Taylor Gill vuole correre tre gare nel WRC2
Sfumato il titolo nel JWRC, l’australiano sta cercando di mettere insieme il budget per essere al via di qualche gara con una Toyota GR Yaris Rally2 ma il futuro è tutto in salita.
La stagione del Junior World Rally Championship si è chiusa nel modo più crudele possibile per Taylor Gill, battuto nel Rally dell’Europa Centrale per appena 1,6 secondi dal rivale svedese Mille Johansson. Un epilogo amaro, soprattutto considerando che il pilota australiano aveva iniziato l’ultima prova speciale con sette secondi di vantaggio. Johansson, però, ha firmato una rimonta straordinaria, conquistando non solo la vittoria nel rally, ma anche il titolo JWRC.
Quel successo ha avuto conseguenze immediate e concrete: lo scandinavo si è assicurato come premio un programma di quattro rally nel WRC 2026 al volante di una Ford Rally2, mentre per Gill le porte si sono improvvisamente chiuse. Un colpo durissimo, come lo stesso pilota, residente a Vääksy in Finlandia, ha ammesso senza giri di parole. Dopo il Rally dell’Europa Centrale, il futuro è diventato improvvisamente incerto: “Non è stato facile. Sto cercando di costruire un piano realistico per questa stagione. Non abbiamo abbandonato il sogno del WRC, ma tutto è diventato molto più complicato dopo aver perso il titolo“.
Sfumata l’occasione JWRC, Gill si è ritrovato di fatto a ripartire da zero, una situazione che rende estremamente difficile mettere insieme un programma sportivo strutturato. “Quando devi ricominciare senza nulla in mano, è dura. Ora dobbiamo trovare opportunità, cercare sponsor e costruire poco alla volta il budget per riuscire a disputare almeno qualche rally”.
L’obiettivo, ambizioso ma chiaro, è quello di mettere in piedi un programma di tre gare nel WRC2, al volante di una Toyota GR Yaris Rally2. I rally individuati sono Svezia, Croazia e Finlandia, tre appuntamenti che Gill conosce molto bene. “Li ho già disputati due volte ciascuno e ho vinto la mia classe in tutte e tre le gare”, spiega. “Non è una scelta casuale: sono rally su neve, sterrato e asfalto. Voglio dimostrare di essere competitivo su ogni tipo di fondo”.
La realtà quotidiana, però, racconta di una rincorsa faticosa. Gill divide le sue giornate tra lavoro e ricerca di fondi: “Dal lunedì al mercoledì lavoro come meccanico in un’officina. Giovedì, venerdì e tutte le sere mando e-mail, faccio telefonate e cerco sponsor. È un periodo intenso, ma credo che una possibilità ci sia. Faremo di tutto per farcela”.
Il pilota australiano sottolinea anche un aspetto strategico fondamentale: correre nel 2026 è cruciale in vista del 2027, anno in cui il Mondiale Rally cambierà regolamenti e potrebbe aprire nuove opportunità per i giovani. “Il salto dalla Rally3 alla Rally2 è enorme. Anche i costi, soprattutto in caso di danni, crescono in modo significativo. Ma proprio per questo vogliamo essere presenti l’anno prossimo: restare visibili è fondamentale pensando al 2027”.
Gill è consapevole che, con un programma limitato, puntare al titolo WRC2 sarebbe irrealistico. L’obiettivo è un altro: mostrare velocità, maturità e costanza, elementi che possono attirare l’attenzione di team e costruttori. “Non ci aspettiamo di lottare per il campionato, ma buone prestazioni possono aprire porte importanti per il futuro”.
Sul fronte pratico, qualche spiraglio di luce c’è già: “Siamo molto vicini a chiudere il budget per il Rally di Svezia. Per il resto è ancora tutto aperto. La Croazia arriva in fretta, quindi il lavoro da fare è ancora tanto”.









