Ogier alza l’asticella: Evans è avvisato
Sebastien Ogier alza la temperatura e mette Evans sotto pressione nella volata finale mondiale, nonostante la stagione fosse iniziata con ben altre ambizioni.
Nel momento più delicato della stagione, quando ogni dettaglio può trasformarsi nel tassello decisivo verso un titolo iridato, Sebastien Ogier sceglie la via dell’attacco psicologico. Il fuoriclasse francese, già otto volte campione del mondo, ha infatti intensificato la pressione su Elfyn Evans alla vigilia dell’ultimo e decisivo round del WRC 2025 in Arabia Saudita. Con un distacco ridottissimo – appena tre punti – il duello tra i due piloti Toyota promette di offrire una delle battaglie più tirate dell’era ibrida del Mondiale Rally.
Una stagione iniziata con altre ambizioni per Ogier, ufficialmente iscritto solo come pilota part-time del Toyota Gazoo Racing. I risultati iniziali, però, hanno rapidamente cambiato le carte in tavola: sei vittorie in stagione, ottenute con una continuità sorprendente, hanno convinto il francese a trasformare quel programma ridotto in un ultimo assalto alla gloria. Al contrario, Evans è riuscito a imporsi solo in due occasioni, in Svezia e in Kenya, ossia i due appuntamenti ai quali Ogier aveva scelto di non partecipare.
Lo stesso Ogier non ha perso occasione per ricordarlo pubblicamente dopo il Rally del Giappone, aumentando in modo significativo la pressione psicologica sul compagno di squadra. “Psicologicamente siamo in una posizione forte. Abbiamo dominato Elfyn in tutti e dieci i rally che abbiamo corso quest’anno”, ha dichiarato il francese, innescando un’ondata di discussioni e analisi nel paddock. La sua affermazione, netta e pungente, sottolinea un dato: ogni volta che Ogier è stato presente, il confronto diretto ha visto quasi sempre il francese davanti.
Evans, dal canto suo, ha beneficiato di una stagione regolare, ma le due vittorie ottenute a inizio anno non hanno avuto seguito. Nel caso del rally dell’Europa Centrale, l’unico episodio in cui il gallese ha battuto il compagno di squadra in presenza diretta, ciò è avvenuto a causa di un incidente che aveva coinvolto lo stesso Ogier. Un dettaglio che il francese ha voluto rimarcare: “È finito davanti a noi solo in Europa Centrale, dopo il nostro incidente. Abbiamo il vantaggio, ma non significa molto. Conterà solo il risultato”, ha insistito.
Ora tutto si decide in Arabia Saudita, in un evento completamente nuovo per il WRC. Il rally, in programma dal 26 al 29 novembre nell’area di Jeddah, promette condizioni insidiose: piste veloci, fondi pietrosi e temperature elevate rappresentano un’incognita per piloti e team. Proprio questi elementi accrescono il rischio che la lotta per il titolo possa essere influenzata da variabili esterne come forature, danneggiamenti imprevedibili o episodi di fortuna.
Ogier, ben consapevole di questo scenario, spera che la sfida si risolva sul piano puramente sportivo, senza colpi di scena casuali. “Dobbiamo avere una finale corretta, perché ce la meritiamo dopo una stagione simile. Spero che non sia troppo una lotteria”, ha affermato. Le sue parole riflettono un misto di fiducia e prudenza, tipico dei momenti in cui un’intera annata si riduce a un’ultima, decisiva prova di forza.
Per Evans, che in passato ha già sfiorato un titolo mondiale senza però riuscire a completare l’impresa, la pressione è enorme. Il gallese ha dimostrato più volte di poter essere competitivo ai massimi livelli, ma il duello con un maestro della gestione mentale come Ogier rappresenta una prova che va oltre la semplice velocità in prova speciale. Toyota, dal canto suo, si trova in una situazione delicata: qualunque sia il risultato, la squadra vestirà di rosso il nuovo campione del mondo, ma accompagnare due piloti nella battaglia finale significa anche dover mantenere un equilibrio interno perfetto.
Il Rally dell’Arabia Saudita, dunque, non assegnerà soltanto un titolo. Sarà un test finale per la resilienza, la concentrazione e la capacità di adattamento dei due contendenti. Evans partirà con un vantaggio sottile, Ogier con una fiducia incrollabile costruita su un rendimento stagionale superiore. Entrambi hanno la velocità, entrambi hanno l’esperienza. Sarà la gestione del momento, forse più della tecnica, a decidere chi porterà a casa il Mondiale 2025.
Il conto alla rovescia è già iniziato. E nel deserto saudita, più che altrove, ogni granello potrà fare la differenza e diventare quel dettaglio vincente per conquistare il titolo mondiale.









