Diretta WRC – Croatia Rally 2026
La diretta live della quarta prova del WRC 2026, il Croatia Rally 2026, condotta e aggiornata fino a fine gara dalla redazione di TuttoRally con interviste, analisi, news, video e anteprime.
La classifica del WRC Piloti
| Posizione | Pilota | Punti |
| 1 | T. Katsuta | 81 |
| 2 | E. Evans | 74 |
| 3 | O. Solberg | 68 |
| 4 | S. Pajari | 52 |
| 5 | A. Fourmaux | 49 |
| 6 | S. Ogier | 26 |
| 7 | T. Neuville | 25 |
| 8 | E. Lappi | 21 |
| 9 | L. Rossel | 18 |
| 10 | Y. Rossel | 18 |
| 11 | H. Paddon | 15 |
| 12 | R. Virves | 10 |
| 13 | J. Armstrong | 10 |
| 14 | G. Greensmith | 8 |
| 15 | N. Gryazin | 8 |
| 16 | F. Zaldivar | 6 |
| 17 | R. Daprà | 6 |
| 18 | A. Cachon | 6 |
| 19 | R. Korhonen | 5 |
| 20 | A. Mikkelsen | 4 |
| 21 | A. Pelamourgues | 2 |
| 22 | M. Fontana | 2 |
| 23 | J. McErlean | 2 |
| 24 | D. Dominguez | 2 |
| 25 | E. Camilli | 1 |
Classifica assoluta
| Posizione | Equipaggio | Vettura | Tempo Totale |
| 1 | Katsuta Takamoto – Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:51:15.8 |
| 2 | Pajari Sami – Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:51:36.5 |
| 3 | Paddon Hayden – Kennard John | Hyundai i20 N Rally1 | 2:53:23.5 |
| 4 | Rossel Yohan – Dunand Arnaud | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | 2:56:35.7 |
| 5 | Rossel Léo – Mercoiret Guillaume | Citroën C3 Rally2 | 2:57:14.5 |
| 6 | Gryazin Nikolay – Aleksandrov K. | Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale | 2:57:33.6 |
| 7 | Cachón Alejandro – Rozada Borja | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:57:58.6 |
| 8 | Korhonen Roope – Viinikka Anssi | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:58:09.8 |
| 9 | Daprà Roberto – Guglielmetti Luca | Škoda Fabia RS Rally2 | 2:58:53.9 |
| 10 | Lindholm Emil – Morales Gabriel | Škoda Fabia RS Rally2 | 3:00:36.3 |
PS20 Alan-Senj 2 (Power Stage) 14,56 km
Un colpo di scena ha rimescolato completamente la classifica finale proprio a un passo dal traguardo. Thierry Neuville, che sembrava ormai destinato a una vittoria schiacciante, ha commesso un errore fatale durante l’ultima prova speciale. Il pilota belga della Hyundai ha perso il controllo della sua vettura, finendo fuori strada e impattando pesantemente con l’anteriore destro. Nonostante sia riuscito a tornare sul tracciato, il danno alla sospensione si è rivelato troppo grave, costringendolo a un amaro ritiro che lo ha lasciato senza punti proprio quando avrebbe dovuto regalare alla Hyundai il primo successo stagionale.
Questa disfatta ha spianato la strada a Takamoto Katsuta, che ha ereditato il comando conquistando la sua seconda vittoria consecutiva dopo il trionfo in Kenya lo scorso marzo. Nonostante la gioia per il successo, il pilota giapponese della Toyota ha espresso sincero rammarico per la sfortuna del collega belga. La festa in casa Toyota è stata completata da Sami Pajari, che ha blindato una storica doppietta chiudendo a 20,7 secondi da Katsuta. Per lui si tratta del miglior risultato in carriera e del terzo podio consecutivo; un risultato agrodolce, considerando che era stato proprio lui a guidare la gara fino a sabato pomeriggio, prima che una foratura gli strappasse la leadership dalle mani.
Sul terzo gradino del podio è salito Hayden Paddon. Nonostante un distacco di tre minuti e mezzo dalla vetta, la prestazione del neozelandese è stata solida e fondamentale per il morale del team, portando a casa punti preziosi in una giornata che, a causa dell’incidente di Neuville, si è trasformata in un vero e proprio disastro sportivo per il produttore coreano.
Nel WRC2 il dominio è stato firmato Lancia, con Yohan Rossel che ha trionfato chiudendo anche con un incredibile quarto posto nella classifica generale. Il pilota francese, impeccabile fin dal venerdì, ha gestito il ritmo con maestria vincendo con oltre mezzo minuto di vantaggio su suo fratello Léo Rossel, già vincitore a Monte-Carlo. Per la Lancia si tratta della prima storica vittoria nella categoria cadetta del mondiale, un traguardo celebrato con emozione da Yohan, che ha sottolineato il legame quasi familiare con la squadra e la propria ambizione di puntare alla classe regina in futuro. Il podio è stato completato da Nikolai Gryazin, anch’egli su Lancia, mentre Alejandro Cachón e Roope Korhonen hanno chiuso rispettivamente al quarto e quinto posto di categoria. Nona piazza assoluta e quinta di WRC2 per Roberto Daprà.
Infine, merita una nota la prestazione di Oliver Solberg che, nonostante il ritiro avvenuto già nella prima prova del venerdì, ha dimostrato una velocità impressionante nelle fasi finali. Solberg è stato il più rapido sia nella classifica della “Super Sunday” che nella Power Stage conclusiva, incassando dieci punti mondiali e precedendo il compagno di squadra Elfyn Evans, anche lui reduce da un ritiro nelle prime fasi.
PS19 Bribir-Novi Vinodolski 2 14,17 km
Il penultimo atto ha delineato una classifica ormai quasi cristallizzata, con Thierry Neuville che si appresta a vivere la prima vittoria di una stagione finora avara di soddisfazioni. Il pilota belga, autore di una prestazione solida e priva di sbavature, guida la corsa con un vantaggio superiore al minuto. Quando manca solo la Power Stage conclusiva di 14 chilometri, Neuville ha adottato un approccio estremamente cauto, dichiarando con pragmatismo al traguardo dell’ultima prova che l’unico obiettivo rimasto è quello di portare la vettura intatta fino alla fine.
Alle sue spalle, in seconda posizione, si conferma Takamoto Katsuta su Toyota, mentre il terzo gradino del podio è saldamente nelle mani di Sami Pajari. Il giovane finlandese, diretto verso il suo terzo podio consecutivo, ha ammesso una flessione nel ritmo rispetto alla giornata di sabato. Pajari ha spiegato di aver optato per una guida conservativa, sottolineando come la foratura subita ieri abbia cambiato radicalmente la sua strategia e la sua capacità di spingere al limite. Dietro di lui, Hayden Paddon mantiene con autorità la quarta posizione assoluta su Hyundai.
La lotta per i punti supplementari della “Super Sunday” vede invece protagonista Oliver Solberg. Il pilota svedese sta dominando la domenica con 8,4 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans In questa speciale classifica domenicale, Jon Armstrong occupa attualmente il terzo posto, essendo riuscito a scavalcare Adrien Fourmaux per soli 1,4 secondi, lasciando il pilota francese al quarto posto provvisorio.
Nella categoria WRC2, Yohan Rossel mantiene la leadership con un margine rassicurante di oltre 40 secondi sul fratello Léo Il podio di classe è completato da Nikolay Gryazin, che ha approfittato della mattinata per superare Roope Korhonen. Quest’ultimo è scivolato ulteriormente in quinta posizione, superato anche dallo spagnolo Alejandro Cachón. Sempre decimo Roberto Daprà.
PS18 Alan-Senj 1 14,56 km
Il Rally di Croazia continua a regalare colpi di scena che trascendono la pura prestazione cronometrica, sfociando quasi nel surreale. Nella seconda prova della mattinata il protagonista indiscusso è stato Adrien Fourmaux: al momento di presentarsi sulla linea di partenza, il suo co-pilota Alexandre Coria si è reso conto che il quaderno delle note era sparito. Senza farsi prendere dal panico, l’equipaggio francese ha attivato un piano d’emergenza digitale: Coria ha letto le note a Fourmaux direttamente dallo schermo del proprio smartphone.
Nonostante l’ingegno, l’inevitabile disagio ha costretto Fourmaux a cedere terreno, chiudendo la speciale al quinto posto con un ritardo di 12 secondi dal vertice e venendo superato nel parziale di giornata anche da Jon Armstrong. Al traguardo, con un sorriso amaro tra lo sconcerto e l’ironia, Fourmaux ha risposto a chi gli chiedeva dove fossero finiti i preziosi appunti: “A dire il vero non so dove siano. Dobbiamo cercarli, forse sono finiti dietro il sedile”. Nonostante l’imprevisto, il francese riesce a mantenere la terza posizione nella classifica provvisoria della “Super Sunday”, fondamentale per raccogliere punti dopo il ritiro dei giorni precedenti.
Davanti a tutti continua invece la marcia trionfale di Oliver Solberg. Il pilota svedese della Toyota si è dimostrato ancora una volta il più veloce, infliggendo altri due secondi di distacco al compagno di squadra Elfyn Evans e portando il suo vantaggio totale nella classifica domenicale a 6,3 secondi. Evans sembra al momento incapace di rispondere al ritmo forsennato di Solberg, che punta al bottino pieno di questa tappa finale.
Per quanto riguarda la classifica generale assoluta, la situazione resta congelata in una gestione prudente. Thierry Neuville mantiene saldamente il comando con oltre un minuto di vantaggio su Takamoto Katsuta e Sami Pajari. Il leader belga non ha nascosto la sua strategia conservativa: “Non sto spingendo affatto. Cerco solo di finire le prove, non abbiamo motivo di correre rischi. Dobbiamo portare a casa la vittoria, è troppo importante per me e per tutta la squadra”. Una visione condivisa dal giovane Pajari, che ha ammesso le difficoltà psicologiche di questa fase: “La situazione è sotto controllo, ma è difficile trovare il giusto feeling tra l’attacco e una guida pulita senza errori”.
Nel WRC2, la scena è dominata dai fratelli Rossel. Yohan Rossel sta conducendo la Lancia verso quello che sarebbe uno storico primo successo nella categoria, seguito a breve distanza dal fratello minore Leo Rossel. Nikolai Gryazin e Roope Korhonen completano le posizioni di vertice. Robertò Daprà si mantiene decimo assoluto con un distacco di una cinquantina di secondi da Alejandro Cachon.
PS17 Bribir-Novi Vinodolski 1 14,17 km
La domenica mattina si è aperta nel segno della velocità pura e di una gestione tattica estremamente oculata, delineando uno scenario a due facce lungo la prova speciale di Bribir. In un contesto caratterizzato da un fondo stradale sorprendentemente meno degradato rispetto alle condizioni riscontrate nella giornata di ieri, Oliver Solberg si è confermato ancora una volta su un altro pianeta. Il pilota svedese, nonostante qualche piccola incertezza nella gestione degli pneumatici, ha fatto segnare un tempo imbattibile, precedendo il compagno di squadra Elfyn Evans di 4,3 secondi. Entrambi i piloti Toyota, reduci dai rispettivi ritiri nella giornata di venerdì, hanno scelto di attaccare con decisione per riscattarsi e puntare ai punti messi in palio nella “Super Sunday”. Evans, pur chiudendo con il secondo tempo assoluto, ha ammesso di non essersi sentito pienamente a suo agio in alcuni passaggi, lamentando una mancanza di totale fiducia in determinati tratti della speciale.
Alle spalle del duo di testa, il divario cronometrico è apparso subito abissale, evidenziando le diverse strategie messe in campo dai protagonisti. Adrien Fourmaux ha ottenuto il terzo tempo, ma con un distacco che sfiora il secondo al chilometro rispetto alla vetta, a testimonianza di un ritmo decisamente più conservativo. Anche Jon Armstrong ha iniziato la giornata con una prestazione incoraggiante, facendo segnare il quarto tempo e posizionandosi in modo favorevole per raccogliere punti pesanti in questa fase finale del rally.
Per i leader della classifica generale, la priorità assoluta è stata chiaramente la salvaguardia della posizione. Thierry Neuville, al comando della gara, insieme a Takamoto Katsuta e Sami Pajari, ha adottato un approccio estremamente prudente con l’unico obiettivo di portare la vettura al traguardo. Questa scelta si è riflessa in distacchi pesanti: Pajari ha accusato un ritardo di 19 secondi da Solberg, seguito da Neuville a 21,8 secondi e da Katsuta a 24 secondi. Il belga dice: “Le gomme hanno funzionato abbastanza bene. Abbiamo avuto qualche problema di sottosterzo, ma quando non si attacca, tutto sembra un po’ strano”.
Dal punto di vista della classifica, Neuville mantiene un vantaggio solido, gestendo oltre un minuto di margine su Katsuta, mentre Pajari insegue il giapponese con un distacco di circa trenta secondi. Proprio Pajari ha commentato la complessità del percorso, nonostante il tentativo di mantenere un ritmo costante senza correre rischi inutili.
In WRC2 miglior tempo di Nikolay Gryazin davanti a Leo Rossel e Roberto Daprà con Yohan Rossel che ha ceduto una decina di secondi al russo stando attento a non commettere errori.
Day3, la scelta delle gomme
Rally1
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Jon Armstrong | 0 | 6 | 6 |
| Sami Pajari | 2 | 4 | 6 |
| Thierry Neuville | 0 | 6 | 6 |
| Adrien Fourmaux | 0 | 5 | 5 |
| Takamoto Katsuta | 2 | 4 | 6 |
| Hayden Paddon | 3 | 3 | 6 |
| Josh McErlean | 0 | 6 | 6 |
| Oliver Solberg | 2 | 4 | 6 |
| Elfyn Evans | 2 | 4 | 6 |
Rally2
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Arthur Pelamorgues | 4 | 2 | 6 |
| Romet Jurgenson | 4 | 2 | 6 |
| Roope Korhonen | 3 | 3 | 6 |
| Leo Rossel | 2 | 4 | 6 |
| Yohan Rossel | 2 | 4 | 6 |
| Alejandro Cachón | 2 | 4 | 6 |
| Emil Lindholm | 3 | 3 | 6 |
| Nikolay Gryazin | 2 | 4 | 6 |
Day3, il programma
La tappa conclusiva di domenica prevede quattro prove speciali per un totale di circa 60 chilometri cronometrati, un percorso tecnico e insidioso che condurrà la carovana del rally verso il traguardo finale nella suggestiva città costiera di Abbazia (Opatija).
Junior WRC, Turkkan sogna
Il sabato dell’FIA Junior WRC in Croazia si è rivelato un autentico banco di prova per i nervi e la strategia dei giovani talenti del rallysmo mondiale. Al termine di una giornata carica di colpi di scena e capovolgimenti di fronte, Ali Türkkan si appresta ad affrontare la tappa finale con un vantaggio di 30,5 secondi, un margine costruito con costanza e difeso con fermezza dal prepotente ritorno di Calle Carlberg. La narrazione di questa giornata ha cambiato radicalmente direzione sulla PS11, la prova più lunga della mattinata, dove il leader del venerdì Carlberg ha visto svanire il proprio primato a causa di un danno a uno pneumatico. Scegliendo di non fermarsi per la sostituzione, lo svedese ha perso oltre 90 secondi, scivolando in terza posizione e consegnando di fatto le redini della gara a Türkkan.
Mentre il pilota turco si insediava al vertice, la mattinata celebrava anche la prestazione di Craig Rahill. Proprio come accaduto nella giornata d’apertura, l’irlandese ha dimostrato un feeling eccezionale con le prove più lunghe del loop, conquistando la sua seconda vittoria di speciale della stagione e issandosi temporaneamente al secondo posto assoluto. Tuttavia, il pomeriggio si è trasformato in un duello diretto e serrato tra la leadership di Türkkan e la foga agonistica di Carlberg. Quest’ultimo ha reagito con una determinazione feroce, facendo segnare il miglior tempo in ogni singola prova pomeridiana per scavalcare nuovamente Rahill e ridurre sensibilmente il distacco dal vertice, chiudendo la giornata pronto all’ultimo assalto domenicale.
Nonostante non sia riuscito a tenere il passo indiavolato della coppia di testa durante il secondo giro di prove, Rahill ha consolidato la sua terza posizione assoluta, a 2 minuti e 16,6 secondi dalla vetta, confermando una maturità sorprendente alla sua seconda apparizione nel Junior WRC. Alle sue spalle, la classifica ha visto il recupero di Gil Membrado, che nonostante una foratura subita nella prima parte del giorno è riuscito a risalire fino alla quarta piazza. Membrado ha avuto la meglio su Kerem Kazaz, il quale ha vissuto una mattinata complessa faticando a trovare la giusta confidenza con le mescole dure Hankook, per poi optare per un cambio di mescola nel pomeriggio alla ricerca di un feeling migliore. A completare la top six troviamo Raúl Hernández, autore di una prova solida e costante.
La nota amara della giornata è stata riservata a Leevi Lassila. Il finlandese, che aveva iniziato il sabato con un piglio decisamente più competitivo e fiducioso, ha visto le sue speranze infrangersi sulla PS14. Un incidente ha causato danni irreparabili alla sospensione della sua vettura, costringendolo al ritiro e lasciandolo con l’amarezza di una sfida interrotta sul più bello.
Day2, il bilancio a fine giornata
Il sabato del Rally di Croazia si conclude con un padrone assoluto: Thierry Neuville. Dopo aver preso il comando nella quattordicesima speciale, il belga ha gestito con maestria l’ultima parte della giornata, chiudendo con un solido vantaggio di oltre un minuto sulla concorrenza. Neuville ha ritrovato il pieno feeling con la sua i20 N Rally1, beneficiando anche di quel pizzico di fortuna che è mancato ai suoi rivali, tutti colpiti da almeno una foratura durante il fine settimana.
Alle sue spalle, il marchio Toyota occupa i restanti gradini del podio provvisorio, ma con un retrogusto amaro. Takamoto Katsuta si trova in seconda posizione con un ritardo di 1’14″5, seguito da un Sami Pajari che, nonostante la grande delusione per il tempo perso nella PS14, mantiene la terza piazza assoluta a 1’46″4 dalla vetta. Per il giovane finlandese, la priorità è stata portare l’auto all’arrivo senza ulteriori danni.
Al quarto posto troviamo Hayden Paddon, autore di una prova solida che gli permette di occupare una posizione strategica fondamentale per la classifica costruttori. La top 5 è chiusa da un eccezionale Yohan Rossel, che con la sua Lancia Ypsilon Rally2 sta dominando la classe inferiore e si permette il lusso di stare davanti a diverse Rally1 in difficoltà.
Il francese della Lancia nel WRC2 vanta ora oltre un minuto di vantaggio sul fratello minore Léo Rossel, che occupa la seconda posizione di classe su Citroën. La lotta per il podio rimane però apertissima: il finlandese Roope Korhonen segue a soli 15,5 secondi da Léo, con Nikolay Gryazin (Lancia) e Alejandro Cachón (Toyota) ancora in piena bagarre.
Il Rally di Croazia si concluderà domani con le ultime quattro prove speciali, dove Neuville dovrà amministrare il suo tesoretto per centrare una vittoria che sembra ormai blindata.
La classifica a fine giornata
| Pos. | Pilota | Vettura | Tempo | Distacco |
| 1 | Thierry Neuville | Hyundai i20 N Rally1 | 2:20:20.8 | — |
| 2 | Takamoto Katsuta | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:21:35.3 | +1:14.5 |
| 3 | Sami Pajari | Toyota GR Yaris Rally1 | 2:22:07.2 | +1:46.4 |
| 4 | Hayden Paddon | Hyundai i20 N Rally1 | 2:23:49.0 | +3:28.2 |
| 5 | Yohan Rossel | Lancia Ypsilon Rally2 | 2:25:34.9 | +5:14.1 |
| 6 | Léo Rossel | Citroën C3 Rally2 | 2:26:38.1 | +6:17.3 |
| 7 | Roope Korhonen | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:26:53.6 | +6:32.8 |
| 8 | Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 | 2:27:06.6 | +6:45.8 |
| 9 | Alejandro Cachón | Toyota GR Yaris Rally2 | 2:27:17.0 | +6:56.2 |
| 10 | Roberto Daprà | Skoda Fabia RS Rally2 | 2:28:13.2 | +7:52.4 |
PS16 Platak 2 16,26 km
L’ultimo tratto cronometrato del sabato ha visto il riscatto di Elfyn Evans, che ha segnato il miglior tempo (8’49″5), seguito da un sorprendente Jon Armstrong su Ford Puma. Oliver Solberg, nonostante una giornata brillante macchiata da due forature, ha faticato nell’ultimo impegno ma resta il favorito per la caccia ai punti della domenica, dove è atteso un duello ravvicinato proprio con Evans. Problemi per Roberto Daprà. Il trentino dopo quattro chilometri tocca una roccia e finisce fuori strada ma riesce a riprendere ed a chiudere la tappa.
PS15 Ravna Gora-Skrad 2 10,13 km
Il sabato del Rally di Croazia prosegue nel segno di Thierry Neuville, che consolida la sua leadership al termine della penultima prova speciale della giornata. Dopo i drammatici colpi di scena della PS14, dove sia Sami Pajari che Takamoto Katsuta sono stati rallentati dalle forature, il belga ha adottato una strategia di gestione.
Neuville ha ammesso di aver guidato con estrema cautela, specialmente nei tratti più sporchi e ricoperti di ghiaia. “Sto solo cercando di arrivare in fondo,” ha spiegato il leader della corsa. “In molti punti sono stato molto attento, per il resto ho guidato seguendo le sensazioni. Sarebbe stato bello continuare la battaglia, perché quando sei in lotta è più facile mantenere la concentrazione, ma il rally a volte è crudele. Purtroppo i miei avversari oggi sono stati sfortunati con le gomme.” Anche Katsuta ha confermato di aver affrontato la prova con il solo obiettivo di evitare ulteriori guai, consapevole che in questa gara l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Per Sami Pajari, che stava disputando la gara della vita, la situazione si è fatta complicata. Nonostante il podio sia ancora ampiamente alla sua portata, il giovane finlandese della Toyota è ora obbligato a una condotta di gara estremamente prudente: avendo subito due forature nella speciale precedente, ha esaurito tutte le ruote di scorta. “È un rally folle,” ha commentato. “Non siamo gli unici ad aver avuto problemi, ma ora non ho più margini di errore. Vedremo cosa riusciremo a fare domani.” Alle spalle dei primi tre, Hayden Paddon mantiene saldamente la quarta posizione, pur con un distacco che sfiora i tre minuti e mezzo dalla vetta.
Nel frattempo, la categoria WRC2 continua a offrire spunti interessanti: Yohan Rossel, al volante della Lancia, non solo domina la classe (occupando un incredibile quinto posto assoluto), ma si è persino permesso il lusso di testare nuovi setup sulla vettura in vista delle prossime tappe. Dietro di lui, la sfida per il podio di categoria è apertissima: il fratello minore Léo Rossel, su Citroën, deve difendersi dal ritorno di Roope Korhonen, distante ora solo 10,1 secondi. Nikolay Gryazin, risolti i problemi di potenza accusati in precedenza, rimane in scia per un posto sul podio, seguito dallo spagnolo Alejandro Cachón. Decimo tempo in prova per Roberto Daprà che rosicchia all’iberico una decina di secondi accorciando a 43,6 il distacco.
La giornata non è stata però priva di ulteriori amarezze: Eric Camilli, già perseguitato da tre forature dall’inizio del rally, è uscito di strada nel primo settore della speciale ed è stato costretto al ritiro.
PS14 Generalski Stol – Zdihovo 2 22,48 km
Il quattordicesimo atto si è trasformato in un incubo per Sami Pajari, proprio nel momento in cui il sogno della prima vittoria in carriera sembrava a portata di mano. Il pilota finlandese, che fino a quel momento aveva guidato con autorità la classifica generale, è stato vittima di un colpo di scena lungo la prova, perdendo quasi due minuti a causa di una foratura. Pajari e il suo co-pilota Marko Salminen sono stati costretti a fermarsi lungo il tracciato per sostituire lo pneumatico danneggiato già nelle prime fasi della speciale.
La ripetizione della prova di Generalski Stol si è rivelata una vera e propria lotteria, con la maggior parte dei protagonisti della classe regina colpiti dalla sfortuna. Oltre a Pajari, hanno subito forature anche Takamoto Katsuta, Hayden Paddon, e la coppia M-Sport Ford formata da Jon Armstrong e Josh McErlean. Per Pajari il danno è stato però il più pesante: è scivolato in terza posizione, con un distacco di un minuto e mezzo dalla vetta. “È finita. Non so nemmeno dove sia successo. Le corse sono così“, ha commentato un Pajari visibilmente abbattuto al termine del crono.
Chi è uscito indenne dal caos è Thierry Neuville. Il pilota belga ha superato indenne le insidie del percorso, balzando al comando della gara con un vantaggio rassicurante. Ora Neuville gode di un margine di oltre un minuto su Katsuta. Nonostante la soddisfazione per la prestazione, il belga mantiene i piedi per terra: “È stata una prova infernale, ma mi sono divertito. Siamo andati bene, ma la strada è ancora lunga e dobbiamo continuare a correre senza correre rischi inutili”.
La classifica vede ora Pajari staccato di 19 secondi dalla seconda posizione di Katsuta. Alle sue spalle la situazione è relativamente tranquilla, dato che Hayden Paddon, pur avendo forato a sua volta, occupa il quarto posto con un ritardo di oltre un minuto e mezzo dal finlandese.
La prova non ha risparmiato colpi di scena nemmeno nelle altre categorie. In WRC2,Yohan Rossel ha consolidato la sua leadership davanti al fratello minore Léo, approfittando anche del problema meccanico che ha rallentato Nikolay Gryazin e della foratura di Alejandro Cachon. Arthur Pelamourgues, che stava segnando tempi molto interessanti con la sua Hyundai, è finito fuori strada dopo soli sei chilometri. Da segnalare la prova di Roope Korhonen: il finlandese ha sfiorato la vittoria di speciale nonostante un testacoda negli ultimi metri, riuscendo comunque a risalire fino alla terza posizione provvisoria di classe. Bel settimo tempo di prova per Roberto Daprà che nella generale, dopo il ko di Pelmorgues è diventato decimo. Nella classifica di WRC2 occupa il sesto posto a 54 secondi da Alejandro Cachon e con oltre un minuto su Emil Lindholm.
PS13 Pećurkovo Brdo-Mrežnički Novaki 2 9,11 km
Il pomeriggio si è aperto con la decisa carica di Takamoto Katsuta, autore del miglior tempo. Grazie a questa prestazione, il pilota giapponese ha accorciato sensibilmente le distanze da Thierry Neuville, rilanciando prepotentemente le proprie ambizioni. Dopo una mattinata sottotono, Katsuta ha iniziato il secondo giro con un ritmo impressionante, riuscendo a recuperare quattro secondi sia su Sami Pajari che sul belga.
Le insidie del percorso hanno causato diverse forature che hanno condizionato la classifica. Oliver Solberg, che era stato il più veloce su questo stesso tratto durante il giro mattutino, è stato costretto a rallentare nel finale a causa di uno pneumatico danneggiato da una pietra rimasta in piena traiettoria. Sorte analoga è toccata a Josh McErlean, il quale non è stato nemmeno in grado di individuare con esattezza il punto in cui è avvenuto il danno.
In testa alla corsa, Sami Pajari ha gestito la situazione con prudenza, ottenendo il quarto tempo a 4 secondi da Katsuta. Il finlandese ha dichiarato di aver guidato in modo intelligente, prestando particolare attenzione ai tratti più a rischio foratura. Questa strategia gli ha permesso di guadagnare altri 0,3 secondi su Thierry Neuville. Dal canto suo, Neuville ha sportivamente riconosciuto l’ottima prova di Katsuta, ammettendo di non essere stato abbastanza veloce in questo frangente ma ricordando che la strada verso il traguardo è ancora lunga. Nelle altre posizioni, Hayden Paddon ha consolidato il suo solido quarto posto con una guida priva di sbavature.
Nel WRC2, la battaglia si fa avvincente dietro alle due Lancia: il finlandese Roope Korhonen ha trovato un ottimo feeling con la vettura, portandosi a meno di sette secondi da Léo Rossel, apparso invece meno a suo agio su questo crono. Buon decimo tempo assoluto di Roberto Daprà che si tiene dietro anche Nikolay Gryazin. Adesso il trentino è undicesimo nella generale a 45 secondi da Arthur Pelamorgues.
I piloti protestano
L’avvio del pomeriggio è stato però segnato da diverse polemiche riguardanti la gestione dei tempi. Poiché l’ultima prova della mattinata è stata riproposta immediatamente come prima speciale del pomeriggio, i ricognitori non hanno avuto il tempo fisico di ispezionare il percorso a causa di un programma troppo serrato. Elfyn Evans ha espresso chiaramente il suo disappunto per la situazione, sottolineando come la mancanza di informazioni precise sulla presenza di terra lungo il tracciato abbia reso la guida estremamente incerta.
Day2, la scelta delle gomme per il secondo giro
Rally1
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Jon Armstrong | 4 | 2 | 6 |
| Sami Pajari | 4 | 2 | 6 |
| Thierry Neuville | 4 | 2 | 6 |
| Takamoto Katsuta | 5 | 1 | 6 |
| Hayden Paddon | 4 | 2 | 6 |
| Josh McErlean | 4 | 2 | 6 |
| Oliver Solberg | 4 | 2 | 6 |
| Elfyn Evans | 4 | 2 | 6 |
Rally2
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Arthur Pelamorgues | 6 | 0 | 6 |
| Romet Jurgenson | 6 | 0 | 6 |
| Roope Korhonen | 4 | 2 | 6 |
| Leo Rossel | 6 | 0 | 6 |
| Yohan Rossel | 6 | 0 | 6 |
| Alejandro Cachón | 4 | 2 | 6 |
| Emil Lindholm | 6 | 0 | 6 |
| Nikolay Gryazin | 6 | 0 | 6 |
Day2, la situazione a metà giornata
Il giro di boa della seconda tappa delinea un quadro tattico estremamente teso, dove la gestione dei nervi e dei rischi sta pesando quanto la velocità pura. Al termine del loop mattutino del sabato, la classifica vede Sami Pajari ancora al comando, ma il clima nel parco assistenza racconta di una sfida psicologica oltre che cronometrica.
Il finlandese della Toyota sta conducendo una gara di straordinaria maturità. Con un vantaggio di 12,4 secondi su Thierry Neuville, Pajari ha scelto di non forzare, gestendo il margine senza cercare il colpo del ko. Nonostante la leadership, il giovane talento non è apparso del tutto soddisfatto del proprio feeling mattutino, paragonandolo alla partenza lenta del venerdì: “La velocità mi è sembrata sicura e controllata, ma non ho ancora trovato quel ‘flow’ perfetto che avevo ieri pomeriggio,” ha ammesso.
Il rischio forature è l’incubo costante: un segno sul cerchio a fine mattinata ha confermato quanto sia sottile il confine tra un “taglia” perfetto e un ritiro. Pajari sa che il vantaggio su Thierry Neuville non è rassicurante e che il belga continuerà a pressarlo, ma la sua priorità resta focalizzata sul proprio ritmo, evitando di farsi trascinare in una battaglia oltre il limite.
Se Pajari lotta per la gloria personale, Takamoto Katsuta sta vivendo un rally decisamente più stressante. Il suo distacco da Neuville è salito a 12,7 secondi (con un gap totale dalla vetta di 25,1), frutto di una mattinata guardinga.
Il giapponese ha confessato di aver pagato l’esitazione nelle nuove prove speciali, dove le incognite legate allo sporco e ai tagli lo hanno portato a una guida meno fluida: “Esitare in ogni curva costa caro, ma in questo momento la priorità della squadra è assoluta. Devo portare la vettura al traguardo,” ha spiegato Katsuta.
Dopo il ritiro di Fourmaux, la pressione su Takamoto è raddoppiata. Con Solberg ed Evans fuori dai giochi, Katsuta è l’uomo che deve garantire i punti costruttori per Toyota. È un ruolo che lui stesso definisce “stressante ma parte del lavoro”, costretto a frenare l’istinto dell’attaccante per obbedire agli ordini di scuderia.
La seconda parte della tappa sarà un test di resistenza. Neuville è in agguato e ha dimostrato di poter recuperare, mentre Pajari spera che, come accaduto ieri, il pomeriggio gli restituisca quella fiducia necessaria per allungare nuovamente. La chiave del rally resta la gestione dello sporco: ogni “taglia” è una scommessa, e con la classifica così corta, il primo che deciderà di rompere gli indugi potrebbe decidere le sorti del podio, a patto di non finire nella lunga lista dei ritirati di questo durissimo appuntamento croato.
PS12 Pećurkovo Brdo-Mrežnički Novaki 1 9,11 km
Il sabato mattina del Croatia Rally 2026 si chiude con un fragoroso colpo di scena che scuote la classifica e il morale in casa Hyundai. Nella dodicesima prova speciale, l’ultima del loop mattutino, Adrien Fourmaux è stato costretto al ritiro dopo un errore di guida che ha messo fine alla sua rimonta.
Il pilota francese, che occupava la quinta posizione assoluta ed era in piena lotta per scavalcare il compagno di squadra Hayden Paddon, è arrivato largo in una curva ad alta velocità. Il posteriore della sua Hyundai i20 N Rally1 ha impattato violentemente contro un muro; i danni riportati dalla vettura coreana sono apparsi subito troppo gravi per permettergli di proseguire, costringendolo a un amaro ritiro proprio quando il podio sembrava poter tornare nel mirino.
In vetta alla classifica continua la marcia trionfale di Sami Pajari. Il finlandese della Toyota mantiene il comando delle operazioni con un vantaggio di 12,4 secondi su Thierry Neuville. Il belga ha lamentato condizioni di aderenza estremamente precarie, aggravate da una buca in una zona di frenata che ha sporcato la sua traiettoria, facendogli perdere secondi preziosi.
Alle loro spalle risale con forza Takamoto Katsuta. Il giapponese ha fatto segnare il secondo tempo assoluto nella PS12, riducendo il distacco dalla vetta a 25,1 secondi. Nonostante l’ottimo ritmo, Katsuta gioca una partita a scacchi: con i ritiri pesanti di Solberg ed Evans avvenuti ieri, Takamoto ha la responsabilità di portare punti pesanti per il mondiale costruttori Toyota. “Non voglio correre rischi inutili, devo finire la gara, anche se la voglia di lottare per il vertice è tanta”, ha dichiarato a fine prova.
Il ritiro di Fourmaux ha rimescolato anche la classifica generale, permettendo a Yohan Rossel di issarsi fino a un’incredibile quinta posizione assoluta al volante della sua Lancia Ypsilon Rally2. Rossel sta dominando la categoria cadetta con un vantaggio di quasi 40 secondi sul compagno di marca Nikolay Gryazin.
La lotta per il podio WRC2 vede ora Léo Rossel (Citroën) in terza posizione, tallonato da un solido Roope Korhonen (Toyota). Il finlandese ha approfittato della foratura di Alejandro Cachón per guadagnare una posizione preziosa.
PS11 Generalski Stol-Zdihovo 1 22,48 km
La prova speciale inedita del Rally di Croazia si è rivelata una trappola di fango e pietre, trasformando l’asfalto in un percorso più simile a una prova su terra. In questo scenario, Oliver Solberg ha confermato il suo dominio assoluto del sabato mattina, firmando il terzo scratch consecutivo. Lo svedese della Toyota, aprendo la strada, ha goduto di condizioni meno deteriorate rispetto ai leader, ma ha anche ammesso di aver giocato una carta misteriosa: “È stata scivolosa e difficile. Ho provato qualcosa con le gomme… è andata bene, ma è un segreto”.
Il grande scossone in classifica generale riguarda la lotta per il podio. Dopo il brillante sorpasso nella prova precedente, Takamoto Katsuta è letteralmente “affondato” nello sporco della PS11. Il giapponese ha perso oltre 16 secondi da Thierry Neuville, lamentando una totale mancanza di fiducia: “C’erano fango e sassi in traiettoria ovunque”.
Neuville, al contrario, è apparso in totale controllo nonostante la strada “super sporca”, chiudendo con il quinto tempo assoluto e riprendendosi la seconda posizione provvisoria. Anche Sami Pajari ha faticato, chiudendo sesto e segnalando danni alla ruota anteriore sinistra di cui non si era nemmeno accorto: “A volte non si vede nemmeno dove sia la strada. Spero di ritrovare il feeling di ieri”. Il finlandese conserva ora circa dieci secondi di margine sul belga.
Se le Rally1 hanno faticato, le vetture del WRC2 hanno vissuto una prova drammatica, con numerosi piloti finiti “per campi”. Alejandro Cachón: Protagonista di un’odissea, è uscito fuori strada due volte, spegnendo anche il motore. “Non so nemmeno come sono arrivato qui, non capisco nulla”, ha dichiarato incredulo nonostante un tempo non disastroso. Roope Korhonen e Léo Rossel: Entrambi sono finiti fuori traiettoria; il finlandese ha perso 15 secondi in un campo, mentre il francese ha rischiato di colpire un palo dopo un testacoda. Nikolay Gryazin: Ha descritto la prova come un’esperienza al limite costante: “Troppi ‘momenti’ in una sola speciale, la strada è coperta di polvere, non c’è una curva pulita”. In questo caos, Yohan Rossel è stato il più veloce tra le Rally2, pur ammettendo che nel finale lo sporco era tale da rendere impossibile mantenere la velocità.
PS10 Ravna Gora-Skrad 1 10,13 km
La decima prova speciale ha confermato lo stato di grazia di Oliver Solberg, ma ha soprattutto rimescolato le carte per il podio assoluto. Nonostante uno spegnimento del motore alla partenza, il giovane svedese ha firmato il suo secondo scratch consecutivo di giornata, confermando come la posizione di partenza faccia la differenza su un asfalto che si sporca irrimediabilmente a ogni passaggio.
Il vero colpo di scena della PS10 è il sorpasso di Takamoto Katsuta ai danni di Thierry Neuville. Il giapponese ha spinto al limite, chiudendo a soli 1,1 secondi da Solberg e infliggendo un distacco pesante al belga della Hyundai. “Cinque secondi? Non ci posso credere! Mi sono divertito moltissimo in questa prova,” ha esclamato un entusiasta Katsuta al traguardo. Neuville, ora scivolato in terza posizione a 1,2 secondi dal giapponese, ha ammesso di aver preferito un approccio più prudente: “Taka ha rischiato molto. La prova è sporchissima e non avevo informazioni precise sui punti più critici, quindi ho preferito restare sulla linea pulita ed evitare sorprese”.
Anche il leader Sami Pajari ha adottato una strategia conservativa, chiudendo con il sesto tempo di speciale. “Thierry è stato più lento di me e questo è un bene, ma il distacco da Taka è stato ampio. La prova era difficile, non volevo prendere rischi stupidi, anche se a volte per vincere bisognerebbe farlo,” ha analizzato il finlandese, che mantiene comunque 13,5 secondi di vantaggio sul compagno di squadra.
Momenti di grande tensione per Josh McErlean. Il pilota irlandese della M-Sport ha dovuto arrestare la sua marcia lungo la speciale a causa di un principio d’incendio nel vano motore. McErlean è riuscito a domare le fiamme con l’estintore di bordo e a ripartire, completando la prova con il fumo che continuava a uscire dal cofano. Il prezzo pagato è stato altissimo: sette minuti di ritardo e una gara ormai compromessa. “C’era un incendio e abbiamo dovuto fermarci. Dobbiamo capire con il team cosa sia successo,” ha dichiarato visibilmente scosso.
Nel WRC2, Yohan Rossel continua a recitare un copione a parte. Il francese della Lancia rimane intoccabile, incrementando ulteriormente il vantaggio sul compagno di marca Nikolay Gryazin. Alle loro spalle si accende la lotta tra Léo Rossel, Alejandro Cachón e Roope Korhonen. Anche Roberto Daprà, che ha chiuso ad oltre nove secondi dal francese, ha sottolineato le difficoltà estreme del fondo: “Davvero dura, molto sporco. Mi aspettavo persino più fango. Siamo fuori dalla lotta che conta, ma cercheremo di fare del nostro meglio. Oggi le condizioni sono più difficili ed è facilissimo commettere errori”.
Classifica Generale dopo la PS10:
- Sami Pajari (Toyota)
- Takamoto Katsuta (Toyota) +13,5s
- Thierry Neuville (Hyundai) +14,7s
- Hayden Paddon (Hyundai) +1:29.6s
- Adrien Fourmaux (Hyundai) +2:01.3s
Con le due Toyota ai primi due posti e Neuville pronto al contrattacco, la sfida si sposta ora sulla PS11, dove la gestione della fatica e delle vetture diventerà ancora più cruciale.
PS9 Platak 1 16,26 km
La seconda tappa si apre sotto il segno di Oliver Solberg. Il giovane svedese, rientrato in gara dopo il ritiro di ieri e favorito da una posizione di partenza ottimale come primo sul percorso, ha sfruttato al massimo la strada ancora relativamente pulita per siglare un tempo imbattibile. Solberg ha staccato di 7,3 secondi il compagno di marca Elfyn Evans.
Per i leader della classifica, la prova di Platak è stata una sfida di nervi e precisione. Man mano che le vetture passavano, i “taglia” portavano fango, foglie e detriti sull’asfalto, rendendo il fondo sempre più viscido e imprevedibile. Sami Pajari, sceso in prova per ultimo tra le Rally1, ha gestito la situazione: ha chiuso con il terzo tempo assoluto, riuscendo a guadagnare un prezioso decimo di secondo su Thierry Neuville. “Forse avrei potuto fare meglio, ma rispetto a Thierry e Takamoto il tempo è sufficientemente buono,” ha dichiarato Pajari. “Era davvero difficile capire dove ci fosse grip e dove no”. Neuville, dal canto suo, si è detto soddisfatto di non aver commesso errori: “L’inizio era sporchissimo. Non era facile valutare l’aderenza, ma non ho forzato troppo e posso ritenermi contento”. Il finlandese guida ora la generale con 13,8 secondi sul belga.
Takamoto Katsuta non è riuscito a replicare il passo dei primi due, perdendo quasi tre secondi da Neuville. Il giapponese vede così allontanarsi la seconda posizione, che ora dista 3,6 secondi. La maggior parte dei piloti ha affrontato questa speciale con una scelta di pneumatici mista (due Hard all’anteriore e due Soft al posteriore) per bilanciare stabilità e trazione.
Nel WRC2, continua lo stato di grazia di Yohan Rossel. Il francese della Lancia ha firmato l’ennesimo tempo straordinario, incrementando ulteriormente il suo margine su Nikolay Gryazin. Da segnalare anche Léo Rossel, che si sta avvicinando minacciosamente alla terza posizione occupata da Alejandro Cachón.
Day2, la scelta delle gomme
Rally1
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Jon Armstrong | 6 | 0 | 6 |
| Sami Pajari | 4 | 2 | 6 |
| Thierry Neuville | 4 | 2 | 6 |
| Adrien Fourmaux | 4 | 2 | 6 |
| Takamoto Katsuta | 4 | 2 | 6 |
| Hayden Paddon | 4 | 2 | 6 |
| Josh McErlean | 4 | 2 | 6 |
| Oliver Solberg | 4 | 2 | 6 |
| Elfyn Evans | 2 | 4 | 6 |
Rally2
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Arthur Pelamorgues | 6 | 0 | 6 |
| Romet Jurgenson | 6 | 0 | 6 |
| Roope Korhonen | 5 | 1 | 6 |
| Leo Rossel | 4 | 2 | 6 |
| Yohan Rossel | 4 | 2 | 6 |
| Alejandro Cachón | 4 | 2 | 6 |
| Emil Lindholm | 4 | 2 | 6 |
| Nikolay Gryazin | 3 | 3 | 6 |
Day2, il programma
La giornata di sabato prevede otto prove speciali (quattro da ripetere) per un totale di oltre 115 chilometri cronometrati. Molti piloti hanno già definito questa tappa come la più dura dell’intero rally. Alle 8:43 si inizia con la temuta prova di Platak, dove nei giorni scorsi ha nevicato tanto da costringere la Direzione gara ad ammettere, tra i pneumatici a disposizione, anche quelli invernali senza chiodi. Sui 16,26 km non c’è traccia di neve, ancora presente però a lato strada. C’è fango in alcuni punti ed anche qualche chiazza d’acqua. Un’ora e mezza dopo parte la Ravna Gora-Skrad di 10,13 che presenta anch’essa fango in alcuni tratti ma molto meno rispetto alle ricognizioni. Alcune tratti sono ancora umidi. La lunga (22.48 km) prova di Generalski Stol-Zdihovo presenta alcuni punti umidi ma nel complesso non ha particolari problemi. Misura meno di 10 km la Pećurkovo Brdo-Mrežnički Novaki: le condizioni della strada sono simili a quelle delle altre prove di giornata.
WRC3, Fontana in crisi
Parallelamente alla sfida per il Junior WRC, la categoria WRC3 ha vissuto una prima tappa ricca di colpi di scena che ha stravolto i valori in campo. Poiché i leader della classifica Junior, Carlberg e Rahill, non sono iscritti per raccogliere punti nel WRC3, la lotta per il vertice si è trasformata in un duello di nervi e resistenza.
Il grande protagonista della mattinata è stato il campione in carica Matteo Fontana. Il comasco ha imposto un ritmo insostenibile per la concorrenza, costruendo un vantaggio rassicurante prova dopo prova. Tuttavia, la sua corsa verso una vittoria che sembrava già scritta si è interrotta bruscamente durante la PS5: Fontana è finito fuori strada ed il tempo impiegato per riprendere la marcia è stato pesantissimo, una perdita di quasi 40 minuti che lo ha tagliato fuori da ogni discorso per la vittoria.
Con il campione fuori dai giochi, Ali Türkkan ha preso le redini della categoria. Il pilota turco, protagonista di una crescita costante durante tutto il venerdì, ha chiuso la prima tappa in vetta alla classifica davanti a Gil Membrado. Alle loro spalle, la lotta per il podio resta apertissima. In terza posizione si trova Kerem Kazaz, che accusa un distacco di appena 4,9 secondi da Membrado. Nonostante qualche brivido nelle fasi iniziali della giornata, è riuscito a mantenere alta la pressione sullo spagnolo, preparando il terreno per un possibile attacco nelle impegnative prove speciali del sabato.
Junior WRC, guida Carlberg
Dopo il debutto da sogno sulle nevi di casa, Calle Carlberg dimostra di non avere alcuna intenzione di fermarsi. Il giovane svedese ha concluso la prima tappa del Rally di Croazia saldamente al comando della classifica Junior WRC, confermando che la vittoria ottenuta in Svezia non è stata un caso isolato. Carlberg ha messo subito le cose in chiaro vincendo le prime due prove speciali della mattinata, costruendo un margine di sicurezza immediato. Nonostante il timido attacco dell’irlandese Craig Rahill nella PS3 – la più lunga della giornata – che aveva ridotto il distacco a soli 6,9 secondi, lo svedese ha risposto con autorità vincendo la PS4 e chiudendo il giro mattutino con 17,1 secondi di vantaggio.
La sua prestazione è apparsa ancora più impressionante se si considera che lo stesso pilota ha ammesso di non essere più salito in macchina dal termine del rally svedese. Nonostante la mancanza di chilometri recenti, Carlberg ha saputo miscelare velocità e freddezza su strade rese difficilissi dal fango e dai continui cambi di aderenza, chiudendo il venerdì con cinque scratch su otto prove disputate.
Alle spalle del leader, la lotta per il podio ha vissuto momenti di grande intensità. Ali Türkkan ha iniziato la giornata in sordina, occupando la quinta posizione dopo la PS2, ma ha trovato il ritmo ideale durante il secondo giro pomeridiano. Grazie ai successi nella PS5 e nella PS8, il pilota turco è riuscito a scavalcare Rahill, assicurandosi la seconda posizione provvisoria con un distacco di circa mezzo minuto dalla vetta. Proprio Craig Rahill rappresenta una delle note più liete della giornata. Al suo secondo impegno nella categoria, l’irlandese ha conquistato la sua prima vittoria di speciale in carriera nel Junior WRC (PS3). Sebbene non sia riuscito a contenere il ritorno di Türkkan nel pomeriggio, Rahill rimane saldamente al terzo posto, con un ritardo di 56,5 secondi dal leader e pienamente in corsa per un piazzamento d’onore.
In quarta posizione troviamo lo spagnolo Gil Membrado, autore di una prova estremamente matura. Dopo aver iniziato con gomme soft, ha sfruttato il pomeriggio per prendere confidenza con la mescola dura, evitando rischi inutili. A chiudere la top 5 è Kerem Kazaz, che nonostante un piccolo spavento nella speciale più lunga del mattino (dove ha colpito un ostacolo senza riportare danni gravi), ha mostrato sprazzi di grande velocità, restando in scia a Membrado. Più staccati Leevi Lassila e Raúl Hernández, che hanno saggiamente scelto di dare priorità alla sopravvivenza in una giornata che ha messo a dura prova anche i piloti più esperti.
Il bilancio alla fine del Day1
La prima tappa del Rally di Croazia va in archivio consegnando alla storia del Mondiale un nuovo protagonista: Sami Pajari. Il finlandese della Toyota non si è limitato a ereditare il comando della gara dopo i clamorosi colpi di scena del mattino, ma ha legittimato il primato con una prestazione d’autore, chiudendo il venerdì con il terzo scratch personale nell’ultima speciale e portando il vantaggio a 13,7 secondi.
Il volto di questa prima giornata è stato segnato da un’autentica ecatombe tra i grandi favoriti. Il sogno di Oliver Solberg è svanito dopo appena cinque chilometri della PS1 per la rottura di una ruota, ma il vero terremoto è avvenuto nella PS3 con l’uscita di scena del leader del Mondiale Elfyn Evans, tradito da un’incomprensione nelle note con Scott Martin. Con sole sei Rally1 superstiti e un asfalto diventato via via un tappeto di fango e detriti, Pajari ha dimostrato una maturità sorprendente, dichiarando a fine giornata di essersi finalmente divertito dopo un avvio cauto.
Alle spalle del leader, la sfida per la piazza d’onore è diventata incandescente. Thierry Neuville è riuscito a raddrizzare una mattinata difficile grazie a tre scratch complessivi, ma nell’ultimo tratto cronometrato ha dovuto fare i conti con i cronici problemi di bilanciamento della sua Hyundai. “In queste curve lunghe l’auto soffre di un forte sottosterzo, ma dopo tanto tempo siamo tornati a sorridere e a goderci la guida, ed è questo l’importante” ha commentato il belga, che ora sente il fiato sul collo di Takamoto Katsuta. Il giapponese, regolarissimo per tutto il giorno, accusa un distacco di appena nove decimi dalla seconda posizione, promettendo battaglia per la tappa di sabato.
Più staccati, ma comunque in posizioni di rilievo, troviamo le altre due Hyundai. Hayden Paddon occupa la quarta piazza, beneficiando del ritiro di Jon Armstrong, mentre Adrien Fourmaux è risalito fino al quinto posto. Il francese ha approfittato della sfortuna di Josh McErlean, rallentato da una foratura causata da un sasso in un “taglia”, ma ha ammesso di non aver ancora trovato il ritmo ideale per impensierire il terzetto di testa.
In un rally che ha decimato le auto della classe regina, brilla la stella di Yohan Rossel. Il francese, al volante della Lancia Ypsilon Rally2, occupa la sesta posizione assoluta, guidando con un piglio che lo vede costantemente a ridosso dei tempi delle Rally1. La doppietta Lancia è completata da Nikolay Gryazin (settimo), mentre la top 10 è chiusa dalle Toyota di Alejandro Cachón e Roope Korhonen e dalla Citroën di Léo Rossel.
La top10 alla fine del Day1
| Pos. | Pilota | Vettura | Classe | Tempo | Distacco |
| 1 | Sami Pajari | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 1:12:18.5 | — |
| 2 | Thierry Neuville | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:12:32.2 | +13.7 |
| 3 | Takamoto Katsuta | Toyota GR Yaris Rally1 | RC1 | 1:12:33.1 | +14.6 |
| 4 | Hayden Paddon | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:13:33.5 | +1:15.0 |
| 5 | Adrien Fourmaux | Hyundai i20 N Rally1 | RC1 | 1:14:13.1 | +1:54.6 |
| 6 | Yohan Rossel | Lancia Ypsilon Rally2 | RC2 | 1:15:04.4 | +2:45.9 |
| 7 | Nikolay Gryazin | Lancia Ypsilon Rally2 | RC2 | 1:15:26.5 | +3:08.0 |
| 8 | Alejandro Cachón | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 1:15:46.4 | +3:27.9 |
| 9 | Léo Rossel | Citroën C3 Rally2 | RC2 | 1:15:53.6 | +3:35.1 |
| 10 | Roope Korhonen | Toyota GR Yaris Rally2 | RC2 | 1:16:05.5 | +3:47.0 |
PS8 Učka 2 11,75 km
Il venerdì del Rally di Croazia si chiude con un verdetto che profuma di storia: per la prima volta nella sua carriera, Sami Pajari conclude una giornata di gara in testa alla classifica assoluta di un appuntamento del Mondiale. Il giovane finlandese ha gestito magistralmente le insidie dell’asfalto balcanico, respingendo l’assalto finale dei veterani.
Con tre scratch messi a segno durante la giornata, Pajari ha costruito un vantaggio solido, chiudendo l’ottava prova speciale con un margine di 13,7 secondi su Thierry Neuville. “In quest’ultima speciale bisognava spingere,” ha commentato il leader. “Nel pomeriggio mi sono divertito molto a guidare, a differenza del mattino che è stato più complicato. È una notizia fantastica essere in testa, ma la gara è ancora lunghissima”.
Dal canto suo, Neuville ha chiuso la giornata con un mix di soddisfazione e frustrazione tecnica, citando con un sorriso la celebre frase dell’allunaggio: “Quando acceleri nelle curve lunghe l’auto non ha bilanciamento e soffre di sottosterzo. Tuttavia è stata una buona giornata, quella che cercavamo da tempo. È un piccolo passo per il mondo, ma un grande passo per noi”.
La lotta per il secondo posto resta apertissima, con Takamoto Katsuta che tallona Neuville a soli 0,9 secondi di distacco. Il giapponese della Toyota completa una giornata eccellente per il team, che nonostante i ritiri eccellenti di Solberg ed Evans, occupa due gradini del podio provvisorio.
Alle spalle dei primi tre, il vuoto: Hayden Paddon è quarto ma accusa oltre un minuto di ritardo, Adrien Fourmaux chiude la top 5, penalizzato pesantemente dalla foratura del mattino.
Nella categoria WRC2, la scena è dominata dalle Lancia Ypsilon Rally2. Yohan Rossel sta disputando una gara fuori categoria, occupando la sesta posizione assoluta nella classifica general. Il francese precede il compagno di squadra Nikolay Gryazin. La lotta per il podio del WRC2 vede invece la risalita di Alejandro Cachón con la Toyota, che occupa l’ottava piazza assoluta. Completano la top ten Léo Rossel e Roope Korhonen, entrambi protagonisti di una giornata solida in attesa delle difficili tappe del sabato. Ottavo tempo in prova, secondo di Rally2, per Roberto Daprà che nella generale è quindicesimo con un ritardo di circa 1:40 da Cachon, terzo di categoria.
PS7 Beram-Cerovlje 2 23,78 km
La lotta per la vittoria si fa sempre più serrata. La settima prova speciale ha confermato il momento d’oro di Thierry Neuville, capace di infilare il secondo scratch consecutivo. Il belga sembra aver trovato il bandolo della matassa, riducendo sensibilmente il distacco dal leader della corsa. Neuville ha espresso grande soddisfazione a fine prova, sottolineando i progressi fatti con il setup della sua i20: “Questa speciale è stata divertente. Abbiamo fatto alcuni passi avanti e il lavoro sta pagando, anche se a volte l’auto scivola ancora un po’ troppo”. Nonostante non abbia firmato il miglior tempo, Sami Pajari ha mantenuto i nervi saldi, limitando i danni e conservando la vetta della classifica generale.
Chi ha faticato di più a tenere il passo dei primi due è stato Takamoto Katsuta. Il giapponese della Toyota ha concesso 3,7 secondi a Neuville, ammettendo una guida non del tutto impeccabile: “È stato un passaggio piuttosto caotico, non credo di aver guidato al limite delle mie possibilità”.
Le strade croate continuano a non perdonare, confermando la foratura come il tema portante di questa prima giornata. Tre protagonisti sono stati costretti a fermarsi lungo la speciale per cambiare uno pneumatico: Josh McErlean (M-Sport) ha perso oltre due minuti, scivolando in classifica ed Adrien Fourmaux ne ha approfittato immediatamente, balzando al quinto posto assoluto nonostante una condotta di gara prudente. Anche Andreas Mikkelsen ed Eric Camilli hanno subito la stessa sorte dell’irlandese, vedendo svanire i loro piani di rimonta.
Hayden Paddon prosegue la sua marcia silenziosa al quarto posto: “Noi facciamo solo il nostro lavoro, non ci interessa molto quello che succede agli altri”, ha dichiarato con estrema calma il neozelandese.
Nella categoria cadetta, Yohan Rossel sta mettendo in scena una prestazione magistrale. Il francese della Lancia non solo ha siglato il miglior tempo di classe, ma lo ha fatto con un crono sbalorditivo, restando a meno di un secondo al chilometro dal tempo delle Rally1 e chiudendo con 7,9 sul compagno di squadra. Grazie a questa prova di forza Rossel vanta ora un margine di circa quindici secondi su Nikolay Gryazin. Terzo tempo di prova tra le WRC2 per Cachon, con Roberto Daprà che lo segue a sette decimi.
Nella generale dietro ai due piloti Lancia c’è Alejandro Cachon a 35,7 da Rossel, poi Leo Rossel che ha una decina di secondi di distacco dallo spagnolo ed un margine di cinque su Roope Korhonen. Al momento Roberto Daprà è decimo di categoria con un ritardo di 38,1 da Emil Lindholm che lo precede.
PS6 Lake Butoniga-Motovun 2 13,78 km
La sesta prova speciale, il secondo passaggio sulla Lake Butoniga-Motovun, ha segnato un momento di svolta. Se al mattino questo tratto aveva punito severamente Adrien Fourmaux e Jon Armstrong con pesanti forature, il secondo giro ha visto i piloti della classe regina adottare un approccio più cauto o, forse, beneficiare di note più precise. Nonostante un fondo stradale in condizioni critiche, tutti gli equipaggi Rally1 sono riusciti a completare la prova senza danni.
Il grande protagonista del pomeriggio è senza dubbio Thierry Neuville. Il belga, dopo una mattinata passata a combattere contro un assetto difficile, sembra aver trovato la giusta direzione grazie alle modifiche apportate durante il service park. Con una guida più aggressiva e fiduciosa, ha siglato il miglior tempo di speciale, balzando al secondo posto nella classifica generale. “Siamo sulla strada giusta,” ha commentato al traguardo. “Non siamo ancora esattamente dove vorremmo essere con il feeling della vettura, ma progredire costantemente è fondamentale in una gara così difficile”.
Nonostante l’attacco di Neuville, Sami Pajari mantiene saldamente il comando del rally. Il giovane finlandese della Toyota gestisce un vantaggio di 7 secondi netti sul pilota Hyundai e di 8,6 secondi sul compagno di squadra Takamoto Katsuta. Proprio il giapponese, primo a entrare in prova, si è detto sollevato dalle condizioni del percorso: “È molto sporco, ma mi aspettavo di peggio. Se prenderò Sami? Forse non oggi, vedremo domani”, ha scherzato Katsuta a fine prova. Meno entusiasta Adrien Fourmaux, che ha paragonato il fondo stradale a una prova su terra: “Difficilissimo. In certi punti sembrava di aver bisogno di gomme da sterrato per quanta sabbia e quante pietre c’erano in traiettoria”.
Nel WRC2 Romet Jurgenson firma il miglior tempo con un margine di 3,4 su Yohan Rossel che dopo lo scratch di Gryazin nella prova precedente ha risposto immediatamente. Dietro di nove decimi c’è Emil Lindholm che precede di mezzo secondo un Roope Korhonen, particolarmente efficace quando il fondo diventa scivoloso e sporco. Poi Gryazin, Cachon, Mikkelsen e, ottavo a 11,6 dalla vetta, Roberto Daprà.
In classifica generale, Rossel mantiene la leadership su Nikolay Gryazin per 9,7 mentre infuria la battaglia per il terzo gradino del podio che vede coinvolti Léo Rossel, Alejandro Cachón ed Eric Camilli, tutti racchiusi in una manciata di secondi. Continua a stupire il giovane Arthur Pelamourgues, stabilmente nella top 8 e autore di tempi interessanti. Decimo Daprà a oltre due minuti dal vertice.
PS5 Vodice-Brest 2 14,12 km
Il pomeriggio del venerdì si apre esattamente come si era chiuso il giro mattutino: con il nome di Sami Pajari in cima alla lista dei tempi. Il giovane talento finlandese della Toyota ha firmato il miglior tempo anche nella quinta prova speciale, infliggendo un altro colpo psicologico ai suoi inseguitori e consolidando la sua leadership assoluta.
Pajari ha fermato il cronometro con un vantaggio di 1,8 secondi sul compagno di squadra Takamoto Katsuta, nonostante quest’ultimo avesse optato per una scelta di pneumatici differente (mista Soft/Hard contro le 5 Hard del finlandese). La gestione della gara di Pajari sta impressionando per maturità: “La strada è piuttosto sporca, ma la mia è stata una guida molto pulita e piacevole,” ha spiegato al traguardo. “Cerco solo di mantenere il mio ritmo. Non ho bisogno di cambiare nulla sull’auto, l’obiettivo è evitare forature e per questo cerco di non esagerare con i ‘taglia’, restando leggermente fuori dalla linea più sporca per preservare le gomme”. Grazie a questa prestazione, il vantaggio di Pajari in classifica generale sale a 10,2 secondi su Katsuta.
In terza posizione resta Thierry Neuville, che però continua a perdere terreno prezioso dal duo di testa. Il belga ha chiuso la speciale con il terzo tempo, portando il suo distacco totale dalla vetta a 12,1 secondi. “Non sono soddisfatto al cento per cento, specialmente nelle sequenze di curve,” ha ammesso Neuville. “Il grip era abbastanza costante ma c’erano alcuni punti molto scivolosi. È andata bene, ma potrebbe andare meglio”.
Alle spalle del terzetto di testa, i distacchi diventano ormai abissali: Hayden Paddon consolida il quarto posto, ma accusa già 50,1 secondi di ritardo da Pajari. Il neozelandese è riuscito però a guadagnare margine su Josh McErlean (M-Sport Ford), attualmente quinto ma staccato di oltre un minuto. Adrien Fourmaux prosegue la sua rimonta dopo la foratura del mattino ed è ora sesto; il francese sembra avere il passo per scavalcare McErlean già nelle prossime speciali e puntare alla top 5.
Nel WRC2 Nikolay Gryazin ha sferrato un attacco importante, firmando il suo secondo miglior tempo di giornata e riaprendo parzialmente i giochi per la leadership. Ha fermato le lancette sul cronometro a 8:38.1, dimostrando una confidenza crescente con la vettura italiana nei tratti più veloci e tecnici. Alle sue spalle, a soli 1.1 secondi, si è messo in luce un eccellente Roberto Daprà: il trentino ha riscattato le difficoltà dei passaggi precedenti con una prestazione di altissimo livello che gli ha permesso di precedere il leader del rally Yohan Rossel. Il francese della Lancia ha gestito la situazione con intelligenza, chiudendo al terzo posto con un distacco di 1.5 secondi dal compagno di squadra, tallonato da vicino dalla Toyota di Alejandro Cachón e da Arthur Pelamourgues, entrambi racchiusi in meno di due secondi dal vertice della prova.
Al termine della PS5, la classifica del WRC2 delinea un quadro sempre più chiaro: il “vuoto” dietro le due Ypsilon Rally2 si sta facendo incolmabile per la concorrenza. Yohan Rossel resta il leader, ma vede il suo vantaggio ridursi a 7.7 secondi su Gryazin. Léo Rossel è a17,6 e mantiene il podio provvisorio. La lotta per la quarta piazza è invece serratissima: Alejandro Cachón è riuscito a scavalcare Eric Camilli per appena un decimo di secondo, portando la sua Toyota a ridosso del podio.
Più staccati troviamo Roope Korhonen (6°) e Arthur Pelamourgues (7°), mentre nelle posizioni di rincalzo si registrano movimenti significativi. Emil Lindholm ha guadagnato tre posizioni risalendo fino all’ottavo posto, approfittando anche del tempo perso da chi lo precedeva. Roberto Daprà, nonostante l’ottima prova speciale, si trova in nona posizione assoluta a causa dei distacchi pesanti accumulati in precedenza, seguito da un Andreas Mikkelsen che chiude la top ten a oltre due minuti e venti dalla vetta. Foratura per Romet Jurgenson.
La scelta delle gomme per il secondo giro
Ecco le scelte degli pneumatici per il secondo giro di prove. Rispetto al mattino, si nota una tendenza generale verso l’uso delle mescole dure, pur con alcune strategie miste per gestire lo sporco e le temperature in aumento.
Rally1
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Sami Pajari | 0 | 5 | 5 |
| Thierry Neuville | 0 | 5 | 5 |
| Adrien Fourmaux | 2 | 4 | 6 |
| Takamoto Katsuta | 2 | 4 | 6 |
| Hayden Paddon | 2 | 4 | 6 |
| Josh McErlean | 2 | 4 | 6 |
- Il leader Sami Pajari e lo sfidante Thierry Neuville scelgono la massima leggerezza e linearità puntando su 5 gomme Hard. Una scelta che premia la costanza del grip se l’asfalto rimane asciutto e caldo. Fourmaux, Katsuta, Paddon e McErlean preferiscono la flessibilità. Portando 6 pneumatici (di cui 2 Soft), accettano un leggero aumento di peso sulla vettura pur di avere due coperture più morbide in caso di tratti di asfalto più umidi o per massimizzare la trazione in zone particolarmente sporche dopo i primi passaggi.
Rally2
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Arthur Pelamorgues | 4 | 2 | 6 |
| Romet Jurgenson | 4 | 2 | 6 |
| Roope Korhonen | 3 | 3 | 6 |
| Emil Lindholm | 3 | 3 | 6 |
| Andreas Mikkelsen | 3 | 2 | 5 |
| Leo Rossel | 2 | 4 | 6 |
| Eric Camilli | 2 | 4 | 6 |
| Taylor Gill | 2 | 4 | 6 |
| Nikolay Gryazin | 2 | 4 | 6 |
| Yohan Rossel | 2 | 4 | 6 |
| Alejandro Cachón | 2 | 4 | 6 |
- Roberto Daprà è l’unico a puntare esclusivamente sulla mescola morbida, portando 6 gomme Soft. Strategia Lancia & Toyota: Si nota una convergenza tra i piloti di punta come Yohan Rossel, Nikolay Gryazin, Alejandro Cachón e Leo Rossel, che hanno optato tutti per la combinazione 2 Soft e 4 Hard, privilegiando la durata ma tenendo una scorta per i tratti più scivolosi. Roope Korhonen ed Emil Lindholm scelgono una divisione perfetta (3 e 3) per affrontare ogni condizione possibile nel secondo giro.
PS4 Učka 1 11,75 km
A metà della prima giornata di gara, è il giovane finlandese Sami Pajari a guardare tutti dall’alto della classifica. In una mattinata che ha letteralmente decimato i protagonisti della vigilia, Pajari ha confermato la sua maturità firmando il miglior tempo nella quarta prova speciale, consolidando una leadership che profuma di impresa.
La lista dei ritiri e dei problemi tecnici in casa Toyota e Ford continua ad allungarsi. Dopo il crash di Oliver Solberg nella PS1 e l’uscita di strada del leader del mondiale Elfyn Evans nella PS3, la quarta speciale ha presentato il conto anche a Jon Armstrong. Il pilota di M-Sport, che fino a quel momento stava disputando una bella gara nonostante le precedenti forature, è incappato in un errore di guida che ha causato la rottura di uno pneumatico e del braccetto della sospensione, mettendolo fuori dai giochi.
Mentre i big cadevano uno dopo l’altro, Sami Pajari ha mantenuto i nervi saldi, battendo il compagno di marca Takamoto Katsuta di due secondi netti nell’ultimo tratto prima del service park. “Forse non è la posizione in cui mi aspettavo di trovarmi stamattina, ma non mi lamento affatto. Sento di avere ancora margine per migliorare”, ha dichiarato un Pajari sempre più consapevole dei propri mezzi. Dal canto suo, Katsuta sta cercando di bilanciare velocità e prudenza per portare punti preziosi a una Toyota rimasta con le spalle al muro: “Ho cercato di sporcare la traiettoria per chi seguiva, ma non c’era molto fango. Sono successe tantissime cose, il pomeriggio sarà sicuramente una sfida durissima”.
Se la classifica vede Thierry Neuville al terzo posto, a soli 8,7 secondi dalla vetta, il morale del belga è tutt’altro che alto. La i20 Rally1 sembra soffrire terribilmente le strade asfaltate croate, manifestando un sottosterzo cronico che impedisce al leader del team di guidare con scioltezza. “È il bilanciamento dell’auto il vero problema,” ha sbottato Neuville al termine della speciale. “Queste prove per me sono una battaglia continua, non riesco a trovare il ritmo”.
Al rientro per l’assistenza di metà giornata, la lotta è ristretta a un terzetto di testa con Pajari davanti di 8,4 a Katsuta e di 8,7 a Neuville. Il resto della carovana è ormai staccato: Hayden Paddon, quarto, accusa già un ritardo di 41,4 secondi dalla vetta. In un rally che ha già perso due dei suoi tre principali contendenti al titolo mondiale, la gestione dei rischi nel secondo giro pomeridiano sarà la chiave per sopravvivere a un asfalto che non perdona la minima sbavatura.
In WRC2 la prova ha confermato nel ruolo di protagonista Yohan Rossel. Il pilota francese, al volante della Lancia Ypsilon Rally2, ha firmato uno scratch d’autorità chiudendo i conti in 7:12.8. La battaglia per la vittoria di tappa è stata una questione di decimi, con suo fratello Léo Rossel (Citroën) che ha mancato il primato per soli sei decimi, tallonato a sua volta da un ritrovato Andreas Mikkelsen, terzo a un secondo netto dalla vetta.
Questo risultato ha prodotto scossoni nella classifica generale, dove Yohan Rossel consolida il primato. Alle sue spalle Lancia festeggia una doppietta provvisoria grazie a Nikolay Gryazin, che sale in seconda posizione con un distacco di 9.2 secondi, scavalcando la concorrenza nonostante un quinto tempo di speciale non brillantissimo. Il podio virtuale è completato da Léo Rossel, che grazie all’ottima prestazione in prova guadagna una posizione e si porta a 15.4 secondi dal leader. La lotta per il “bronzo” resta però apertissima: Eric Camilli è risalito al quarto posto, con un ritardo di 17.9 secondi con la Toyota di Alejandro Cachón, scivolato in quinta piazza a poco più di venti secondi dal comando.
Note dolenti invece per Roberto Daprà, Andreas Mikkelsen e Taylor Gill. I distacchi accumulati — che ora superano i due minuti per l’italiano e il norvegese — pesano come macigni sulla loro rincorsa ai vertici, relegandoli rispettivamente all’ottavo, nono e decimo posto.
PS3 Beram-Cerovlje 1 23,78 km
Sulla prova c’è il sole e la temperatura è di 25,8°, quella dell’asfalto è superiore di quasi due gradi, 27,7°. Il venerdì mattina si trasforma in un vero e proprio incubo per il team Toyota Gazoo Racing. Dopo il ritiro di Oliver Solberg nella speciale d’apertura, la terza prova — la più lunga del giro mattutino — ha mietuto la vittima più illustre: il leader della gara e del mondiale, Elfyn Evans.
Il gallese, che fino a quel momento era apparso intoccabile, è incappato in un errore fatale intorno al chilometro 13. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe interpretato male una nota, affrontando una curva a destra a una velocità eccessiva convinto che fosse molto più veloce. La sua Yaris è finita violentemente fuori strada, terminando la corsa nella fitta vegetazione. Un ritiro pesantissimo che lascia la Toyota con il solo Takamoto Katsuta a difendere i colori ufficiali tra le Rally1, mentre Sami Pajari prosegue la sua splendida gara nel “Team B”. Proprio il giapponese, primo a transitare sul traguardo, non ha nascosto il dispiacere: “Non è affatto piacevole vedere una cosa del genere. Mi dispiace molto per Elfyn e Scott, ma in queste condizioni può succedere di tutto”.
Con l’uscita di scena di Evans, la classifica generale subisce uno scossone violento. Sami Pajari, autore di una prova solida e accorta (4° tempo di speciale), si ritrova incredibilmente in testa al rally. “È la seconda volta stamattina che sento di un’uscita di strada appena prima di partire. Non è la situazione ideale per trovare la concentrazione”, ha ammesso il giovane finlandese.
La vittoria nella prova è andata a Thierry Neuville, che nonostante una vettura apparsa piuttosto nervosa sui dossi e nelle compressioni croate, è riuscito a strappare lo scratch. Il belga ha preceduto di un solo decimo uno strepitoso Jon Armstrong, capace di segnare intertempi record nonostante la foratura patita nella PS2. Terzo tempo per Katsuta, a soli 0,9 secondi da Neuville.
La lotta per la vittoria è ora apertissima. Dietro al nuovo leader Pajari, Neuville e Katsuta sono vicinissimi, pronti a contendersi il primato nel prossimo passaggio. Alle spalle dei primi tre, brilla ancora Jon Armstrong, quarto assoluto e primo degli “umani” nonostante le peripezie mattutine, seguito da vicino da Hayden Paddon e Josh McErlean, che completano una top 5 inaspettata quanto emozionante. Adrien Fourmaux, pur attardato dalla foratura precedente, ha analizzato con lucidità la situazione: “Con due Toyota fuori, per noi di Hyundai si apre una grande opportunità. Dobbiamo assicurarci di non commettere errori stupidi. Partire più avanti ora ci aiuta, la strada è più pulita e si va più forte”.
Prova difficile per le WRC2. Forano sia Andreas Mikkelsen che Roberto Daprà, entrambi perdono circa due minuti. Arthur Pelamourgues invece urta contro la montagna dopo un testacoda. Il miglior tempo è quello di Yohan Rossel con 2,6 su Emil Lindholm (Skoda) seguito a 1,4 da Romet Jurgenson che ha lasciato a 2,2 Nikolay Gryazin seguito da Eric Camilli.
Anche Evans out!
Uscita di strada per Elfyn Evans dopo otto chilometri di prova! Auto tra le piante, equipaggio ok. In una destra sporca l’auto è uscita all’esterno.
PS2 Lake Butoniga-Motovun 1 13,78 km
La temperatura dell’aria è di 27.3°, quella dell’asfalto 27,2°. Una curiosità: la località dove finisce la PS, Motovun, si chiamava Montona quando l’Istria, fino alla fine della seconda guerra mondiale, era territorio italiano. A Montona è nato, il 28 febbraio 1940, il grande Mario Andretti, Campione del mondo di Formula 1 nel 1978 e leggenda dell’automobilismo americano. “Piedone” lasciò Montona con la famiglia alla fine della guerra quando il territorio istriano passò sotto controllo della Jugoslavia. Spostatosi in un campo profughi vicino a Lucca, nel 1955 emigrò negli Stati Uniti.
La seconda prova speciale del Rally di Croazia ha confermato la leadership di Elfyn Evans, ma ha anche rimescolato la classifica a causa di una serie di forature. Il gallese della Toyota ha firmato un altro tempo imbattibile, portando il suo vantaggio sul secondo in classifica, il compagno di squadra Sami Pajari, a 15,8 secondi.
Il colpo di scena più pesante ha riguardato Adrien Fourmaux. Il francese della Hyundai, che si trovava nel gruppo di testa, ha subito la foratura dello pneumatico anteriore destro. Ha scelto di proseguire fino al traguardo senza fermarsi a cambiare la ruota, una decisione che gli è costata un distacco pesantissimo di 1 minuto e 28 secondi dal leader. Oltre al tempo perso, la gomma dechappata ha causato danni visibili alla carrozzeria anteriore della sua i20. “Non so dove abbiamo forato, dall’interno non si è sentito nulla,” ha spiegato Fourmaux, visibilmente amareggiato ma combattivo. “Nessun impatto, eravamo perfettamente in traiettoria. È un peccato, ma fa parte dei rally. La gara è ancora lunga, ora bisogna spingere al massimo!”
Anche Jon Armstrong, autore di una splendida prestazione nella PS1, è caduto vittima della sfortuna. Il pilota M-Sport era partito fortissimo, facendo segnare intertempi record che lo vedevano in testa a metà prova per alcuni decimi. Tuttavia, nella parte finale della speciale, una foratura lo ha costretto a rallentare vistosamente, chiudendo con un ritardo di 31,1 secondi da Evans. “In una sezione molto veloce, in una sequenza di curve sinistra-destra, c’era qualcosa sulla strada. È stata solo sfortuna,” ha dichiarato Armstrong. “Vedremo cosa riusciremo a recuperare nelle prossime prove.”
Terzo tempo per Thierry Neuville, a 8,2 da Evans, che si lamenta per il poco grip su un fondo stradale già sporco. A 3,3 dal belga c’è Takamoto Katsuta con 6,8 di margine su Hayden Paddon che a sua volta precede di 0,8 Josh McErlean.
In WRC2 incredibile miglior tempo di Romet Jurgenson sulla Fiesta con un margine di ben 4,4 su Yohan Rossel che rifila 0,9 ad Andreas Mikkelsen, il norvegese per un decimo ha la meglio sull’altra Lancia di Nikolay Gryazin. A tre decimi dal russo la Toyota di Alejandro Cachon seguito a due decimi da Arthur Pelamourgues. Il francese ha un secondo netto su Roope Korhonen che per 0,7 regola Leo Rossel. A nove decimi dal francese c’è Roberto Daprà che accusa un distacco di 8.5 da Jurgenson. Decimo tempo di categoria per Eric Camilli a 10,3 dalla vetta.
PS1 Vodice-Brest 1 14,12 km
La temperatura è di 18°. Il Rally di Croazia si apre nel segno della drammaticità per uno dei grandi favoriti. Oliver Solberg, secondo nella classifica mondiale, è stato costretto al ritiro dopo soli cinque chilometri della prima prova speciale. Lo svedese ha allargato troppo la traiettoria finendo per impattare violentemente con il lato sinistro della sua Toyota GR Yaris Rally1 contro una pietra. L’auto è stata sbalzata sul lato opposto della carreggiata, finendo la sua corsa in mezzo agli alberi in una scarpata piuttosto ripida. Nonostante il tempestivo intervento del pubblico presente, che ha tentato di spingere la vettura nuovamente sulla strada, la Toyota è rimasta bloccata in una posizione impossibile e ha riportato danni che hanno reso inevitabile il ritiro immediato.
Un colpo durissimo per lo svedese, che si trovava a soli otto punti di distacco dal leader della classifica Elfyn Evans e puntava a sorpassarlo proprio sulle insidiose strade asfaltate croate.
Mentre Solberg alzava bandiera bianca, il gallese metteva le cose in chiaro firmando il miglior tempo. Il gallese ha chiuso la prova con un margine di 8,1 secondi su Sami Pajari, completando una doppietta provvisoria per il team Toyota.
“Il feeling non era dei migliori, ma il tempo è venuto fuori bene,” ha commentato Evans con la consueta cautela. Più critico Pajari, che nonostante il secondo tempo ha lamentato le condizioni difficili: “La prova era impegnativa e c’era molta più sporcizia di quanto mi aspettassi. Abbiamo visto che Oliver è già fuori; dobbiamo spingere, ma con attenzione.”
La vera sorpresa della mattinata porta il nome di Jon Armstrong. Il pilota irlandese – vincitore dell’edizione dello scorso anno quando la gara era valida per l’ERC – ha staccato il terzo tempo assoluto a soli 9,5 secondi da Evans.
Alle sue spalle, la lotta è serratissima: Adrien Fourmaux occupa la quarta posizione a 1,3 dal pilota Ford e con un margine di 2,9 su Takamoto Katsuta. Thierry Neuville (Hyundai) chiude in sesta piazza, accusando però già un distacco di circa 14 secondi dalla vetta e con un margine di sei secondi netti sul compagno di squadra Hayden Paddon che ha lo stesso tempo di Josh McErlean.
In WRC2 Nikolay Gryazin è al comando, tallonato a un solo decimo di distanza da Léo Rossel e con Yohan Rossel a 1,1 dalla vetta. Quarto tempo di Roberto Daprà a 1,4 dal francese della Lancia. Foratura all’anteriore destrra sia per Emil Lindholm sia per Mille Johansson.
Oliver Solberg subito fuori!
Dopo cinque chilometri della prima prova speciale Oliver Solberg picchia contro una pietra e finisce nel bosco. La sua prima tappa è già finita.

Day1 Meteo e gomme
A Rijeka, sede della gara, questa mattina la temperatura si aggira sui 15°, il cielo è sereno con qualche nuvola ma al momento il pericolo pioggia è lontano. Sulle prove (che si svolgono all’interno della penisola dell’Istria) la temperatura registrata alle 8 di stamattina era tra i 4,8° ed i 6° ma verosimilmente è destinata ad alzarsi nel corso della giornata. Le strade delle prove speciali sono asciutte.
I piloti sono partiti con scelte diverse per quanto riguarda i pneumatici. Bisogna tenere conto che affronteranno quattro prove prima della pausa di metà giornata. Queste le scelte di ogni pilota:
Rally1
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Sami Pajari | 0 | 5 | 5 |
| Thierry Neuville | 2 | 3 | 5 |
| Adrien Fourmaux | 1 | 4 | 5 |
| Takamoto Katsuta | 0 | 5 | 5 |
| Hayden Paddon | 1 | 4 | 5 |
| Elfyn Evans | 0 | 5 | 5 |
| Joshua McErlean | 4 | 2 | 6 |
| Jon Armstrong | 4 | 2 | 6 |
| Oliver Solberg | 0 | 5 | 5 |
Rally2
| Pilota | Soft | Hard | Totale |
| Roberto Daprà | 6 | 0 | 6 |
| Arthur Pelamorgues | 6 | 0 | 6 |
| Eric Camilli | 5 | 0 | 5 |
| Andreas Mikkelsen | 5 | 0 | 5 |
| Alejandro Cachón | 0 | 5 | 5 |
| Roope Korhonen | 4 | 2 | 6 |
| Taylor Gill | 4 | 2 | 6 |
| Leo Rossel | 3 | 3 | 6 |
| Nikolay Gryazin | 2 | 4 | 6 |
| Yohan Rossel | 2 | 4 | 6 |
Shakedown
Il Mondiale Rally 2026 riparte dall’asfalto insidioso della Croazia. Nel primo giro dello shakedown di Grobnik lungo 3,44 km è stato Oliver Solberg a staccare il miglior tempo assoluto. “È la prima volta che guido la Toyota Rally1 qui in Croazia e devo ammettere che l’asfalto asciutto richiede un certo adattamento. Siccome ho guidato questa vettura principalmente in condizioni difficili, forse una situazione meteo complicata mi favorirebbe persino di più in questo momento. È la mia prima volta con quest’auto sull’asfalto asciutto e ho ancora molto da imparare; è fondamentale farlo ora, perché ci aspettano le Canarie e altri rally su asfalto” le parole dello svedese figlio d’arte. Il talento scandinavo, al volante della Toyota GR Yaris Rally1, ha fermato il cronometro sul 2:17.7, precedendo di otto decimi Thierry Neuville. “Credo che le condizioni odierne ci abbiano favorito, ma abbiamo anche lavorato molto sulla vettura. Dobbiamo trovare il giusto feeling perché il rally è complicato. Le strade qui mi piacciono, ma solo i primi due potranno guidare su una traiettoria davvero pulita” le riflessioni a caldo del belga.
Il primo passaggio ha confermato l’ottimo stato di forma delle Toyota, che piazzano tre vetture nei primi quattro posti. Alle spalle della Hyundai i20N di Neuville (2:18.5), si sono infatti posizionati Takamoto Katsuta (2:18.6) ed Elfyn Evans (2:19.1). Adrien Fourmaux ha chiuso con il quinto tempo (2:19.7), seguito dal neozelandese Hayden Paddon. Più staccate le Ford Puma di Jon Armstrong e Josh McErlean, che hanno sfruttato i primi passaggi soprattutto per testare i set-up in vista delle difficili speciali di domani.
Tra le Rally2, la sfida si conferma serratissima. Eric Camilli, a bordo della Skoda Fabia RS, ha inizialmente dettato il passo con un tempo di 2:26.0, riuscendo a contenere per meno di un secondo l’attacco di Roberto Daprà. Il pilota italiano, anch’egli su Skoda, ha mostrato un ottimo feeling con l’asfalto croato chiudendo in 2:26.8. Ma entrambi sono stati surclassati da Andreas Mikkelsen:2:25.1 la sua prestazion. Quarta posizione per la Citroën C3 di Yohan Rossel (2:27.0), uno dei grandi favoriti per la vittoria di classe, seguono Arthur Pelamourgues (Hyundai) e Roope Korhonen (Toyota) nel primo giro.
Lo shakedown del Croatia Rally continua a offrire spunti interessanti con il secondo passaggio, che ha visto i piloti lavorare intensamente sul setup e sulla gestione degli pneumatici su un asfalto che resta una sfida costante.
Oliver Solberg dopo il miglior tempo nel primo giro, è tornato a girare su ritmi quasi identici nel secondo (2:17.9), dimostrando che il feeling trovato al mattino non era un caso ma una base solida su cui costruire la gara. L’attenzione si sposta però su Takamoto Katsuta, l’unico dei big a forzare il ritmo fino al terzo passaggio. Il giapponese ha mostrato una progressione chirurgica: partito con un 2:18.6, ha limato un decimo nel secondo giro (2:18.5) per poi piazzare una zampata nel terzo con 2:18.1. Questo tempo lo porta a soli 4 decimi dal riferimento assoluto di Solberg, confermando che il lavoro svolto nei test ha dato i suoi frutti.
Thierry Neuville, al contrario, ha alzato sensibilmente i tempi nel secondo passaggio (2:20.0), segnale probabile di un lavoro focalizzato più sulla prova di mescole diverse o su simulazioni di marcia in condizioni di sporco estremo piuttosto che sulla ricerca della prestazione pura. Elfyn Evans e Adrien Fourmaux hanno invece migliorato leggermente i propri riferimenti (di un decimo il gallese e di tre il francese). Hayden Paddon, il primo tra quelli sopra i 2 minuti e venti secondi, migliora di tre decimi il suo tempo (2:20.1) e per un decimo tiene dietro Sami Pajari che ha abbassato di un secondo netto il tempo del primo giro. Un decimo in meno anche per Josh McErlean e Jon Armstrong.
Il secondo passaggio dello shakedown del Croatia Rally per la categoria Rally2 ha segnato un netto cambio di passo, con i piloti che hanno iniziato a spingere con maggiore convinzione sull’impegnativo asfalto croato. Il miglioramento più significativo porta la firma di Eric Camilli. Il pilota francese, a bordo della sua Skoda Fabia RS, ha abbassato il riferimento del primo giro di quasi due secondi, fermando il cronometro su un eccellente 2:24.1. Questa prestazione gli ha permesso di scavalcare Andreas Mikkelsen, che era balzato al comando nel primo passaggio con 2:25.1 e che, al momento, non ha ancora effettuato un secondo giro.
Splendida la risposta di Roberto Daprà. Il pilota italiano si conferma in uno stato di forma eccellente: nel secondo passaggio ha limato ben 2.2 secondi al suo tempo precedente, chiudendo in 2:24.6. Daprà si posiziona così a soli 5 decimi da Camilli, dimostrando di avere il passo dei migliori e di aver trovato il giusto feeling con la Fabia RS.
- Andreas Mikkelsen e Alejandro Cachón (Toyota) restano fermi al 2:25.1 del primo passaggio mentre le Lancia Ypsilon di Yohan Rossel (2:25.4) e Nikolay Gryazin (2:25.8) rimangono in scia ai primi, distanti poco più di un secondo dalla vetta. Leo Rossel ha migliorato sensibilmente con la Citroën C3, scendendo a 2:26.3, ma resta ancora a circa due secondi dai battistrada.
Oliver Solberg, dopo aver dominato i primi due turni, ha alzato sensibilmente il piede nel terzo passaggio, chiudendo in 2:19.9. Il pilota svedese sembra aver terminato il lavoro di rifinitura, preferendo non rischiare oltre su un asfalto che, dopo il passaggio di decine di vetture, presenta ormai molte insidie e detriti nelle traiettorie.
Al contrario, Elfyn Evans ha mostrato una progressione costante e metodica: dopo il 2:19.1 iniziale, ha limato decimi fino a siglare il suo miglior tempo personale nel terzo passaggio con 2:18.9. È un segnale di grande fiducia per il gallese della Toyota, che sembra aver trovato la quadra del setup proprio sul finale di sessione. Anche Thierry Neuville è tornato a spingere dopo un secondo giro conservativo, scendendo a 2:19.4, un tempo che lo riconferma tra i più veloci nonostante il fondo più sporco.
Takamoto Katsuta ha effettuato ben quattro passaggi (unico nel gruppo di testa). Dopo l’ottimo 2:18.1 del terzo giro, che rimane il suo miglior riferimento, ha concluso la sessione con un tempo molto alto (2:26.8), segno evidente di una simulazione di marcia con pneumatici usurati o di un test specifico per le condizioni che troverà sabato nei tratti con più “tagli”.
Interessante notare il finale di Josh McErlean con la Ford Puma: mentre quasi tutti i piloti di vertice (come Fourmaux e Paddon) hanno peggiorato le proprie prestazioni nel terzo giro a causa del fondo degradato, l’irlandese è riuscito a migliorare il proprio crono portandolo a 2:21.2, agganciando virtualmente le posizioni centrali della classifica.
Il rally entrerà nel vivo domani con la prima tappa, dove i piloti dovranno confermare quanto di buono mostrato in questi primi passaggi cronometrati.
Classifica Shakedown – Top 5 Rally1
| Posizione | Pilota | Vettura | Miglior Tempo |
| 1 | Oliver Solberg | Toyota GR Yaris | 2:17.7 |
| 2 | Takamoto Katsuta | Toyota GR Yaris | 2:18.1 |
| 3 | Thierry Neuville | Hyundai i20N | 2:18.5 |
| 4 | Elfyn Evans | Toyota GR Yaris | 2:19.0 |
| 5 | Adrien Fourmaux | Hyundai i20N | 2:19.4 |
In ricordo di Craig Breen
La presenza di Hyundai al Rally di Croazia del Campionato del Mondo Rally 2026 assume ancora una volta un significato che va oltre il piano strettamente sportivo, rinnovando una tradizione ormai consolidata di commemorazione di Craig Breen attraverso una livrea speciale della i20 N Rally1. A distanza di tre anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel corso di un test pre-gara proprio sulle strade croate nel 2023, il team coreano ha scelto di proseguire un percorso di memoria iniziato immediatamente dopo l’incidente, mantenendo un legame visivo e simbolico con il pilota irlandese in ogni appuntamento del mondiale.
Nel corso delle stagioni successive alla tragedia, Hyundai ha progressivamente evoluto il proprio approccio alle livree commemorative. Nel 2023, la scelta fu quella di una decorazione completa con il tricolore irlandese, un omaggio diretto e immediatamente riconoscibile alle origini di Breen. L’anno seguente, il tema della bandiera fu mantenuto ma reinterpretato in forma più integrata all’interno del design della vettura. Parallelamente, la scritta “ForCraig” è diventata una presenza costante sulla i20 N Rally1 in tutte le prove del campionato, trasformandosi in un segno distintivo che accompagna stabilmente il team nel corso della stagione.
Per il 2026, Hyundai ha introdotto ulteriori elementi grafici che rafforzano il valore simbolico della livrea. L’inserimento di un artwork dedicato a Craig Breen sul tetto e sui pannelli delle portiere rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle precedenti versioni, spostando l’attenzione da un omaggio cromatico a una vera e propria narrazione visiva della figura del pilota. A questo si aggiunge la presenza, sulla portiera destra, della celebre frase “Flat to the Square Right”, una citazione che richiama direttamente lo stile di guida e l’approccio competitivo di Breen, diventata negli anni una sorta di firma identitaria del pilota.
Accanto agli elementi puramente simbolici, la livrea 2026 integra anche il riferimento alla Craig Breen Foundation, organizzazione impegnata nel supporto ai giovani talenti del rally irlandese attraverso programmi di coaching e premi. La presenza della fondazione sulla vettura non è soltanto un tributo formale, ma evidenzia la volontà di dare continuità concreta a uno degli aspetti più rilevanti dell’eredità di Breen: l’attenzione verso le nuove generazioni e il desiderio di contribuire attivamente alla crescita del movimento rallistico nel suo Paese.
Le parole del team principal Cyril Abiteboul offrono una chiave di lettura chiara dell’approccio adottato da Hyundai. Il riferimento al “sentimento” invariato all’interno della squadra sottolinea come il ricordo di Breen non sia stato progressivamente attenuato dal passare del tempo, ma continui a rappresentare un elemento vivo nella cultura del team. Abiteboul evidenzia in particolare la volontà di ricordare non soltanto il pilota per le sue prestazioni in prova speciale, ma anche la persona al di fuori delle competizioni, ponendo l’accento su una dimensione umana che ha lasciato un’impronta profonda all’interno del paddock.
La descrizione di Breen come “epitome” del rally, proposta dal dirigente francese, racchiude una visione ampia del suo contributo al mondo del motorsport. Non si tratta esclusivamente di risultati sportivi, ma di un insieme di qualità che includono la capacità di creare relazioni durante gli eventi, la passione per la disciplina e l’impegno nel sostenere i giovani talenti. Questa combinazione di elementi ha reso la sua figura particolarmente significativa per chi ha condiviso con lui l’ambiente del mondiale rally, contribuendo a spiegare perché il suo ricordo continui a essere così presente.
Anche Andrew Wheatley, direttore sportivo di Hyundai WRC, sottolinea la portata dell’impatto umano lasciato da Breen all’interno del Service Park. Il riferimento alla generosità, alla sincerità e al buonumore del pilota irlandese evidenzia come il suo contributo non si limitasse alla dimensione agonistica, ma si estendesse a una sfera relazionale che coinvolgeva l’intero ambiente del campionato. Secondo Wheatley, il fatto che “tutti” siano stati toccati dalla sua presenza è indicativo di una personalità capace di creare legami trasversali, al di là delle appartenenze ai singoli team.
Nel contesto del Rally di Croazia, queste iniziative assumono un valore ancora più intenso. Le strade su cui viene disputata la gara sono le stesse sulle quali Breen stava preparando l’evento nel 2023, e questo conferisce alla commemorazione un carattere fortemente simbolico. La scelta di presentare una livrea aggiornata proprio in questa occasione non appare casuale, ma risponde alla volontà di mantenere un legame diretto con il luogo dell’incidente, trasformandolo in uno spazio di memoria condivisa all’interno del calendario del WRC.
Le livree speciali, come sottolineato da Wheatley, rappresentano “solo un piccolo modo” per rendere omaggio a Breen, ma svolgono una funzione importante in termini di visibilità e consapevolezza. In un campionato globale come il WRC, la vettura diventa un mezzo di comunicazione estremamente efficace, capace di portare il messaggio del team a un pubblico ampio e diversificato. In questo senso, ogni dettaglio grafico contribuisce a mantenere vivo il ricordo del pilota, trasformando la partecipazione alla gara in un atto che va oltre la competizione.
L’insistenza sul ruolo delle iniziative, sia interne al team sia legate alla Craig Breen Foundation, evidenzia inoltre una dimensione operativa del ricordo. Non si tratta soltanto di celebrare la memoria di un pilota attraverso simboli, ma di tradurre quell’eredità in azioni concrete che possano avere un impatto duraturo sul movimento rallistico. Il sostegno ai giovani talenti, in particolare, rappresenta un modo diretto per proseguire il lavoro che Breen aveva intrapreso in vita, garantendo continuità a un impegno che era parte integrante della sua identità.
Nel complesso, la livrea 2026 della Hyundai i20 N Rally1 si configura come un’evoluzione coerente di un percorso iniziato nel 2023, in cui elementi visivi, citazioni e riferimenti istituzionali si combinano per costruire un omaggio articolato e stratificato. La continuità del messaggio “ForCraig”, unita all’introduzione di nuovi dettagli grafici, testimonia la volontà del team di mantenere vivo il ricordo del pilota in modo dinamico, adattandolo nel tempo senza perdere il significato originario. In un contesto altamente competitivo come il WRC, questa scelta rappresenta un esempio significativo di come lo sport possa farsi anche veicolo di memoria e riconoscimento umano.
Previsioni meteo Croatia Rally
Giovedì 9 aprile
- Condizioni: pioggia diffusa e continua
- Intensità: moderata / a tratti forte
- Temperature: 12–18°C
- Vento: debole–moderato da sud-est
- Scenario: asfalto bagnato ovunque, grip molto basso già dallo shakedown
Venerdì 10 aprile (Istria – PS Učka inclusa)
- Condizioni: instabile
- Mattina: piogge residue / cielo coperto
- Pomeriggio: schiarite intermittenti ma fondo ancora umido
- Temperature: 11–17°C
- Scenario:
- tratti misti asciutto/bagnato
- zone in quota (Učka) più fredde e scivolose
- grip variabile curva per curva
Sabato 11 aprile (Gorski Kotar – Karlovac)
- Condizioni: variabile tendente al miglioramento
- Cielo: nuvoloso con aperture
- Pioggia: bassa probabilità, qualche locale rovescio possibile
- Temperature: 9–16°C (più freddo nelle aree montane)
- Scenario:
- fondo in asciugatura progressiva
- sporco nei tagli e nei tratti boschivi
- grip in crescita ma non uniforme
Domenica 12 aprile (Lika-Senj – Power Stage)
- Condizioni: più stabile
- Cielo: poco nuvoloso / variabile
- Pioggia: bassa probabilità
- Temperature: 10–17°C
- Scenario:
- fondo prevalentemente asciutto
- possibile umidità al mattino nelle zone interne
- condizioni più “da attacco” soprattutto nella Power Stage
Sintesi tecnica
- Gara spaccata in due:
- inizio molto bagnato (giovedì + parte di venerdì)
- finale in progressivo asciutto (sabato–domenica)
- Fattore chiave: scelta gomme e gestione transizioni
- Zone critiche:
- Istria → cambi grip rapidi
- Gorski Kotar → freddo + sporco
- Lika → più veloce ma con possibili tratti umidi al mattino
Il ritorno di Lancia nel WRC
Lancia Corse torna nel World Rally Championship sull’asfalto del Croatia Rally, quarto appuntamento della serie iridata in programma dal 9 al 12 aprile. I due equipaggi ufficiali: Yohan Rossel con Arnaud Dunand e Nikolay Gryazin con Konstantin Aleksandrov dovranno affrontare il rinnovato percorso del rally balcanico con 20 prove speciali e oltre 300 chilometri cronometrati sulle tecniche strade delle coste e dell’entroterra croato cercando di mantenere la leadership nella classifica Team WRC2 conquistata con i risultati ottenuti a Montecarlo.
Didier Clément – Team Principal Lancia Corse HF: “Non vediamo l’ora di tornare a riaccendere i motori delle nostre Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale per questo quarto appuntamento stagionale del WRC. Per noi sarà la seconda prova del 2026 dopo l’ottimo esordio al Montecarlo e sappiamo di avere con noi due dei piloti che più hanno confidenza con questo percorso. Le vittorie di Yohan e Nikolay nelle ultime due edizioni del Mondiale che si sono disputate qui ci fanno ben sperare, nonostante i cambiamenti del percorso che, però, sono un’incognita per tutti gli equipaggi in gara. Sarà una bella sfida sulle strade della Croazia e noi siamo pronti ad affrontarla”
Croatia Rally 2026 in pillole
Il Croatia Rally torna in grande stile nel calendario del FIA World Rally Championship dopo la parentesi dello scorso anno nell’European Rally Championship. Questo attesissimo ritorno, in programma dal 9 al 12 aprile, non è un semplice “bentornato”, ma una vera e propria rivoluzione logistica e sportiva che sposta il baricentro della competizione dalla capitale Zagabria verso la costa adriatica.
Il cambiamento più significativo riguarda la base operativa: dopo anni di permanenza a Zagabria, l’evento si è trasferito nella città portuale di Rijeka (Fiume), situata a circa 150 chilometri dalla Capitale. Il cuore pulsante del rally sarà l’Automotodrom Grobnik, il principale circuito automobilistico della Croazia, che ospiterà il Parco Assistenza. Nonostante questo spostamento geografico, l’essenza della sfida rimane immutata: i piloti dovranno confrontarsi con livelli di grip in costante mutamento, condizioni stradali variabili e un meteo imprevedibile. L’edizione 2026 si presenta come “tre eventi in uno” proprio a causa della varietà dei territori toccati, con un aumento significativo dei tratti in discesa che eleverà ulteriormente il coefficiente di difficoltà tecnico.
L’itinerario del 2026 copre una distanza competitiva totale di 300,28 chilometri, suddivisi in 20 prove speciali che esplorano aree in gran parte inedite per il WRC. Venerdì 10 aprile (Giorno 1): Dopo lo Shakedown di giovedì a Grobnik e la cerimonia di partenza sul Korzo di Rijeka, la gara si sposta in Istria. Questa prima tappa prevede due giri di quattro prove speciali, tra cui spicca la PS Učka (PS4/8), un percorso storico già utilizzato come cronoscalata negli anni ’20, ma mai affrontato prima d’ora a livello di campionato mondiale. Sabato 11 aprile (Giorno 2): L’azione si concentra nelle contee di Primorje-Gorski Kotar e Karlovac. Sebbene prove come Platak e Ravna Gora siano già note al circus del WRC, la PS Generalski Stol – Zdihovo rappresenta una novità assoluta. La giornata prevede un’assistenza remota a Karlovac per permettere lo svolgimento delle otto prove previste. Domenica 12 aprile (Giorno 3): La chiusura del rally porta i concorrenti verso sud, nella contea di Lika-Senj. Qui debutta la prova Alan – Senj, che fungerà anche da Power Stage conclusiva, mentre l’apertura della giornata è affidata alla Bribir – Novi Vinodolski, tratta già apprezzata nei rally locali.
L’evento culminerà domenica 12 aprile con l’arrivo previsto a Opatija alle 15:30, seguito dalla cerimonia del podio e dalla premiazione alle 16:00. Per gli appassionati che seguiranno la gara, il rally offre un mix unico di velocità e paesaggi mozzafiato, dalla costa frastagliata alle foreste dell’entroterra, consolidando la sua reputazione come uno degli eventi su asfalto più duri e affascinanti del panorama mondiale.
Il programma del Croatia Rally 2026
Giovedì 9 Aprile 2026
- 10:01 – 15:00: Shakedown (Grobnik) – 3,44 km
- 19:20: Cerimonia di Partenza (Korzo promenade, Rijeka)
Venerdì 10 Aprile 2026 Day1
- 08:00: Partenza (Automotodrom Grobnik)
- 09:13: PS1 Vodice – Brest 1 (14,12 km)
- 10:11: PS2 Lake Butoniga – Motovun 1 (13,78 km)
- 11:14: PS3 Beram – Cerovlje 1 (23,78 km)
- 12:02: PS4 Učka 1 (11,75 km)
- 13:02: Riordino e Technical Zone (Automotodrom Grobnik)
- 13:32: Assistenza (Automotodrom Grobnik – 30 min)
- 15:15: PS5 Vodice – Brest 2 (14,12 km)
- 16:13: PS6 Lake Butoniga – Motovun 2 (13,78 km)
- 17:16: PS7 Beram – Cerovlje 2 (23,78 km)
- 18:04: PS8 Učka 2 (11,75 km)
- 19:04: Technical Zone (Automotodrom Grobnik)
- 19:14: Flexi-Service B (Automotodrom Grobnik – 45 min)
- 19:59: Parco Chiuso (Automotodrom Grobnik)
Sabato 11 Aprile 2026 Day2
- 07:52: Assistenza C (Automotodrom Grobnik – 15 min)
- 08:43: PS9 Platak 1 (16,26 km)
- 09:41: PS10 Ravna Gora – Skrad 1 (10,13 km)
- 11:05: PS11 Generalski Stol – Zdihovo 1 (22,48 km)
- 12:03: PS12 Pećurkovo Brdo – Mrežnički Novaki 1 (9,11 km)
- 12:48: Riordino e Technical Zone (Karlovac)
- 13:26: Tyre Zone (Karlovac – 15 min)
- 14:12: PS13 Pećurkovo Brdo – Mrežnički Novaki 2 (9,11 km)
- 15:05: PS14 Generalski Stol – Zdihovo 2 (22,48 km)
- 16:23: PS15 Ravna Gora – Skrad 2 (10,13 km)
- 17:22: PS16 Platak 2 (16,26 km)
- 18:02: Technical Zone (Automotodrom Grobnik)
- 18:12: Flexi-Service D (Automotodrom Grobnik – 45 min)
- 18:57: Parco Chiuso (Automotodrom Grobnik)
Domenica 12 Aprile 2026 Day3
- 06:52: Assistenza E (Automotodrom Grobnik – 15 min)
- 08:05: PS17 Bribir – Novi Vinodolski 1 (14,17 km)
- 09:05: PS18 Alan – Senj 1 (14,56 km)
- 10:38: PS19 Bribir – Novi Vinodolski 2 (14,17 km)
- 11:08: Riordino e Technical Zone (Novi Vinodolski)
- 13:15: PS20 Alan – Senj 2 (Power Stage) (14,56 km)
- 15:30: Arrivo del Rally e Technical Zone (Opatija)
- 16:00: Podio e Cerimonia di Premiazione (Opatija)
Distanze Totali
- Totale Prove Speciali (PS): 300,28 km
- Totale Trasferimenti: 833,72 km
- Chilometri totali: 1134,00 km
Elenco Iscritti Croatia Rally 2026
| Nr. | Equipaggio | Vettura |
| 33 | Evans Elfyn / Martin Scott | Toyota GR Yaris Rally1 |
| 99 | Solberg Oliver / Edmondson Elliott | Toyota GR Yaris Rally1 |
| 18 | Katsuta Takamoto / Johnston Aaron | Toyota GR Yaris Rally1 |
| 16 | Fourmaux Adrien / Coria Alexandre | Hyundai i20 N Rally1 |
| 5 | Pajari Sami / Salminen Marko | Toyota GR Yaris Rally1 |
| 11 | Neuville Thierry / Wydaeghe Martijn | Hyundai i20 N Rally1 |
| 95 | Armstrong Jon / Byrne Shane | Ford Puma Rally1 |
| 55 | McErlean Joshua / Treacy Eoin | Ford Puma Rally1 |
| 20 | Paddon Hayden / Kennard John | Hyundai i20 N Rally1 |
| 21 | Rossel Léo / Mercoiret Guillaume | Citroën C3 Rally2 |
| 22 | Korhonen Roope / Viinikka Anssi | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 23 | Daprà Roberto / Guglielmetti Luca | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 24 | Pelamourgues Arthur / Pouget Bastien | Hyundai i20 N Rally2 |
| 25 | Camilli Eric / De La Haye Thibault | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 26 | Mikkelsen Andreas / Listerud Jørn | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 27 | Gill Taylor / Brkic Daniel | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 28 | Gryazin Nikolay / Aleksandrov Konstantin | Lancia Ypsilon HF Rally2 |
| 29 | Rossel Yohan / Dunand Arnaud | Lancia Ypsilon HF Rally2 |
| 30 | Cachón Alejandro / Rozada Borja | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 31 | Lindholm Emil / Morales Gabriel | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 32 | Jürgenson Romet / Oja Siim | Ford Fiesta Mk II Rally2 |
| 34 | Johansson Mille / Grönvall Johan | Ford Fiesta Mk II Rally2 |
| 35 | Yamamoto Yuki / Fulton James | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 36 | Kajetanowicz Kajetan / Szczepaniak Maciej | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 37 | Sarrazin Pablo / Roche Yannick | Citroën C3 Rally2 |
| 38 | Ten Brinke Bernhard / Woodburn Tom | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 39 | Prodan Viliam / Stiperski Marko | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 40 | Soylu Uğur / Vatansever Onur | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 41 | Keferböck Johannes / Minor Ilka | Toyota GR Yaris Rally2 |
| 42 | Vossen Henk / Van Hoek Radboud | Hyundai i20 N Rally2 |
| 43 | Fontana Matteo / Arnaboldi Alessandro | Ford Fiesta Rally3 |
| 44 | Rossi Ghjuvanni / Sarmezan Kylian | Ford Fiesta Rally3 |
| 45 | Otto Nicolas / Magalhães Hugo | Ford Fiesta Rally3 |
| 46 | Carlberg Calle / Eriksen Jørgen | Ford Fiesta Rally3 |
| 47 | Lassila Leevi / Lukka Mikko | Ford Fiesta Rally3 |
| 48 | Hernández Raúl / Murado José | Ford Fiesta Rally3 |
| 49 | Türkkan Ali / Albayrak Oytun | Ford Fiesta Rally3 |
| 50 | Membrado Gil / Pérez Adrián | Ford Fiesta Rally3 |
| 51 | Kazaz Kerem / Silvestre Corentin | Ford Fiesta Rally3 |
| 52 | Rahill Craig / Smith Conor | Ford Fiesta Rally3 |
| 53 | Göttig Stefan / Solbach-Schmidt Natalie | Hyundai i20 N Rally2 |
| 54 | Zanotto Williams / Cargnelutti Paolo | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 56 | Marotti Eris / Devunić Aleksandra | Škoda Fabia Rally2 |
| 57 | Klemenčič Mitja / Ošlaj Vili | Škoda Fabia RS Rally2 |
| 58 | Sautron Romain / Sautron Anwaarah | Renault Clio Rally3 |
| 59 | Hrvatin Tomas / Simčić Đani | Ford Fiesta Rally4 |
| 60 | Čičko Vjekoslav / Kokolić Eugen | Peugeot 208 Rally4 |
| 61 | Tomljanović Igor / Škreblin Tomislav | Renault Clio Rally4 |
| 62 | Mandić Igor / Ivančić Albert | Ford Fiesta Rally4 |
| 63 | Mechl Viktor / Mechl Stanislav | Renault Clio Rally5 |
| 64 | Radulescu Catherine / Minea Bogdan | Renault Clio Rally4 |
Clima e pneumatici
Le prove speciali che si snodano intorno a Fiume e lungo la penisola istriana presentano un carattere morfologico differente rispetto al passato. Le strade sono in genere più larghe e tortuose, offrendo velocità medie potenzialmente più elevate, ma nascondono un’insidia letale: la loro reazione all’umidità. Queste superfici sono note tra i piloti locali per diventare “ghiacciate” al primo accenno di pioggia, trasformando tratti apparentemente sicuri in piste di pattinaggio dove il controllo della vettura diventa una questione di millimetri.
La gestione delle gomme si conferma la principale sfida tattica del weekend. Con gli slick Hankook Ventus Z215 confermati come scelta principale, gli ingegneri dei team Rally1 dovranno risolvere un’equazione complessa. Da un lato c’è l’asfalto abrasivo di origine vulcanica che caratterizza i monti Platak (dove di recente ha nevicato), capace di divorare il battistrada in pochi chilometri; dall’altro, i tratti più vicini alla costa si presentano lisci e spesso ricoperti da un sottile strato di polvere, che richiede una precisione di guida chirurgica per evitare sottosterzi improvvisi.
A rendere il quadro ancora più instabile interviene il meteo. Mentre sulla costa l’Adriatico può regalare temperature miti e un clima primaverile, bastano pochi chilometri di trasferimento verso le tappe di montagna per assistere a cali termici drastici. Questo sbalzo trasforma la scelta del setup in un vero e proprio rompicapo logistico e meccanico: una vettura perfetta per il caldo livello del mare potrebbe trovarsi improvvisamente rigida e ingovernabile nelle prove in alta quota.
La situazione del WRC dopo il Safari Rally
La tappa croata giunge in un momento cruciale del campionato, dopo un Safari Rally Kenya che ha rimescolato le gerarchie mondiali. La Toyota si presenta a Fiume in una posizione di schiacciante superiorità, reduce dalla storica vittoria di Takamoto Katsuta in Africa e dal terzo posto del giovane Sami Pajari. Nonostante un weekend keniano travagliato, Elfyn Evans arriva in Croazia ancora da leader della classifica piloti con 66 punti, ma il suo vantaggio si è ridotto drasticamente. Alle sue spalle preme con forza Oliver Solberg, distante solo otto lunghezze e rinvigorito da una prestazione dominante nell’ultima domenica africana, mentre lo stesso Katsuta si trova ora in piena scia iridata a soli 11 punti dalla vetta.
Per la Hyundai, il rally sulle sponde dell’Adriatico rappresenta l’ultima chiamata per non perdere definitivamente il contatto con la vetta del costruttori, dove Toyota vanta già un margine rassicurante di 43 punti. Adrien Fourmaux si è confermato l’uomo di punta del team coreano, dimostrando una costanza che lo ha proiettato al quarto posto nel mondiale, mentre Thierry Neuville è chiamato a una prova d’orgoglio dopo un inizio di stagione costellato di sfortune e prestazioni opache. Con il passaggio dalla polvere del Safari all’asfalto viscido della Croazia, il mondiale 2026 entra nella sua fase più calda, dove la capacità di interpretare le mutevoli condizioni del fondo adriatico potrebbe pesare quanto la velocità pura nella corsa al titolo.









