Tricolore Rally 2026: il giallo delle proposte della Commissione
La sorpresa è arrivata poco dopo la pubblicazione delle anteprime: senza alcun preavviso, l’articolo è stato rimosso dal portale di Aci Sport. Nessuna scusa, nessuna spiegazione. La motivazione è che le informazioni pubblicate — seppur riprese da organi di stampa autorevoli — si sono rivelate errate.
Un colpo di scena in pieno stile “dietro le quinte” ha movimentato il mondo dei rally italiani nelle ultime ore. L’1 ottobre, non l’1 aprile, Aci Sport ha diffuso attraverso il proprio sito istituzionale un articolo di anteprima contenente le linee guida dei campionati nazionali per il 2026. Una comunicazione ufficiale che, nel giro di poche ore, è stata rilanciata da numerosi media e ripresa da diverse testate di settore e generaliste, generando un ampio dibattito tra appassionati e addetti ai lavori.
La sorpresa, tuttavia, è arrivata poco dopo: senza alcun preavviso, l’articolo è stato rimosso dal portale di Aci Sport. Nessuna scusa, nessuna spiegazione. La motivazione è che le informazioni pubblicate — seppur riprese da organi di stampa autorevoli — si sono rivelate errate e non corrispondenti ai reali progetti della Federazione per il futuro dei campionati. Una retromarcia repentina che ha lasciato molti interrogativi aperti, considerando il peso e la rilevanza delle anticipazioni diffuse.
Nel testo, che ormai circola ovunque online, erano contenute alcune novità sostanziali: il Campionato Italiano Assoluto Rally sarebbe rimasto con la configurazione del 2025, con un massimo di sette gare su asfalto; il Campionato Italiano Promozione avrebbe perso i titoli “CIRP 2RM” e “Under 25” e l’agevolazione dell’iscrizione gratuita alla gara successiva per i vincitori assoluti; il Campionato Italiano 2RM si sarebbe trasformato in una serie riservata esclusivamente alle vetture Rally4, senza ulteriori suddivisioni di classe.
Un passaggio controverso riguardava il nuovo Campionato Italiano Rally Challenger (CIRC), destinato a sostituire l’attuale Trofeo Italiano Rally: c’è chi lo vuole misto terra-asfalto e chi solo asfalto (tanto per cambiare di nuovo il nome alla serie). Qui, tra l’altro, le regole ipotizzate vietavano la partecipazione alle classifiche ai vincitori del CIAR Assoluto e del CIAR 2RM delle ultime quattro edizioni, mentre per i giovani era stato previsto un premio Under 25, riservato a chi corre con vetture Rally2/R5, consistente in un contributo per la stagione successiva nel CIAR Junior.
Altri punti toccavano il Campionato Italiano Rally Terra, che sarebbe stato riorganizzato su una singola giornata di gara con shakedown incluso (della serie inizi a correre alle 6 del mattino e finisci alle 22), e l’istituzione di un nuovo titolo nazionale dedicato ai costruttori di pneumatici, valido per CIAR, CIRC e Finale Nazionale. Infine, le Coppe Rally di Zona avrebbero accolto le vetture WRC (senza punteggio), con l’abolizione definitiva delle WRC Plus (non è vero) dal 2026.
Se queste anticipazioni hanno acceso le discussioni tra piloti, team e organizzatori, la loro rimozione ha lasciato un vuoto comunicativo. Da un lato c’è la consapevolezza che si trattasse di bozze regolamentari interne non ancora approvate, dall’altro resta il fatto che un documento pubblicato dal sito ufficiale e immediatamente rilanciato da più testate assume il valore di “semi-ufficialità”.
L’episodio evidenzia la delicatezza della fase di ridefinizione dei campionati rally italiani. Aci Sport si trova a bilanciare le esigenze di semplificazione e razionalizzazione del sistema con la necessità di tutelare i percorsi di crescita dei giovani e la sostenibilità economica di team e organizzatori. La scelta di rimuovere rapidamente il testo potrebbe essere interpretata come un tentativo di evitare fraintendimenti o speculazioni prima di una comunicazione definitiva.
In attesa di chiarimenti ufficiali, resta la curiosità e l’attesa per capire quali saranno davvero le regole del 2026. L’eco mediatica dimostra che ogni cambiamento nel panorama rallistico italiano ha un impatto immediato e diffuso, segno della vitalità e della passione che circondano il movimento. Ora la palla torna ad Aci Sport, chiamata a fornire nei prossimi mesi una versione chiara e definitiva di quella che, per poche ore, è sembrata la nuova fisionomia del rally nazionale.









