Il progetto: il Campionato Italiano Rally Challenger
Il commissario straordinario dell’Automobile Club d’Italia, Tullio Del Sette, sta mettendo a punto per il 2026 una serie di novità che puntano a rilanciare il movimento rallistico nazionale, con l’obiettivo di riportare il motorsport italiano a una dimensione più attrattiva sia per i concorrenti sia per il pubblico.
Via il prima possibile il Trofeo Italiano Rally, precedentemente Campionato Italiano WRC e prima ancora di nuovo Trofeo Italiano Rally. serie inutile e dannosa, perché creata per frenare l’avanzata inesorabile dell’International Rally Cup e diventata una forma di concorrenza sleale e casalinga verso il Campionato Italiano Rally, al punto che al CIR si è dovuto aggiungere il termine Assoluto per evitare che lo stesso sparisse in un mare di sigle e serie simili.
Il commissario straordinario dell’Automobile Club d’Italia, Tullio Del Sette, sta mettendo a punto per il 2026 una serie di novità che puntano a rilanciare il movimento rallistico nazionale, con l’obiettivo di riportare il motorsport italiano a una dimensione più attrattiva sia per i concorrenti sia per il pubblico. L’idea di fondo, però attualmente contrastata da alcuni politici e dirigenti Aci della vecchia guardia, è quella di dare nuovo vigore a una disciplina che, pur vantando una grande tradizione in Italia, negli ultimi anni ha sofferto di eccessive frammentazioni regolamentari e di un ridimensionamento della partecipazione.
Una delle prime mosse, di cui abbiamo parlato in un altro articolo (clicca qui), riguarda il ritorno dei rally sprint, un formato che negli anni Ottanta e Novanta aveva avuto grande successo e che, con prove più brevi e costi contenuti, rappresentava un ideale punto d’ingresso per i giovani piloti e per le scuderie con budget ridotti. Del Sette intende riportare in vita questa formula con un calendario dedicato, studiato per garantire un mix di spettacolo, accessibilità e possibilità di crescita. L’idea è di trasformare i rally sprint in una “entry-level” che sia anche un laboratorio dove nuovi talenti possano misurarsi su terreni competitivi senza affrontare i costi onerosi dei campionati maggiori.
Ma la novità più rilevante arriva sul fronte dei campionati nazionali: a partire dalla prossima stagione il Trofeo Italiano Rally Asfalto dovrebbe essere finalmente abolito e fuso con il Campionato Italiano Rally Terra (così da contenere anche i costi della promozione curata da Aci Sport Spa, subentrata nell’ultimo ventennio ai promotori privati come Sponsor Service e Salerno Corse). Una scelta netta, che risponde all’esigenza di semplificare e allo stesso tempo valorizzare le competizioni, evitando duplicazioni che negli ultimi anni avevano disperso risorse e ridotto l’appeal delle serie minori. Dal loro accorpamento nascerà il nuovo “Campionato Italiano Rally Challenger”, un titolo unico che unirà prove su asfalto e su terra, creando un percorso agonistico più completo e formativo. E aprendo la strada al ritorno delle gare su terra nel Campionato Italiano Rally a partire dal 2027.
L’intento è chiaro: dare vita a un campionato che premi i piloti più versatili, capaci di affrontare i diversi fondi con la stessa competitività, avvicinando così la formula nazionale a quella dei contesti internazionali, dove la multidisciplinarità è ormai un requisito imprescindibile. Il Challenger diventerà, nelle intenzioni di Del Sette, un autentico banco di prova per chi aspira a salire di livello verso il Campionato Italiano Rally o addirittura verso esperienze nel Mondiale o nell’Europeo.
Secondo le prime indiscrezioni, il calendario del nuovo campionato comprenderà tappe più o meno equamente distribuite tra sterrati e asfalto, con un sistema di punteggio unificato e regolamenti tecnici armonizzati per agevolare la partecipazione. L’Aci del commissario Del Sette sta anche studiando incentivi per ridurre i costi di iscrizione e favorire la presenza di vetture di categorie più accessibili, senza però rinunciare alla qualità tecnica delle competizioni. Per il commissario straordinario, questa riforma è solo un tassello di una più ampia strategia di rilancio, che però non potrà portare a termine per scadenza del mandato, salvo che il presidente La Russa lo voglia tra i suoi consulenti.
L’obiettivo è ricreare entusiasmo attorno al rally, coinvolgere nuovamente le piazze e i territori, restituire centralità a una disciplina che ha fatto la storia del motorsport italiano, ma che ha bisogno di un rinnovato slancio per riconquistare pubblico, sponsor e nuove generazioni di appassionati. Con il ritorno dei rally sprint e la nascita del Campionato Italiano Rally Challenger, il generale ci promette un’Italia da rally “nuova” e più vicina alla sua tradizione rallistica. Una fase che guarda al passato per ritrovare l’autenticità delle radici, ma al tempo stesso si proietta nel futuro con un format moderno, più competitivo e più vicino agli standard internazionali. E allora, auguriamo buon lavoro al generale Del Sette.








