Tragedia al Rally de la Fourme d’Ambert: tre morti
Tragedia al Rallye de la Fourme d’Ambert: tre spettatori morti durante una prova speciale. La manifestazione è stata sospesa.
La quattordicesima edizione del Rallye régional de la Fourme d’Ambert, inserito nel calendario della Coppa di Francia Rally, si è trasformata in una drammatica giornata di lutto per il motorsport francese. Sabato 26 luglio, durante una delle prove speciali del percorso che attraversa il dipartimento del Puy-de-Dôme, nel cuore dell’Alvernia, un grave incidente ha provocato la morte di tre spettatori e il ferimento di un quarto. La competizione è stata immediatamente sospesa, e le autorità hanno aperto un’inchiesta per determinare le responsabilità e le dinamiche dell’accaduto.
La dinamica dell’incidente
Secondo quanto riportato dai quotidiani francesi Centre Presse Aveyron, Le Monde e Huffington Post France, il dramma si è consumato a Saint-Just, un piccolo villaggio vicino ad Ambert, durante una speciale del sabato pomeriggio. Una Peugeot 208 R2, impegnata in gara, è uscita improvvisamente di strada in una curva, travolgendo un gruppo di spettatori posizionati lungo il bordo del tracciato.
Due persone sono morte sul colpo a seguito dell’impatto, mentre una terza—inizialmente data come gravemente ferita—è deceduta durante il trasporto in ospedale. La quarta vittima, anch’essa uno spettatore, è stata ricoverata in codice rosso al CHU di Clermont-Ferrand, e si trova in prognosi riservata. Anche il pilota della vettura coinvolta è stato trasferito all’ospedale di Ambert per accertamenti, ma le sue condizioni non destano particolare preoccupazione.
Le vittime: due fratelli e un padre di famiglia
Il bilancio umano è particolarmente grave: secondo le informazioni fornite dal Huffington Post France, tra le vittime ci sono due fratelli, rispettivamente di 60 e 71 anni, e un uomo di 44 anni, padre di famiglia. Le autorità locali non hanno reso noti i nomi, ma hanno confermato il legame familiare tra le vittime, il che ha acuito ulteriormente il dolore della comunità.
Una zona vietata al pubblico
Uno dei punti centrali su cui si concentra l’inchiesta, aperta dalla procura della Repubblica di Clermont-Ferrand, riguarda il posizionamento degli spettatori al momento dell’incidente. Le prime ricostruzioni indicano che le vittime si trovavano in una zona interdetta, contrassegnata con nastro rosso, che secondo le normative federali francesi indica un’area pericolosa e vietata al pubblico.
Il procuratore ha confermato che verranno analizzate nel dettaglio le misure di sicurezza adottate dagli organizzatori, in particolare la segnaletica e la sorveglianza lungo il percorso, nonché eventuali negligenze da parte del pubblico o delle squadre di controllo. Gli investigatori hanno acquisito filmati e fotografie degli spettatori presenti nella zona interessata e stanno procedendo con le audizioni di testimoni e commissari di gara.
Manifestazione sospesa e reazioni
La direzione gara ha deciso di interrompere immediatamente la competizione, annullando sia le ultime prove della giornata che la cerimonia di premiazione prevista per domenica. In un comunicato diffuso poche ore dopo l’incidente, la Fédération Française du Sport Automobile (FFSA) ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando piena collaborazione con le autorità giudiziarie e promettendo una revisione delle procedure di sicurezza per le future edizioni.
Numerosi piloti e team partecipanti hanno espresso solidarietà sui social, mentre la comunità locale è ancora sotto shock. Secondo quanto riportato da Le Monde, già lo scorso anno la manifestazione era stata segnata da un episodio critico, con un commissario colpito da una vettura: un precedente che oggi viene rilanciato con maggiore attenzione alla luce della nuova tragedia.
Un interrogativo sulla sicurezza nei rally regionali
Il Rallye de la Fourme d’Ambert, pur essendo una manifestazione regionale, gode di una buona reputazione nel panorama nazionale ed è valido per la Coupe de France des Rallyes, attirando ogni anno decine di equipaggi e centinaia di appassionati. Tuttavia, proprio il grande afflusso di pubblico e la difficoltà di presidiare ogni punto del tracciato sollevano interrogativi sulla reale efficacia delle misure di sicurezza adottate nei rally locali, dove risorse e personale sono spesso limitati rispetto alle competizioni internazionali.
I protocolli della FFSA prevedono una rigida distinzione tra zone spettatori autorizzate e aree vietate, ma l’effettivo rispetto di tali regole dipende anche dalla disciplina del pubblico e dalla presenza sufficiente di addetti alla sicurezza. Non è raro che alcuni appassionati cerchino scorci migliori ignorando i segnali di divieto, con conseguenze potenzialmente fatali.









