Il Tribunale di Parigi non ferma le elezioni FIA
Il ricorso presentato da Laura Villars contro le norme stabilite dalla Federazione internazionale verrà esaminato a metà febbraio. Strada spianata per Mohammed Ben Sulayem, unico candidato alla presidenza nelle elezioni del 12 dicembre
Il Tribunale giudiziario di Parigi ha stabilito che il ricorso presentato da Laura Villars contro la FIA dovrà essere esaminato in un processo completo, ma non impedirà lo svolgimento delle elezioni presidenziali previste per il 12 dicembre a Tashkent, in Uzbekistan. La decisione arriva dopo settimane di tensione istituzionale, scatenate dalle contestazioni sulla validità delle regole elettorali che, secondo Villars, avrebbero di fatto impedito a qualsiasi candidato alternativo di sfidare l’attuale presidente Mohammed Ben Sulayem.
La candidata francese aveva fatto causa alla FIA in ottobre, contestando il sistema che impone a ogni aspirante presidente di presentare una squadra di sette vicepresidenti, uno per ciascuna delle sei regioni mondiali. Il problema sarebbe sorto quando Fabiana Ecclestone, unica vicepresidente eleggibile per il Sud America, ha dichiarato il proprio sostegno a Ben Sulayem, rendendo impossibile a Villars – così come agli altri due contendenti, Tim Mayer e Virginie Philippot – completare una lista alternativa. Tutti e tre sono stati quindi costretti a ritirare la propria candidatura.
La prima udienza, avvenuta il 10 novembre nell’ambito della procedura d’urgenza, ha visto Villars e il suo avvocato Robin Binsard criticare apertamente l’assenza di reali possibilità di presentare un candidato alternativo, la situazione “senza precedenti” di avere un solo nome eleggibile per una delle regioni, e la mancanza di trasparenza del comitato elettorale. In un comunicato, Villars ha inoltre messo in dubbio la conformità delle procedure con i principi di governance, democrazia e integrità che la stessa FIA sostiene di voler promuovere.
Mercoledì, il Tribunale ha stabilito che la complessità del caso richiede un dibattimento completo, fissando l’inizio del processo al 16 febbraio 2026. Solo in quella sede verranno discussi nel dettaglio i punti sollevati dalla ricorrente.
Nel frattempo, le elezioni si terranno come previsto. Tuttavia, la FIA resta esposta al rischio che un eventuale verdetto sfavorevole possa portare all’annullamento dell’elezione di Ben Sulayem, qualora venissero accertate irregolarità nelle procedure. Dal canto suo, la campagna FIA Forward di Tim Mayer ha definito la decisione “ragionevole e prevedibile”, sottolineando che la natura accelerata del référé e la documentazione incompleta non avrebbero potuto portare a un esame più approfondito in questa fase iniziale.
La vicenda, destinata a proseguire nei tribunali, conferma le tensioni interne alla federazione e lascia aperti molti interrogativi sulla governance futura dell’organismo che regola motorsport mondiale.









