Assicurazioni Auto e Motorsport: le prospettive
Sta per cambiare la legislazione che regolamenta le assicurazioni RCA in Italia. Introdotte interessanti novità strutturali anche per per il Motorsport. La modifica nasce dalla collaborazione tra IVASS e Automobile Club d’Italia, con l’obiettivo di tutelare il settore sportivo nazionale e favorirne lo sviluppo senza gravarlo di oneri eccessivi.
Il panorama assicurativo italiano sta per attraversare una fase di profondo cambiamento grazie all’approvazione di un nuovo decreto legislativo, attualmente all’esame del Parlamento, che recepisce la direttiva europea 2021/2118. L’atto di Governo 363, intitolato “Assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità”, introduce una serie di novità volte a rendere il sistema più flessibile e moderno, senza gravare ulteriormente sulla spesa pubblica. Le modifiche riguardano diversi aspetti del settore: dalla gestione dell’obbligo assicurativo per veicoli non utilizzabili, alle assicurazioni dedicate ai veicoli storici, alle auto usate nel Motorsport, fino all’introduzione delle polizze infra-annuali, alla maggiore flessibilità per le gare motoristiche e al rafforzamento dei poteri dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.
Addio RC obbligatoria per veicoli non utilizzabili
Una delle novità più significative riguarda l’eliminazione dell’obbligo di assicurazione per veicoli che risultino, in modo permanente, inidonei all’uso come mezzo di trasporto. La relazione illustrativa del Governo chiarisce che tale deroga riguarda principalmente i veicoli in stato di rottame o privi di elementi essenziali come il motore. Si tratta, quindi, di auto e moto che non possono essere utilizzate su strada in maniera stabile e definitiva. La norma distingue chiaramente tra l’inidoneità permanente e quella temporanea: non rientrano nella deroga i veicoli privi di parti facilmente sostituibili, come ruote, batterie o parabrezza, in quanto il loro utilizzo può essere ripristinato senza difficoltà.
L’introduzione di questa deroga è coerente con la direttiva europea 2021/2118, che stabilisce come elemento fondamentale dell’obbligo assicurativo l’effettivo utilizzo del veicolo come mezzo di trasporto. In questo senso, la nuova regolamentazione evita che proprietari di veicoli destinati alla demolizione o conservati come rottami siano obbligati a sostenere costi assicurativi inutili, favorendo una gestione più efficiente e razionale del parco veicoli italiano.
RC auto storiche: introduzione del rischio statico
Un’altra innovazione di rilievo riguarda i veicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico. Per questi mezzi, l’obbligo assicurativo può essere adempiuto attraverso schemi contrattuali diversi dal tradizionale modello RC auto, che fino ad oggi era incentrato esclusivamente sul rischio di movimento del veicolo. In particolare, i nuovi contratti prevedono la distinzione tra il rischio di stazionamento (cosiddetto rischio statico) e il rischio di movimento.
L’obiettivo dichiarato del Governo è garantire la copertura assicurativa anche per veicoli fermi, ad esempio esposti in musei o collezioni private, senza dover sostenere costi eccessivi. La necessità di introdurre la componente del rischio statico risponde alle indicazioni del considerando 14 della direttiva europea, che sottolinea l’importanza di tutelare i danneggiati anche da veicoli non in circolazione.
I numeri confermano la rilevanza della novità: secondo dati del 2025, i veicoli con Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica registrati presso la Motorizzazione Civile ammontano a 309.899 unità, di cui 219.456 auto e 90.443 moto. Questi mezzi rappresentano lo 0,53% del totale del parco circolante italiano, che comprende oltre 58 milioni di veicoli. La nuova regolamentazione, quindi, risponde a esigenze di nicchia, ma con un impatto significativo per i collezionisti e per la tutela del patrimonio automobilistico storico nazionale.
Polizze infra-annuali: stop all’obbligo di RC solo annuale
Un cambiamento altrettanto importante riguarda la durata minima dei contratti di assicurazione obbligatoria. Attualmente, l’articolo 170-bis del Codice delle assicurazioni private prevede una durata minima di un anno, eventualmente integrabile da frazioni aggiuntive su richiesta del contraente. Il nuovo decreto introduce la possibilità di stipulare assicurazioni infra-annuali, ovvero contratti con durata inferiore ai dodici mesi.
Questa misura è destinata a portare maggiore flessibilità ai proprietari di veicoli stagionali o utilizzati solo in periodi limitati dell’anno, come le auto da turismo o i mezzi destinati a vacanze stagionali. Con le polizze infra-annuali, gli utenti potranno ottenere coperture proporzionate al reale utilizzo del veicolo, riducendo gli sprechi economici e rendendo il sistema assicurativo più equo ed efficiente. La misura non comporterà costi aggiuntivi per lo Stato, ma offrirà una maggiore libertà contrattuale ai cittadini e agli operatori del settore assicurativo.

Assicurazioni dedicate per il Motorsport
Il decreto legislativo introduce anche innovazioni significative per il settore del Motorsport. Finora, gli organizzatori di gare e competizioni motoristiche erano tenuti a stipulare un’assicurazione RCA tradizionale, anche per eventi che si svolgono su circuiti chiusi o strade interdette al traffico. Questa imposizione comportava costi elevati e spesso non proporzionati al rischio reale delle competizioni.
Con la nuova normativa, sarà possibile per gli organizzatori contrarre una polizza di responsabilità civile generale alternativa alla RCA, più adatta alla natura delle gare. La modifica nasce dalla collaborazione tra IVASS e Automobile Club d’Italia (ACI), con l’obiettivo di tutelare il settore sportivo nazionale e favorirne lo sviluppo senza gravarlo di oneri eccessivi. La misura riconosce, quindi, la specificità delle competizioni motoristiche e introduce una maggiore razionalità nella gestione dei rischi.
Rafforzamento dei poteri dell’IVASS
Un altro punto cardine della riforma riguarda il ruolo dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Il decreto ripristina e rafforza i poteri dell’Istituto, attribuendogli la facoltà di determinare con regolamento le modalità di attestazione sullo stato del rischio, andando oltre le indicazioni stabilite dal modello europeo.
Tra le nuove competenze dell’IVASS vi sono: la definizione della validità dell’attestazione (non inferiore a 12 mesi), la determinazione dei termini relativi alla decorrenza e alla durata del periodo di osservazione del rischio e la disciplina della raccolta dei dati sui sinistri e sui conducenti. Inoltre, l’Istituto sarà responsabile della gestione della banca dati elettronica relativa alle attestazioni e della regolamentazione delle modalità di consegna dell’attestato di rischio.
Queste misure mirano a garantire maggiore trasparenza e tracciabilità nel settore assicurativo, semplificando le procedure per assicuratori e assicurati e riducendo il rischio di frodi. L’IVASS, grazie a questi poteri, potrà intervenire in maniera più efficace nel controllo dei contratti RCA e nella supervisione del mercato, rafforzando la tutela dei consumatori.
Impatto complessivo sul mercato assicurativo
Nel complesso, le novità introdotte dal decreto legislativo mirano a creare un sistema più flessibile, equo e moderno, con effetti positivi sia per i consumatori sia per gli operatori del settore. La possibilità di derogare all’obbligo di RC per veicoli non utilizzabili evita costi inutili e favorisce una gestione più efficiente del parco circolante. L’introduzione del rischio statico per i veicoli storici tutela i collezionisti e garantisce la continuità della cultura automobilistica italiana. Le polizze infra-annuali rendono le assicurazioni più accessibili e proporzionate all’uso reale del veicolo, mentre le nuove formule per le gare motoristiche favoriscono lo sviluppo dello sport senza gravare di costi eccessivi gli organizzatori.
Il rafforzamento dei poteri dell’IVASS rappresenta infine un elemento chiave per garantire la trasparenza del mercato, la correttezza dei contratti e la tutela dei consumatori. La capacità dell’Istituto di regolamentare in maniera più dettagliata le attestazioni sullo stato del rischio e di gestire le banche dati elettroniche contribuirà a ridurre le frodi e a migliorare l’efficienza complessiva del sistema assicurativo.
Il decreto legislativo 363 rappresenta un passo significativo nella modernizzazione del settore assicurativo italiano, in linea con le direttive europee più recenti. Le novità introdotte rispondono a esigenze concrete: ridurre gli oneri per veicoli inattivi o storici, aumentare la flessibilità dei contratti, sostenere lo sport motoristico e rafforzare il controllo del mercato.
Se approvato dal Parlamento, il decreto potrebbe avere effetti positivi immediati sul mercato delle assicurazioni auto, stimolando la concorrenza e favorendo la diffusione di contratti più personalizzati e proporzionati al reale utilizzo dei veicoli. Al contempo, il rafforzamento dell’IVASS garantirà una maggiore sicurezza per i consumatori e una supervisione più incisiva del settore, riducendo margini per pratiche scorrette o frodi assicurative.
Il pacchetto di modifiche in esame rappresenta un equilibrio tra flessibilità, tutela del patrimonio automobilistico, sviluppo dello sport motoristico e rafforzamento della vigilanza, delineando un futuro più moderno ed efficiente per le assicurazioni auto in Italia. La combinazione tra innovazione contrattuale, semplificazione normativa e rafforzamento della vigilanza istituzionale pone le basi per un sistema assicurativo più equo e adattabile alle diverse esigenze dei cittadini e degli operatori del settore.








