WRC – Evans, niente punti per Toyota in Sardegna:
Il leader del campionato sarà regolarmente al via, ma non potrà contribuire alla classifica Costruttori. Un titolo peraltro già vinto dalla Casa giapponese con una gara d’anticipo.
La notizia, a prima vista, ha dell’incredibile: Elfyn Evans non farà parte della line-up Toyota chiamata a conquistare punti nell’ultimo appuntamento del Mondiale Rally, in Sardegna. Ma attenzione a un dettaglio fondamentale. Il pilota gallese, attuale leader del campionato, sarà regolarmente al via del Rally Italia Sardegna al volante della sua Toyota GR Yaris Rally1. Semplicemente, non sarà schierato tra i piloti Toyota che potranno portare punti alla squadra nella classifica Costruttori. Una decisione che ha inevitabilmente alimentato discussioni e teorie nel paddock, ma che, andando a fondo, sembra avere una spiegazione soprattutto tecnica.
Il problema? Un motore con molti più chilometri
Il punto centrale della questione riguarda i propulsori. I diretti rivali di Evans nella lotta per il titolo, Sami Pajari e Oliver Solberg, arriveranno infatti in Sardegna con motori più freschi rispetto a quello utilizzato dal gallese. Il regolamento consente di sostituire il motore quando questo viene danneggiato in un incidente. È il caso, per esempio, di Sébastien Ogier, che dopo l’evento in Finlandia ha ricevuto una nuova unità sulla propria vettura.
Una situazione simile ha riguardato anche Solberg, il cui motore è stato sostituito dopo l’incidente in Grecia. Per Evans, invece, il quadro è differente. Il gallese non ha dovuto ritirarsi da una singola tappa dal Rally di Croazia e il suo propulsore ha quindi accumulato molti più chilometri e cicli di utilizzo rispetto a quelli montati sulle vetture dei suoi principali rivali. Pajari, inoltre, corre con la Toyota Gazoo Racing WRT2 e si trova in una situazione che gli consente una maggiore libertà nella gestione della sostituzione del motore.
Non una questione di prestazioni, ma di affidabilità
La differenza, dunque, non sarebbe necessariamente legata alle prestazioni. Un motore con più chilometri alle spalle non è automaticamente più lento rispetto a uno nuovo. Il vero elemento di rischio riguarda piuttosto l’affidabilità. Una fonte di una squadra rivale, citata da DirtFish, ha spiegato che, pur potendo intervenire sulle vetture tra un appuntamento e l’altro, non c’è nulla di paragonabile alla possibilità di affrontare una gara con un propulsore nuovo.
Il problema, quindi, non sarebbe quello di un Evans tecnicamente svantaggiato in termini di velocità pura, quanto quello di esporsi a un possibile inconveniente meccanico dopo un numero elevato di cicli. Ed è proprio questo il punto della strategia Toyota: ridurre al minimo il fattore affidabilità nella fase decisiva della stagione.
Una scelta che cambia la gestione dell’ultimo rally
Il gallese continuerà a correre e a raccogliere punti per la classifica piloti, dove al momento occupa la posizione di leader della classifica, ma non potrà contribuire al bottino Toyota nel campionato Costruttori. La squadra giapponese, infatti, ha già raggiunto il proprio obiettivo nella classifica costruttori, conquistando il titolo nel precedente appuntamento in Cile. Per questo motivo, in Sardegna, saranno Oliver Solberg e Sébastien Ogier a rappresentare Toyota per quanto riguarda la raccolta dei punti costruttori. Evans, invece, avrà un unico obiettivo prioritario: continuare la propria corsa verso il titolo piloti.
Una scelta dettata dalla gestione del rischio
La mossa può quindi apparire sorprendente, soprattutto considerando che Evans arriva all’ultimo round da leader del Mondiale. Ma dietro la decisione non sembra esserci un’esclusione dalla squadra né una bocciatura del pilota. Il fattore determinante è la gestione tecnica delle vetture e, in particolare, la diversa anzianità dei motori a disposizione dei contendenti al titolo.
Con il campionato costruttori già assegnato, Toyota ha la possibilità di adottare una strategia che riduca il rischio legato all’affidabilità e, allo stesso tempo, consenta a Evans di affrontare comunque il rally al volante della GR Yaris Rally1. Una scelta insolita, ma perfettamente coerente con una fase della stagione in cui ogni dettaglio può diventare decisivo.








