WRC – Rally del Giappone per pochi intimi: appena 32 equipaggi
Il Rally cambia data e scende a 32 equipaggi: cinque Yaris Rally1 al via e una sfida tra pochi intimi in WRC2 e WRC3. La gara nipponica, infatti, cambia volto anche nel calendario: niente più collocazione autunnale come negli ultimi anni, ma un nuovo slot primaverile, dal 28 al 31 maggio.
C’è un momento, nel cuore della stagione del Mondiale Rally, in cui lo sguardo si divide tra presente e futuro. Mentre i motori si preparano a ruggire sugli sterrati polverosi del Portogallo per il sesto round del WRC, dall’altra parte del mondo il Giappone alza già il sipario sulla propria tappa, svelando un elenco iscritti che racconta molto più di semplici numeri. Racconta aspettative, cambiamenti e qualche sorpresa.
La gara nipponica, infatti, cambia volto anche nel calendario: niente più collocazione autunnale come negli ultimi anni, ma un nuovo slot primaverile, dal 28 al 31 maggio. Uno spostamento significativo, che di fatto scambia la posizione con la Sardegna, ora prevista a inizio ottobre. Un cambiamento che avrebbe potuto portare nuova linfa in termini di partecipazione, ma i numeri raccontano una realtà diversa: saranno 32 gli iscritti, in calo rispetto ai 36 dello scorso anno e ai 44 del 2024. Storicamente, il Giappone si è rivelato terreno fertile per Toyota, dominatrice delle ultime tre edizioni. Nel 2023 e nel 2024 il successo è andato a Elfyn Evans, mentre lo scorso anno è stato Sébastien Ogier a salire sul gradino più alto del podio. L’unica eccezione recente resta il 2022, quando Thierry Neuville riuscì a imporsi con Hyundai.
Nella categoria Rally1 saranno dieci gli equipaggi al via, con Toyota pronta a giocare in casa schierando ben cinque vetture Yaris Rally1. Una vera e propria formazione d’élite: il campione in carica e vincitore della scorsa edizione della gara nipponica Sebastien Ogier, il gallese Elfyn Evans – due volte vincitore in Giappone – e l’idolo locale Takamoto Katsuta, che sogna l’impresa davanti al proprio pubblico. A completare lo squadrone, Sami Pajari, reduce da quattro podi consecutivi e terzo lo scorso anno, e Oliver Solberg, amatissimo come suo papà Petter in Giappone e in cerca di riscatto dopo alcune prestazioni altalenanti.
Hyundai risponde con tre vetture: oltre al consolidato duo formato dal belga Thierry Neuville e dal francese Adrien Fourmaux, farà il suo debutto in Giappone, il neozelandese Hayden Paddon, aggiungendo un elemento di curiosità e imprevedibilità. M-Sport, invece, porterà due Puma Rally1 affidate a Josh McErlean e al debuttante in “terra” giapponese Jon Armstrong.
Scendendo alle categorie di supporto, il WRC2 presenta numeri piuttosto contenuti: saranno dodici le vetture Rally2 al via, undici delle quali regolarmente iscritte alla classifica di campionato. Tra queste spicca, un po’ a sorpresa, la presenza di Nikolay Gryazin, che sarà al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ma con iscrizione indipendente, quindi non direttamente sotto l’egida del programma ufficiale Lancia. Assente invece il suo compagno di squadra Yoann Rossel, atteso per un possibile rientro nel prossimo appuntamento in Grecia. Sul piano sportivo, i principali favoriti per il successo in WRC2 sono proprio Gryazin e lo spagnolo Alejandro Cachón, al via su Toyota Yaris Rally2, entrambi accreditati come riferimenti per la lotta alle posizioni di vertice. A provare a inserirsi nel confronto per il podio ci saranno anche Emil Lindholm, su Skoda Fabia RS Rally2 by Toksport, e il paraguaiano Diego Dominguez, anch’egli su Yaris Rally2.
Non prenderà punti per il WRC2 l’estone Romet Jürgenson, comunque presente al via con una Ford Fiesta Rally2, mentre saranno regolarmente in classifica la paraguaiana Andrea Lafarja e diversi piloti locali, tra cui Yuki Yamamoto, Hiroki Arai e Norihiko Katsuta, quest’ultimo padre di Takamoto. Ancora più ridotti i numeri nel WRC3, dove figurano soltanto tre equipaggi iscritti: il corso Ghjuvanni Rossi, il greco George Vasilakis e il tedesco Nicolas Otto, tutti al volante di Ford Fiesta Rally3.









