Björn Waldegård, il campione tranquillo
Un episodio emblema del carattere indomito di Waldegård risale al Rally di Sanremo del 1976, quando, in squadra con Lancia e affiancato dall’italiano Sandro Munari, si trovò coinvolto in un confronto diretto che avrebbe segnato la storia del rally. Dopo essere passato in vantaggio di pochi secondi e aver subito un recupero da parte di Munari, Waldegård trasgredì gli ordini di squadra…
Björn Waldegård, nato a Solna il 12 novembre 1943, rappresenta una figura imprescindibile nella storia del rally internazionale. La sua carriera, costellata di successi e di episodi che hanno segnato la storia delle corse su terra, asfalto e sabbia, si estende per trent’anni, dal debutto nel 1962 fino al ritiro forzato nel 1992. Waldegård non fu soltanto il primo vincitore del Campionato Mondiale Rally nel 1979, ma anche un innovatore nello stile di guida e nella capacità di adattarsi alle diverse discipline e vetture, consolidando il mito del pilota svedese capace di dominare in qualsiasi contesto.
La consacrazione internazionale giunse nel 1969, quando, al volante di una Porsche 911, Waldegård conquistò il Rally di Monte Carlo, imponendosi su piloti di calibro mondiale e confermando la propria attitudine a gare dure e tecnicamente complesse. Negli anni successivi, il talento dello svedese si manifestò in tutta la sua completezza: vincitore del Campionato Svedese Rally nel 1967 e 1968, Waldegård mostrò una versatilità unica, in grado di affrontare con eguale efficacia le strade ghiacciate del Nord Europa, i percorsi sterrati dell’Acropoli e i temibili tracciati africani del Safari Rally.
Un episodio emblema del carattere indomito di Waldegård risale al Rally di Sanremo del 1976, quando, in squadra con Lancia e affiancato dall’italiano Sandro Munari, si trovò coinvolto in un confronto diretto che avrebbe segnato la storia del rally. Dopo essere passato in vantaggio di pochi secondi e aver subito un recupero da parte di Munari, Waldegård trasgredì gli ordini di squadra e superò nuovamente il compagno di scuderia, conquistando la vittoria. Questo gesto, al tempo controverso, sottolinea la personalità competitiva dello svedese e il suo desiderio di vincere sempre, indipendentemente dagli accordi interni.
Il passaggio alla Ford, a fine 1976, segnò l’inizio di una fase di straordinari risultati sportivi. Con la Ford Escort RS1800, Waldegård conquistò tre importanti vittorie nel 1977: l’East African Safari Rally, il Rally dell’Acropoli e il RAC Rally, dimostrando una padronanza tecnica e una capacità di adattamento senza pari. Il culmine della carriera arrivò nel 1979, quando Waldegård vinse il primo Campionato Mondiale Rally ufficiale, precedendo il finlandese Hannu Mikkola grazie a una strategia accurata e alla determinazione mostrata fino all’ultima prova, il Rally della Costa d’Avorio.

Una delle curiosità più affascinanti della carriera di Waldegård riguarda la sua longevità sportiva: detiene infatti il record di vincitore più anziano di un rally valido per il mondiale, conquistando il Safari Rally del 1990 al volante di una Toyota Celica. Inoltre, è uno dei pochi piloti ad aver vinto rally di rilevanza mondiale in quattro decenni diversi, un traguardo che riflette la sua adattabilità e la capacità di evolversi al ritmo delle tecnologie e delle regolamentazioni in continuo mutamento.
Oltre ai successi in circuito e nei rally internazionali, Waldegård partecipò anche alle prime competizioni di Rallycross europeo a metà degli anni ’70, al volante di una Porsche Carrera RSR privata, confermando la sua attitudine a sperimentare nuovi formati di competizione e a portare le proprie abilità in contesti diversi. Verso la fine della sua vita, l’8 settembre 2008, prese parte al Colin McRae Forest Stages, evento commemorativo dedicato all’ex campione del mondo tragicamente scomparso nel 2007, ribadendo la sua passione per la guida e il legame profondo con la comunità dei rally.
Björn Waldegård si spense a Stoccolma il 29 agosto 2014, all’età di 70 anni, dopo aver lottato contro un cancro. La sua eredità sportiva rimane indelebile: non solo per i numeri e i trofei conquistati, ma anche per l’esempio di dedizione, coraggio e stile che ha saputo trasmettere a generazioni di piloti. Waldegård rimane un simbolo del rally come sport totale, capace di unire tecnica, strategia e passione pura, incarnando la figura del pilota completo e visionario, il cui spirito competitivo e la cui curiosità tecnica continuano a ispirare appassionati e professionisti in tutto il mondo.









