WRC – Promoter e FIA cercano terra negli USA e c’è il contratto
Gli Stati Uniti si apprestano a rientrare ufficialmente nel calendario del WRC. La conferma arriva dopo mesi di speculazioni iniziate nell’estate del 2024. L’evento statunitense è assente dal mondiale dal Rally di Washington del 1988.
Il protagonista principale della notizia è il WRC Promoter, rappresentato da Simon Larkin, direttore dell’evento, che ha confermato l’imminente ritorno degli Stati Uniti nel calendario del Campionato mondiale rally (WRC). In collaborazione con un organizzatore locale, lo stesso Promoter sta finanziando direttamente il progetto, un fatto insolito rispetto alla consuetudine del WRC.
Gli Stati Uniti si apprestano a rientrare ufficialmente nel calendario del WRC. La conferma arriva dopo mesi di fondati pettegolezzi iniziati nell’estate del 2024. L’evento statunitense, assente dal mondiale dall’Olympus Rally del 1988 (con l’eccezione dell’esperimento del Rally Colorado nel 1989, mai inserito nel calendario ufficiale), rappresenta un ritorno simbolicamente e strategicamente rilevante per la FIA e per i promotori del campionato. Non si tratta solo di un’aggiunta geografica, ma di un investimento mirato sul più grande mercato automobilistico del mondo, dove il rally ha tradizionalmente faticato a imporsi rispetto a discipline come NASCAR, IndyCar o, più recentemente, la Formula 1.
L’evento è previsto per l’anno prossimo, ossia nel 2026. Tuttavia, secondo quanto rivelato da Simon Larkin, già entro la fine del 2025 si terrà un rally di prova per valutare la logistica, l’impatto sul pubblico e la gestione tecnica dell’evento. Il contratto siglato ha validità pluriennale, segnale dell’impegno a lungo termine da parte degli organizzatori.
Il rally si svolgerà nello stato del Tennessee, più precisamente a Chattanooga e nei suoi dintorni. La scelta di questa località non è casuale: Chattanooga, situata tra le montagne Appalachi meridionali, offre un paesaggio variegato e impegnativo, con strade sterrate, dislivelli accentuati e scenari naturali di grande suggestione, ideali per un rally di livello mondiale. La città, inoltre, gode di una crescente vitalità culturale e logistica, risultando ben collegata e in grado di sostenere l’organizzazione di un evento internazionale.
Il ritorno del WRC negli Stati Uniti risponde a una precisa strategia di espansione e consolidamento del campionato in mercati chiave. Simon Larkin ha sottolineato che l’approccio in America sarà differente rispetto ad altre nazioni: “Abbiamo sempre detto che lì avremmo adottato un modello di business diverso e continueremo su questa strada”. Ciò significa che, a differenza del modello tradizionale dove sono gli organizzatori locali a coprire i costi per ospitare un rally, nel caso statunitense sarà il WRC Promoter stesso a finanziare direttamente l’evento, tramite una joint venture. Questo approccio riflette l’importanza strategica degli USA per la crescita del campionato e per attrarre sponsor globali, media e pubblico giovane.
Il ritorno del WRC negli Stati Uniti è anche una risposta al crescente interesse per le competizioni motoristiche internazionali nel paese, come dimostrato dal successo della Formula 1 a Miami, Austin e Las Vegas. Un evento rallystico ben strutturato potrebbe intercettare una nuova fascia di appassionati e riportare visibilità a una disciplina che, negli anni ’70 e ’80, aveva tentato di imporsi nel panorama motorsportivo americano senza mai sfondare.
A oggi, tutto sembra indicare che la macchina organizzativa sia ben avviata. I preparativi sono già in corso, i contratti sono stati firmati e il rally americano del 2026 è più che una possibilità: è ormai una certezza. Se l’evento riuscirà a imporsi anche a livello di pubblico e visibilità, si aprirà una nuova stagione per il WRC, in cui il mercato nordamericano potrebbe finalmente occupare un ruolo centrale nella mappa globale del rally.








