È lei, la Delta Evoluzione di Didier Auriol
Nel 1992, la Delta HF Integrale era già consolidata come riferimento nel Mondiale Rally. Dopo sei titoli costruttori consecutivi, Lancia affrontava la sua ultima stagione ufficiale con una vettura profondamente affinata rispetto alle prime versioni Integrale degli anni Ottanta. Ed eccola arrivare al Terzo Millennio la Delta Evoluzione di Didier Auriol.
Un pezzo di storia la Lancia Delta Evoluzione di Didier Auriol targata TO 76571S. Un esempio raro di vettura che coniuga tutti insieme valore storico, tecnico e sportivo all’interno del WRC. Si tratta di una Delta Evo di inizio 1992, omologata il 2 gennaio di quell’anno, nel momento in cui il progetto aveva raggiunto la sua massima maturità nel rispetto del regolamento Gruppo A. Ogni dettaglio di questa macchina racconta la fase conclusiva del dominio Lancia, testimoniando al contempo l’adattabilità del modello a un campionato in evoluzione rapida.
Nel 1992, la Delta Evoluzione era già consolidata come riferimento nel Mondiale Rally e anche nelle serie minori. Dopo sei titoli Costruttori consecutivi, Lancia affrontava la sua ultima stagione ufficiale con una vettura profondamente affinata rispetto alle prime versioni Integrale degli anni Ottanta. La serie Evoluzione non nasceva per rivoluzionare il modello, ma per perfezionarlo, massimizzando prestazioni, precisione e affidabilità, e mantenendo competitività contro rivali sempre più agguerriti come Toyota e Subaru.
Sotto il profilo tecnico, l’Evo introduceva importanti modifiche telaistiche. I duomi delle sospensioni anteriori rialzati migliorano l’escursione e la precisione di inserimento, fondamentale su asfalto tortuoso. Le carreggiate allargate non servono solo per ragioni regolamentari o di montaggio dei cerchi maggiorati, ma incidono concretamente sulla stabilità in curva e sulla trazione in uscita. L’insieme di questi interventi conferisce alla vettura una maggiore piantatura, riducendo le reazioni brusche ai cambi di carico e rendendo più efficace la guida su percorsi guidati.
Anche il frontale, dal look più deciso, è frutto di scelte funzionali. Le prese d’aria più ampie e il ridisegno dei flussi miglioravano il raffreddamento di motore, intercooler e freni, elementi messi a dura prova su asfalto. Il Tour de Corse, con le sue prove lunghe, strette e senza respiro, rappresentava una delle sfide più severe per testare queste soluzioni.
In questo contesto storico e sportivo, la Delta Evoluzione di Didier Auriol “TO 76571S” trova la sua collocazione più significativa. Infatti, al Tour de Corse 1992, Didier Auriol e Bernard Occelli portarono la vettura alla vittoria assoluta, confermando precisione, equilibrio e solidità del progetto Lancia. Non fu un successo isolato, ma addirittura l’ennesima conferma di un modello in grado di competere ai massimi livelli anche dopo anni di evoluzioni continue.
Auriol, specialista dell’asfalto, sfruttò al meglio le caratteristiche della Evo: la trazione integrale gestiva in modo progressivo la potenza, mentre l’assetto più rigido e preciso garantiva rapidità nei cambi di direzione. Su un percorso come il Tour de Corse, dove margini di errore minimi possono compromettere l’intera gara, questa combinazione si rivelò determinante.
La livrea Martini Racing è un elemento estetico parte integrante della storia della vettura. Nel 1992 segnava l’ultimo capitolo di una partnership tra Lancia (che in realtà si era ritirata ufficialmente il 18 dicembre del 1991, lasciando tutto in mano al Jolly Club e alla Martini Racing) e il noto sponsor, simbolo di continuità e successo tecnico. Su questa Delta, la grafica celebrava il passato e sottolineava un presente ancora vincente, consapevole di essere vicino alla conclusione di un ciclo irripetibile.
Questa Delta Evoluzione di Didier Auriol targata TO 76571S si legge come un vero e proprio documento tecnico e sportivo, al punto che è stata certificata da Stellantis Heritage. Non è “semplicemente” una Evo perfettamente conservata, ma una vettura che ha gareggiato, vinto e lasciato una traccia indelebile nel Mondiale Rally conservata in stato praticamente originale. Forse, è anche la dimostrazione concreta di come Lancia abbia saputo trasformare un’auto di serie in una macchina da competizione attraverso continui affinamenti, senza tradire l’impostazione originaria.

Così al Tour de Corse 1992
Il Tour de Corse 1992 resta uno degli episodi più emblematici del Mondiale Rally degli anni Novanta ed è il teatro che più si addice a questa Delta Evo, non soltanto per il risultato sportivo, ma anche per le condizioni estreme in cui si svolse la competizione. Interamente corsa su asfalto, la gara era famosa per le strade strette, le curve cieche, i tornanti serrati e i continui dislivelli: ogni chilometro rappresentava una prova severa di concentrazione e precisione sia per i piloti sia per le vetture. La Corsica era impietosa: errori anche minimi potevano compromettere l’intera gara, e la classifica finale rifletteva quasi sempre la capacità di combinare velocità pura con gestione accurata della vettura.
La Delta HF Integrale Evoluzione TO 76571S partecipò con Didier Auriol al volante e Bernard Occelli alle note. La coppia francese era tra le più preparate su asfalto, e l’equilibrio tra pilota, navigatore e macchina risultava quasi perfetto. L’Evoluzione, con le sue modifiche strutturali, era perfettamente adatta alle caratteristiche del rally: i duomi rialzati e la carreggiata più larga incrementavano la stabilità nelle curve e la precisione nei cambi di direzione, mentre il motore 2.0 turbo quattro cilindri garantiva una risposta pronta e controllabile in uscita di curva.
La competizione si articolò in più tappe, con prove speciali brevi alternate a trasferimenti tecnici, e i distacchi tra i protagonisti erano spesso minimi. Auriol riuscì a mantenere un ritmo costante, calibrando l’andatura curva dopo curva e sfruttando al massimo la neutralità della Delta Evo. La livrea Martini Racing, ormai simbolo riconoscibile della squadra Lancia, accompagnava la vettura tra il clamore dei tifosi e dei francesi che non amavano per nulla la Lancia.
Al termine del rally, Auriol e Occelli riuscirono a prevalere su tutti gli avversari, consolidando ulteriormente la reputazione della Delta HF Integrale come punto di riferimento del Mondiale Rally. La vittoria richiese velocità, grande precisione, gestione della vettura: freni e degli pneumatici sulle strade insidiose dell’isola e un rapporto perfettamente calibrato tra pilota e macchina. Quel successo segnò l’ultima grande affermazione della Delta Evoluzione ancora al massimo della sua efficienza, pochi mesi prima della conclusione ufficiale del programma rally Lancia e della chiusura di un’epoca leggendaria. Forse la gara della vita, sia per Auriol e sia per la Delta.









