WRC – Neuville e il 2027: nuove regole sotto accusa
Il Campione del mondo 2024 non ha ancora un sedile. E si unisce al coro di critiche verso il regolamento WRC27, mentre il Mondiale Rally resta avvolto dall’incertezza.
A poco più di sei mesi dall’inizio della stagione 2027, quella che segnerà il debutto dei nuovi regolamenti tecnici del Mondiale Rally, il futuro di Thierry Neuville è ancora tutto da scrivere. Il campione del mondo 2024 ha ammesso apertamente di non sapere quale sarà il suo programma per il prossimo anno, in uno scenario che riflette perfettamente le incertezze che stanno accompagnando la rivoluzione del WRC. La situazione del pilota belga è strettamente legata a quella di Hyundai. Salvo clamorosi colpi di scena, la casa coreana non schiererà una vettura nella categoria regina nel 2027, lasciando Neuville senza il team con cui ha costruito gran parte della propria carriera.
Sul fronte degli altri costruttori, Toyota appare oggi l’unica certezza. La squadra giapponese dovrebbe confermare gran parte dell’attuale formazione, con l’unico interrogativo rappresentato dal futuro di Sébastien Ogier. Anche Ott Tänak, come dichiarato durante il Rally Roma Capitale, non ha ancora deciso cosa farà nel 2027, ma qualora scegliesse di proseguire nel Mondiale Rally, la destinazione più probabile sarebbe proprio il team Toyota.
Per Neuville, al momento, l’unica concreta possibilità di restare nella massima categoria sembra essere il progetto del team belga Project Rally One. Anche in questo caso, però, i punti interrogativi sono numerosi: non è ancora chiaro quale sarà il programma della squadra, con quali vetture correrà, quali piloti schiererà e se sarà presente per l’intera stagione oppure soltanto in alcuni appuntamenti. “Potrei disputare una stagione completa oppure un programma part-time”, ha spiegato Neuville a DirtFish. “Al momento non ne ho idea. Nessuno sa ancora quale sarà il nostro piano gare per il prossimo anno. Onestamente sono concentrato soprattutto sulla seconda parte di questa stagione, perché il 2027 è ancora completamente in stand-by.”
L’incertezza, però, non riguarda soltanto il mercato piloti. Come molti protagonisti del WRC, anche Neuville attende di conoscere le linee guida del nuovo promotore del campionato, dalle quali dipenderanno molte delle decisioni future. “Ci sono stati alcuni annunci, ma li aspettavamo già da tempo. Attendiamo di conoscere la direzione che prenderà il nuovo promotore del WRC. So che il management Hyundai sta lavorando con tutte le parti coinvolte per definire il futuro, ma al momento non è stata presa alcuna decisione. Una cosa è certa: Hyundai non avrà una Rally1. Sapendo questo, praticamente tutto resta in sospeso, anche per me.”
Ma è soprattutto sui regolamenti WRC27 che il belga ha espresso le parole più dure, entrando così a far parte di un fronte sempre più ampio di piloti che guardano con forte scetticismo alla riforma voluta dalla FIA. Dopo le perplessità già manifestate nei mesi e giorni scorsi da Andreas Mikkelsen, Sébastien Ogier e da altri protagonisti del Mondiale, anche Neuville ha criticato apertamente l’impianto tecnico del nuovo regolamento, in particolare la possibilità che vetture appartenenti a categorie differenti possano competere per le posizioni di vertice.
“Non lo so. Dipenderà dalle opportunità che si presenteranno e spero che, una volta annunciato il promotore, avremo finalmente un quadro più chiaro della strategia che questo vorrà adottare nel Mondiale.. A dire il vero, la mia opinione personale su questo nuovo regolamento è piuttosto negativa. Avrei preferito che tutte le squadre fossero obbligate a utilizzare le stesse vetture, anziché creare tre diverse categorie di auto che si contendono la testa della rally.”
Una posizione che conferma come le perplessità non siano più episodi isolati, ma rappresentino un malessere diffuso nel paddock. Se l’obiettivo della FIA era quello di ridurre i costi e attirare nuovi costruttori, molti piloti temono invece che il risultato possa essere un campionato meno chiaro dal punto di vista tecnico e sportivo, con prestazioni difficili da confrontare e un’identità della categoria regina destinata ad affievolirsi.
A pochi mesi dall’avvio della nuova era, il WRC si trova così davanti a una delle fasi più delicate della sua storia recente. Tra costruttori ancora indecisi, piloti senza un futuro definito e regolamenti che continuano a dividere gli addetti ai lavori, il 2027 resta un grande punto interrogativo. E finché non arriveranno risposte concrete sul promotore, sulle squadre e sul reale livello di partecipazione, l’impressione è che l’incertezza continui a essere il vero protagonista del futuro del Mondiale Rally.









