Paolo Andreucci, il Campione dei record
Il percorso di Paolo Andreucci fino al 2025 racconta la storia di un pilota che non si è limitato a vincere, ma che ha saputo costruire una carriera fondata sulla continuità, sull’adattamento e sulla trasmissione del sapere. Un esempio raro di longevità sportiva nel rally moderno, capace di lasciare un segno che va oltre le classifiche e i titoli.
Paolo Andreucci, nato a Castelnuovo di Garfagnana il 21 aprile 1965, rappresenta una delle figure più longeve e significative del rally italiano. La sua carriera, sviluppatasi lungo quasi quattro decenni, è caratterizzata da una continuità di risultati che non ha eguali nel panorama nazionale. Undici titoli di Campione Italiano Rally assoluto, conquistati tra il 2001 e il 2018, tre titoli consecutivi nel Campionato Italiano Rally Terra tra il 2021 e il 2023, quattro campionati italiani S1600, un titolo italiano due ruote motrici e successi in ambito europeo come l’Alpine Rally Trophy e il TER Tour European Rally costituiscono un palmarès che racconta non solo la quantità delle vittorie, ma soprattutto la capacità di adattamento a vetture, regolamenti e generazioni differenti. A questi risultati sportivi si affianca un riconoscimento umano e territoriale che lo ha portato a essere nominato cittadino onorario da diversi comuni siciliani, tra cui Scillato, Santa Teresa di Riva e Collesano, luoghi simbolo del rally italiano.
Figlio di Piero Leonardo Andreucci, Paolo cresce in un ambiente in cui l’impegno e la dedizione rappresentano valori fondamentali. Prima di avvicinarsi definitivamente ai motori, la sua attività sportiva è legata allo sci alpino, disciplina nella quale dimostra fin da giovane un talento evidente. La sua carriera giovanile lo porta fino alla convocazione nella nazionale italiana, risultato tutt’altro che scontato, che testimonia un livello agonistico molto elevato. Tuttavia, una corporatura fisica non ideale per le esigenze dello sci di vertice e un serio infortunio al ginocchio pongono fine a quel percorso, costringendolo a riconsiderare il proprio futuro sportivo. È in questa fase che la passione per le automobili, già presente durante l’adolescenza, diventa centrale.
Il primo contatto con il rally avviene in modo spontaneo e non ufficiale. Prima di esordire con una vettura da competizione, Andreucci prende parte a gare minori utilizzando l’auto di sua madre, approfittando di un regolamento che consentiva la partecipazione di vetture di stretta serie. Questa fase, vissuta quasi di nascosto, racconta molto del suo carattere: determinato, curioso, disposto a mettersi alla prova anche senza garanzie. Celebre l’episodio avvenuto alla tenuta del Ciocco, quando il padre lo scopre casualmente impegnato in gara e commenta con stupore e ironia quella scelta improvvisa e apparentemente folle.
L’esordio ufficiale nel mondo dei rally avviene nel 1987 al Rally del Ciocco, gara di casa e appuntamento simbolo per ogni pilota toscano. In quella prima esperienza Andreucci risulta iscritto come navigatore, ma è lui a condurre la vettura. La gara viene segnata da condizioni meteorologiche estreme, con un diluvio che porta al ritiro, ma fino a quel momento Andreucci occupa il terzo posto assoluto. Un risultato che, pur non concretizzandosi in classifica finale, attira l’attenzione degli addetti ai lavori. L’anno successivo arriva il secondo posto nel Trofeo Fiat Uno, che conferma in modo più strutturato le sue qualità e la sua capacità di adattarsi rapidamente al contesto competitivo.
Nei primi anni di carriera Andreucci costruisce la propria esperienza passando attraverso diversi marchi e categorie. Lancia, Peugeot e Renault rappresentano tappe fondamentali di una fase di apprendimento che gli consente di confrontarsi con vetture dalle caratteristiche molto diverse. È con Renault che inizia a emergere con maggiore continuità nel Campionato Italiano Rally, prima con la Clio Williams e poi con la Megane Maxi. Questi anni gli permettono di affermarsi nelle due ruote motrici, conquistando titoli e risultati che ne consolidano la reputazione come uno dei piloti più solidi e promettenti del panorama nazionale.
Alla fine degli anni Novanta arriva la scelta di puntare al titolo assoluto. Nel 1999 Andreucci passa alla Subaru, inizialmente con la Impreza WRX e successivamente con la versione WRC. È un salto importante, che lo porta a confrontarsi direttamente con piloti affermati come Andrea Aghini, Piero Longhi e Gianfranco Cunico. In questa fase Andreucci dimostra di poter competere stabilmente ai vertici, affinando ulteriormente la propria capacità di gestione della gara e del mezzo.
Il 2001 segna una svolta decisiva. Al volante della Ford Focus WRC, Andreucci conquista il suo primo Campionato Italiano Rally assoluto, precedendo Renato Travaglia. È l’inizio di una nuova fase della carriera, caratterizzata da una maggiore maturità sportiva e da una continuità di risultati che diventerà la sua cifra distintiva. In questa stagione prende avvio anche la collaborazione con la navigatrice friulana Anna Andreussi, un sodalizio destinato a durare nel tempo e a diventare uno dei più longevi e vincenti nella storia del rally italiano.
Dal 2002 al 2006 Andreucci corre con Fiat, ottenendo nuovi successi di rilievo. Nel 2003 vince il Campionato Italiano con la Punto S1600, mentre nel 2006 si laurea campione al volante della Grande Punto S2000. La stagione 2006 rappresenta uno dei momenti più intensi e dominanti della sua carriera: insieme ad Andreussi vince sette rally del Campionato Italiano, imponendosi al Ciocco, alle Alpi Orientali, al 1000 Miglia, a Sanremo, alla Targa Florio, al Costa Smeralda e al San Crispino. Il titolo arriva con autorevolezza, grazie a una combinazione di velocità, affidabilità e gestione strategica delle gare.
Nel 2007 Andreucci cambia nuovamente contesto tecnico, passando alla Mitsubishi Lancer Evo IX di gruppo N con il team Ralliart Italia. Nonostante una vettura meno competitiva sull’asfalto rispetto alle S2000, riesce comunque a vincere tre rally del Campionato Italiano, tra cui il Ciocco, la Targa Florio e il San Crispino. Chiude la stagione al terzo posto assoluto, alle spalle di Giandomenico Basso e Luca Rossetti. Nel 2008, sempre con la Mitsubishi, ottiene successi importanti al Mille Miglia, al San Crispino e al Costa Smeralda, ma conclude il campionato al secondo posto dietro a Rossetti su Peugeot 207 S2000.

Negli anni successivi, con l’avvicinarsi della soglia dei sessant’anni, Paolo Andreucci ha progressivamente rimodulato il proprio impegno agonistico senza mai abbandonare del tutto la scena competitiva. Tra il 2024 e il 2025 la sua presenza nei campionati italiani si è fatta più selettiva, concentrandosi su appuntamenti di particolare prestigio o su gare dal forte valore simbolico, spesso legate ai territori che hanno segnato la sua carriera. Non si è trattato di un ritiro mascherato, ma di una scelta ponderata, dettata dalla volontà di affrontare ogni gara con la preparazione fisica e mentale adeguata, evitando un calendario eccessivamente denso che avrebbe potuto comprometterne l’efficacia.
In questo biennio Andreucci ha continuato a dimostrare una competitività sorprendente, capace di tradursi in vittorie di prova speciale, podi assoluti e prestazioni di riferimento soprattutto nelle gare più tecniche. La sua guida, ormai priva di qualsiasi frenesia giovanile, si è basata su una lettura estremamente lucida del percorso, sulla capacità di interpretare al meglio le condizioni del fondo e su una gestione chirurgica degli pneumatici e del mezzo meccanico. Elementi che, sommati a un’esperienza costruita in decenni di competizioni, gli hanno permesso di restare un punto di riferimento anche per piloti più giovani e aggressivi.
Il Rally 1000 Miglia del 2024 ha rappresentato uno dei momenti più significativi di questa fase finale della carriera. Davanti al pubblico di casa, Andreucci è riuscito a imporsi con una prestazione di grande solidità, confermando come il legame emotivo con alcune gare storiche continui a rappresentare un fattore motivazionale determinante. In un contesto altamente competitivo, la sua vittoria ha assunto un valore che va oltre il risultato sportivo, diventando la dimostrazione concreta di come la conoscenza profonda delle strade, unita a una gestione intelligente della gara, possa ancora fare la differenza ai massimi livelli.
Nel 2025 Andreucci ha ulteriormente ridotto il numero di partecipazioni, scegliendo di essere presente solo in appuntamenti chiave del calendario nazionale e in alcune manifestazioni di rilievo storico. Anche in questa stagione, pur senza l’obiettivo dichiarato di inseguire un titolo assoluto, ha continuato a salire sul podio e a inserirsi stabilmente nelle posizioni di vertice, confermando una competitività che pochi piloti della sua generazione sono riusciti a mantenere così a lungo. La capacità di adattarsi alle evoluzioni tecniche delle vetture Rally2 e di confrontarsi con equipaggi più giovani, spesso cresciuti con un approccio completamente diverso al rally moderno, ha ulteriormente rafforzato la percezione di Andreucci come figura centrale del movimento.
Fondamentale, anche in questa fase avanzata della carriera, è rimasto il rapporto con Anna Andreussi. La loro collaborazione, costruita su una fiducia totale e su un linguaggio condiviso ormai quasi istintivo, ha continuato a rappresentare uno dei punti di forza dell’equipaggio. La precisione delle note, la gestione delle fasi decisive della gara e la capacità di prendere decisioni rapide nei momenti critici sono rimaste caratteristiche distintive di un sodalizio che, per longevità e risultati, può essere considerato uno dei più iconici del rally italiano.
Parallelamente all’attività agonistica, negli ultimi anni Andreucci ha iniziato a dedicare sempre più tempo alla formazione dei giovani piloti. Attraverso progetti di mentoring, collaborazioni con team privati e iniziative legate ai campionati nazionali, ha messo a disposizione la propria esperienza per accompagnare le nuove generazioni nel passaggio verso il professionismo. Questo ruolo, meno visibile ma estremamente significativo, ha contribuito a rafforzare la sua figura non solo come campione, ma come punto di riferimento culturale e tecnico per l’intero movimento rallistico italiano.
Dal punto di vista storico, la carriera di Paolo Andreucci, che si estende dal 1987 fino al 2025, rappresenta un caso unico nel motorsport nazionale. Undici titoli italiani assoluti, tre campionati Rally Terra, quattro titoli S1600, un titolo due ruote motrici e successi internazionali come l’Alpine Rally Trophy e il TER 2020 raccontano solo in parte la portata del suo percorso. Ciò che rende Andreucci una figura centrale è la capacità di aver attraversato epoche profondamente diverse del rally, adattandosi a regolamenti, vetture e superfici senza mai perdere competitività.
Il legame con il territorio e con il pubblico è rimasto costante nel tempo. Le cittadinanze onorarie conferitegli da comuni siciliani come Scillato, Santa Teresa di Riva e Collesano testimoniano un rapporto costruito gara dopo gara, fatto di rispetto reciproco e riconoscenza. In un mondo sportivo sempre più orientato alla comunicazione immediata, Andreucci ha mantenuto uno stile sobrio, lontano dall’esibizionismo, lasciando che fossero i risultati e la professionalità a parlare per lui.
Anche negli ultimi anni, caratterizzati da una crescente competitività e dall’ingresso di piloti formatisi in contesti internazionali, Andreucci ha dimostrato una capacità di interpretare le prove speciali che pochi possono vantare. La sua forza non è mai stata legata esclusivamente alla velocità pura, ma a una visione complessiva della gara, fatta di strategia, gestione del rischio e profonda conoscenza del mezzo. Elementi che gli hanno permesso di rimanere rilevante anche quando il numero di partecipazioni si è ridotto.
Il percorso di Paolo Andreucci fino al 2025 racconta la storia di un pilota che non si è limitato a vincere, ma che ha saputo costruire una carriera fondata sulla continuità, sull’adattamento e sulla trasmissione del sapere. Un esempio raro di longevità sportiva nel rally moderno, capace di lasciare un segno che va oltre le classifiche e i titoli, contribuendo in modo concreto alla crescita e alla credibilità del rally italiano nel suo complesso.

| I titoli di Paolo Andreucci | Campionato/Trofeo | Vettura | Note |
|---|---|---|---|
| 2001 | Campionato Italiano Rally | Ford Focus WRC | 1º titolo CIR |
| 2002 | Campionato Italiano Rally S1600 | Fiat Punto S1600 | 1º titolo S1600 |
| 2003 | Campionato Italiano Rally | Fiat Punto S1600 | 2º titolo CIR, 2º titolo S1600 |
| 2004 | Campionato Italiano Rally S1600 | Fiat Punto S1600 | 3º titolo S1600 |
| 2005 | Campionato Italiano Rally S1600 | Fiat Punto S1600 | 4º titolo S1600 |
| 2006 | Campionato Italiano Rally | Fiat Grande Punto S2000 | 3º titolo CIR |
| 2009 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 207 S2000 | 4º titolo CIR |
| 2010 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 207 S2000 | 5º titolo CIR |
| 2011 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 207 S2000 | 6º titolo CIR |
| 2012 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 207 S2000 | 7º titolo CIR |
| 2014 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 208 T16 | 8º titolo CIR |
| 2015 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 208 T16 | 9º titolo CIR |
| 2017 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 208 T16 | 10º titolo CIR, Alpine Rally Trophy |
| 2018 | Campionato Italiano Rally | Peugeot 208 T16 | 11º titolo CIR |
| 2020 | Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici | Citroen C3 | Campione CIR 2RM |
| 2020 | TER Tour European Rally | Citroen C3 | Vincitore TER Tour |
| 2021 | Campionato Italiano Rally Terra | Skoda Fabia RS | 1º titolo Rally Terra |
| 2022 | Campionato Italiano Rally Terra | Skoda Fabia RS | 2º titolo Rally Terra |
| 2023 | Campionato Italiano Rally Terra | Skoda Fabia RS | 3º titolo Rally Terra |
| Paolo Andreucci nel WRC | Scuderia | Vettura | Punti | Posizione |
|---|---|---|---|---|
| 1989 | Jolly Club | Lancia Delta Integrale | 8 | 58º |
| 1993 | Peugeot Talbot Italia | Peugeot 106 XSi | 0 | Rit |
| 1994 | Italian Promotor Sport | Renault Clio Williams | 13 | 0 |
| 1996 | Renault Mégane Maxi | Renault Mégane Maxi | 12 | 0 |
| 1997 | Renault Mégane Maxi | Renault Mégane Maxi | 0 | Rit |
| 1998 | Treviso Rally Team | Renault Mégane Maxi | 0 | Rit |
| 1999 | Treviso Rally Team | Subaru Impreza S5 WRC ’98 | 0 | Rit |
| 2000 | Procar Rally Team | Subaru Impreza S5 WRC ’99 | 0 | Rit |
| 2001 | Ford Motor Co. Ltd. | Ford Focus WRC ’01 | 0 | Rit |
| 2004 | Fiat Punto S1600 | Fiat Punto S1600 | 10 | 0 |
| 2015 | F.P.F. Sport | Peugeot 208 T16 | 8 | 22º |









