Citroën Saxo VTS Gr. N, Gr. A e variante Kit
Non c’è storia, la Citroen Saxo VTS è una macchina per piloti veri. La sua produzione iniziò nel 1996 e il suo successo nei rally fu praticamente immediato. C’era una versione per ogni piede e allevò diversi piloti del Campionato del Mondo Rally. Dal 2026, questa piccola bomba francese diventa auto storica.
La Citroën Saxo è una piccola utilitaria di segmento B prodotta dal 1996 al 2004, erede della AX e antenata di modelli come la C2 e la C3. Nel mondo dei rally si è distinta soprattutto per la sua agilità, peso contenuto e affidabilità, diventando un punto di riferimento nelle categorie a trazione anteriore e nelle classi di cilindrata più piccole. La Saxo ha corso con vari allestimenti, dal Gruppo N a versioni elaborate come la S1600, sfruttando la piattaforma compatta e il motore 1.6 16V TU5 in molte varianti competitive.
Gruppo N: la Saxo “di serie” da rally
La categoria Gruppo N è concepita per vetture molto vicine alla produzione di serie, con modifiche minime consentite per la competizione rally. Il regolamento impone che la trazione, la carrozzeria e le dimensioni principali restino invariate rispetto al modello stradale, con possibilità di interventi limitati su sospensioni, freni, motore e sicurezza, ma mantenendo il cambio con lo stesso numero di marce di serie e la trazione originale.
Nel caso della Citroën Saxo VTS Gruppo N (tipicamente categorizzata come N2 per la cilindrata 1600):
Motore e potenza: si parte dal 1.587 cm³ 16V originale, con elaborazioni leggere su testa, scarico, mappatura centralina e altre lavorazioni consentite. Su esemplari competitivi da rally si raggiungono potenze nell’ordine di circa 140-155 CV, mantenendo la meccanica di base.
Trasmissione e differenziale: cambio con innesti frontali e possibile montaggio di differenziale autobloccante per migliorare la trazione, pur senza stravolgere il concetto di base.
Sospensioni e freni: ammortizzatori regolabili specifici per rally e miglioramenti ai dischi e pastiglie sono frequenti, ma le geometrie e le dimensioni restano molto vicine al modello stradale.
Sicurezza e peso: l’allestimento prevede roll-bar multipli omologati FIA, sedili da competizione e sistemi di estinzione approvati, con peso finale competitivo per la classe.
La Saxo N2 fu molto popolare nei campionati nazionali e regionali grazie ai costi contenuti e alla facilità di manutenzione, risultando ideale per piloti amatoriali e team privati.
Gruppo A: più prestazionale rispetto alla N
Il Gruppo A era la categoria dominante nei rally fino all’avvento delle WRC e, analogamente al Gruppo N, richiedeva un numero minimo di esemplari di produzione per l’omologazione, ma consentiva elaborazioni più spinte sul motore e sulla meccanica rispetto alla N. La Saxo VTS poteva competere in classe A6 (fino a 1600 cm³), confrontandosi con Peugeot 106 Rallye e altri modelli di piccolo taglio, con potenze nettamente maggiori rispetto alle versioni Gruppo N.
Nel Gruppo A la Saxo poteva montare, oltre agli interventi del Gruppo N:
Motore più preparato, con mappature, lavorazioni interne e aspirazione potenziata, pur mantenendo la cilindrata e il tipo di aspirazione originale.
Cambio sequenziale meccanico non sincronizzato e rapporti variabili, consentendo scalate più rapide rispetto alla trasmissione di serie.
Freni maggiorati e cerchi di dimensioni diverse entro limiti regolamentari.
Le Saxo Gruppo A erano più reattive e pronte a lottare per vittorie di classe, sfruttando un rapporto peso/potenza favorevole e sospensioni specifiche, pur restando vincolate alla configurazione a trazione anteriore.

Kit car: la versione “sportiva pura”
Le Kit Car rappresentano una categoria speciale nata negli anni ’90 come sviluppo estremo delle vetture a trazione anteriore per i rally asfaltati. Secondo il regolamento FIA, una Kit Car è derivata da un modello di serie ma può montare componenti ampiamente ottimizzati: motori ad aspirazione naturale con maggiore potenza specifica, carrozzeria allargata, sospensioni e telaio rinforzati e un peso minimo molto basso.
La Citroën Saxo Kit Car si inserisce in questo contesto come una delle vetture competitive nelle classi Kit Car 1.6 (spesso identificate anche come S1600 o K10 nelle suddivisioni interne):
Motore: unità TU5J4 1.6 16V elaborata, con potenze dichiarate attorno ai 210 CV a 8.500 giri/min, ossia molto superiore rispetto alle versioni Gruppo A e N, grazie anche a un sistema di aspirazione a quattro corpi.
Trasmissione: cambio 5 o 6 marce ad innesti rapidi specifico da competizione.
Peso e dimensioni: peso ridotto attorno ai 940-1.000 kg, carreggiata allargata e assetto completamente rivisto per l’asfalto.
Freni e sospensioni: impianti di dimensioni maggiorate e sospensioni dedicate da competizione con geometrie ottimizzate per grip massimo.
La Citroën Saxo S1600 è stata sviluppata dagli ingegneri e dai progettisti della Citroën Racing, che deriva dal modello di serie Citroën Saxo VTS. Dall’anno del suo debutto nel Junior World Rally Championship, ha preso parte al campionato JWRC, dedicato ai piloti under 28, cogliendo due titoli piloti con Sebastien Loeb nel 2001 (quando la competizione si chiamava Coppa FIA piloti Super 1600 ) e con Daniel Solà nel 2002.
Della Saxo esiste anche una versione appartenente alla categoria Kit car, che prendeva parte alla Coppa del Mondo 2 litri Costruttori precisamente la Saxo Kit Car era di classe K10, che in seguito fece da base per il regolamento Super 1600.
Differenze funzionali tra le configurazioni
La differenza principale fra Gruppo N, Gruppo A e Kit Car per una Saxo si può riassumere così:
- Gruppo N: interventi minimi, vettura molto vicina alla serie, adatta a categorie amatoriali e prove regionali.
- Gruppo A: maggiore libertà di elaborazione meccanica, cambio sequenziale e potenza superiore, con risultati di classe più competitivi.
- Kit Car: ottimizzazione estrema della meccanica per massimizzare potenza e handling, adatta a competizioni su asfalto e con regimi di potenza elevati per la cilindrata.
In ciascuna di queste categorie la Saxo ha saputo interpretare il carattere della vettura con i mezzi regolamentari disponibili, diventando un’icona nei rally nazionali e amatoriali di fine anni ’90 e primi anni 2000.









