Aghini-Farnocchia e l’avventura al Rally Catalunya 1993
La prestazione di Andrea Aghini e Sauro Farnocchia, quinti assoluti al volante della Mitsubishi Lancer Evolution III, meritò un’attenzione particolare per rigore, costanza e pulizia di guida.
Nel panorama del Mondiale Rally 1995, il Rallye Catalunya – Costa Brava rappresentò una delle tappe più tecniche e selettive dell’intera stagione. Dal 23 al 25 ottobre, sulle strade asfaltate della Catalogna, si sfidarono i principali protagonisti del WRC in una gara tesa e ricca di colpi di scena. Tra questi, la prestazione di Andrea Aghini e Sauro Farnocchia, quinti assoluti al volante della Mitsubishi Lancer Evolution III, meritò un’attenzione particolare per rigore, costanza e pulizia di guida.
Aghini arrivava alla gara catalana dopo un buon terzo posto in Corsica, sempre su asfalto, con la stessa vettura preparata dal team Ralliart Italy. La sua esperienza su fondi tarmac era nota sin dai tempi della Lancia Delta HF Integrale, ma nel 1995 stava progressivamente emergendo anche il potenziale della Evo III in configurazione asfalto, ancora lontana però dal livello delle Subaru Impreza 555 dominanti in quella stagione.
Nonostante ciò, il duo italiano seppe interpretare con grande maturità le speciali catalane, caratterizzate da velocità elevate, carreggiate ampie ma ingannevoli, e meteo variabile. Senza mai commettere errori gravi e mantenendo un passo costante, Aghini riuscì a concludere in quinta posizione assoluta, staccato di 2 minuti e 54 secondi dal vincitore Carlos Sainz. Fu una gara in progressione, costruita sull’efficacia della trazione integrale della Lancer Evo III e su uno stile di guida privo di eccessi.
A testimoniare il valore della prestazione basta il confronto con il quarto classificato, François Delecour su Ford Escort RS Cosworth, distante appena 14 secondi. In un contesto dominato da Subaru (tre vetture nei primi tre posti), il quinto posto di Aghini assunse un significato tecnico importante, confermando la validità della piattaforma Lancer anche su asfalto e valorizzando le scelte d’assetto operate dal team italiano.
La Evo III impiegata era dotata del consueto 2.0 turbo da circa 280–300 CV, trazione integrale permanente e una configurazione specifica per l’asfalto con assetto ribassato, geometrie irrigidite e freni potenziati. Non era una vettura perfetta, ma affidabile e reattiva, ben gestita dal pilota toscano, che seppe sfruttarla fino al limite senza sbavature.
Il quinto posto al Catalunya rimane uno degli ultimi risultati di rilievo di Andrea Aghini nel WRC prima del graduale ritiro dalle competizioni internazionali. Una prestazione forse poco celebrata, ma significativa: in una gara segnata dalle polemiche per lo scandalo Toyota e dalla supremazia Subaru, Aghini e Farnocchia riuscirono a ritagliarsi un posto nella top 5 con onore e professionalità, rappresentando al meglio la scuola italiana su una delle prove più tecniche del campionato.








