Ritorno Lancia: velocità pura o risultati concreti? I numeri dei primi 100 giorni
Quattro vittorie, 12 podi e 24 scratch: avvio molto positivo per Lancia con la nuova Ypsilon HF Integrale Rally2. Il punto di partenza è inevitabilmente il Rallye Monte-Carlo, la gara più complessa e imprevedibile del calendario, corsa in condizioni estreme tra neve, pioggia, fango e asfalto asciutto…
Tralasciando completamente il rumore mediatico che ha accompagnato il ritorno di Lancia, tra entusiasmo, critiche e narrazione spesso distorta, l’unico modo serio per valutare i primi tre mesi e mezzo della Ypsilon Rally2 HF Integrale è guardare esclusivamente ai numeri, e i numeri raccontano una storia molto precisa, fatta di velocità immediata, adattabilità totale e crescita rapidissima, ma anche di una fase iniziale dove la performance non sempre si è tradotta in risultato pieno.
Il punto di partenza è inevitabilmente il Rallye Monte-Carlo, la gara più complessa e imprevedibile del calendario, corsa in condizioni estreme tra neve, pioggia, fango e asfalto asciutto, dove Lancia si presenta con due vetture ufficiali affidate a Nikolay Gryazin e Yoann Rossel, e quello che emerge da subito è un dato che sovrasta tutti gli altri: 8 prove speciali vinte su 17, pari al 47%, un numero semplicemente anomalo per una vettura al debutto, che certifica una competitività sul passo immediatamente da riferimento assoluto. Il risultato finale — 13° e 18° assoluto — è infatti fuorviante se isolato, perché nasce da una sequenza di episodi che coinvolgono entrambi i piloti, costretti al super rally, con Gryazin che dopo aver segnato subito uno scratch incappa in problemi alla sospensione e in un’uscita di strada, mentre Rossel esce sulla prima prova per poi rientrare e costruire una delle prestazioni più significative dell’intero weekend: 7 scratch personali, vittoria del Super Sunday assoluto davanti anche alle Rally1 — evento mai riuscito prima a una Rally2 —, miglior tempo nella Power Stage WRC2 e quinto assoluto nella Power Stage, un insieme di dati che da solo definisce il livello della vettura al debutto. Ed è proprio qui che emerge il primo punto chiave: la Ypsilon è subito velocissima, ma inizialmente discontinua, capace di dominare le singole prove ma non ancora di controllare l’intero rally, non per la vettura in se, ma per errori da parte dei suoi interpreti.
Da Monte-Carlo in poi però il trend cambia in modo netto e misurabile, perché appena si entra in contesti meno estremi, la velocità inizia a trasformarsi in risultati concreti: arriva la prima vittoria assoluta al Rally dei Laghi con Andrea Crugnola, seguita dal successo sempre del pilota varesino al Motorshow di Pavia che, pur essendo un format particolare, conferma la capacità della vettura di adattarsi a contesti diversi, mentre al Rally di Foligno, utilizzato dal team ufficiale come test su sterrato, arriva un 2° posto assoluto con Gryazin che dimostra come la competitività non sia limitata all’asfalto. Parallelamente arrivano conferme importanti anche a livello internazionale, con Diego Ruiloba 3° assoluto in Spagna e José Pedro Fontes 2° in Portogallo, risultati che introducono un secondo punto fondamentale: la Ypsilon è subito competitiva ovunque, indipendentemente da paese, fondo o campionato.
Il vero salto di qualità arriva però nell’ultimo weekend di marzo, quando il progetto passa da veloce a vincente in modo strutturato, con Andrea Crugnola che conquista la terza vittoria su tre gare disputate al Ciocco — quindi un perfetto 100% di success rate personale — e Yoann Bonato che vince al Touquet al debutto sulla vettura, dimostrando che la performance non è legata a un singolo pilota ma alla base tecnica del progetto. A quel punto manca solo la conferma più pesante, quella nel mondiale, e arriva in Croazia, dove Rossel conquista la vittoria nel WRC2 chiudendo 4° assoluto, mentre Gryazin completa un weekend solidissimo con 6° assoluto e podio di categoria, segnando il passaggio definitivo verso una maturità prestazionale completa, fatta non solo di velocità ma anche di gestione gara. Nello stesso fine settimana si inserisce anche il risultato di Tuukka Kauppinen, 2° assoluto al Rallye La Llana al debutto sulla vettura e nelle sue prime esperienze su asfalto con una Rally2, un dato che rafforza ulteriormente l’idea di una macchina facile da interpretare e immediatamente efficace anche per profili giovani.
A questo punto, mettendo insieme tutti i numeri dopo 13 eventi disputati, il quadro diventa estremamente solido: 4 vittorie assolute (30,8% di success rate), 8 podi totali (presenza a podio nel 61,5 % delle gare), 24 scratch complessivi (media di 1,85 prove vinte per gara), una vittoria WRC2, una vittoria nel Super Sunday assoluto e un picco del 47% di stage vinti al debutto mondiale, ma il dato più importante in assoluto non è uno di questi presi singolarmente, bensì la loro distribuzione, perché arrivano in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Croazia, con piloti diversi, su superfici diverse e in condizioni completamente opposte, ed è proprio questa trasversalità prestazionale a definire il vero valore della vettura. In sintesi, i numeri raccontano una realtà molto precisa: la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale è stata subito una delle vetture più veloci della categoria, ha dimostrato capacità di vincere in tempi rapidissimi, ha mantenuto una presenza costante nelle posizioni di vertice e, soprattutto, ha compiuto in poche settimane il passaggio più difficile, quello da velocità pura a solidità strutturale, ed è esattamente questo equilibrio, più ancora dei risultati assoluti, a indicare che il progetto non è solo competitivo oggi, ma ha tutte le caratteristiche per diventare un riferimento stabile nel panorama Rally2.









