Diretta WRC – Rallye Monte-Carlo 2026
La diretta WRC del Rallye Monte-Carlo 2026 testuale, fotografica e video curata e aggiornata prima e durante la gara dalla redazione di TuttoRally.
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PS17 La Bollène-Vésubie – Moulinet 2 – (Power stage Km 23.45)
Con la ripetizione della leggendaria speciale del Col de Turini, il Rallye Monte-Carlo si è concluso nel segno della tradizione più autentica. La PS17 La Bollène-Vésubie – Moulinet, lunga 23,45 chilometri e valida anche come Power Stage, ha messo il sigillo su un’edizione d’altri tempi, segnata da pioggia, neve, nebbia e verglas, condizioni che hanno stravolto e condizionato la gara degli equipaggi fino all’ultimo metro.
A conquistare la Power Stage è stato Elfyn Evans, il gallese della Toyota GR Yaris Rally1, autore di una prova magistrale su un percorso estremamente insidioso: primi 5-6 chilometri completamente bagnati, poi neve e fango, prima di tornare su asfalto più pulito nel finale. Evans ha fermato i cronometri sul tempo di 20’06”7, alla media di 70 km/h, precedendo di 6”5 Oliver Solberg. Il giovane svedese, visibilmente emozionato, ha commentato così il suo Monte-Carlo: “Non riesco ancora a capirlo. È stata una giornata molto intensa. Il rally più difficile della mia vita. È il mio primo rally su asfalto con questa macchina e stiamo vincendo. Voglio solo ringraziare Toyota per la fiducia e il supporto: il lavoro di squadra è stato eccezionale.”
Terzo tempo nella speciale per Sébastien Ogier a 17”3, seguito da Adrien Fourmaux a 18”1 e da Yoann Rossel, straordinario quinto a 20”4 al volante della Lancia Delta Rally2 HF Integrale. Ed è proprio Yoann Rossel a scrivere una pagina di storia: il francese vince clamorosamente il Super Sunday, precedendo Evans, Fourmaux, il nostro Matteo Fontana – che conquista due punti iridati, diventando il primo pilota italiano a punti nel WRC con una Rally3 e a vincere due prove speciali mondiali – e Oliver Solberg.
Nella classifica generale, il successo va a Oliver Solberg, che vince al debutto assoluto al Monte-Carlo con la Toyota GR Yaris Rally1, al termine di un rally dominato con grande lucidità, testa e cuore. Lo svedese precede Elfyn Evans, secondo a 51”7, e Sébastien Ogier, terzo a 2’02”1, completando una tripletta Toyota che vale anche il massimo bottino nella classifica costruttori. Alle spalle del trio giapponese troviamo le Hyundai i20 Rally1, con Adrien Fourmaux quarto a 5’59”2 e Thierry Neuville quinto a 10’29”8.
Applausi a scena aperta per Léo Rossel, sesto assoluto con la Citroën C3 Rally2 del team 2C Competition, primo di WRC2 e WRC2 Challenge al suo secondo Monte-Carlo in carriera: “Incredibile, sono semplicemente felice. Grazie al team per il grande lavoro: è il mio primo rally con loro e questo risultato è molto importante per il mio futuro.” Rossel precede Takamoto Katsuta, settimo, mentre all’ottavo posto chiudono splendidi Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, portacolori ACI Team Italia, protagonisti di una prestazione di assoluto rilievo con la Škoda Fabia RS Rally2, secondi in WRC2 e WRC2 Challenge: “Rally durissimo, probabilmente il più difficile degli ultimi 15 anni. Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto. Grazie a sponsor, famiglia, team e copilota. Non vediamo l’ora di salire sul podio a Monaco.”
La top ten è completata da Arthur Pelamourgues, nono e terzo di WRC2 al debutto con la Hyundai i20 Rally2, e da Éric Camilli, decimo e quarto di WRC2 su Fabia RS Rally2.
PS16 Col de Braus – La Cabanette (Km 12.5)
La ripetizione della prova speciale Col de Braus – La Cabanette ha visto condizioni in netto miglioramento rispetto al primo passaggio, vinto da Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi sulla Ford Fiesta Rally3. Sul secondo transito dei 12,5 km, la speciale si presentava con fondo bagnato e la presenza di neve e ghiaccio negli ultimi due chilometri.
Al momento il miglior tempo è quello di Adrien Fourmaux: il francese ha fermato i cronometri su 10’36”2, alla media di 70,7 km/h.
“È un rally strano: non stiamo lottando solo con le Rally1, ma anche con le Rally2 e le Rally3 in questo Super Sunday. Per quanto mi riguarda sono soddisfatto di quanto fatto su questa prova, sono contento”, ha dichiarato Fourmaux al termine della speciale. Alle sue spalle, a 5”4, si piazza Oliver Solberg. Lo svedese firma un ottimo crono nonostante una sbavatura in un tornante, dove ha perso qualche secondo. Terzo tempo per Thierry Neuville, che paga oltre 17 secondi dal leader della prova.
Quarta posizione per Eric Camilli, al volante della Škoda Fabia RS Rally2: il pilota di Nizza fa segnare anche il miglior tempo provvisorio tra le WRC2. Continua invece la gara complicata per Sébastien Ogier, che lascia sul terreno 19 secondi. Ancora peggio fanno i compagni di squadra Takamoto Katsuta ed Elfyn Evans, entrambi distanziati di 21”7. Tappa disastrosa per M-Sport: Jon Armstrong esce di strada dopo appena 700 metri dallo start, buttando via un prezioso sesto posto che, al debutto in Rally1 e in un “Monte” così folle, sarebbe valso oro. Stessa sorte per Josh McErlean, che va a sbattere poco prima del fine prova, danneggiando pesantemente la sua Ford Puma. Al momento la prova è ferma, in quanto Pablo Sarazzin è uscito di strada.
Nella classifica generale, per quanto riguarda la top five, tutto resta congelato. Oliver Solberg comanda con 58”3 su Elfyn Evans e 1’51” su Sébastien Ogier, apparso in difficoltà nelle speciali odierne. Adrien Fourmaux consolida il quarto posto a 5’47”, mentre Thierry Neuville mantiene saldamente la quinta posizione a 9’51”.
Complice il ritiro di Armstrong, cambiano le posizioni dal sesto posto in giù: sale in sesta posizione Léo Rossel, che al volante della Citroën C3 Rally2 guida anche la classifica WRC2. Settimo posto per Takamoto Katsuta. Bellissima la sfida per l’ottava posizione assoluta e la seconda di WRC2 tra Eric Camilli e Roberto Daprà: entrambi su Škoda Fabia RS Rally2, sono separati da appena 4”6, con il solo Turini ancora da disputare. Chiude la top 10 Arthur Pelamourgues sulla Hyundai i20 Rally2. Il debuttante francese nel WRC2 proverà a difendere una decima piazza di assoluto prestigio dagli attacchi di Hayden Paddon, distante 14 secondi, con il neozelandese al volante della Hyundai i20 Rally1.
PS15 La Bollène-Vésubie -Moulinet (Km 23.45)
La Prova Speciale 15 del Rallye Monte Carlo, il leggendario Col de Turini, si è confermata una delle più insidiose dell’intera edizione, mettendo a durissima prova equipaggi e strategie in un contesto climatico estremamente mutevole, da sempre marchio di fabbrica di questa speciale. I primi tre chilometri si presentavano prevalentemente bagnati, seguiti da un tratto centrale dominato da ghiaccio, neve e fanghiglia, mentre negli ultimi chilometri l’asfalto tornava gradualmente umido a causa dello scioglimento del manto nevoso. Una vera trappola, dove interpretazione, prudenza e anche un pizzico di fortuna hanno contato almeno quanto la velocità pura.
A emergere è stato nuovamente Matteo Fontana, affiancato da Alessandro Arnaboldi, che hanno deciso di entrare ulteriormente nella storia del Monte Carlo e del WRC, firmando il secondo scratch assoluto del loro rally al volante della Ford Fiesta Rally3. L’equipaggio comasco ha fermato i cronometri su 23’07”2, alla media di 60,9 km/h, precedendo ancora una volta la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Yoann Rossel per appena 1”1. Terzo tempo assoluto e primo tra le Rally1 per Elfyn Evans, che con la Toyota GR Yaris Rally1 ha saputo gestire al meglio una prova che lui stesso ha definito “super difficile”. Il gallese ha sottolineato come la sensazione di miglioramento nel finale fosse in realtà ingannevole: «Pensi che stia migliorando verso la fine, ma non è così. Super difficile. Chissà come sarà nella Power Stage».
Alle spalle di Evans si inserisce un ottimo Romet Jürgenson, quarto con la Fiesta Rally2 a 17”8, mentre il quinto tempo è di Adrien Fourmaux, anch’egli a 17”8, sulla Hyundai i20 N Rally1. Il francese interpreta la prova con grande lucidità, risultando il migliore del marchio coreano e recuperando terreno su diversi avversari diretti: «Sarà più veloce per chi parte dietro, ma sono abbastanza soddisfatto del mio ritmo», ha commentato al termine.
Sesto tempo per il leader del rally Oliver Solberg, a 19”1 dalla vetta. Lo svedese vive una speciale tutt’altro che lineare, compromessa da un testacoda in frenata in un tornante che lo costringe anche alla retromarcia, facendogli perdere almeno dieci secondi: «È così facile sbagliare. Nulla di grave, ma ho perso molto tempo. Non è divertente guidare in queste condizioni quando sei in testa». Settima posizione per Sébastien Ogier, che chiude la prova a 24”2 da Fontana. Il nove volte campione del mondo, consapevole dei rischi elevatissimi, adotta un approccio estremamente conservativo. Ottavo l’altra Lancia Ypsilon Rally2 in gara, quella di Nikolay Gryazin, a 29”8. Nono tempo per Jon Armstrong sulla Ford Puma Rally1 a 32”8, mentre decimo è Roberto Daprà, a 34”4, autore di una prova solida e senza sbavature. Speciale invece da dimenticare per Thierry Neuville, solo tredicesimo a 2’26”9. Il belga colpisce un bordo in cemento già alla prima curva e, successivamente, scivola a bordo strada attorno al km 17, compromettendo pesantemente il suo risultato.
Al termine della PS15, Oliver Solberg mantiene saldamente il comando della classifica generale, forte di 42 secondi di vantaggio su Elfyn Evans. Terza posizione per Sébastien Ogier, ora a 1’37”8 dalla vetta. Più staccato Adrien Fourmaux, quarto a 5’53”1, mentre la gara di Thierry Neuville resta fortemente compromessa, con il belga quinto a oltre nove minuti dal leader. Completano la top ten Armstrong, Katsuta e il leader del WRC2 Léo Rossel, con Roberto Daprà nono assoluto e miglior italiano, protagonista fin qui di una prestazione solida e concreta in un Monte Carlo tra i più selettivi degli ultimi anni.
PS14 Col de Braus – La Cabanette (Km 12.5)
La domenica del Monte si apre con una prova speciale dal sapore storico e dalle condizioni estreme. La Col de Braus – La Cabanette torna infatti a disputarsi in questa configurazione dopo vent’anni di assenza, e lo fa in uno scenario durissimo: la maggior parte del percorso è coperta da ghiaccio, con tratti di neve e fango in superficie, rendendo il grip praticamente inesistente. Le condizioni della strada sono cambiate continuamente nel corso della prova, migliorando leggermente con il passaggio delle Rally2. A incidere in maniera decisiva è stato il gap di dieci minuti tra l’ultima Rally1, quella di Oliver Solberg, e la prima Rally2, guidata da Leo Rossel. Una situazione che ha completamente stravolto i valori in campo e ha dato vita a una classifica di tappa a dir poco irreale.
Il protagonista assoluto è stato Matteo Fontana, affiancato da Alessandro Arnaboldi, che al volante della Ford Fiesta Rally3 entrano di prepotenza nella storia del Mondiale. Per la prima volta, infatti, una Rally3 vince una prova speciale del WRC. I portacolori italiani fermano i cronometri su 13’32”6, alla media di 55,4 km/h, precedendo di 2”2 il francese Yoann Rossel, autore comunque del miglior tempo tra gli iscritti al WRC2. Alle spalle di Rossel si inserisce un’altra Rally2, quella del belga Cédric Cherain su Škoda Fabia RS Rally2, staccato di 6”8, seguita dall’estone Romet Jurgenson su Ford Fiesta Rally2 a 15”1.
Le prime Rally1 in classifica sono quelle di Elfyn Evans e Adrien Fourmaux, autori dello stesso identico tempo di 13’55”3, con una media di 53,9 km/h e un ritardo di 22”7 rispetto allo straordinario riferimento fatto segnare da Fontana. Un dato che rende perfettamente l’idea della difficoltà della prova, soprattutto nei tornanti finali, dove il ghiaccio ha messo in crisi anche le vetture di vertice. Evans al termine ha spiegato come il grip fosse totalmente assente, definendo la speciale estremamente complicata, mentre Fourmaux ha raccontato di aver trovato meno neve bagnata del previsto rispetto alle ricognizioni, ma una strada altrettanto scivolosa, che lo ha costretto a guidare con grande prudenza per evitare errori.
Settimo tempo per Matteo Chatillon su Škoda Fabia RS Rally2, a 25”5, seguito da Leo Rossel sulla Citroën C3 Rally2, staccato di 27”9. Alle loro spalle si sono classificati il tedesco Albert von Thurn und Taxis su Fabia RS Rally2, quindi Thierry Neuville, Oliver Solberg e la seconda Lancia Ypsilon, quella di Nikolay Gryazin. Da segnalare il ritiro di Grégoire Munster per problemi meccanici.
In classifica generale la situazione resta sostanzialmente invariata. Oliver Solberg conserva la leadership del rally con 50”8 di vantaggio su Elfyn Evans e 1’32”7 su un Sébastien Ogier apparso in difficoltà sulle strade di casa. Adrien Fourmaux è quarto a 5’54”4, seguito dal compagno di squadra Thierry Neuville, che paga oltre sette minuti dal leader. Sesta posizione per Jon Armstrong, al debutto su una Rally1, a 10’09”, davanti a Leo Rossel, settimo e primo di WRC2 con la Citroën C3 Rally2 a 10’54”. Takamoto Katsuta guadagna una posizione ed è ottavo, ma con oltre un minuto di distacco da Rossel, mentre la top ten viene completata da Eric Camilli, che supera Roberto Daprà.
PS13 Monaco Circuit (Km 2.69)
L’ultima prova del Day 3 del Rallye Monte-Carlo si è disputata in uno scenario iconico e unico nel suo genere, tra Port Hercule e la parte bassa del celebre Circuito di Formula 1. Una speciale spettacolare, tecnica e insidiosa, resa ancora più complicata dalla pioggia battente che ha accompagnato i concorrenti lungo tutto il percorso. La partenza è avvenuta davanti al ristorante Quai des Artistes, seguita da una leggera salita verso la curva Noghès. Da lì, i piloti hanno affrontato Boulevard Albert 1er, caratterizzato da due chicane prima della staccata di Sainte Dévote. Il tracciato è poi sceso su Avenue Kennedy, dove una forte frenata precedeva un tornante a destra, prima di rientrare verso il Bureau de Tabac e la S de la Piscine, tra i binari della ferrovia.
Dopo questo tratto velocissimo e altamente scenografico, una frenata decisa introduceva una sequenza di due tornanti artificiali, perfetti per le manovre con il freno a mano. A completare lo show, un donut a 360° su pavé riportava i concorrenti alla Rascasse per un secondo giro di puro spettacolo. Con le condizioni meteo proibitive e la consapevolezza che un errore avrebbe potuto compromettere l’intero rally — anche in vista di una giornata finale annunciata durissima, con pioggia e neve previste al Col de Turini — tutti hanno affrontato la prova con grande attenzione.
A firmare lo scratch è stato Adrien Fourmaux, che ha fermato il cronometro su 2’19”3 (media di 69,5 km/h), regalando alla Hyundai il primo miglior tempo di questo Rallye Monte-Carlo. “È stata una prova complicata. Onestamente non stiamo correndo allo stesso livello dei nostri avversari questo weekend, ma sono contento che il Monte-Carlo quest’anno offra condizioni così toste: è quello che ogni pilota sogna. Inoltre correre a Monaco su questo circuito è stupendo, per me era la prima volta. Me la sono goduta, è stata una bellissima idea, da replicare sicuramente”,ha commentato il francese.
Alle sue spalle, a soli 0”7, chiude Takamoto Katsuta, secondo con la Toyota. Terzo tempo per Thierry Neuville a 4”4, penalizzato da un errore nell’affrontare il donut. Seguono Sébastien Ogier a 4”9 ed Elfyn Evans a 5”5. Sesto tempo per Hayden Paddon, che paga 6”2 dal compagno di squadra, davanti a Léo Rossel, settimo e primo di WRC2 con la Citroën C3 Rally2 a 6”8. Ottima prova anche per Roberto Daprà, in coppia con Luca Guglielmetti, ottavo a 7”. Il trentino si è detto entusiasta: “È stata una delle esperienze più belle della mia vita e della mia carriera. Guidare su un circuito storico come Monaco è incredibile. Sono soddisfatto anche per aver guadagnato cinque secondi su Camilli, un risultato importante in vista della giornata di domani che si annuncia molto difficile”. Completano la top 10 di prova Jon Armstrong, nono a 8”7 con la Puma Rally1, e Oliver Solberg, decimo, molto prudente su questa speciale.
In classifica generale è proprio Oliver Solberg a comandare al termine del Day 3, forte di un margine consistente sui diretti inseguitori. Alle sue spalle Elfyn Evans occupa la seconda posizione con un ritardo di 59”3, seguito da Sébastien Ogier, terzo a 1’25”3, completando una tripletta Toyota che domina la gara sin dalle prime battute. Più staccato Adrien Fourmaux, quarto a oltre sei minuti dal leader, mentre Thierry Neuville è quinto con un distacco superiore ai sette minuti. In sesta posizione si conferma Jon Armstrong, protagonista di un ottimo debutto con M-Sport sulla Puma Rally1.
Settimo e leader del Rally2 è Léo Rossel, che domani dovrà difendere la posizione dagli attacchi di Grégoire Munster, attualmente ottavo, e di Takamoto Katsuta, nono. Chiudono la top ten Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, che rafforzano il loro ruolo di portacolori di ACI Team Italia e terminano la giornata con 25 secondi di vantaggio su Éric Camilli, guardando con fiducia a un finale di gara che si preannuncia estremamente impegnativo.
PS12 La Bréole – Bellaffaire 2 (Km 29.93)
La ripetizione della prova speciale “La Bréole – Bellaffaire”, lunga 29,93 km, ha confermato tutta la sua fama di speciale estremamente selettiva. Il tratto era ancora in gran parte coperto da neve e fango, con solo alcuni brevi settori di asfalto bagnato dovuti allo scioglimento della neve. Le temperature, attorno ai +4°C, hanno reso le condizioni al limite della guidabilità. A interpretare meglio di tutti questo scenario proibitivo è stato ancora una volta Oliver Solberg, che firma lo scratch fermando il cronometro su 23’06”4, alla media di 77,7 km/h. Una prestazione di altissimo livello per lo svedese, nonostante una piccola sbavatura che gli è costata circa dieci secondi.
Al termine della prova Solberg ha commentato soddisfatto: “Ho guidato in maniera prudente per tutta la speciale, onestamente non so cosa sia successo quando sono uscito. Ho cercato di seguire i solchi e le traiettorie in strada, sono uscito di carreggiata, ma fortunatamente sono riuscito a tornare in strada, il tempo che ho fatto segnare dimostra che potevo amministrare di più”. Alle sue spalle chiude Elfyn Evans, compagno di squadra in Toyota, staccato di appena 1”9. Il gallese precede Sébastien Ogier, terzo al traguardo: il dieci volte vincitore del Rally di Monte-Carlo ha spiegato di aver scelto un approccio molto conservativo.“Ho rallentato. Non aveva senso spingere in queste condizioni, la strada era praticamente inguidabile».
Prestazione straordinaria per Roberto Daprà e Luca Guglielmetti. I portacolori di ACI Team Italia e Pintarally Motorsport firmano una prova capolavoro, chiudendo con il quarto tempo assoluto e primi di WRC2, a 35”6 dal miglior crono di Solberg. Un risultato di enorme valore, anche se il primo pensiero di Daprà è andato a Nikolay Gryazin, uscito di strada con una sospensione rotta (equipaggio ok). Le parole dell’italiano al fine prova: “Speciale molto difficile. Non abbiamo visto Gryazin, speriamo stiano bene. Questa notte ho dormito solo un’ora perché non sto benissimo, ora godiamoci la speciale di Monaco. Domani sarà una giornata impegnativa”,
Quinto tempo per Adrien Fourmaux con la Hyundai i20 Rally1, penalizzato da un testacoda che lo porta a 37”1 da Solberg. Sesto Yoann Rossel sulla Lancia Ypsilon Rally2 HF a 38”9, seguito da Grégoire Munster con la Ford Puma Rally1, anche lui autore di un testacoda, a 48”. Ottavo tempo per Léo Rossel sulla Citroën C3 Rally2 a 56”8, nono Cédric Cherain con la Škoda Fabia RS Rally2 a 57”7, davanti in decima posizione a Thierry Neuville. Giornata complicatissima per Hayden Paddon, che perde 6’01” a causa di un’uscita di strada: oltre quattro minuti persi prima di riuscire a rientrare grazie all’aiuto del pubblico. Ritiro invece per Sami Pajari, uscito di strada già al km 1,45, stessa sorte per Pablo Sarrazin, protagonista di un cappottamento. Problemi anche per Eliott Delécour (+12’24”) e per Romet Jürgenson, che lascia sul campo oltre 20 minuti. Nel WRC3 fuori il leader Rossi, mentre da segnalare anche il ritiro di Aldo Calabrini sulla PS10.
Grazie a questo ennesimo scratch, Oliver Solberg allunga ulteriormente in testa alla classifica. Quando manca una sola prova al termine della giornata, lo svedese comanda con 1’04” di vantaggio su Elfyn Evans. Il gallese, grazie al buon tempo su questa speciale, incrementa il margine su Sébastien Ogier, sempre terzo ma ora staccato di 26”6 da Evans e di 1’31” dal leader. Il podio provvisorio è quindi interamente Toyota. Quarta posizione per Adrien Fourmaux a 6’13”, seguito da Thierry Neuville quinto a 7’29”. Sesto Jon Armstrong a 10’06”, nonostante una giornata difficile.
Settimo assoluto e leader del WRC2 è Léo Rossel, a 11’01”, seguito da Grégoire Munster ottavo a 11’24”, Takamoto Katsuta nono a 11’47” e dal nostro Roberto Daprà, decimo assoluto con Luca Guglielmetti, ora secondi di WRC2, a 12’29”. Nel WRC2 guida Léo Rossel con 1’27” di vantaggio su Daprà, 1’48” su Éric Camilli, 4’25” su Arthur Pelamourges e 6’05” su Chris Ingram. Una speciale durissima che ha fatto grande selezione e che conferma Oliver Solberg come vero riferimento nelle condizioni estreme di questo Rally di Monte-Carlo.
PS11 Vaumeilh – Claret 2 (Km 15,06)
Dopo un avvio di giornata complicato, Oliver Solberg ha rimesso subito le cose in chiaro, dimostrando che la leadership della gara è tutt’altro che in discussione. Il giovane svedese, leader della classifica generale, aveva lasciato sul terreno circa 20 secondi nella prova di apertura del mattino, ma ha reagito con decisione già sulla seconda speciale (la ripetizione della terza di giovedì), ristabilendo un margine superiore al minuto sugli inseguitori.
Il pilota Toyota ha inflitto 11”4 al compagno di squadra Elfyn Evans, riportando il suo vantaggio complessivo oltre la soglia del minuto e confermando una gestione matura di condizioni estremamente variabili. “Adesso è stato un po’ più semplice – ha spiegato Solberg –. Al mattino c’era tanto ghiaccio e non avevo preparato bene le chiodature, quindi era davvero difficile. Ora è stato più piacevole guidare. C’era comunque molto fango e il grip cambiava continuamente, quindi non si può parlare di condizioni facili“.
La risposta di Solberg ha messo ulteriormente in difficoltà Sébastien Ogier, terzo assoluto, che ha accusato un ritardo di 18”7 dal giovane compagno di squadra nella speciale. Il francese si trova ora a oltre un minuto dalla vetta e vede crescere anche il distacco da Evans, secondo in classifica generale, salito a 10”3. “Il grip variava tantissimo – ha commentato Ogier –. Le nostre informazioni erano forse troppo prudenti e non sono riuscito a sfruttare il miglioramento della strada. La situazione è questa”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Elfyn Evans, che ha evidenziato la complessità della scelta strategica in condizioni così instabili: “È davvero difficile quando passi da neve e ghiaccio alla fanghiglia, è una sorta di lotteria. Alla fine della prova i ricognitori (suo padre Gwyndaf, ndr) segnalavano molto ghiaccio nero, ma la strada era migliorata. Non sono stato abbastanza coraggioso da ignorare le loro indicazioni“.
Alle spalle del trio Toyota, Adrien Fourmaux prosegue una gara regolare e concreta. Il pilota Hyundai ha fatto segnare il terzo tempo nella speciale, restando saldamente al quarto posto assoluto, pur con un ritardo superiore ai cinque minuti e mezzo dalla vetta. In mezzo a quattro Toyota ufficiali, il francese si conferma il migliore del marchio coreano in questa fase di gara. Seguono in classifica Thierry Neuville, compagno di squadra di Fourmaux, quindi Jon Armstrong (M-Sport Ford) e Hayden Paddon (Hyundai), tutti impegnati in una lotta serrata per le posizioni di rincalzo in una gara che sta facendo grandi differenze.
Battaglia sempre più intensa anche in WRC2, dove Léo Rossel mantiene la testa della classifica con la Citroën C3, ma vede avvicinarsi pericolosamente Nikolay Gryazin, ora a soli 10”8. Il pilota della Lancia ha continuato a rosicchiare secondi prova dopo prova, approfittando delle difficili condizioni di neve sciolta e ghiaccio per ridurre progressivamente il gap. Il miglior tempo in prova è quello del nizzardo Eric Camilli (Skoda) di 6″1 davanti alla Hyundai di Arthur Pelamourgues. Roberto Daprà segna il settimo tempo a mezzo minuto da Camilli che lo supera nella generale installandosi al terzo posto con un margine di 12″8 sul trentino.
PS10 La Bréole – Bellaffaire (Km 29.93)
La mattinata del Monte-Carlo, nella terza giornata di gara, si apre con la prova speciale più lunga del rally: la La Bréole–Bellaffaire, quasi 30 chilometri di puro stile monegasco. Una speciale estremamente selettiva, caratterizzata per tutta la sua lunghezza da neve e ghiaccio costanti, condizioni che l’hanno resa particolarmente ostica per tutti gli equipaggi.
Le difficoltà del fondo, destinate a ripresentarsi anche nella successiva PS11, hanno portato a una scelta gomme piuttosto uniforme per PS10 e PS11. Tutte le Rally1 (P1) hanno optato per pneumatici da neve chiodati, con l’unica eccezione di Josh McErlean, che ha deciso di portare a bordo una sola ruota di scorta, mentre tutti gli altri hanno scelto di averne due. Situazione simile anche in WRC2, fatta eccezione per Nikolay Gryazin, che ha montato quattro gomme chiodate affiancate da due pneumatici da neve non chiodati.
A firmare lo scratch è stato Sébastien Ogier, magistrale nell’interpretare una prova durissima grazie alla sua enorme esperienza al Monte-Carlo, maturata anche in condizioni estreme come queste, oggi sempre più rare per molti dei suoi avversari. Il francese di Gap ferma il cronometro sul 27’27”8, alla media di 65,4 km/h. Al termine della prova Ogier ha dichiarato: “È stata una prova durissima e molto impegnativa, con un’aderenza molto bassa. Al momento il primo posto è una chimera ed è molto lontano, ma dobbiamo continuare a lottare.”
Nonostante il successo, Ogier non riesce a fare il vuoto. Alle sue spalle Elfyn Evans si dimostra ancora una volta molto efficace su neve e ghiaccio, limitando il distacco a soli 3”5. Finalmente in evidenza anche Takamoto Katsuta, che dopo i problemi delle prime due giornate chiude terzo a 13”3, precedendo il leader della gara Oliver Solberg, prudente e attento a evitare rischi, con un ritardo di 20”5. Una speciale che vede dunque quattro Toyota nelle prime quattro posizioni. Quinto tempo per Thierry Neuville, che perde 21”3, seguito dal compagno di squadra Adrien Fourmaux, più attardato a 34”1. Settimo tempo per Josh McErlean sulla Puma Rally1 a 37”4.
Prestazione di rilievo per Nikolay Gryazin, che con la Lancia Delta Rally2 HF Integrale firma l’ottavo tempo assoluto a 56”, mentre brilla anche Roberto Daprà: il pilota trentino, navigato da Luca Guglielmetti, ottiene il secondo tempo di WRC2 e l’undicesima posizione assoluta.
Nella classifica generale cambia poco al vertice. Oliver Solberg continua a comandare, ma il suo vantaggio si riduce: lo svedese ora guida con 51”4 su Elfyn Evans e 54”4 su Sébastien Ogier, che ha messo nel mirino la seconda posizione del compagno di squadra, distante appena 3”. Quarta posizione per Adrien Fourmaux a 5’18”, davanti a Thierry Neuville, quinto a 6’06”. Sesto resta stabile l’irlandese Jon Armstrong sulla Puma a 8’37”, seguito da Hayden Paddon su Hyundai a 9’14”. Ottavo assoluto e leader del WRC2 è Léo Rossel sulla Citroën C3 Rally2, davanti a Nikolay Gryazin con la Lancia Ypsilon Rally2, mentre Roberto Daprà guadagna un’altra posizione, salendo al terzo posto di WRC2 e al dodicesimo assoluto.
Gli italiani dopo la seconda giornata
Dopo la seconda giornata di gara il Rallye Monte-Carlo conferma tutta la sua estrema durezza, con condizioni rese ancora più insidiose da ghiaccio e neve. Nonostante questo, la pattuglia italiana riesce a mettersi in evidenza su uno dei palcoscenici più difficili del Mondiale.
Il riferimento principale tra gli italiani è Roberto Daprà, autore di una prestazione di grande solidità. Dopo due giorni di gara il pilota è a ridosso della top-ten assoluta e occupa una prestigiosa 4ª posizione in WRC2, oltre al 3° posto nel WRC2 Challenger, risultati di assoluto rilievo considerando il livello della categoria. La giornata è stata invece sfortunata per Matteo Fontana. Il campione del mondo WRC3, al volante della Ford Fiesta Rally3, era stato protagonista di una gara straordinaria, impreziosita da cinque scratch consecutivi. Sull’ultima prova speciale di giornata, disputata sotto la neve, un errore lo ha però costretto a ricorrere nuovamente al super-rally. Nonostante ciò, Fontana occupa ancora il 4° posto in WRC3, confermando una velocità di altissimo livello.
Gara regolare per Filippo Marchino, che sulla Citroën C3 Rally2 con i colori “Jamaica” si trova in 15ª posizione nel WRC2 Challenger, mentre il debuttante Paolo Vallivero continua il suo percorso di crescita in una gara durissima, occupando la 29ª posizione di classe RC2. Grande soddisfazione arriva dalla classe RC4, dove gli equipaggi italiani si confermano protagonisti: Andrea Spataro è al comando della categoria, seguito da Emanuele Fiore (4°), Paolo Vigo (5°), Giancarlo De Matties (6°), Marco Oldani (7°) rientrato in gara grazie al super-rally, e Aldo Calabrini (9°). Buoni riscontri anche in RC5, con Giacomo Matteuzzi 2° di classe e Davide Cagni 3°. Da segnalare infine il ritiro di Luciano Cobbe, costretto ad abbandonare anzitempo il Rallye Monte-Carlo dopo appena due prove speciali.
PS9 La-Bâtie-des-Fontes – Aspremont 2 (Km 17.79)
La seconda giornata del Rally di Monte-Carlo ha offerto spettacolo e colpi di scena continui, culminati nell’ultima prova di 17,79 km tra La-Bâtie-des-Fontes e Aspremont. La speciale è stata corsa sotto una pioggia incessante, con i primi sette chilometri coperti da fango e neve, interrotti da brevi tratti di asfalto, prima di trasformarsi in un percorso completamente bagnato e insidioso.
A firmare lo scratch è stato Sébastien Ogier, nove volte campione del mondo e dieci volte vincitore del Monte-Carlo, tornato in modalità attaccante nel secondo giro di prove. Il pilota di Gap ha chiuso con il tempo di 12’09’’3, alla media di 87,8 km/h. “È stata una giornata all’insegna della sopravvivenza”, ha dichiarato Ogier, “ma nel giro pomeridiano abbiamo cercato di alzare il ritmo. C’era tantissimo fango e, tolta un po’ di neve all’inizio, è stato davvero complicato”.
Secondo tempo di speciale per Oliver Solberg, vera rivelazione delle prime due giornate. Lo svedese, senza correre rischi inutili, ha perso solo 9’’3 dal francese.“È stata una speciale complicata”, ha spiegato Solberg, “ho fatto una scelta di pneumatici incrociata, non proprio la migliore per queste condizioni, ma siamo riusciti ad allungare su chi ci segue, quindi posso ritenermi felice”. Terzo tempo di prova per Elfyn Evans, che in appena due speciali ha dimezzato il gap accumulato su Ogier. Il gallese ha perso 12’’1, ammettendo di essere stato poco aggressivo.
Dietro i primi tre, il vuoto: quarto tempo per Grégoire Munster con la Puma Rally1 (+32’’1), seguito da Leo Rossel con la Citroën C3 Rally2 (+44’’7), favorito dalla buona posizione di partenza e dagli errori dei piloti Rally1. Subito dietro, terzo pilota Rally2, Nikolay Gryazin con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale (+46’’2) e Eric Camilli con la Skoda Fabia RS Rally2 (+48’’6), mentre Sami Pajari con la sua Toyota GR Yaris rally1 perde oltre 49’’, complice anche la posizione di partenza da “apripista”
Speciale difficile per Hyundai: Adrien Fourmaux ha affrontato problemi al freno a mano, elettronici e alla pompa della benzina, perdendo 51’’5. Peggio di lui ha fatto Hayden Paddon, che ha perso 1’08’’, mentre Thierry Neuville è uscito in un fosso e ha potuto ripartire solo grazie alla “compagnia della spinta”, perdendo oltre tre minuti e quaranta secondi. Fuori invece Josh McErlean, mentre Takamoto Katsuta ha completato la prova senza idroguida e senza servosterzo.
In classifica generale, Oliver Solberg mantiene la leadership con un vantaggio di 1’08’’4 su Evans, che nelle ultime prove ha perso molto terreno. Ogier, grazie ai due scratch odierni, ha recuperato terreno e ora vede Evans a soli 6’’5. Quarto posto per Adrien Fourmaux, nonostante i problemi, a 5’05’’2 dal leader, mentre Neuville scivola quinto a 6’05’’3. Seguono Jon Armstrong sesto, migliore dei piloti Ford M-Sport, e Hayden Paddon settimo a 7’42’’1. Tra i WRC2, sorpresa della giornata è Leo Rossel con la Citroën C3 Rally2, che precede Eric Camilli (+39’’6) e Nikolay Gryazin, terzo. Buona prova anche per Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, quarti in WRC2 e tredicesimi assoluti, con tempi in costante miglioramento.
PS8 Saint-Nazaire-le-Désert – La Motte-Chalançon 2 (Km 28.70 km)
Sébastien Ogier ha firmato un autentico colpo di classe facendo segnare il miglior tempo sulla penultima prova speciale del venerdì, una delle più lunghe e impegnative dell’intera giornata, con i suoi quasi 29 chilometri di sviluppo.
Il nove volte campione del mondo Toyota ha rifilato 16”2 al compagno di squadra Elfyn Evans, mentre il leader della gara Oliver Solberg ha accusato un distacco di oltre 17 secondi dal francese. Una prestazione di spessore assoluto, arrivata su una speciale resa estremamente insidiosa da pioggia intensa, fango e condizioni di visibilità molto difficili, soprattutto nella seconda parte del tratto.
Proprio le condizioni di luce hanno acceso il dibattito nel dopo prova. Oliver Solberg ha lamentato una situazione che a suo dire lo ha penalizzato in modo significativo, con l’oscurità calata rapidamente sui versanti montani. “All’inizio e a metà speciale pioveva fortissimo e non vedevo praticamente nulla. Non avevo i fari supplementari e stava già facendo buio. Era molto più scuro rispetto alle prime vetture. Non è giusto correre in queste condizioni”, ha dichiarato il giovane svedese. Una protesta che assume contorni particolari se si considera che, nelle speciali precedenti, Solberg aveva invece beneficiato di una posizione di partenza favorevole. Nonostante il tempo perso, il pilota Toyota conserva saldamente la leadership della classifica generale.
Evans ha ammesso qualche difficoltà: “Non è andata malissimo, ma credo di aver avuto problemi nel fango. Lì Seb è davvero molto forte”. Ogier, dal canto suo, ha riconosciuto le difficoltà di visibilità: “Non ho pensato a montare i fari supplementari ed era davvero molto buio”.
Quarto tempo in prova per Sami Pajari a 34″6 dalla vetta e con un margine di mezzo secondo su Thierry Neuville, primo tra i piloti Hyundai, che ha lasciato a 2″7 il compagno di colori Adrien Fourmaux. A 10″5 dal francese c’è Gregoire Munster con Eric Camilli, primo di WRC2, ottavo davanti ad Hayden Paddon, Hyundai, con Leo Rossel a chiudere i primi dieci. A 4″9 dal francese c’è un brillante Roberto Daprà che per un secondo netto ha avuto ragione della Lancia di Nikolay Gryazin.
Dopo questa prova, Solberg guida il rally con oltre un minuto di vantaggio su Evans, mentre Ogier rimane a circa 20 secondi dal gallese, confermandosi comunque pienamente in lotta per il podio.
Alle spalle del trio di testa, Thierry Neuville è il primo dei piloti Hyundai, ma il suo ritardo supera ormai i due minuti e mezzo. Il belga continua a mostrarsi poco costante in condizioni così variabili.
Quinta posizione per Adrien Fourmaux, protagonista però di una giornata complicata: dopo un problema al freno a mano nella speciale precedente, il francese ha subito un inconveniente anche nel trasferimento, incassando 30 secondi di penalità per ritardo al controllo orario. Il distacco dal podio supera ora i tre minuti.
Sfortuna anche per Jon Armstrong (M-Sport Ford), a lungo stabilmente nella top five, ma precipitato in classifica a causa di una foratura e del conseguente cambio ruota, che gli è costato oltre tre minuti. Ne ha approfittato Hayden Paddon, fin qui molto regolare e privo di errori, salito al settimo posto.
Situazione complicatissima per Takamoto Katsuta, che da un paio di prove sta correndo senza servosterzo. Il giapponese non riesce a difendersi e scivola fino alla nona posizione provvisoria, con un distacco che supera già gli otto minuti dalla vetta. Le condizioni difficili hanno infatti amplificato le differenze tra i protagonisti, creando gap molto importanti.
Nel WRC2 Eric Camilli, con questa prestazione, ha superato Nikolay Gryazin portandosi in seconda posizione, riducendo il distacco da Léo Rossel a 35″7, rilanciando così le proprie ambizioni nella corsa al successo finale. Terzo a 4″1 da Camilli c’è Gryazin che ha oltre mezzo minuto su Daprà.
PS7 Laborel – Chauvac – Laux – Montaux 2 (Km 17.95)
La ripetizione del secondo giro di prove del Rallye Monte-Carlo si è aperta con la seconda tornata sulla Laborel – Chauvac – Laux – Montaux, speciale lunga 17,95 chilometri che ha messo ancora una volta a dura prova equipaggi, ricognitori e team. A rendere il piano gara ancora più complicato è arrivata la pioggia, che ha cambiato nuovamente le carte in tavola, modificando sensibilmente le condizioni del fondo rispetto al passaggio delle ricognizioni.Il percorso ha infatti presentato tratti con slush e ghiaccio per circa 8–10 chilometri, mentre il resto della speciale era completamente bagnato, con numerosi tagli fangosi: un mix di condizioni tipicamente “montecarlese” che ha reso la prova estremamente insidiosa.
A imporsi anche su questa speciale, firmando il terzo scratch di giornata e il quarto complessivo di questo Monte-Carlo, è stato ancora Oliver Solberg, sempre più protagonista. Lo svedese, al suo primo Rallye Monte-Carlo al volante della Toyota GR Yaris Rally1 – dettaglio tutt’altro che secondario – ha replicato il successo già ottenuto nel primo passaggio, migliorando in maniera impressionante il tempo fatto segnare in mattinata. Se al mattino, con condizioni più ghiacciate, Solberg aveva fermato il cronometro su 13’48”5, nel pomeriggio è sceso a 12’10”, viaggiando a una media di 88,5 km/h.
Alle sue spalle si è completata una tripletta tutta Toyota, con Sébastien Ogier secondo a 1”9 e Elfyn Evans terzo a 2”8. Soddisfatto Solberg al termine della prova: “Molto complicato, c’era tantissimo fango ovunque. Non è stato facile con le gomme, ho cercato di fare del mio meglio. Sono stato molto prudente, ma credo che tutti abbiano corso usando attenzione e prendendosi pochissimi rischi, ho cercato di correre in controllo”. Più attardato il resto del gruppo. Thierry Neuville, su Hyundai i20 Rally1, ha fatto segnare il quarto tempo a 17”4, con il belga che si aspettava una prova più ricca di ghiaccio. Alle sue spalle il duo M-Sport composto da Grégoire Munster, quinto a 21”4, e dall’irlandese Jon Armstrong, sesto a 31”, rallentato nel finale da una foratura alla posteriore destra.
Settimo tempo per Sami Pajari, rientrato in gara con la formula del Super-Rally dopo l’uscita di strada di ieri, con un distacco di 39”3, seguito da Hayden Paddon a 39”9. Prova complicata anche per Takamoto Katsuta, rallentato prima da una foratura e poi da un problema al servosterzo, mentre Adrien Fourmaux ha perso tempo a causa di un testacoda e di un problema ai freni che lo ha costretto a difficili manovre nei tornanti.
In classifica generale resta cristallizzata la top 6, con le tre Toyota al comando: Oliver Solberg allunga ulteriormente su Elfyn Evans, ora distante 1’07”, e su Sébastien Ogier, terzo a 1’41”. Il francese riesce invece a guadagnare su Neuville, con il belga che vede ora il podio lontano 32”2.
Fourmaux resta quinto a 3’32”8, ma sente il fiato sul collo di Jon Armstrong, distante appena due decimi. Sale al settimo posto Hayden Paddon, che supera un Katsuta in difficoltà, con i problemi al servosterzo che potrebbero penalizzarlo ulteriormente nelle prossime due speciali. Nono resta Léo Rossel, sempre più leader del WRC2 con la Citroën C3 Rally2, mentre la top ten è chiusa da Éric Camilli su Škoda Fabia RS Rally2.
PS6 La-Bâtie-des-Fontes – Aspremont (Km 17.79)
Si è chiuso il primo giro di prove della seconda giornata del Rally di Monte-Carlo con la speciale numero sei, La-Bâtie-des-Fontes – Aspremont, lunga 17,79 km. Una prova tra le più insidiose del rally, con condizioni di guida estreme: ghiaccio e neve nei primi sette chilometri, tratti simili intorno al 13° km e asfalto bagnato verso il traguardo.
Ancora una prova di forza per Oliver Solberg, che sembra tutto meno che un debuttante al Monte-Carlo al volante della sua Yaris Rally1. Il giovane pilota svedese sigla il secondo scratch di giornata, fermando il cronometro sul 12’57’’1, con una media di 82,4 km/h, un dato impressionante considerando le difficoltà della speciale. “C’era tanto fango, soprattutto nella seconda parte della speciale, e con i pneumatici da neve è stato davvero complicato. Da parte mia ho spinto forte, ma la strada è ancora lunga e sarà un pomeriggio difficile”, ha commentato Solberg.
Dietro di lui, Thierry Neuville conquista il secondo tempo di prova con la Hyundai i20 Rally1, pagando 8’’8. Terzo tempo per il suo compagno di squadra Adrien Fourmaux, distanziato di 16’’6. Quarto Elfyn Evans con la Yaris Rally1 a 20’’7, davanti di appena due decimi a Sébastien Ogier, quinto a 20’’9. Sesto tempo per Hayden Paddon, Hyundai i20 Rally1, che precede Jon Armstrong, al volante della Puma Rally1. Takamoto Katsuta e il lussemburghese Gregoire Munster sono stati rallentati da una foratura anteriore destra. Nel WRC2, Yoann Rossel centra lo scratch al volante della nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, superando un brillante Roberto Daprà, autore di una prova eccezionale in condizioni estremamente difficili.
La classifica generale riflette ora una situazione consolidata nelle posizioni, con qualche variazione nei distacchi. Oliver Solberg guida con un vantaggio di 1’04’’2 su Elfyn Evans e 1’39’’9 su Sébastien Ogier, formando un podio completamente “giapponese” sul piano dei costruttori. Quarto Thierry Neuville a 1’56’’6 dal leader, seguito da Adrien Fourmaux a 2’28’’2. Sesta posizione per Jon Armstrong, alla sua prima uscita al Monte-Carlo, staccato di 3’02’’ da Solberg. Dietro di loro, settimo Takamoto Katsuta, rallentato dalle forature, ottavo Hayden Paddon, nono e primo di WRC2 Leo Rossel con la Citroën C3 Rally2, seguito dal russo Nikolay Gryazin decimo con Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Continua la buona prova degli italiani Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, portacolori ACI Team Italia, che guadagnano due posizioni e ora sono dodicesimi assoluti e quarti di WRC2 con la Škoda Fabia RS Rally2.
PS5 Saint-Nazaire-le-Désert La Motte-Chalancon (Km 28.7)
La PS5 Saint-Nazaire-le-Désert – La Motte-Chalancon, con i suoi 28,7 chilometri, non modifica gli equilibri della generale come in tanti si attendevano. Le condizioni della speciali erano comunque estremamente complicate: asfalto completamente bagnato, alcuni tratti ghiacciati attorno al km 19 e molto fango già nei primi chilometri, trascinato in traiettoria dalle prime vetture.
A imporsi con decisione è stato Elfyn Evans, autore dello scratch al volante della Toyota, fermando il cronometro su 17’58″7 alla media di 95,8 km/h. Il britannico ha preceduto di 4″8 il compagno di squadra Sébastien Ogier, con le due Toyota che hanno creato un gap netto rispetto al resto del gruppo. Il terzo tempo è andato ad Adrien Fourmaux, staccato di 18″6, mentre Oliver Solberg ha chiuso quarto a 27″2, rallentato da una foratura lenta all’anteriore sinistra. Più in difficoltà Thierry Neuville, che ha lasciato sul terreno 30 secondi, mentre Josh McErlean, rientrato in gara con la formula del Super-Rally dopo l’uscita di strada di ieri, ha fatto segnare il sesto tempo a 30″3. Settima posizione per Jon Armstrong a 47″2, seguito da Sami Pajari e Hayden Paddon, entrambi attardati di poco meno di 48 secondi. La speciale è stata pesantemente condizionata dalle forature, che hanno compromesso la prova di Takamoto Katsuta, fermato da una foratura all’anteriore sinistra, e di Grégoire Munster, costretto a sostituire la gomma anteriore destra al km 8,8.
Nel WRC2 il riferimento è stato Léo Rossel su Citroën C3 Rally2, che ha fatto segnare il miglior tempo precedendo di appena 1″1 un eccellente Roberto Daprà. Più staccati Éric Camilli, Nikolay Gryazin, al volante della prima delle due Lancia in gara, e Arthur Pelamourges.
In classifica generale la situazione resta sostanzialmente invariata: Oliver Solberg mantiene il comando, anche se il suo vantaggio su Evans si riduce a 43″5. Sébastien Ogier rimane terzo con 1’19” di ritardo dal giovane scandinavo. Alle loro spalle Thierry Neuville è quarto a 1’47″8, mentre Adrien Fourmaux sale in quinta posizione scavalcando Jon Armstrong, ora sesto. Takamoto Katsuta è settimo a 3’49”, Hayden Paddon, al debutto su una Rally1, occupa l’ottava posizione a 4’15″5. Léo Rossel è nono assoluto e primo di WRC2, seguito da Éric Camilli, mentre Roberto Daprà guadagna due posizioni e risale fino alla quattordicesima piazza assoluta.
PS4 Laborel – Chauvac (Km 17.95)
Si apre sotto il segno di Oliver Solberg ed Elliot Edmondson la seconda giornata di prove del Rallye Monte-Carlo. Sui 17,95 chilometri della Laborel, caratterizzati da condizioni durissime — due chilometri di neve dopo il punto più alto, ghiaccio nero praticamente ovunque — il norvegese firma uno scratch pesantissimo.
Solberg ferma i cronometri su 13’48″5, alla media di 78 km/h, confermando uno stato di forma straordinario. “Mi sto divertendo e allo stesso tempo sto guidando con molta cautela. I ricognitori hanno svolto un lavoro eccellente e mi sono fidato di loro al 100%. La gara però è ancora molto lunga”, ha dichiarato a fine prova.
La prestazione è stata un vero e proprio monologo: Thierry Neuville (Hyundai) paga 19″1, Elfyn Evans 26″9, mentre Sébastien Ogier addirittura 32″8. Quinto tempo per Grégoire Munster sulla Puma Rally1, finalmente a suo agio dopo i problemi della giornatq di ieri, con 34″8 di distacco. Alle sue spalle Adrien Fourmaux (Hyundai), a 35″4, ha lamentato uno scarso feeling con la vettura.
Settima piazza per Jon Armstrong sulla Puma Rally1 a 41″6, seguito da Takamoto Katsuta a 50″. Da applausi la prova di Arthur Pelamourges: al volante della Hyundai i20 Rally2 firma il nono tempo assoluto ed è il migliore tra le WRC2, precedendo Léo Rossel (Citroën C3 Rally2) e Nikolay Gryazin sulla Lancia Ypsilon Rally2 HF integrale. Daprà paga 10″3 a Pelamourges.
Nella classifica generale, dopo quattro prove speciali, Solberg allunga in maniera decisa: 1’10” di vantaggio su Evans e 1’41” su Ogier. Quarto Neuville a 1’45”, seguito dal brillante Armstrong, quinto a 2’16”. Sesta posizione per Fourmaux, a soli 4″ dall’irlandese, settimo Katsuta a 3’14”. Completano la top ten Hayden Paddon, ottavo a 3’55”, Munster nono a 4’23” — in rimonta di due posizioni — e Léo Rossel, decimo e primo tra le WRC2.
Per quanto riguarda gli italiani, Daprà occupa attualmente la 15ª posizione assoluta ed è sesto di WRC2, in una gara che si conferma estremamente selettiva e ancora tutta da scrivere.
Aggiornamento meteo day2 – ore 08.25
La seconda giornata del Rally di Monte-Carlo si apre nel segno dell’incertezza più totale. Le prove del mattino promettono di essere un vero rompicapo tecnico per equipaggi e team, con condizioni che cambiano metro dopo metro e rendono ogni scelta un azzardo.
La PS4, al via alle 09:04, è un concentrato di tutto ciò che rende unico e spietato il Monte-Carlo. Il percorso alterna lunghi tratti completamente ghiacciati, spesso segnati da vere e proprie rotaie, a sezioni umide e ad altre sorprendentemente asciutte. Al momento, però, è il ghiaccio a fare la voce grossa, soprattutto nei punti in ombra: ponticelli, tratti boschivi e zone poco esposte al sole rappresentano le insidie maggiori. Il risultato è una prova che si preannuncia durissima ed estremamente selettiva, dove mantenere la vettura in strada sarà già una vittoria.
Ancora più complesso il quadro della PS5, la più lunga della giornata con quasi 29 chilometri. Qui il fondo propone un mix micidiale di zone umide e tratti ghiacciati, aggravato dai numerosi tagli che porteranno in traiettoria fango ghiacciato, pronto a cambiare improvvisamente il livello di grip. Una prova dove leggere la strada diventa quasi impossibile e la gestione del rischio sarà fondamentale.
Il puzzle non finisce qui. La PS7 aggiunge un’ulteriore variabile, partendo con neve compatta per poi trasformarsi progressivamente in neve sciolta e asfalto umido, una transizione che costringerà gli equipaggi a convivere con sensazioni di guida completamente diverse all’interno della stessa speciale.
Il quadro generale è chiaro: anche la mattinata odierna del Monte-Carlo si annuncia tra le più complicate da interpretare, con condizioni in continua evoluzione e margini d’errore ridottissimi. In uno scenario così estremo, più che la velocità pura, saranno lucidità, esperienza e capacità di adattamento a fare la differenza.

Day 1 complicato ma ricco di segnali positivi per gli italiani
Il Day 1 del Rally di Monte-Carlo ha messo seriamente alla prova gli equipaggi italiani, protagonisti di una giornata estremamente selettiva, resa ancora più complessa da meteo proibitivo, visibilità ridotta e condizioni d’aderenza al limite. Le classifiche al termine della prima tappa risultano inevitabilmente condizionate dai ritiri, con diversi equipaggi costretti a fermarsi e a ripartire oggi grazie alla formula del SuperRally.
In questo contesto spicca la prestazione di Roberto Daprà, che chiude il Day 1 in 6ª posizione WRC2 e 5ª nel WRC2 Challenger, risultando il miglior italiano assoluto nonostante una giornata tutt’altro che semplice. Un risultato che premia la gestione e la capacità di restare lontano dai problemi in uno dei Monte-Carlo più insidiosi degli ultimi anni. Filippo Marchino, conclude la prima giornata 17° in WRC2 e 16° nel WRC2 Challenger.
Il Day 1 di Luciano Cobbe è stato invece fortemente segnato dal ritiro: il rientro odierno con il SuperRally rende la sua posizione in classifica (22° WRC2 e 21° WRC2 Challenger) puramente indicativa. Resta però di grande valore il 2° posto nella WRC Masters Cup, che testimonia come la prestazione sportiva non racconti fino in fondo le difficoltà affrontate.
Stesso discorso per Matteo Fontana, attualmente 4° in WRC3 ma con una classifica condizionata dal ritiro che lo vedrà ripartire oggi in SuperRally, e per Paolo Vallivero, 29° di classe RC2, posizione che non rispecchia il reale potenziale dell’equipaggio.
Nelle classi di supporto, il quadro di fine Day 1 racconta anch’esso classifiche influenzate dagli stop forzati. In RC4, nonostante i ritiri che hanno inciso sull’ordine finale, Andrea Spataro guida la categoria davanti a Emanuele Fiore e Paolo Vigo. Più attardati Giancarlo De Matteis, Marco Oldani e Aldo Calabrini, con Oldani e Calabrini pronti a ripartire oggi in SuperRally. In RC5, la prima giornata si chiude con Giacomo Matteuzzi secondo di classe e Davide Cagni terzo.


PS3 Vaumeilh – Claret (Km 15,06)
Una prima giornata semplicemente folle al Rallye Monte-Carlo, con le prove speciali che hanno messo a dura prova nervi, riflessi e sicurezza degli equipaggi. Se la PS1 era stata segnata dalla pioggia e la PS2 da neve e ghiaccio, è stata la PS3 Vaumeilh – Claret a trasformarsi in un autentico incubo.
Sui 15,06 chilometri della prova serale, una nebbia fittissima, unita ai fumogeni accesi dal pubblico, soprattutto nella parte centrale e finale, ha creato condizioni di visibilità quasi nulle. Un mix ingestibile che ha mandato in tilt la maggior parte dei piloti e ha costretto la Direzione Gara a esporre la bandiera rossa dopo il passaggio di una decina di vetture. In attesa dell’assegnazione dei tempi imposti per gli equipaggi transitati da Paddon in poi, la classifica della prova resta parziale.
A firmare lo scratch è stato Sébastien Ogier, che ha chiuso la Vaumeilh – Claret in 10’04″7, alla media di 89,7 km/h. Nonostante la vittoria, il francese di Gap non ha nascosto il proprio disagio: “Un miracolo. Ci sono serate come queste in cui sei davvero felice che sia finita. La tappa precedente è stata durissima, non avevo mai vissuto qualcosa del genere, zero grip. Sicuramente la tappa meno piacevole della mia carriera”.
Alle spalle di Ogier chiude Oliver Solberg, staccato di 7 secondi. Anche lo svedese conferma condizioni estreme: “Non ho mai visto così tanta nebbia in vita mia, è stato durissimo. C’era tantissimo fango e ho rischiato di uscire di strada più volte. Chiudiamo la giornata al comando e siamo felici”. Solberg può infatti andare a dormire da leader, con 44″2 di vantaggio su Elfyn Evans.
Terzo tempo per Thierry Neuville a 10″6, ma il belga è durissimo nel post-prova: “Queste condizioni sono folli, molto pericolose. Qualsiasi prova in un altra gara sarebbe stata annullata. Avremmo dovuto fermare la prova prima che arrivasse la nebbia”.
Quarto Elfyn Evans a 25″7, quinto Adrien Fourmaux a 45″8. Proprio Fourmaux racconta momenti molto complessi durante la speciale: “C’era parecchia nebbia, era difficilissimo vedere. Inoltre gli spettatori hanno creato molto fumo con i fumogeni: eravamo completamente accecati. Sono finito nel fosso e non sapevo dove fossi. Infernale”.
Parole condivise anche da Takamoto Katsuta, mentre Grégoire Munster ha perso oltre 2’20” a causa di un problema al servosterzo. La generale resta da ufficializzare, in attesa dei tempi imposti che verranno assegnati nelle prossime ore. Una certezza però c’è: Oliver Solberg è il leader al termine del Day 1, in un Monte-Carlo che, ancora una volta, conferma tutta la sua fama di rally più imprevedibile e spietato del mondo.
PS2 Esclangon–Seyne-les-Alpes (Km 23.8)
Se servisse una sola parola per descrivere la PS2 del Rallye Monte-Carlo 2026, sarebbe folle. I 23,8 chilometri della Esclangon–Seyne-les-Alpes hanno offerto uno scenario estremo, reso ancora più imprevedibile da condizioni meteo e di fondo ai limiti: asfalto bagnato in partenza e all’arrivo, poi fango, neve fradicia e ghiaccio a partire dal chilometro 13, con temperature di appena +1° al traguardo. Una prova senza riferimenti, dove “non c’erano linee” e ogni metro poteva trasformarsi in una trappola.
In questo contesto surreale, a firmare uno scratch autoritario è stato Oliver Solberg. Lo svedese di casa Toyota Gazoo Racing ha fermato i cronometri su 16’47”3, viaggiando alla media di 85,1 km/h e infliggendo distacchi abissali al resto del gruppo. Al termine della prova Solberg non ha nascosto lo shock: “È la cosa più folle che abbia mai fatto in vita mia, ho pensato di uscire di strada tantissime volte. All’inizio guidavo malissimo, poi sulla neve ho deciso di provarci e basta».
Il suo passo è stato devastante: 31”1 al compagno di squadra Elfyn Evans, 34”5 al sorprendente Jon Armstrong, al debutto assoluto su una Puma Rally1. Quarto tempo per Thierry Neuville a 44”4, seguito dai compagni Hyundai Motorsport Adrien Fourmaux a 51”7 (condizionato anche da un testacoda) e Hayden Paddon a 56”.
Settima posizione per Grégoire Munster, rallentato da un problema al servosterzo della Puma (56”7), davanti a Takamoto Katsuta (1’04”) e Sébastien Ogier (1’09”), penalizzato dall’essere partito per primo su strade sporche. Unanime, tra i piloti, il coro di critiche sugli pneumatici Hankook, messi duramente alla prova da condizioni così estreme. Giornata nera invece per Sami Pajari (out al km 8,3) e Josh McErlean (out al km 5,5). Nel WRC2, Nikolay Gryazin ha toccato un albero danneggiando una sospensione ma è riuscito comunque a completare la speciale, mentre il miglior tempo di categoria è andato a Eric Camilli.
Grazie al superscratch di questa PS2, Oliver Solberg balza al comando della classifica generale, con 25”5 di vantaggio su Evans. Terza piazza per la rivelazione Jon Armstrong a 1’03”, seguito da Fourmaux (1’06”), Ogier (1’15”), Neuville (1’22”) e Katsuta (1’25”). Ottavo Munster (1’33”), nono Paddon (1’39”), mentre Eric Camilli sale in decima posizione assoluta con la Škoda Fabia RS Rally2, leader del WRC2 davanti a Léo Rossel, Nikolay Gryazin e Romet Jürgenson.
PS1 Toudon – Saint-Antonin (Km 21.9)
Il Rallye Monte-Carlo si apre nel segno della difficoltà e dell’incertezza, con una prova inaugurale che mette immediatamente alla frusta uomini e mezzi. La Toudon – Saint-Antonin, 21,9 chilometri disputati interamente su fondo bagnato e umido sotto una pioggia leggera ma costante, ha chiarito fin da subito che questa edizione non concederà nulla.
A firmare il primo scratch stagionale è Elfyn Evans, impeccabile al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Il gallese ferma il cronometro su 16’05″7, viaggiando a una media di 81,6 km/h, dimostrando grande pulizia di guida e lucidità nella gestione degli pneumatici in condizioni già molto complesse. “Ho cercato di essere il più regolare possibile, ma non è facile con questa tipologia di gomme. Siamo solo all’inizio, la gara è ancora lunghissima”, ha commentato Evans al termine della prova.
Alle sue spalle brilla la prestazione di Oliver Solberg, secondo a 5″6: una prova maiuscola per lo svedese, al debutto assoluto al Monte-Carlo con la Yaris Rally1, che conferma subito velocità e maturità. Terzo tempo per il campione del mondo Sébastien Ogier, che chiude a 12″ mantenendo un approccio prudente ma efficace.
In quarta posizione si inserisce Adrien Fourmaux, miglior interprete tra i piloti Hyundai Motorsport, con un distacco di 19″9 da Evans. Quinta piazza per Takamoto Katsuta, anch’egli su Toyota, a 27″1. Dal sesto posto in poi i distacchi iniziano già a diventare significativi. Jon Armstrong, al debutto sulla Ford Puma Rally1, è sesto a 34″4, seguito da Nikolay Gryazin, settimo a 39″1 con la Lancia Ypsilon Rally2 HF: un tempo di grande spessore che lo proietta subito al comando del WRC2.
Ottava posizione per Grégoire Munster, arrivato al Monte senza test e penalizzato di 42″3, mentre pesa moltissimo il ritardo di Thierry Neuville, già a 43″5 dopo appena 21 chilometri. Chiude la top ten Eric Camilli su Škoda Fabia RS Rally2, secondo tra i WRC2.
Fuori già alla prima prova Yoann Rossel: il francese, al volante della seconda Lancia Ypsilon Rally2 HF, urta una parete rocciosa danneggiando seriamente la sospensione anteriore destra. Più attardati altri protagonisti come Sami Pajari (11° a 44″5), il rientrante Hayden Paddon (12° a 49″) e Josh McErlean (a 49″4).
Buona prova infine per Roberto Daprà, quinto nel WRC2 con la Fabia RS Rally2: il portacolori ACI Team Italia paga 38″2 da Gryazin, ma resta pienamente in corsa.

Aggiornamento meteo day1 – ore 14.20
A poche ore dallo start del Rallye Monte‑Carlo, il meteo continua a cambiare carte in tavola, confermando ancora una volta la fama della gara più imprevedibile del Mondiale. Le condizioni previste per le tre prove speciali della giornata inaugurale promettono un inizio estremamente complesso, dove la capacità di interpretare il fondo farà la differenza quanto la velocità pura.
La PS1 si presenta al momento con uno scenario tipicamente “montecarlese”: pioggia intermittente, tratti di nevischio e presenza costante di foschia. Un mix che rende l’asfalto scivoloso e poco leggibile, soprattutto nei cambi di ritmo e nei punti in ombra, dove l’umidità tende a rimanere più a lungo.
Situazione ancora più delicata sulla PS2, che si annuncia come la prova più insidiosa della giornata. Qui sono previste condizioni di neve battuta e compressa, dovute al passaggio degli spazzaneve, con numerosi tratti di verglas e ghiaccio nascosti sotto uno strato di neve fresca. Una combinazione estremamente difficile da interpretare, che metterà a dura prova sia le scelte di pneumatici sia la fiducia degli equipaggi, chiamati a convivere con livelli di aderenza in continuo cambiamento.
Per la PS3, ultima speciale di giornata, il quadro resta incerto: foschia persistente e meteo variabile potrebbero accompagnare i concorrenti fino al traguardo, mantenendo alta la tensione e l’attenzione anche nelle fasi finali.
In sintesi, un avvio di Rallye Monte-Carlo all’insegna dell’incertezza totale: condizioni diverse da prova a prova, fondo in continua evoluzione e lettura del grip mai scontata. Un contesto che esalterà i piloti più completi e capaci di adattarsi, trasformando già dalle prime battute la gara in una vera partita a scacchi contro il meteo.

Shakedown – Gap 4.25 km
Il Rallye Monte-Carlo si apre nel segno assoluto di Toyota, che domina lo shakedown piazzando cinque vetture nei primi cinque posti, un segnale di forza chiarissimo alla vigilia della gara più iconica del Mondiale.
A firmare il miglior tempo è stato a sorpresa Takamoto Katsuta, autore di un ottimo 2’31”8, risultato che conferma la grande fiducia del giapponese sul fondo asciutto. Alle sue spalle, staccato di 1”3, chiude Sébastien Ogier, nove volte campione del mondo e dieci volte vincitore al Monte-Carlo, apparso subito estremamente solido.
Terza posizione per Oliver Solberg, al debutto assoluto al Monte-Carlo con la Toyota GR Yaris Rally1: lo svedese paga 2”6 da Katsuta ma mostra un adattamento rapido e incoraggiante. Completano il pokerissimo Toyota Elfyn Evans, quarto a 3”2, e Sami Pajari, quinto a 3”3, confermando una superiorità tecnica e di assetto evidente.
Alle spalle delle Toyota, M-Sport Ford e Hyundai hanno utilizzato uno shakedown completamente asciutto soprattutto per testare i pneumatici chiodati in vista delle condizioni variabili che caratterizzano la gara. La migliore delle Puma è quella di Josh McErlean, sesto a 5”, seguito dal debuttante Jon Armstrong a 5”5 e da Grégoire Munster, ottavo a 6”1.
Più staccate le Hyundai: Adrien Fourmaux è il migliore del team coreano ma accusa 9”7, mentre il rientrante Hayden Paddon chiude a 10”3. Giornata complicata per Thierry Neuville, rallentato da un errore che ha causato la rottura del semiasse destro, con 13”3 di ritardo.
Nel WRC2 riflettori puntati sul ritorno di Lancia: la nuova Ypsilon Rally2 HF firma subito il miglior tempo con Nikolay Gryazin, davanti di appena un decimo a Éric Camilli su Škoda Fabia RS Rally2. Terzo tempo per Yoann Rossel, anch’egli al volante della Ypsilon, a conferma di un esordio estremamente positivo per il marchio torinese. Quarta posizione per Léo Rossel su Citroën C3 Rally2, ottima prova anche per Roberto Daprà, quinto su Škoda Fabia RS Rally2. Tra gli altri italiani: Luciano Cobbe è 21°, Marchino 23°, mentre Paolo Vallivero chiude 26°.
Nel Rally3/WRC3 partenza eccellente per Matteo Fontana con Alessandro Arnaboldi, primi di classe, mentre in RC4 miglior tempo per Oldani, davanti ai connazionali Spataro e Fiore. Lo shakedown non assegna punti, ma le indicazioni sono chiare: Toyota parte da favorita, Lancia torna in scena con grande personalità e il Monte-Carlo promette, come sempre, di cambiare volto a ogni prova speciale.









