WRC – Il kit d’aggiornamento per le Rally2 e i tanti dubbi
La Fia ha illustato oggi le novità, solo aerodinamiche, che dovrebbero permettere alle vetture della categoria WRC2 di competere per le prossime due stagioni alla pari con le nuove WRC27. Una scelta che solleva parecchi interrogativi.
Il Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA, riunito oggi 23 giugno a Macao ha ufficializzato i regolamenti tecnici che definiranno la massima categoria del WRC a partire dal 2027, in particolare ha approvato le norme di omologazione straordinarie pensate per espandere la griglia di partenza, permettendo alle vetture di classe Rally2 di competere nella classe regina.
L’obiettivo dichiarato dalla Federazione internazionale è quello di incrementare in modo significativo il numero di costruttori e vetture in grado di lottare per le posizioni di vertice, offrendo uno spettacolo migliore agli appassionati. Per raggiungere questo target, il Consiglio Mondiale ha introdotto il pacchetto denominato Rally2-WRC-Kit, un aggiornamento che potrà essere installato su tutte le vetture Rally2 omologate entro il 31 dicembre di quest’anno. Queste vetture così modificate correranno fianco a fianco con le nuove auto della classe WRC27 esclusivamente nelle stagioni 2027 e 2028, garantendo un periodo di transizione della durata di due anni. Questa eccezionale finestra di eleggibilità per le vetture dotate di kit si chiuderà il 31 dicembre 2028, momento in cui la classe WRC27 rimarrà l’unica padrona della massima serie.
Dal punto di vista prettamente tecnico, il Rally2-WRC-Kit è stato concepito per colmare il divario e garantire una sostanziale parità aerodinamica tra i veicoli di seconda linea e la futura generazione del WRC27. Il pacchetto comprenderà nuovi parafanghi anteriori, un paraurti anteriore specifico e un dispositivo aerodinamico posteriore, il tutto calmierato da un tetto di spesa massimo fissato a 7.500 euro. Le vetture configurate con il kit dovranno rispettare un peso complessivo di 1220 chilogrammi. Per evitare un’escalation di costi nello sviluppo, i regolamenti prevedono la concessione di un solo “joker” per le componenti della carrozzeria sviluppate all’interno del kit, consentendo una sola estensione tecnica per ciascuna fiche di omologazione Rally2 nell’arco dell’intero biennio.
L’omologazione di questo kit aerodinamico potrà essere effettuata unicamente da un costruttore regolarmente iscritto al Campionato del Mondo Rally FIA. Per evitare iscrizioni spot e garantire la serietà dell’impegno sportivo, la Federazione ha stabilito che durante il primo anno di omologazione il costruttore richiedente dovrà obbligatoriamente prendere parte a tutti gli eventi inseriti nel calendario del WRC, schierando un minimo di due vetture per ciascun rally.
Malcolm Wilson, Vicepresidente FIA per lo Sport, ha (ovviamente) espresso la totale fiducia della Federazione nei confronti del nuovo corso: “Una maggiore competizione ai massimi livelli è la forza motrice dietro a tutto ciò che stiamo facendo con il WRC27, e questi cambiamenti approvati oggi dal Consiglio Mondiale del Motorsport ci aiuteranno a offrire uno spettacolo più grande per i fan nei prossimi due anni. Creando un percorso che consenta alle vetture Rally2 idonee di entrare nella classe regina, i regolamenti sosterranno griglie di partenza più ampie, aumenteranno la profondità competitiva e aiuteranno a offrire una sfida fantastica ai massimi livelli del rally.”
Fin qui le informazioni fornite, al momento in cui scriviamo, dalla FIA. Ci permettiamo una serie di considerazione alla luce di quanto detto. Il neonato Rally2-WRC-Kit ricorda da vicino il cammino che, poco più di dieci anni fa, portò alla nascita delle RRC, Regional Rally Cars che, a dire la verità, non ebbero un grande successo. All’epoca il regolamento permetteva, con poche modifiche (una diversa flangia del turbo ed un pacchetto aerodinamico modificato) di “depotenziare” una WRC 1.6 creando una sorta di categoria intermedia tra queste ultime e le Super 2000. Non per niente la FIA definì le RRC come “Super 2000 con motore 1.6T e flangia da 30mm“. Oggi, invece, la nuova famiglia di auto da corsa nasce potenziando le categoria inferiore, ovvero le Rally2. La differenza più grande è che adesso le modifiche, a quanto si legge, sono solamente aerodinamiche mentre il peso scende di appena dieci chilogrammi.
Non sono previste modifiche al motore e neppure dal punto di vista squisitamente tecnico. Come spiegava l’ingegner Andrea Adamo su TuttoRally di giugno le WRC27 avranno “sospensioni anteriori e posteriori a doppio quadrilatero, quindi non più MacPherson come le macchine che corrono nel 2026. A mio parere, questo le agevolerà molto sulle Rally2, anche in termini di velocità di percorrenza in curva. Però, prima spieghiamo cos’è la sospensione a quadrilatero: è quella che avevano le vetture come la 037, la S4. Sono due triangoli che si muovono insieme e l’ammortizzatore non ha più un ruolo strutturale nello schema della sospensione. La molla fa la molla. Questo permette dei settaggi molto più precisi, migliori, si riesce a tenere meglio la gomma in contatto col suolo. Dunque, il risultato sarà un ulteriore aumento della velocità di percorrenza in curva”. Facile capire che le “nuove” Rally2 da questo punto di vista saranno svantaggiate rispetto alle WRC27.
C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Il costruttore che vuole omologare questo kit il primo anno deve prendere parte, con almeno due macchine, a tutte le gare in calendario, attualmente quattordici. Ovvero un impegno economico non da poco con la concreta possibilità di partire svantaggiati rispetto alle WRC27. Siamo sicuri che sia la strada giusta per ingrassare gli elenchi iscritti? Non era meglio – ricordiamoci, ad esempio, quando Peugeot (con la 504) ed i giapponesi di Nissan/Datsun si concentravano solo sulle gare in terra africana – permettere ai costruttori di impegnarsi solo in alcuni appuntamenti, più o meno come succede oggi nel WRC2? Quante Case, pensiamo specificatamente a Lancia o Skoda, si imbarcheranno in un progetto del genere? I dubbi e le zone d’ombra che lascia l’annuncio della FIA sono parecchi, aspettiamo di vedere quali saranno, nel concreto, le risposte.









