Dakar – Il deserto chiama, i giganti rispondono
Dal poker Toyota al sogno Dacia, passando per Ford e Mini: la Dakar vale una stagione
Ci siamo davvero: ancora pochi giorni e il 2 gennaio il semaforo diventerà verde dando ufficialmente il via alla Dakar 2026, che si correrà nuovamente in Arabia Saudita, su un percorso parzialmente rivisto rispetto all’edizione 2025. Come da tradizione, la gara più dura del motorsport rappresenta molto più di una semplice vittoria: per i top team la Dakar vale quanto un’intera stagione, e al via non manca nessuno.
In casa Toyota l’obiettivo è chiaro: centrare un nuovo successo e completare un vero e proprio poker di vittorie. Il costruttore giapponese ha dominato le ultime edizioni, portando tre volte un proprio pilota sul gradino più alto del podio negli ultimi quattro anni. Nel 2025 a imporsi fu clamorosamente l’idolo di casa Yazeed Al-Rajhi, protagonista di una Dakar ricca di colpi di scena.
Per il 2026 Toyota schiera la nuova DKR GR Hilux, evoluzione della vettura già vincente, accompagnata da uno spiegamento di uomini e mezzi imponente. Al-Rajhi proverà a difendere il titolo sulle strade amiche, anche se sarà al via con la Hilux Overdrive Evo. Al suo fianco ci sarà il sudafricano Henk Lategan, ex rallista e vera rivelazione della scorsa edizione, chiusa al secondo posto a meno di quattro minuti dal saudita.
Grande attenzione anche per il giovane americano Seth Quintero, nono assoluto nel 2025, che nel 2026 si dividerà tra il W2RC e il campionato rally americano, sempre con i colori Toyota. Sia lui che Lategan disporranno della nuova Hilux, la stessa vettura affidata anche all’australiano Toby Price.
Se Toyota sogna il poker, Dacia punta invece a scrivere una pagina storica. Il marchio romeno va a caccia del primo successo assoluto alla Dakar, presentandosi al via con una formazione di altissimo livello. A guidare l’assalto ci sarà il cinque volte vincitore della corsa Nasser Al-Attiyah, affiancato dal brasiliano Lucas Moraes, nuova acquisizione proveniente da Toyota, dalla spagnola Cristina Gutiérrez e da Sébastien Loeb. Il nove volte campione del mondo rally affronterà la sua decima Dakar, ancora alla ricerca di quella vittoria nel rally-raid più importante al mondo che manca alla sua incredibile carriera.
Anche Ford non nasconde le proprie ambizioni e si affida all’esperienza. Le Raptor T1+ saranno affidate a un gruppo di piloti di primo piano, a cominciare dall’eterno Carlos Sainz, quattro volte vincitore della Dakar, che a 63 anni sogna un leggendario quinto trionfo. Con lui ci saranno lo svedese Mattias Ekström, deciso a migliorare il terzo posto ottenuto nell’ultima edizione, l’americano Mitchell Guthrie, lo spagnolo Nani Roma, alla sua ventinovesima partecipazione, e il francese Romain Dumas, anch’egli con i colori ufficiali Ford. Pur non vivendo più i fasti del passato, anche Mini resta una presenza da tenere d’occhio. Il team potrà contare sul belga Guillaume de Mevius e sul francese Lionel Baud, pronti a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice al volante delle Mini JCW Rally Plus.
Alle spalle dei team ufficiali, il gruppo degli outsider promette comunque di dare battaglia. Tra questi figurano il cileno Hernán Garcés, il giovane sudafricano Saood Variawa, il francese Mathieu Serradori con la Century CR7, il ceco Martin Prokop e il russo Denis Krotov su Ford Raptor. Attenzione anche a Khalid Al-Qassimi, ex protagonista del WRC, e al greco Jourdan Serderidis, che affronterà la sua prima Dakar in coppia con Grégoire Munster. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Tra esperienza, gioventù, sogni di gloria e ambizioni iridate, la Dakar 2026 si prepara a offrire ancora una volta uno spettacolo estremo, dove il deserto saudita sarà giudice implacabile di uomini e macchine.









