Sami Pajari: “È un anno di apprendimento”
Un weekend complicato per il finlandese, settimo in Estonia, che resta fiducioso nonostante il confronto con lo scatenato Solberg.
Sami Pajari era arrivato al Rally di Estonia con aspettative importanti. Il giovane campione WRC2 in carica sperava, almeno in cuor suo, di potersi giocare un posto tra i primi cinque. Ma il fine settimana estone ha preso fin da subito una piega in salita. Alla fine, dopo tre giornate difficili, il finlandese ha chiuso in settima posizione, guadagnando una posizione soltanto grazie al ritiro di Takamoto Katsuta nell’ultima speciale. Il distacco dal vincitore, il compagno di squadra Oliver Solberg, è stato pesante: quasi tre minuti.
Solberg, al debutto con la Toyota Yaris Rally1, ha disputato una gara semplicemente perfetta: vittoria assoluta, successo nella Super Sunday e punti bonus dalla Power Stage, per un bottino complessivo di 33 punti. Un confronto che mette in ombra il week end opaco di Pajari, ma che — secondo lo stesso finlandese — va letto con equilibrio.
La gara di Pajari si è compromessa già al venerdì, quando un problema tecnico alla sua Yaris lo ha costretto a perdere terreno prezioso, allontanandolo immediatamente dalla top-5. Sabato, poi, le cose non sono migliorate: “È stata una giornata lunga, in tutti i sensi,” ha raccontato Pajari. “Dopo un venerdì negativo, sono partito da una posizione in cui era davvero difficile spingere. Le prove erano veloci e con molta ghiaia smossa. Quel problema tecnico è arrivato nel momento peggiore possibile.” Nonostante le difficoltà, Pajari ha mantenuto un atteggiamento costruttivo: “In certe situazioni, tutto quello che puoi fare è imparare. A volte tocca guidare da una posizione svantaggiata e basta.”
Il finlandese ha anche difeso la propria prestazione sottolineando le condizioni simili affrontate da Elfyn Evans, anche lui in difficoltà dopo aver aperto la strada: “Penso che buona parte della differenza nei tempi sia dovuta alla posizione sulla strada. Elfyn era subito dietro di me e i suoi tempi erano molto simili ai miei. E non credo stesse andando piano.” Nel complesso, però, la prima parte di stagione completa di Pajari sulla Yaris Rally1 non ha ancora regalato acuti. Il miglior risultato resta il quarto posto in Kenya, mentre sono arrivati piazzamenti costanti ma modesti in Svezia, Portogallo, Sardegna ed Estonia — tutti chiusi in settima posizione. Poco, se paragonato alla prestazione di Solberg in una singola gara. Ma Pajari invita alla calma e a non cadere in paragoni affrettati.
Alla domanda, sollevata da alcuni media, se debba preoccuparsi per il confronto interno con Solberg, Pajari ha risposto con tranquillità: “Preoccuparmi in che senso? Mi sembra un’interpretazione un po’ forzata. Certo, c’è sempre concorrenza per i sedili, ma Oliver ha disputato un rally straordinario e siamo tutti felici per lui come team.” Ora lo sguardo è rivolto alla prossima gara: il Rally di Finlandia, evento di casa per Pajari e terreno dove lo scorso anno, al debutto con la Rally1, chiuse quarto assoluto. “Sì, l’obiettivo è cercare il podio. Oliver ha vinto in Estonia e qualcuno potrebbe pensare che debba farlo anch’io. Ma questo per me è, e resta, un anno di apprendimento. Non vedo motivi per essere preoccupato.”
Il risultato in Estonia non è quello sognato e sperato, ma Sami Pajari mantiene lucidità e prospettiva. Il talento c’è, il potenziale anche, il finlandese ha già dimostrato di saper andare forte. La gara di casa a Jyväskylä sarà la vera cartina di tornasole per capire se il 2025 può segnare il salto definitivo verso l’élite del WRC.








