WRC2 – Gus Greensmith lascia Skoda e abbraccia Toyota
Il processo di transizione è iniziato a fine 2024 con una breve prova, ma Greensmith aveva scelto di restare fedele alla Škoda, considerata allora “l’auto giusta per me”. Col passare del 2025, però, le differenze sono diventate evidenti. Il Rally del Giappone è stato il punto di non ritorno.
Il WRC2 continua a essere uno dei campionati più imprevedibili e combattuti del panorama rallystico mondiale. Anno dopo anno, le variabili si moltiplicano: auto diverse, line-up di piloti in evoluzione, storie che si intrecciano e vincitori alternati. In questo scenario caotico e affascinante, Gus Greensmith ha rappresentato una delle poche costanti. Dal ritorno nella categoria nel 2023, il britannico ha guidato sempre la stessa Škoda Fabia RS Rally2, conquistando vittorie prestigiose ma mancando sempre il bersaglio grosso: il titolo iridato. Per un motivo o per l’altro – guasti meccanici, errori minimi o semplicemente la concorrenza feroce – il campionato gli è sempre sfuggito.
Ora, alla vigilia del Safari Rally Kenya 2026 (in programma dal 12 al 15 marzo), Greensmith si presenta con un cambio radicale. Dopo tre stagioni solide ma incomplete con Škoda, il 29enne di Manchester passa alla Toyota GR Yaris Rally2, gestita dal team RaceSeven. È il suo più grande cambiamento da anni, motivato da un’analisi lucida e pragmatica: la Toyota ha dominato gli ultimi due campionati WRC2 e i piloti che vi sono passati hanno fatto salti prestazionali evidenti.
“Ho avuto tre buoni anni con Škoda, con successi importanti e un ottimo rapporto con le persone coinvolte”, ha spiegato Greensmith al sito ufficiale WRC. “Mi è piaciuto, ma era arrivato il momento di cambiare. Già dal Kenya 2025 ho notato che chi passava a Toyota faceva un passo avanti netto. Oliver Solberg, Jan Solans, Kajetan Kajetanowicz, Roope Korhonen: una volta presa confidenza, il gap si ampliava. Ho capito che la GR Yaris Rally2 era davvero fortissima. Il mio obiettivo resta il titolo, e sentiamo che Toyota sia il posto giusto per raggiungerlo”.
Il processo di transizione è iniziato a fine 2024 con una breve prova, ma Greensmith aveva scelto di restare fedele alla Škoda, considerata allora “l’auto giusta per me”. Col passare del 2025, però, le differenze sono diventate evidenti. Il Rally del Giappone è stato il punto di non ritorno: “Stavo facendo stage davvero buoni, Nikolay Gryazin e io eravamo a decimi l’uno dall’altro, eppure perdevamo secondi dalle Toyota. Non potevo fare di più. È stato quello a convincermi, anche se ci pensavamo da tempo”.
I test veri e propri sono arrivati a febbraio 2026: tre giorni su ghiaia in Portogallo, seguiti da un ulteriore shakedown in Kenya. “È un’auto più difficile da guidare rispetto alla Škoda”, ammette Greensmith. “La Fabia è accessibile: chiunque ci sale e va veloce subito. La Toyota richiede adattamento, ma una volta capito il feeling, emergono i punti di forza che l’hanno resa dominante negli ultimi due anni. L’anteriore è potentissimo: ti riporta in traiettoria, riduce gli errori e accumula vantaggio sul lungo rally. Su una strada ripetuta infinite volte sarebbero simili, ma in condizioni reali la Yaris ha quel qualcosa in più”.
Il motore tre cilindri turbo ha richiesto un giorno di rodaggio: “All’inizio serve per sincronizzarsi, ma dopo ero già in sintonia. Ho lavorato con Toyota per capire la filosofia dell’erogazione. Ho fatto un paio di testate all’indietro cercando i limiti (cosa non da me!), ma dal secondo giorno ho preso confidenza. Con fiducia nell’anteriore, è una vettura bellissima. Abbiamo una base solida per la stagione: al momento tutto sembra promettente”.
Il Safari Rally Kenya è il palcoscenico ideale per debuttare. Greensmith ha un record perfetto in WRC2 sull’evento: vittorie nel 2024 e 2025 con la Škoda. Punta all’hattrick, ma sa che l’Africa non perdona: “I rally ruvidi mi si addicono. Ho buona sensibilità meccanica, so quando spingere e quando gestire. In Kenya la fortuna mi ha sempre assistito: se regge un altro anno e faccio tre su tre, sarebbe fantastico. Ma basta un sasso per finire”.
La concorrenza per il 2026 si preannuncia feroce. Andreas Mikkelsen torna in WRC2 con Toksport Škoda, affiancato da Robert Virves: il norvegese, ex campione della categoria, porta esperienza e pedigree da top driver. Fabrizio Zaldivar (Škoda), Romet Jürgenson (M-Sport Ford) e Diego Domínguez (Toyota) completano un lotto di pretendenti agguerriti. Senza dimenticare Roope Korhonen e le potenziali Lancia, attese forti su alcuni terreni.
“Quest’anno sembra buono”, commenta Greensmith. “Andreas è tornato, Korhonen sarà velocissimo. Non so esattamente come saranno le Lancia, ma immagino competitive su certi rally. È una configurazione interessante: diverse squadre realisticamente in lotta renderanno il campionato avvincente”.
Il passaggio a Toyota non è solo un cambio di livrea: è una scommessa calcolata per trasformare la costanza in corona iridata. Greensmith ha dimostrato di saper vincere rally, ora vuole dimostrare di poter dominare una stagione intera. Il Safari sarà il primo test: un successo per iniziare con il piede giusto, o un “presagio inverso” che lo porterà finalmente al titolo?
Con la Toyota GR Yaris Rally2, il britannico ha tra le mani l’arma che ha funzionato per gli ultimi campioni. Il WRC2 2026 si preannuncia epico: imprevedibile come sempre, ma con un Greensmith più motivato che mai. Il titolo, dopo anni di quasi-vittorie, potrebbe finalmente essere alla sua portata.








