Henri Toivonen e quell’Acropolis Rally 1983
Henri Toivonen, che correva per Opel Team Europe – Rothmans Rally Team, era affiancato dal copilota Fred Gallagher. La vettura che portò in gara era l’Opel Manta 400, derivata dalla Manta B stradale ma profondamente rivisitata per l’impiego agonistico.
Nel Rally dell’Acropoli 1983, una delle prove più dure e selettive del Campionato del Mondo Rally, Henri Toivonen si rese protagonista di una prestazione memorabile al volante della nuova Opel Manta 400, da poco omologata in Gruppo B. Questo risultato non solo consolidò la sua reputazione di talento purissimo, ma dimostrò anche le potenzialità della coupé tedesca in un contesto estremo come quello greco.
L’Acropolis, sesta tappa del mondiale 1983, si disputò dal 30 maggio al 2 giugno, mantenendo la sua fama di rally distruttivo, con temperature torride, strade sterrate e pietraie che mettevano in crisi le meccaniche e la resistenza fisica dei piloti. In questo contesto, l’affidabilità diventava tanto importante quanto la velocità pura.
Henri Toivonen, che correva per Opel Team Europe – Rothmans Rally Team, era affiancato dal copilota Fred Gallagher. La vettura che portò in gara era l’Opel Manta 400, derivata dalla Manta B stradale ma profondamente rivisitata per l’impiego agonistico. Omologata in Gruppo B il 1° marzo 1983, la Manta montava un motore Cosworth da 2.4 litri a 4 cilindri aspirato, capace di circa 275 cavalli, con trazione posteriore e un’ottima distribuzione dei pesi. Sebbene non potesse contare sulla trazione integrale, la Manta 400 si distingueva per solidità e comportamento prevedibile nei tratti veloci.
Durante il rally, Toivonen adottò uno stile di guida aggressivo ma estremamente fluido, sfruttando al massimo la stabilità della vettura e la sua abilità nella lettura del terreno. Nonostante la concorrenza delle Audi Quattro A2 con trazione integrale (guidate da Hannu Mikkola e Stig Blomqvist) e delle Lancia Rally 037 (con Walter Röhrl e Markku Alén), la Manta di Toivonen si mantenne nelle posizioni di testa per tutta la durata della competizione.
Alla fine, Toivonen conquistò un eccezionale secondo posto assoluto, dietro a Walter Röhrl su Lancia 037 e davanti a Mikkola su Audi Quattro. Il risultato fu ancora più notevole considerando che, a parità di regolamento tecnico (Gruppo B), la Manta era meno avanzata tecnologicamente rispetto alle avversarie: la trazione posteriore era ormai considerata un handicap serio in condizioni di scarsa aderenza, e il motore aspirato penalizzava in accelerazione rispetto ai turbo.
Toivonen batté anche il suo compagno di squadra Ari Vatanen, anch’egli su Manta 400, che chiuse al quinto posto. Il risultato del team Opel fu quindi molto positivo, anche se in un campionato che stava già evolvendo verso vetture sempre più radicali e tecnologiche.
La prestazione di Toivonen in Grecia fu letta da molti osservatori come una prova di maturità definitiva: a 26 anni, il finlandese mostrava già la stoffa del campione capace di fare la differenza con mezzi non all’altezza. Già noto per la sua vittoria al RAC Rally 1980 (che lo aveva reso, a 24 anni, il più giovane vincitore nella storia del WRC fino ad allora), Henri si confermava come uno dei migliori interpreti della guida su sterrato veloce.
L’Acropolis 1983 segnò anche uno dei momenti di punta nella carriera della Opel Manta 400 nel mondiale: affidabile e ben costruita, ma destinata a una carriera relativamente breve, poiché presto superata dall’evoluzione tecnica portata dalle integrali turbo. La Manta resterà comunque una delle ultime vetture a trazione posteriore ad aver ottenuto risultati significativi nel WRC.
Il risultato greco fu uno degli ultimi grandi exploit di Toivonen prima del passaggio ad altri costruttori: dopo un periodo con Porsche, firmò con Lancia e nel 1986 guidò la potente e pericolosa Delta S4, con cui vinse il Rally di Monte Carlo. Il resto è storia tragica e nota: nel Tour de Corse 1986, Henri perse la vita in un incidente che segnò profondamente il mondo del rally e decretò la fine del Gruppo B.
Ma all’Acropolis del 1983, il giovane Toivonen, con una Manta 400 veloce ma tecnicamente inferiore, scrisse una delle tante pagine leggendarie del rallysmo mondiale, dimostrando che il talento e il coraggio possono, a volte, colmare anche i divari più ampi.








