WRC2 – Lancia, il bilancio dopo il debutto
La prima uscita del Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha mostrato una competitività immediata. Nel corso del rally, la vettura ha totalizzato otto vittorie di prova speciale nella classifica WRC2: sette firmate da Yohan Rossel e una da Nikolay Gryazin. Un dato che, al di là della classifica finale, racconta molto del valore del pacchetto tecnico sviluppato da Lancia Corse HF.
Il Rallye Monte-Carlo 2026 ha segnato il ritorno ufficiale della Lancia nel Campionato del Mondo Rally attraverso la categoria WRC2, con il debutto della nuova Ypsilon HF Integrale Rally2. Già il solo rivedere il marchio torinese nei parchi assistenza del Mondiale aveva un forte valore simbolico, ma ciò che è emerso in prova ha dato a questo rientro una portata molto più concreta. Nonostante un risultato finale condizionato dagli errori dei due piloti ufficiali, Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, la vettura ha dimostrato fin da subito di possedere un potenziale tecnico di alto livello. La Lancia non è tornata nel WRC per una semplice operazione d’immagine: è rientrata con un progetto pensato per competere realmente, e Monte-Carlo, con le sue condizioni estreme, lo ha messo subito in evidenza.
Un debutto subito competitivo
La prima uscita del Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha mostrato una competitività immediata. Nel corso del rally, la vettura ha totalizzato otto vittorie di prova speciale nella classifica WRC2: sette firmate da Yohan Rossel e una da Nikolay Gryazin. Un dato che, al di là della classifica finale, racconta molto del valore del pacchetto tecnico sviluppato da Lancia Corse HF. Ancora più significativo è stato il dominio nella giornata di domenica, quando le quattro prove speciali, inclusa la Power Stage sul leggendario Col de Turini, sono state tutte vinte dalla Ypsilon. È vero che questi tempi sono arrivati in una fase in cui i due piloti Lancia non avevano più nulla da perdere e gli avversari erano impegnati nella gestione delle posizioni di classifica, ma resta il fatto che il livello di prestazione espresso è stato assoluto e non relativo.
Errori che hanno pesato sul risultato
Se il bilancio sportivo non si è tradotto in una vittoria nel WRC2, la responsabilità non è da ricercare nella vettura ma negli episodi che hanno condizionato la gara dei due equipaggi. Yohan Rossel ha riconosciuto apertamente che l’errore nella PEC1 ha compromesso in modo decisivo le sue possibilità di successo nella categoria. Un singolo episodio, in un rally come Monte-Carlo, è spesso sufficiente a far crollare un’intera strategia, soprattutto quando le condizioni di aderenza cambiano di curva in curva. Nikolay Gryazin, dal canto suo, ha vissuto un fine settimana altrettanto complicato, definendo questa edizione come la più difficile del Monte-Carlo a cui abbia mai partecipato. Le condizioni estreme hanno amplificato ogni minima imprecisione, rendendo quasi impossibile recuperare terreno una volta persa la continuità.
Le parole di Rossel e Gryazin
Yohan Rossel non ha nascosto la propria frustrazione, ma allo stesso tempo ha ribadito con forza la fiducia nel nuovo progetto Lancia. Il pilota francese ha sottolineato che la Ypsilon Rally2 HF Integrale ha risposto pienamente alle aspettative in termini di prestazione e di comportamento su un fondo così variabile come quello del Monte-Carlo. “Il problema questo fine settimana non è stato la macchina, ma io”, ha ammesso Rossel, lasciando intendere che, con una maggiore pulizia di guida, il risultato avrebbe potuto essere molto diverso. Nikolay Gryazin ha espresso un concetto simile, evidenziando come la vettura abbia reagito esattamente a ciò che gli veniva chiesto anche nelle situazioni più critiche, dal ghiaccio vivo alla fanghiglia, aggiungendo che ora spetta a lui elevare il proprio livello per sfruttare appieno il potenziale del pacchetto tecnico che ha a disposizione.
Il significato del ritorno di Lancia
Per la CEO della Lancia, Roberta Zerbi, il valore di questo ritorno va ben oltre i numeri della classifica. Il Rallye Monte-Carlo è stato vissuto come una tappa fondativa del nuovo corso sportivo del marchio, una base solida su cui costruire il futuro nei rally. Zerbi ha sottolineato il significato simbolico e sportivo del rientro nel WRC, evidenziando come l’impatto mediatico e tecnico di questo debutto abbia già raggiunto l’obiettivo principale: dimostrare che Lancia è tornata con un progetto serio, credibile e competitivo. In un contesto così selettivo, riuscire a emergere immediatamente per prestazioni è un segnale forte, soprattutto per un costruttore che rientra dopo anni di assenza dal palcoscenico mondiale.
Il bilancio di Didier Clément
Il direttore di Lancia Corse HF, Didier Clément, ha definito il fine settimana di Monte-Carlo “storico per la Lancia nel Campionato Mondiale di Rally”. Le sue parole sintetizzano bene il doppio volto di questo debutto: da un lato gli errori dei piloti, definiti “minori” ma con “grandi conseguenze”, dall’altro la dimostrazione concreta del valore della Ypsilon Rally2 HF Integrale. Clément ha evidenziato come il nuovo modello sia stato in grado di conquistare un numero significativo di migliori tempi nel WRC2, sottolineando in particolare la prestazione straordinaria di Yohan Rossel nella giornata di domenica, con il miglior tempo in tutte le prove speciali e la vittoria nella classifica generale del Super Sunday. Un risultato che, pur non cambiando la classifica finale, ha un peso enorme in termini di credibilità sportiva.
Il futuro che prende forma
Il ringraziamento di Clément a tutta la squadra e l’affermazione che “le colori Lancia hanno davvero brillato questo fine settimana” chiudono idealmente il cerchio di un esordio che, pur senza una vittoria in WRC2, ha lasciato un segno profondo. Monte-Carlo 2026 ha dimostrato che il progetto Ypsilon Rally2 HF Integrale è già in grado di stare al vertice della categoria, e che gli elementi su cui lavorare riguardano più l’esecuzione in gara che la competitività della vettura. In uno dei rally più selettivi del mondo, riuscire a imporsi per tempi e prestazione pura è un segnale inequivocabile. Per Lancia, questo debutto non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che, se supportato da continuità e sviluppo, può riportare il marchio italiano stabilmente tra i protagonisti del Mondiale Rally.









