura straordinaria.
La sua scelta di utilizzare proprio la Yaris WRC, vettura ponte fra due ere della disciplina, offre inoltre uno spaccato tecnico interessante. Rispetto ai moderni modelli Rally1, dotati di powertrain ibridi e di un’aerodinamica profondamente evoluta, la Yaris WRC rappresenta l’apice della generazione precedente: vetture leggere, potentissime, basate su una libertà tecnica che ha caratterizzato uno dei periodi più apprezzati dagli appassionati. Per Mäkinen sarà un ritorno a un ambiente che lui stesso contribuì a plasmare, prima da pilota, poi da responsabile tecnico.
Il Mikkeli 60. juubeliralli non sarà solo un evento celebrativo per la carriera del finlandese, ma anche un’occasione per riaffermare il legame profondo fra la Finlandia e il mondo del rally. In un Paese dove la guida su neve e ghiaccio è parte integrante della quotidianità, dove le strade sterrate diventano percorsi naturali di formazione e dove i campioni si seguono a generazioni, il ritorno di un nome come Mäkinen rappresenta un richiamo alla tradizione più autentica.
Per gli organizzatori, la presenza del quattro volte iridato è un valore aggiunto che impreziosisce un anniversario importante, mentre per gli appassionati rappresenta la possibilità di rivedere all’opera – anche se in veste non competitiva – uno dei maestri del volante. E per Mäkinen? Forse un semplice piacere personale, il gusto di rimettere le mani su un volante che ha segnato la sua vita professionale, il desiderio di riconnettersi con un mondo che ha contribuito a definire. Un ritorno, almeno per due giorni, alle origini.
Il 16 e 17 gennaio, sulle strade del Sud della Finlandia, Mäkinen aprirà dunque le danze come nullauto, e lo farà alla guida di un pezzo di storia recente del rally. In un ruolo silenzioso ma fondamentale, accompagnerà la ripartenza della stagione e offrirà agli appassionati un assaggio di un’epoca che continua a esercitare un fascino speciale.









