Festival delle sanzioni al Rally del Paraguay
Il regolamento parla chiaro: ai piloti sono concessi soltanto due passaggi per stendere le note del percorso. Tornare indietro, anche solo per pochi metri in retromarcia, equivale a un “terzo giro” e quindi diventa un’infrazione.
Nel rally non si corre soltanto contro il cronometro: a volte bisogna fare i conti anche con il regolamento, e con il portafogli. Lo sanno bene i protagonisti del Rally del Paraguay, tappa del mondiale, che hanno contribuito in modo generoso alle casse della FIA. In un solo giorno, i commissari hanno comminato multe per un totale di circa ottomila euro, la maggior parte delle quali per un’infrazione insospettabile: la retromarcia durante le ricognizioni.
Il regolamento parla chiaro: ai piloti sono concessi soltanto due passaggi per stendere le note del percorso. Tornare indietro, anche solo per pochi metri in retromarcia, equivale a un “terzo giro” e quindi diventa un’infrazione. La maggior parte dei coinvolti si è difesa dicendo di averlo fatto per motivi di sicurezza o per migliorare la precisione delle note, ma i commissari non hanno avuto dubbi: la regola è la regola, e chi sbaglia paga.
Il campione del mondo Sébastien Ogier non è stato risparmiato: duecento metri in retromarcia alla PS2, su un tratto in discesa pieno di pietre e buche, per rifare le note. Motivazione comprensibile, ma la multa è stata salata: 2000 euro. Stessa cifra per Takamoto Katsuta, che ha pensato bene di rifare un passaggio alla PS17 in mezzo a polvere e traffico.
Un po’ più contenute le sanzioni agli altri protagonisti, quasi tutti locali: Tiago Weiler (150 metri indietro alla PS3 per via di un camion che gli bloccava la visuale) e Diego Domínguez senior (stesso tratto, questa volta per lasciar passare un furgone con rimorchio) hanno ricevuto 1000 euro di multa ciascuno. I commissari, rivedendo l’onboard, hanno giudicato che lo spazio per passare c’era eccome, quindi niente attenuanti. Miguel María García, che aveva percorso 300 metri in retromarcia sempre alla PS3 per correggere le note sbagliate a causa della polvere, si è visto recapitare lo stesso conto: altri 1000 euro.
Un po’ più fortunato Santiago Ruiz, che si è limitato a “ripassare” 200 metri alla PS1 per controllare un tratto pieno di dossi: a lui sono bastati 500 euro.
A completare la lista degli “sfortunati” c’è Sebastián González, penalizzato per un motivo del tutto diverso: la sua Škoda Fabia, noleggiata per l’occasione e riverniciata in fretta prima della gara, aveva perso lo sticker FIA con il numero del passaporto tecnico. Una dimenticanza banale, costata altri 500 euro.
Il bilancio complessivo porta il Rally del Paraguay al terzo posto della stagione per ammontare di sanzioni: con i suoi 8000 euro, è superato soltanto dal Monte-Carlo (13.025 euro) e dalla Svezia (12.450 euro). Un risultato che, se non varrà punti in classifica, almeno regala al Paraguay un podio particolare: quello delle multe più redditizie del mondiale.









