WRC – In Estonia un salto lungo 100 metri
Gli organizzatori baltici per l’edizione 2026 della gara vogliono far volare le auto per oltre due secondi a 180 chilometri orari
Gli organizzatori del Rally Estonia, guidati da Urmo Aava, stanno lavorando a un progetto senza precedenti: introdurre nel percorso del 2026 un salto lungo ben 100 metri, che diventerebbe il più spettacolare della storia del Mondiale Rally.
L’idea, come ha spiegato Aava, è semplice quanto audace: “Vogliamo vedere un’auto volare per 100 metri. Ci sono già salti leggendari dove si raggiungono i 50-60 metri. Noi avevamo pensato inizialmente ai 70, ma poi ci siamo detti: perché non osare i 100?”.
Un simile volo richiederebbe una velocità d’ingresso di circa 180 km/h, con un’andatura che permetterebbe all’auto di percorrere in aria circa 40 metri al secondo, restando sospesa per circa 2,5 secondi. Non si tratterebbe di un salto alto, ma di un lungo “pianoro” in stile trampolino da sci, sfruttando una discesa naturale già individuata da Aava lungo il tracciato.
Il direttore del Rally Estonia conosce bene la sensazione di un grande balzo, avendo corso in passato come pilota ufficiale nel WRC: “Quando affronti un salto senza vedere l’atterraggio c’è sempre un po’ di apprensione. Ma se lo spazio è sufficiente, l’atterraggio diventa una bella sensazione. Non temo per le sospensioni, piuttosto sarà fondamentale il lavoro su aerodinamica ed equilibrio della vettura: servirà un confronto con squadre e ingegneri”.
A rendere ancora più intrigante l’idea è la figura di Takamoto Katsuta, soprannominato “Japan Airlines” per il suo coraggio e la spettacolarità dei suoi voli. Il pilota giapponese della Toyota sarebbe il candidato ideale per affrontare per primo una sfida del genere, che già promette di diventare una delle attrazioni assolute del Mondiale.
Il Rally Estonia punta così a distinguersi con un’iniziativa capace di andare oltre la semplice gara. “Il rally ha bisogno di storie, di motivi per cui la gente decida di venire qui – spiega Aava –. Pensate alla Nuova Zelanda: non si va solo per il rally, ma anche per i paesaggi. Noi vogliamo offrire un racconto unico, un’esperienza che resti nella memoria”.









