WRC – Grégoire Munster alla prova del nove
Mentre i riflettori del WRC sono puntati sulla lotta al vertice, in Cile c’è un’altra sfida cruciale: quella di Munster, chiamato a dimostrare tutto il suo valore.
Nel Mondiale Rally tutta l’attenzione è naturalmente concentrata sull’emozionante lotta per il titolo che vede coinvolti quattro piloti. Una battaglia avvincente che sta catturando l’attenzione di fan e addetti ai lavori, ma il Rally del Cile rappresenta anche un crocevia importante per un altro protagonista, meno sotto i riflettori ma altrettanto bisognoso di risultati: Grégoire Munster.
Durante l’ultimo episodio del podcast SPIN, The Rally Pod, Colin Clark, Alasdair Lindsay ed Eliot Barnard hanno analizzato proprio il momento delicato del pilota M-Sport, arrivando a una conclusione chiara: il Rally del Cile potrebbe e si spera dovrebbe essere il suo momento. Il motivo? A differenza di altre tappe del calendario WRC, in Cile Munster non parte svantaggiato dal punto di vista dell’esperienza.
Il lussemburghese ha già affrontato questa gara due volte con una vettura Rally1, cosa che non si può dire per il suo compagno di squadra Josh McErlean, alla sua prima partecipazione in terra cilena. Con la fine della stagione ormai alle porte, Munster non ha più tempo da perdere: è il momento di dimostrare il suo valore in modo chiaro e concreto, dato che al momento non ha un sedile confermato per la prossima stagione.
Il miglior risultato stagionale resta il quinto posto assoluto al Safari Rally, una gara che avrebbe potuto raccontare una storia molto diversa. Munster ha infatti mostrato un buon ritmo in Kenya, firmando il secondo scratch della sua carriera (dopo il primo ottenuto al Monte‑Carlo), ma una raffica di problemi tecnici e forature lo ha escluso da quella che, con un po’ più di fortuna, sarebbe potuta essere la sua prima vera occasione da podio.
Nel resto del campionato, i risultati sono rimasti su un livello discreto, ma ben lontani dall’esplosione sperata. In Svezia è arrivato ottavo, in Portogallo e in Finlandia ha chiuso nono, mentre in Estonia è riuscito a strappare un decimo posto che ha comunque portato qualche punto prezioso. Sono però ben sei i rally in cui non ha raccolto alcun punto, e questo pesa enormemente sul bilancio complessivo della sua stagione.
In Sardegna è uscito di strada salvo poi rientrare col super-rally (come in Paraguay), così come al Monte‑Carlo, dove però aveva vissuto un lampo di luce firmando la sua prima vittoria di tappa in carriera prima dell’incidente. Anche all’Acropolis il ritiro è arrivato anzitempo, questa volta a causa di noie meccaniche. La sua classifica generale parla chiaro: decima posizione con 21 punti, meno della metà dei 46 che aveva raccolto alla fine della scorsa stagione.
Eppure, il tempo per cambiare rotta c’è ancora. Mancano alcune gare importanti, a partire dal Rally del Cile — dove Munster ha già esperienza con una Rally1 e dove, per una volta, potrebbe partire senza il consueto svantaggio dell’inesperienza. Serve però un colpo, un risultato vero. Un podio? Magari, ma al momento obbiettivo quasi impossibile dato la potenza dei quattro contenenti al titolo, ma anche delle “seconde” guide di Toyota e Hyundai. Ma serve almeno una gara in cui lasciare il segno, in cui finalmente si veda non solo il potenziale, ma anche la concretezza.
Il 2025 di Munster non è stato disastroso, ma neanche sufficiente per blindare il suo futuro nel WRC. Ha mostrato sprazzi di talento e velocità, ma la costanza non è ancora arrivata. Se vuole restare a questi livelli — e magari salire ancora — deve trasformare i segnali in risultati. Il tempo c’è, ma comincia a stringere.









