Anna Cambiaghi: la precisione è una dote
Il primo riconoscimento concreto arriva nel 1975, stagione in cui Anna Cambiaghi conquista il Titolo Italiano Femminile Rally Gruppo 1 guidando un’Alfa Romeo 2000 GTV. Si tratta di una vittoria di rilievo, ottenuta con una vettura impegnativa per peso e potenza, che richiedeva precisione di guida e grande sensibilità meccanica.
Nel contesto dell’automobilismo italiano tra gli anni Settanta e Ottanta, un ambiente ancora fortemente caratterizzato da dinamiche maschili e da una struttura sportiva che lasciava poco spazio alla presenza femminile, il percorso di Anna Cambiaghi rappresenta un caso singolare e di grande interesse sportivo. Nata a Milano il 15 settembre 1951, Cambiaghi ha costruito una carriera lunga, articolata e tecnicamente rilevante, muovendosi con disinvoltura tra discipline diverse come i rally, le gare in circuito, le competizioni endurance e le esperienze internazionali di alto livello. Pur rimanendo spesso lontana dall’attenzione mediatica riservata ai grandi nomi dell’epoca, il suo cammino agonistico è stato costante, credibile e ricco di risultati significativi, tanto da renderla una delle figure più complete del motorsport femminile italiano del secondo Novecento.
Cresciuta in una famiglia già legata alle competizioni, Anna Cambiaghi entra nel mondo delle corse anche grazie alla figura del fratello Roberto “Bobo” Cambiaghi, pilota di rally attivo negli stessi anni. Il suo avvicinamento alle gare avviene in un periodo di profonda trasformazione tecnica per i rally italiani, segnato da un’evoluzione rapida delle vetture e da calendari sempre più articolati. L’esordio ufficiale come pilota risale al 1973, quando prende parte al Campionato Italiano Rally al volante di una Fiat 124 Abarth. È una prima esperienza affrontata con discrezione, senza risultati clamorosi, ma fondamentale per costruire le basi di una carriera che si svilupperà nel segno della continuità e dell’adattabilità.
Il primo riconoscimento concreto arriva nel 1975, stagione in cui Anna Cambiaghi conquista il Titolo Italiano Femminile Rally Gruppo 1 guidando un’Alfa Romeo 2000 GTV. Si tratta di una vittoria di rilievo, ottenuta con una vettura impegnativa per peso e potenza, che richiedeva precisione di guida e grande sensibilità meccanica. Questo successo non rappresenta soltanto un traguardo personale, ma anche una conferma della sua capacità di competere su un piano tecnico elevato, in un contesto dove l’esperienza e la resistenza fisica erano determinanti. L’anno seguente, nel 1976, la sua versatilità emerge con ancora maggiore chiarezza: Cambiaghi si aggiudica la Coppa CSAI per la velocità femminile e la Coppa CSAI Velocità 1600 Gruppo 4, risultati ottenuti in ambito pista che testimoniano una notevole capacità di adattamento a discipline profondamente diverse dal rally.
Già a metà degli anni Settanta, la carriera di Anna Cambiaghi assume una dimensione internazionale. Nel 1974 prende parte al Tour de France Automobile su Alfa Romeo 2000 GTV, una delle competizioni più dure e complete dell’epoca, caratterizzata da un mix di prove speciali, cronoscalate e gare in circuito. L’esperienza francese rappresenta un passaggio cruciale nella sua formazione sportiva, contribuendo a rafforzarne la reputazione di pilota completa, capace di affrontare regolamenti complessi e contesti tecnici molto differenti tra loro.
Nel corso della seconda metà del decennio, Cambiaghi alterna con naturalezza l’attività rallistica alle competizioni su pista e alle gare di durata. Nel 1977 raggiunge uno dei punti più alti della sua carriera prendendo parte alla 24 Ore di Le Mans, evento simbolo dell’endurance mondiale. Al volante di una Osella PA5, in equipaggio con Cudini e Touroul, affronta la classica francese in una gara che si concluderà con il ritiro per problemi al motore. Nonostante l’esito, la partecipazione stessa a Le Mans rappresenta un traguardo di assoluto prestigio, particolarmente raro per una pilota italiana in quel periodo storico.
Parallelamente, Anna Cambiaghi colleziona diverse presenze nel Campionato del Mondo Rally, partecipando complessivamente a cinque appuntamenti iridati. Tra questi figurano il Tour de Corse 1977 con una Toyota Celica, il Tour de Corse 1978 su Fiat 127 e il Rally di Sanremo 1978 al volante della Lancia Stratos. Guidare una vettura iconica come la Stratos in un contesto mondiale rappresenta un riconoscimento importante, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della fiducia accordata dai team e dai preparatori.
Il 1979 è probabilmente l’anno più rappresentativo dell’intera carriera di Anna Cambiaghi. Alla Targa Florio, valida per il Campionato Europeo Rally, prende il via con una Lancia Stratos schierata dal Jolly Club, affiancata dalla navigatrice Maria Grazia Vittadello. In una delle edizioni più dure e selettive della storica gara siciliana, l’equipaggio ottiene un eccellente quinto posto assoluto e la vittoria di classe, risultato che consolida definitivamente il valore sportivo di Cambiaghi a livello internazionale. Nello stesso anno partecipa anche al Rally di Monte Carlo, prova del mondiale, scegliendo una Citroën CX 2400: una soluzione tecnica inusuale, ma coerente con lo spirito sperimentale che caratterizzava alcune partecipazioni dell’epoca.
Sempre nel 1979, la pilota milanese si spinge oltre i confini europei prendendo parte al Rali Internacional in Brasile. Al volante di una Fiat 147 alimentata ad alcool, ottiene un notevole quarto posto assoluto, risultato di grande valore considerando le difficili condizioni ambientali e la totale diversità dei terreni rispetto alle competizioni continentali. Nello stesso periodo affronta anche il TransAfrica 80, rally-raid sulla tratta Niamey–Tunisi, vincendo la categoria camion su Iveco, un’ulteriore dimostrazione di una versatilità tecnica e mentale fuori dal comune.
All’inizio degli anni Ottanta, Anna Cambiaghi decide di ampliare ulteriormente il proprio bagaglio sportivo cimentandosi con le monoposto. Per due stagioni prende parte al Campionato Italiano di Formula 3, guidando una Ralt RT1 motorizzata Toyota. L’esperienza in F3, in un ambiente estremamente competitivo e selettivo, contribuisce ad arricchire la sua formazione tecnica, consolidando competenze utili anche nelle discipline già frequentate.
Insieme a Lella Lombardi e con il supporto del Jolly Club, Cambiaghi partecipa al Campionato Europeo Turismo (ETCC) al volante di una Chevrolet Camaro. Si tratta di una vettura potente e impegnativa, lontana dalle logiche dei rally, che richiede una gestione fisica e strategica molto diversa. La coppia Cambiaghi-Lombardi ottiene risultati di rilievo: terzo posto assoluto e secondo di classe ai 500 km di Donington 1981, con anche il giro più veloce, e nel 1982 il quarto posto assoluto e la vittoria di classe nella stessa gara. A questi risultati si aggiungono le vittorie di classe ai 500 km di Vallelunga 1981, ai 500 km di Pergusa 1982 e al Tourist Trophy di Silverstone, quest’ultimo corso su Alfa Romeo GTV del Jolly Club.
Negli anni successivi l’impegno agonistico di Anna Cambiaghi si riduce gradualmente, ma non si interrompe. Sul finire degli anni Ottanta prende parte a due edizioni del Rally dei Faraoni su Suzuki, con Daniela Angei come navigatrice, ottenendo la vittoria di classe nel 1989. La sua ultima apparizione in una competizione internazionale risale allo stesso anno, quando affronta il durissimo Safari Rally su Mazda, una delle prove più selettive dell’intero calendario mondiale.
Conclusa l’attività sportiva, Anna Cambiaghi resta profondamente legata al mondo delle corse. Assume il ruolo di direttrice sportiva in JAS Motorsport e fonda l’associazione Le Signore dei Rally, con l’obiettivo di supportare e accompagnare le giovani pilote nel loro percorso agonistico. Un impegno che rappresenta la naturale prosecuzione di una carriera costruita su competenza, determinazione e passione, vissuta sempre con discrezione, ma dimostrata costantemente sul campo.









