Ford M-Sport con quattro Raptor T1+ al via della Dakar
Ford Raptor T1+ è un veicolo creato da zero, il vertice del design e dell’ingegneria Ford nell’ambito dei veicoli fuoristrada. Il progetto è iniziato a inizio 2024 e da allora un team multidisciplinare ha lavorato esclusivamente per raggiungere l’obiettivo del programma: trionfare alla Dakar.
I quattro Ford Raptor T1+ Evo che Ford Racing e M-Sport schiereranno nel prossimo Rally Dakar 2026 hanno superato oggi le verifiche tecniche nella località barcellonese di Santa Susanna, luogo scelto dall’organizzatore della gara, ASO, per effettuare questa prima fase del controllo. Si tratta di una procedura preliminare all’imbarco dei veicoli nel porto di Barcellona, da cui partiranno alla volta dell’Arabia Saudita all’inizio della prossima settimana.
La competizione fuoristrada più importante e dura del mondo si correrà per la settima volta consecutiva in questo Paese del Medio Oriente, tra il 3 e il 17 gennaio 2026. Come nelle ultime stagioni, Nani Roma e il suo copilota Álex Haro sono stati i maestri di cerimonia nel presentare alla stampa specializzata il loro nuovo Ford Raptor T1+ Evo.
Alla loro seconda partecipazione alla Dakar con un veicolo progettato e costruito specificamente per questa gara, Ford Racing — la divisione sportiva di Ford Motor Company — e il suo partner tecnologico M-Sport presentano nuove unità che rappresentano la sintesi di tutte le esperienze accumulate in un intenso anno di gare e test, oltre a riunire le migliori risorse umane e materiali necessarie per puntare al miglior risultato possibile.
Il Ford Raptor T1+ è un veicolo creato da zero, il vertice del design e dell’ingegneria Ford nell’ambito dei veicoli fuoristrada. Il progetto è iniziato a inizio 2024 e da allora un team multidisciplinare ha lavorato esclusivamente per raggiungere l’obiettivo del programma: trionfare alla Dakar.
Nel Rally Dakar 2026 i quattro Ford Raptor T1+ saranno affidati agli stessi equipaggi dello scorso anno: Carlos Sainz–Lucas Cruz (n. 225), Mattias Ekström–Emil Bergkvist (n. 226), Nani Roma–Álex Haro (n. 227) e Mitch Guthrie Jr–Kellon Walch (n. 228). Con un anno di esperienza specifica al Dakar, tutti e quattro i team dispongono della preparazione ideale per puntare in alto. Carlos Sainz, quattro volte vincitore del rally, e Nani Roma, due volte vincitore della gara, sono nuovamente i piloti di punta della squadra.
Lavoro, prove ed evoluzione per puntare al massimo
Dopo un Dakar 2025 concluso con buoni risultati per Ford M-Sport — due vittorie di tappa ottenute da Nani Roma e Mattias Ekström, a cui si aggiungono il terzo posto finale dello stesso Ekström e il quinto di Mitch Guthrie — la stagione 2025 del Campionato del Mondo Rally-Raid è servita come banco di prova continuo per i Raptor in terreni di ogni tipo. Le gare di Abu Dhabi, Sudafrica, Portogallo e Marocco hanno permesso di approfondire lo sviluppo dei Raptor T1+, con ottimi risultati parziali come i due terzi posti di Roma-Haro (Baja España e Rally del Marocco) e una nuova vittoria di tappa nel rally marocchino, prova evidente della competitività della meccanica.
L’evoluzione del nuovo Raptor T1+ Evo trova il suo punto più importante nel peso complessivo del veicolo: 50 chili in meno. Questa maggiore leggerezza e una migliore distribuzione delle masse — aspetti fondamentali in un’auto da raid — sono la punta di diamante dell’evoluzione ottenuta dopo un anno di gare, test e lavoro ingegneristico.
I miglioramenti alle sospensioni, più resistenti e leggere, permettono ai Raptor di montare l’ultima generazione di ammortizzatori Fox. Parte dei risparmi di peso deriva da piccoli dettagli che, sommati, costituiscono un grande risultato. Tra questi, l’adozione di un nuovo parabrezza in Lexan, più leggero ma anche meno fragile di fronte agli impatti delle ramaglie. Il Raptor T1+ Evo non ha specchietti retrovisori esterni: sono stati sostituiti da telecamere che mostrano su un piccolo schermo ciò che avviene all’esterno. Questo migliora l’aerodinamica e la visibilità dall’abitacolo.
È stata inoltre introdotta una nuova presa d’aria sul tetto, migliorata sia dal punto di vista aerodinamico sia nella capacità di raffreddamento dell’abitacolo. Il tema della visibilità trova il suo punto forte nelle nuove porte ad apertura tipo “ali di gabbiano”, che contribuiscono in modo significativo a migliorare la visibilità. Sono molto più leggere e dotate di una chiusura quasi ermetica, che impedisce l’ingresso della polvere.
Molto rilevanti i cambiamenti nella parte posteriore: un nuovo cofano, gruppi ottici ridisegnati e una riduzione della lunghezza dello sbalzo offrono un aspetto compatto e robusto. Infine, risalta immediatamente la nuova livrea del veicolo, caratterizzata da un design e da colori molto appariscenti, con la presenza prominente di Red Bull e del nome del modello: Raptor.
Roma: “Partiremo per la Dakar molto ben preparati”
Al suo terzo Dakar con un veicolo Ford, Nani Roma affronterà l’edizione 2026 come la sua ventottesima partecipazione alla gara, includendo le tre aree geografiche in cui il raid si è svolto: Africa, Sudamerica e Arabia. Nei 27 Dakar disputati, Nani Roma vanta cinque arrivi tra i primi tre, due dei quali in prima posizione: uno in moto (2004) e uno in auto (2014); due secondi posti (2012 e 2019) e un terzo (2006). Álex Haro non è da meno quanto a esperienza: quello del 2026 sarà il suo settimo Dakar con Nani e il dodicesimo consecutivo con piloti di diversi continenti, tra cui un argentino e un sudafricano.
Nani Roma: “La prima cosa che salta all’occhio osservando il nuovo Raptor è senza dubbio la sua spettacolare decorazione, su questo non ci sono dubbi. In ogni caso, come pilota apprezzo davvero ciò che nasconde al suo interno. A prima vista può sembrare che non vi siano differenze visibili, ma una volta seduti nell’abitacolo e iniziando a verificare ciò che abbiamo fatto durante l’anno ci si rende conto che è molto. È un insieme di piccoli cambiamenti che ci hanno permesso di compiere un grande passo avanti. Un pilota vuole sempre guidare in modo confortevole, non nel senso del comfort in sé, ma nel sentirsi perfettamente integrato nel veicolo e nel disporre della migliore visibilità possibile. Su questo abbiamo guadagnato molto: non abbiamo specchietti e le porte eliminano angoli che spesso limitavano la visuale. Gli specchietti sono stati sostituiti da telecamere e le porte sono completamente ridisegnate con una visibilità laterale ottimale, oltre a una chiusura stagna. Un punto che apprezzo particolarmente è che siamo riusciti a ridurre il peso di 50 chili. Di nuovo, piccoli dettagli che permettono un grande risultato: parabrezza in materiale plastico, ritocchi alla carrozzeria e alla parte posteriore, porte in materiale leggero, ecc. Tutto ciò ci ha permesso di ridistribuire le masse, migliorando stabilità ed equilibrio del complesso. E le sospensioni, che erano già buone, sono state ulteriormente sviluppate e pesano meno. Tecnicamente abbiamo un grande supporto e personalmente affrontiamo questa Dakar in ottima forma. Sia Álex che io ci siamo allenati molto. È importante sottolineare un dato: negli ultimi cinque anni ho partecipato a dodici raid e solo in questo 2025 ho disputato quattro gare, a cui si aggiungono i 7.000 km di test effettuati. Mi sento competitivo, in forma. In Marocco, la nostra ultima grande gara, siamo stati veloci e i tempi lo dimostrano. Quello che ho molto chiaro è che, anche con una grande preparazione, non si deve mai partire alla Dakar per vincere, ma farlo — con il proprio copilota — nel modo migliore possibile e spremendo al massimo le proprie possibilità e quelle dell’auto. Il resto deve arrivare da sé; non si vince la Dakar nelle prime tappe e tanto meno prima della partenza”.
La settimana scorsa tutti i piloti e i copiloti sono stati nella sede di M-Sport, a Cockermouth (Cumbria, Gran Bretagna), per quello che internamente viene definito shakedown, ovvero una prova di sistemi. Conclude Nani: “È molto importante non lasciare nulla al caso. La nostra vettura è la stessa del Marocco, opportunamente rinnovata e con quasi tutto nuovo, ma in un Dakar può rompersi qualsiasi componente. Per questo sulla pista di M-Sport proviamo cambi, differenziali, tutto, affinché nel momento in cui sia necessario sostituirli siano già sufficientemente rodati e testati. In Arabia, due giorni prima della prologo, effettueremo una prova reale su un terreno simile a quello della competizione”.
La Dakar 2026 inizierà il 3 gennaio con la prologo a Yanbu, città attorno alla quale ruoteranno sia la partenza sia l’arrivo della gara. La partenza ufficiale sarà il 4 gennaio, il 7 gennaio si svolgerà la prima tappa maratona (tappe 4 e 5) e il 10 gennaio la gara osserverà un giorno di riposo a Riyadh, capitale del Paese.
Il 13 gennaio si disputerà la seconda tappa maratona (tappe 9 e 10) e il 17 gennaio la grande competizione desertica si concluderà nello stesso luogo da cui è partita: Yanbu, sulle rive del Mar Rosso. Saranno 8.000 km distribuiti in 13 tappe, con un percorso più tecnico e con maggiore navigazione: torna la grande sfida.









