CRZ4 – In palio 35.000 euro a San Martino di Castrozza
Il doppio formato, moderno e storico, è uno degli elementi che rende questa gara unica nel panorama alpino. Le vetture d’antan disputeranno una sfida a sé stante, su strade che sono diventate mitiche nella memoria collettiva del rally italiano.
Tanta neve, un manto candido che amplifica una bellezza già naturale, avvolge San Martino di Castrozza in un inverno che profuma di pienezza. Le cime delle Pale di San Martino sembrano scolpite nel ghiaccio e nella luce, mentre il paese vive settimane di grande afflusso, con alberghi al completo e piste affollate da migliaia di sciatori. Ma sotto questo presente scintillante, il borgo trentino guarda già avanti, proiettato verso uno degli appuntamenti che più ne definiscono l’identità sportiva e culturale: il Rallye di San Martino, che tornerà a giugno, venerdì 19 e sabato 20, con la sua 46ª edizione moderna e la 15ª Historic.
L’apertura estiva della località passerà ancora una volta dal rombo dei motori, come accade da quasi mezzo secolo. Non si tratta soltanto di una competizione automobilistica, ma di un vero e proprio rito collettivo che accompagna il cambio di stagione. Il Rallye è, per San Martino di Castrozza e per l’intero Primiero, ciò che l’inverno è per lo sci: una ragione d’essere, un richiamo che porta appassionati, piloti e pubblico da tutta Italia e oltre, trasformando per due giorni le strade dolomitiche in un palcoscenico tecnico ed emotivo di primissimo livello.
Il doppio formato, moderno e storico, è uno degli elementi che rende questa gara unica nel panorama alpino. Le vetture d’antan disputeranno una sfida a sé stante, su strade che sono diventate mitiche nella memoria collettiva del rally italiano. Per gli appassionati più puri, vedere una Lancia Stratos, una Porsche 911 o una BMW M3 danzare tra i tornanti delle Dolomiti non è soltanto spettacolo: è un viaggio nella storia, una rievocazione in movimento di un’epoca che ha scritto pagine leggendarie di questo sport.
Le vetture moderne, invece, saranno chiamate a contendersi punti pesanti per la Coppa Rally di Zona 4, una delle più combattute del calendario nazionale. Il regolamento ammetterà anche la presenza delle Wrc, che potranno prendere parte alla gara pur non concorrendo all’assegnazione dei punti di zona. Una scelta che aggiunge ulteriore fascino sportivo e mediatico all’evento, perché garantisce la possibilità di vedere all’opera le regine del Mondiale in uno dei contesti più suggestivi del rally tricolore.
La vera, grande novità dell’edizione 2026 riguarda però il montepremi, che raggiunge una dimensione mai vista prima a San Martino di Castrozza. Si parla di oltre 35.000 euro, suddivisi tra la classifica assoluta e quelle di raggruppamento, con l’aggiunta di pneumatici Pirelli destinati ai migliori equipaggi. In un periodo storico in cui i costi dell’attività sportiva sono sempre più elevati, una dotazione di questo livello rappresenta un segnale forte, quasi una dichiarazione di intenti: San Martino Corse vuole che il proprio rally continui a essere una tappa ambita, non soltanto per il prestigio, ma anche per la concretezza del ritorno sportivo ed economico.
A questo si aggiunge un premio speciale di grande richiamo simbolico ed emozionale. Il vincitore assoluto del Rallye riceverà infatti un soggiorno di una settimana per due persone, nel mese di agosto, in un hotel a quattro stelle di San Martino di Castrozza. Un riconoscimento che va oltre il mero valore materiale e che rafforza il legame tra la gara e il territorio: vincere a San Martino significa anche poter tornare da protagonista, da ospite d’onore, nel momento in cui la località vive il suo massimo splendore estivo.
Ci sono dunque molti buoni motivi per immaginarsi al via di una delle competizioni più iconiche del panorama alpino a quattro ruote. Il Rallye di San Martino non è soltanto una gara impegnativa dal punto di vista tecnico, ma è anche una vetrina unica per piloti e team, grazie alla copertura mediatica, alla presenza del pubblico e al valore storico del nome che porta. Essere protagonisti su queste strade significa entrare, anche solo per un fine settimana, in una tradizione che affonda le radici negli anni Settanta e che non ha mai smesso di rinnovarsi.
Dal punto di vista sportivo, San Martino Corse sta lavorando a un percorso che toccherà il limite massimo consentito dal regolamento: circa 75 chilometri di prove speciali. È un dato che, da solo, dice molto sulle ambizioni dell’organizzatore. In un’epoca in cui molte gare devono ridurre i chilometraggi per contenere i costi, San Martino sceglie la strada opposta, proponendo un tracciato pieno, selettivo, capace di esaltare la guida e mettere alla prova uomini e macchine.
Al momento, dell’itinerario di gara si può svelare solo la parte più spettacolare e simbolica: la “stracittadina” del venerdì sera, ormai diventata uno dei marchi di fabbrica dell’evento. Questa prova, che si snoda nel cuore del paese, è molto più di una speciale cronometrata. È una festa popolare, un rito collettivo che richiama migliaia di spettatori lungo le transenne, trasformando il centro di San Martino di Castrozza in un’arena a cielo aperto.
La sequenza di partenza è studiata per massimizzare il coinvolgimento emotivo del pubblico. Le auto storiche scatteranno per prime, portando in scena il fascino del passato, il suono inconfondibile dei motori aspirati e l’eleganza ruvida delle carrozzerie di un’altra epoca. A seguire, toccherà alle vetture moderne, con una inversione dei numeri di partenza pensata per aumentare progressivamente il livello di spettacolo. Man mano che passano i minuti, il ritmo sale, le traiettorie si fanno più aggressive, le derapate più estreme, fino all’apoteosi finale.
Il momento culminante arriverà poco prima della mezzanotte, quando l’ultima vettura avrà completato la stracittadina e il cielo sopra San Martino sarà illuminato dai fuochi d’artificio. È un’immagine che sintetizza perfettamente lo spirito del Rallye: competizione e festa, sport e spettacolo, tecnica e passione che si fondono in un’unica, potente esperienza collettiva.
In questo equilibrio tra tradizione e cambiamento sta forse la vera forza del Rallye di San Martino di Castrozza. Da un lato, la fedeltà a un’identità costruita in decenni di storia, fatta di strade leggendarie, di nomi illustri e di un rapporto profondo con il territorio. Dall’altro, la capacità di rinnovarsi, di introdurre novità come un montepremi così ricco o formule spettacolari come la stracittadina notturna, senza tradire l’anima della gara.
È per questo che, anno dopo anno, il Rallye continua a unire l’orgogliosa gente del Primiero. I volontari che presidiano le prove, i commercianti che addobbano le vetrine, gli albergatori che accolgono equipaggi e tifosi, i semplici appassionati che seguono ogni passaggio come fosse una finale mondiale: tutti fanno parte di un meccanismo complesso e virtuoso, che trasforma un evento sportivo in un patrimonio condiviso.
Quando a giugno la neve avrà lasciato il posto ai prati verdi e ai sentieri di montagna, e San Martino di Castrozza si preparerà alla stagione estiva, il rombo dei motori tornerà a rimbalzare sulle pareti dolomitiche. Sarà il segnale che il tempo del Rallye è di nuovo arrivato, e che questa località, ancora una volta, saprà mettere in scena una delle più belle storie di sport e passione che le Alpi possano offrire.








