WRC – Bitti e Pirisinu conquistano il Mondialeddu 2026
Il giovane pilota di Macomer e il navigatore gallurese sono i migliori sardi del Rally Italia Sardegna: terzi tra le Rally3 dopo una gara segnata da problemi, ritiro e rimonta. Mara-Cottu vincono la Rally4, Fosci-Tendas la Rally5. Amaro epilogo per Marrone-Fresu e Dettori-Pisano.
Forse era davvero s’ùltimu ballu. E allora bisognava ballarlo fino alla fine. Fino all’ultima nuvola di polvere rimasta sospesa sulla Sassari-Argentiera. Fino all’ultimo chilometro di quelle strade che per oltre vent’anni hanno portato la Sardegna nel mondo. Fino ai bastioni di Alghero, dove domenica pomeriggio si sono incrociati campioni, vincitori, sconfitti e quella piccola pattuglia di equipaggi sardi che, ancora una volta, nel Rally Italia Sardegna ha corso qualcosa di diverso da un semplice rally. Perché per loro il Mondiale sull’Isola non è mai stato soltanto una gara.
È la gara di casa dentro il campionato più importante del mondo. È riconoscere una strada, un paese o un pezzo della propria terra dietro una curva affrontata in piena. È sentire il proprio nome gridato dietro le fettucce, trovare amici e famiglie a bordo prova, vedere i quattro mori sventolare mentre sullo stesso sterrato, pochi minuti prima o pochi minuti dopo, transitano i migliori piloti del pianeta. E se davvero il Rally Italia Sardegna 2026 dovesse essere ricordato come l’ultimo capitolo iridato corso sull’Isola, il Mondialeddu ha trovato due nuovi nomi da consegnare alla propria storia: Giuseppe Bitti e Giuseppe Pirisinu.
Sono loro i migliori tra gli equipaggi interamente sardi della ventitreesima edizione del Rally Italia Sardegna. Un riconoscimento che non compare nell’albo d’oro ufficiale del WRC, non assegna punti iridati e non necessita di regolamenti complicati per essere compreso da chi vive il rallismo isolano. Il Mondialeddu è una gara dentro la gara, diventata negli anni parte della cultura sportiva sarda: arrivare davanti a tutti gli altri equipaggi dell’Isola proprio quando la Sardegna diventa, per qualche giorno, il centro del mondo dei rally. E questa volta, per conquistarlo, Bitti e Pirisinu hanno dovuto perderlo e riprenderselo.
Bitti-Pirisinu, dal comando al ritiro e poi la rimonta
È stata una gara di altissimo livello quella disputata dal giovane pilota di Macomer, al debutto assoluto nel WRC, e dall’esperto navigatore gallurese. Con la loro Renault Clio Rally3 hanno concluso al 32° posto assoluto e terzo di classe Rally3, ma la classifica finale racconta soltanto una parte dei loro quattro giorni. Bitti e Pirisinu hanno infatti mostrato fin dalle prime battute un passo importante, riuscendo progressivamente a costruire un margine consistente sugli avversari di classe. Al termine della giornata di venerdì erano già arrivati i primi problemi, affrontando le ultime prove con il cambio bloccato, senza però perdere il controllo della propria gara.
Sabato un nuovo inconveniente, questa volta la rottura di un semiasse, non ha impedito loro di continuare. Il vantaggio nella Rally3 era arrivato nel frattempo a circa due minuti e l’equipaggio sardo occupava la 24ª posizione assoluta, oltre alla leadership di classe. Poi, sulla PS12, la doccia fredda: un altro problema meccanico li ha costretti al ritiro. Sembrava la fine della loro corsa al Mondialeddu. Non lo era. Rientrati domenica attraverso il Super Rally, Bitti e Pirisinu hanno ripreso a spingere, recuperando terreno e posizioni fino a riportarsi sul podio della Rally3. Sull’ultima prova, complice il ritiro di Francesco Marrone e Francesco Fresu, è arrivato anche il primato tra gli equipaggi interamente sardi.
Dal ritiro alla pedana di Alghero. Dal comando perduto al Mondialeddu conquistato. «Sono molto contento del risultato», ha raccontato Bitti al termine della gara. «Sono stati quattro giorni davvero impegnativi. Siamo partiti con il piede giusto, con un buon passo e un’ottima gestione della gara. Fino a sabato eravamo riusciti a prendere un buon vantaggio sugli avversari di classe, eravamo primi con due minuti di margine». Una gara tutt’altro che semplice: «I problemi non sono mancati. Venerdì sera abbiamo fatto le ultime prove con il cambio bloccato e, nonostante tutto, siamo riusciti a tenere testa. Sabato mattina abbiamo rotto un semiasse e alla sera abbiamo avuto un’altra rottura meccanica che ci ha costretto al ritiro».
Poi la domenica della riscossa: «Siamo ripartiti con il Super Rally e abbiamo fatto una grande rimonta che ci ha portato al terzo posto di classe. Sull’ultima prova, in seguito all’uscita di Francesco, abbiamo preso anche il primato tra i sardi. È stata una gara emozionante e produttiva anche dal punto di vista tecnico: c’è stato un ottimo miglioramento del feeling con la macchina. Un’esperienza bellissima portata a casa. Voglio ringraziare tutto il team e gli sponsor che mi hanno sostenuto».
Marrone-Fresu, il Mondialeddu sfuma sull’ultima prova
Se Bitti e Pirisinu hanno potuto festeggiare sui bastioni, dall’altra parte della classifica c’è la grande amarezza di Francesco Marrone e Francesco Fresu. A bordo della Skoda Fabia Rally2 Evo, il pilota di Buddusò e il navigatore di Berchidda erano riusciti a superare diversi problemi accusati tra venerdì e sabato e si erano presentati alla giornata conclusiva ancora in corsa. Per Marrone quella del 2026 aveva inoltre un significato particolare: era la sua 23ª partecipazione al Rally Italia Sardegna, avendole disputate tutte dalla nascita della gara iridata sull’Isola. Il traguardo numero ventitré, però, non è arrivato.
Marrone e Fresu si sono presentati sulla PS17 Sassari-Argentiera, ultima prova del rally, al 30° posto assoluto e in testa tra gli equipaggi sardi. Proprio quando Alghero sembrava ormai vicinissima, sono stati costretti al ritiro. Un epilogo durissimo che ha consegnato definitivamente il Mondialeddu nelle mani di Bitti e Pirisinu.
Dettori-Pisano, gara interrotta sulla Monti di Alà
Amaro anche il Rally Italia Sardegna di Giuseppe Dettori e Carlo Pisano, al via con la Skoda Fabia RS Rally2. L’equipaggio sardo aveva raggiunto la 26ª posizione assoluta, prima che la propria gara terminasse nel secondo passaggio sulla Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno. Un incidente ha costretto Dettori e Pisano ad alzare definitivamente bandiera bianca, interrompendo anzitempo una gara nella quale stavano occupando una posizione importante nella classifica assoluta. Un altro equipaggio di grande esperienza fuori dai giochi, in un’edizione che non ha concesso praticamente nulla.
Ledda-Mele, due stop e la soddisfazione di arrivare ad Alghero
È stato un Rally Italia Sardegna particolarmente travagliato anche per Valentino Ledda e Claudio Mele, impegnati con la Opel Corsa Rally4. Il pilota inserito nel programma ACI Team Italia ha dovuto fare ricorso al Super Rally dopo lo stop arrivato venerdì sulla PS6, per poi essere nuovamente costretto ad alzare bandiera bianca sabato sulla PS12. Ledda e Mele non si sono però arresi e sono tornati ancora una volta in gara domenica, riuscendo finalmente a completare l’ultima tappa e raggiungere Alghero al 42° posto assoluto.
«Abbiamo concluso la giornata della domenica e non è stato poco con una vettura come la Opel Rally4», ha commentato Ledda ai canali ACI. «Abbiamo fatto quanto meglio possibile. Peccato esserci fermati nella prima e nella seconda tappa, ma è stata comunque un’esperienza davvero interessante». Più che la posizione finale, resta quindi l’esperienza accumulata in uno dei rally più duri dell’intera stagione mondiale.
Mara-Cottu si prendono la Rally4
Tra le note più positive della pattuglia isolana c’è anche la gara di Gianluca Mara e Veronica Cottu. Con la loro Peugeot 208 Rally4, i due hanno costruito una prova regolare e concreta, evitando gli errori e le insidie che hanno falcidiato numerosi concorrenti nel corso delle tre tappe. La ricompensa è arrivata ad Alghero con il 40° posto assoluto e soprattutto la vittoria di classe Rally4 e il conseguente primato tra le RC4/2WD, un gran bel risultato che li inserisce a pieno titolo tra i protagonisti sardi e non solo dell’edizione 2026.
Tilocca-Musu, un rally complicato fin da Ittiri
Non hanno invece raggiunto il traguardo Giuliano Tilocca e Fabrizio Musu. I problemi erano iniziati praticamente subito, già durante la prova spettacolo di Ittiri, costringendo l’equipaggio a una gara tutta in salita. Dopo essere rientrati attraverso il Super Rally, Tilocca e Musu hanno provato a proseguire la loro avventura mondiale, ma la corsa si è definitivamente interrotta domenica sulla PS15 a causa di problemi meccanici.
Fosci-Tendas vincono la Rally5
Pedana di Alghero e successo di classe, invece, per Moreno Fosci e Angelo Tendas. L’equipaggio ha completato una gara di sostanza conquistando il 43° posto assoluto e la vittoria in Rally5, riuscendo soprattutto a portare la vettura fino alla conclusione di un’edizione particolarmente selettiva. Alle loro spalle, nella stessa classe, hanno raggiunto Alghero anche Giovanni e Andrea Di Luigi, sardi d’adozione in quanto Giovanni ha spesso corso il RIS e non solo in Sardegna, 44° assoluti. Nonostante alcuni problemi incontrati durante il fine settimana, sono riusciti a completare il rally e salire sulla pedana finale.
Cottu e Tali, Sardegna anche sul sedile di destra e al volante
Il quadro della presenza isolana si completa con altri due nomi. Pietro Paolo Cottu ha raggiunto il traguardo al fianco di Giuseppe Pozzo sulla Skoda Fabia RS Rally2, chiudendo al 30° posto assoluto e risultando il miglior navigatore sardo arrivati fino alla pedana finale. Traguardo anche per il pilota arzachenese Francesco Tali, navigato da Gianina Libera sulla Ford Fiesta Rally2, che ha terminato la ventitreesima edizione del Rally Italia Sardegna in 36ª posizione assoluta.
Alla fine, sui bastioni di Alghero, c’era chi festeggiava una vittoria di classe, chi semplicemente il privilegio di essere riuscito ad arrivare e chi quella pedana l’ha vista sfumare quando ormai sembrava a portata di mano. E in mezzo a loro c’erano Bitti e Pirisinu. Ventiquattresimi assoluti e primi di classe prima di fermarsi. Fuori dalla gara il sabato. Di nuovo dentro la domenica. Poi terzi tra le Rally3 e primi dei sardi. Il Mondialeddu 2026 è loro. Se davvero questa dovesse essere stata l’ultima volta del Mondiale sulle strade dell’Isola, rimarranno le classifiche, le fotografie e la polvere. Ma soprattutto rimarranno i nomi di chi, per ventitré edizioni, ha avuto la possibilità di correre il Mondiale senza smettere, neppure per un chilometro, di correre a casa propria.
Forse era davvero s’ùltimu ballu. E i sardi, fino all’ultima Sassari-Argentiera, non hanno mai smesso di ballare.








