Piero Liatti, l’uomo del “Monte”
L’esperienza di Piero Liatti offre numerosi spunti per comprendere l’evoluzione del rally italiano e mondiale negli anni ’90 e nei primi anni del Duemila. La sua carriera, scandita da successi e difficoltà, vittorie e delusioni, rappresenta un modello di come il talento individuale possa emergere in un contesto altamente competitivo e tecnologicamente complesso.
Piero Liatti, nato a Biella il 7 maggio 1962, è senza ombra di dubbio una delle figure più importanti del rally italiano negli anni ’90, capace di conquistare un successo nel Campionato del Mondo Rally e di imporsi anche a livello europeo, vincendo il Campionato europeo rally nel 1991. La sua carriera si distingue per la combinazione di velocità naturale, abilità nell’interpretare le prove su asfalto e resilienza nelle gare su sterrato, qualità che gli hanno permesso di farsi spazio in un panorama internazionale dominato da piloti nordici e francesi. La sua vittoria al Rally di Monte Carlo nel 1997 resta uno dei momenti più memorabili per il motorsport italiano, collocandolo in un ristretto gruppo di connazionali capaci di vincere almeno una prova del Mondiale, tra cui Miki Biasion, Sandro Munari, Andrea Aghini, Franco Cunico, Tony Fassina, Fulvio Bacchelli e Raffaele Pinto.
La carriera agonistica di Liatti inizia nel contesto nazionale, nel Campionato Italiano Rally, dove dimostra fin dalle prime apparizioni una straordinaria velocità e una naturale predisposizione alle sfide più tecniche. Già nel 1985, Liatti si impone vincendo il Trofeo Fiat Uno Turbo, un monomarca che rappresentava allora un passaggio fondamentale per giovani piloti emergenti. Questo successo gli consente di attirare l’attenzione del team Esso Grifone, con il quale prende parte a gare selezionate, dapprima al volante della Lancia Rally 037 e successivamente con la Lancia Delta Gruppo A, mostrando una capacità di adattamento notevole a vetture di potenza crescente e alle differenti caratteristiche delle gare italiane e internazionali.
Il passaggio successivo avviene nel 1991, quando Liatti entra a far parte dell’ART dei fratelli Alessandrini. In questa fase della carriera, la sua crescita tecnica si manifesta soprattutto grazie alle competenze acquisite sulla Lancia Delta 16v e sulla Delta Evoluzione, vetture con cui ottiene risultati di rilievo anche all’estero. Tra questi, spicca il secondo posto al Rally di Nuova Zelanda nel 1992, in coppia con il navigatore Luciano Tedeschini, una prestazione che conferma la capacità di Liatti di misurarsi con circuiti internazionali complessi e variabili, caratterizzati da strade strette, rapide e spesso scivolose.
Nel 1993, il team ART introduce in Italia la Subaru Legacy Gruppo A, una vettura innovativa per l’epoca. Liatti ottiene rapidamente buoni risultati, dimostrando una particolare affinità con i modelli della casa giapponese. Questa fase culmina nel 1995, quando viene chiamato dalla Prodrive, la scuderia britannica guidata da David Richards, per correre in alcune gare del Mondiale Rally al volante della Subaru Impreza ufficiale. La collaborazione con Prodrive rappresenta un punto di svolta nella carriera di Liatti, che si conferma competitivo soprattutto sulle prove asfaltate, dove la precisione di guida e la gestione della vettura risultano determinanti.
L’avventura con Subaru inizia concentrandosi sulle gare asfaltate del Mondiale, con particolare attenzione al Rally di Monte Carlo, alla Corsica e alla Catalunya. Nei primi appuntamenti ottiene rispettivamente un ottavo, un sesto e un terzo posto, mentre in Italia, al Rally di Sanremo, conquista una vittoria valida per la Coppa del Mondo 2 litri, dimostrando come la sua velocità sull’asfalto fosse difficile da contrastare. La stagione successiva, nel 1996, lo vede impegnato in tutte le gare del Mondiale, eccezion fatta per la Finlandia, consolidando il rapporto con il navigatore Fabrizia Pons a partire dal Rally dell’Indonesia. Durante questa stagione, Liatti si posiziona costantemente tra i primi piloti ufficiali della squadra, ottenendo un secondo posto in Indonesia e in Spagna e risultati significativi anche in altre prove, mentre partecipa al Campionato Rally Asia-Pacifico con un terzo posto in Nuova Zelanda e un ritiro in Cina quando era leader provvisorio.
Il 1997 rappresenta l’apice della carriera di Piero Liatti. Pur essendo schierato soltanto nelle gare asfaltate e in Inghilterra, debutta con la nuova Subaru Impreza WRC ottenendo immediatamente una vittoria schiacciante al Rally di Monte Carlo. Questa rimane la sua unica vittoria nel Mondiale, ma rappresenta un risultato storico per l’Italia nel rally moderno. La stagione prosegue con un secondo posto in Spagna, dove Liatti si confronta in una serrata battaglia con Tommi Mäkinen, e un quinto posto in Corsica. Al Rally di Sanremo, dimostra una velocità impressionante nelle prime tappe, ma viene costretto da David Richards, direttore di Prodrive, a cedere la vittoria a Colin McRae per motivi strategici legati alla classifica piloti, un episodio che testimonia la complessità delle dinamiche interne alle squadre di vertice e l’importanza delle strategie di campionato.
La stagione 1998 vede Liatti impegnato come seconda guida di Subaru, partecipando a tutte le gare eccetto la Finlandia. Nonostante la competenza dimostrata, la stagione è caratterizzata da risultati altalenanti: oltre a un terzo posto in Corsica e a un secondo al Sanremo, Liatti colleziona numerosi ritiri e piazzamenti mediocri, che portano la squadra a non rinnovare il suo impegno per l’anno successivo. La stagione successiva, il 1999, lo vede alla guida della SEAT Córdoba per una stagione completa. Liatti cambia navigatore, passando da Fabrizia Pons a Carlo Cassina, ma la vettura si rivela lenta e poco affidabile, relegandolo spesso nelle retrovie e impedendogli di esprimere appieno le proprie capacità. Dopo alcuni buoni risultati iniziali, come il sesto posto a Monte Carlo, la stagione si trasforma in un susseguirsi di ritiri e piazzamenti arretrati, portando alla decisione di interrompere la collaborazione con la casa spagnola.
Dopo una fase di riflessione sul ritiro dalle competizioni, Liatti riceve nel 2000 la chiamata della Ford, che lo schiera come terza guida con la Focus WRC in Corsica e a Sanremo. In questa occasione, ottiene un sesto posto in Corsica e un ritiro in Italia, dimostrando comunque la sua capacità di adattarsi a vetture differenti e di mantenere un livello di competitività notevole nonostante i limiti imposti dal ruolo di terza guida. Nel 2001, la Hyundai affida a Liatti una Accent WRC per sei gare del Mondiale: Monte Carlo, Catalunya, Cipro, Sanremo, Corsica e Galles. Questa esperienza si rivela purtroppo insoddisfacente, con un solo arrivo, l’ottavo posto in Corsica, e cinque ritiri, evidenziando le difficoltà di interpretare vetture meno competitive e la complessità del panorama rallystico internazionale di quel periodo.
Pur avendo ridotto la sua presenza nel Mondiale, Piero Liatti continua a partecipare a gare italiane e selezionate internazionali anche nei primi anni del Duemila, con partecipazioni al Rally d’Italia nel 2003 e 2004 con la Peugeot 206 S1600. La passione per il rally non si esaurisce con l’attività agonistica: Liatti acquista la Subaru Impreza WRC con cui aveva ottenuto l’ultimo podio mondiale (Corsica 1998), continuando a correre in alcune gare e eventi nel nord Italia. Parallelamente, diventa istruttore presso la Scuola Rally della CSAI a Vallelunga, trasmettendo esperienza e competenze tecniche alle nuove generazioni di piloti, un ruolo fondamentale per la crescita del motorsport italiano.
Il palmarès di Liatti, seppur caratterizzato da un numero limitato di vittorie nel Mondiale, riflette una carriera di grande sostanza e continuità. Oltre alla vittoria al Rally di Monte Carlo 1997, che rappresenta il culmine della carriera, vanta anche il successo al Rally di Sanremo 1995 nella Coppa del Mondo 2 litri costruttori, gara che quell’anno non assegnava punti per il campionato piloti o costruttori, ma era valida solo per la Coppa 2 litri e per il Campionato Italiano Rally. Questo successo, insieme alla vittoria europea del 1991, sottolinea la costanza e la capacità di competere su più fronti, dalla scena nazionale a quella internazionale.
Il contributo di Liatti al rally italiano si misura non solo in termini di risultati, ma anche per l’influenza sulla percezione dei piloti italiani all’interno del Mondiale. In un’epoca in cui il panorama internazionale era dominato da piloti nordici e francesi, riuscire a conquistare una vittoria al Monte Carlo e ottenere risultati significativi in altre prove di asfalto ha rappresentato un segnale di competitività per i piloti italiani. La sua abilità di leggere le prove, adattarsi rapidamente alle condizioni e sfruttare al massimo le potenzialità della vettura ha costituito un modello di riferimento per chi è venuto dopo.
Dal punto di vista tecnico, Liatti ha mostrato un’eccellente capacità di gestione della vettura su asfalto, abilità che gli ha consentito di ottenere risultati straordinari in gare caratterizzate da fondo variabile, neve, ghiaccio e asfalto bagnato. La sua velocità pura, unita a una guida pulita e precisa, gli ha permesso di ottenere margini significativi sugli avversari in condizioni difficili, mentre la resilienza e la costanza gli hanno garantito di non sfigurare anche su sterrato, dove la sua esperienza e il talento si combinavano per limitare errori e massimizzare le prestazioni.
Inoltre, la carriera di Liatti evidenzia come il ruolo di navigatore e team manager sia fondamentale nel rally moderno. La collaborazione con Fabrizia Pons e successivamente con Carlo Cassina ha mostrato come la sinergia tra pilota e navigatore sia essenziale per interpretare correttamente le prove speciali e ottenere il massimo dalla vettura. Allo stesso modo, la gestione della squadra, come dimostrato dall’episodio del Rally di Sanremo 1997 con David Richards e Colin McRae, ha illustrato come strategie e scelte aziendali possano influenzare direttamente i risultati in gara, indipendentemente dalla prestazione individuale del pilota.
Dal punto di vista storico, Piero Liatti rimane una delle figure di riferimento del rally italiano, simbolo di talento e determinazione. La vittoria al Monte Carlo e il palmarès europeo e nazionale dimostrano come fosse in grado di competere ad altissimo livello, mentre la capacità di adattamento a differenti vetture e regolamenti testimonia una versatilità rara. La sua carriera, sebbene segnata da alti e bassi nelle stagioni con vetture meno competitive, resta un esempio di come talento, preparazione tecnica e determinazione possano portare un pilota a lasciare un segno indelebile nel panorama internazionale.
L’esperienza di Piero Liatti offre numerosi spunti per comprendere l’evoluzione del rally italiano e mondiale negli anni ’90 e nei primi anni del Duemila. La sua carriera, scandita da successi e difficoltà, vittorie e delusioni, rappresenta un modello di come il talento individuale possa emergere in un contesto altamente competitivo e tecnologicamente complesso. Liatti non ha solo rappresentato l’Italia nel Mondiale, ma ha contribuito a formare nuove generazioni di piloti attraverso l’insegnamento e la condivisione della propria esperienza tecnica. La sua eredità sportiva resta viva non solo nei risultati, ma anche nell’influenza che ha avuto sulla percezione dei piloti italiani nel panorama internazionale del rally, rendendolo uno dei nomi più rispettati e ammirati del motorsport nazionale.
Risultati nel Mondiale Rally
| Anno | Scuderia | Vettura | Punti | Posizione |
|---|---|---|---|---|
| 1990 | Lancia Delta Integrale 16V | 5 | 27º | |
| 1991 | A.R.T. Engineering | Lancia Delta Integrale 16V | 7 | 40º |
| 1992 | A.R.T. Engineering | Lancia Delta Integrale 16V | 22 | 12º |
| 1993 | A.R.T. Engineering | Subaru Legacy RS | 4 | 24º |
| 1994 | A.R.T. Engineering | Subaru Legacy RS | 0 | Rit |
| 1995 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza 555 | 21 | 8º |
| 1996 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza 555 | 56 | 5º |
| 1997 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza WRC 97 | 24 | 6º |
| 1998 | 555 Subaru WRT | Subaru Impreza WRC 98 | 17 | 7º |
| 1999 | Seat Sport | Seat Cordoba WRC / Cordoba WRC Evo2 | 1 | 23º |
| 2000 | Ford World Rally Team | Ford Focus RS WRC | 1 | 24º |
| 2001 | Hyundai Castrol WRT | Hyundai Accent WRC / Accent WRC2 | 0 | Rit |
| 2003 | Peugeot 206 S1600 | 15 | 0 | |
| 2004 | Peugeot 206 S1600 | 0 | Rit |








