Chiesto di nuovo il commissariamento di AC Palermo
Crisi istituzionale dell’AC Palermo e gestione straordinaria: il nuovo procedimento per il commissariamento dell’Automobile Club di Palermo
Il 27 maggio 2025 il Commissario Straordinario dell’Automobile Club d’Italia (ACI), Gen. C.A. (cong.) Tullio Del Sette, ha deliberato l’avvio del procedimento per la proposta di un nuovo commissariamento dell’Automobile Club di Palermo, dopo anni di gestione straordinaria già prorogata più volte. La deliberazione, n. 116/2025, si fonda su una fitta sequenza di atti, accertamenti contabili, pronunce giurisdizionali e persistenti elementi di criticità amministrativa e finanziaria che hanno segnato la recente storia dell’Ente palermitano.
Il procedimento si innesta in un quadro regolamentato dallo Statuto dell’ACI, in particolare dagli articoli 15, comma 3, lettera e), e 65, che disciplinano rispettivamente la competenza del Consiglio Generale (o, in sua vece, del Commissario Straordinario) a proporre lo scioglimento degli organi direttivi degli Automobile Club territoriali, e le modalità procedurali per il commissariamento.
Il commissariamento dell’AC Palermo era stato originariamente disposto con decreto del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, datato 8 aprile 2022, a seguito di gravi criticità nella gestione economico-finanziaria e patrimoniale. Tale provvedimento fu prorogato con successivi decreti ministeriali del 2023 e del 2024, e fondato su relazioni ispettive che documentavano disavanzi, irregolarità amministrative e uno stato patrimoniale fortemente compromesso.
La situazione è stata complicata dalla sentenza n. 294/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, che ha annullato il commissariamento originario per vizi procedurali, con particolare riferimento alla violazione del diritto di partecipazione procedimentale dei soggetti interessati. Il CGARS ha così riformato la sentenza n. 2209/2023 del TAR Sicilia, che invece aveva confermato la legittimità del commissariamento sulla base della gravità gestionale riscontrata.
Pur evitando una pronuncia sul merito, la sentenza del giudice d’appello ha determinato il reinsediamento del Presidente e del Consiglio Direttivo precedentemente sciolti. Tuttavia, nel frattempo erano emersi nuovi elementi contabili negativi che hanno aggravato ulteriormente il quadro economico dell’ente palermitano, come rilevato nella relazione del Commissario del 29 gennaio 2025 e in quella successiva del 16 aprile 2025.
La nuova proposta di commissariamento si fonda su molteplici e convergenti profili critici:
- Persistenza e aggravamento delle criticità economico-finanziarie: la gestione commissariale ha rivelato sopravvenienze passive e insussistenze dell’attivo riferibili alla precedente gestione, imponendo una riclassificazione del bilancio 2021 con gravi riflessi sul disavanzo consolidato.
- Irregolarità strutturali negli organi statutari: è stata rilevata la mancanza dei requisiti di eleggibilità per due componenti del Consiglio Direttivo reinsediato, unitamente alle dimissioni di un altro consigliere, fatto che ha fatto venire meno il quorum minimo per la validità dell’organo.Inadempienze regolamentari: la gestione precedente appare compromessa da anni di “diseconomie strutturali”, secondo quanto affermato dallo stesso Commissario, che ha segnalato l’impossibilità di un funzionamento regolare degli organi in assenza di un presidio straordinario.
In coerenza con le indicazioni del CGARS, la deliberazione commissariale prevede l’apertura di un procedimento formale, con la nomina di un responsabile (il Dott. Marcello Guerra, dirigente dell’Ufficio Segreteria Organi Collegiali dell’ACI) e la fissazione di termini per le memorie difensive e per l’adozione del provvedimento finale (10 giorni per le osservazioni, 30 giorni per la conclusione dell’iter).
Questo impianto procedimentale si conforma ai principi della legge n. 241/1990, che sancisce l’obbligo di partecipazione e trasparenza nell’attività amministrativa, evitando che il nuovo provvedimento possa essere viziato da errori analoghi a quelli rilevati nella precedente esperienza commissariale.
Il caso dell’Automobile Club di Palermo rappresenta un osservatorio emblematico delle fragilità gestionali che possono affliggere gli enti locali a base associativa, anche quando inseriti in una rete nazionale come l’ACI. Al contempo, offre una lezione significativa sui limiti e le condizioni del potere commissariale nella pubblica amministrazione: l’urgenza e la gravità delle circostanze devono sempre coniugarsi con il rispetto dei principi procedurali fondamentali, pena l’invalidazione degli atti adottati, anche quando giustificati da esigenze sostanziali di risanamento e legalità.
L’epilogo di questo nuovo procedimento potrebbe segnare un punto di svolta definitivo nella governance dell’ente palermitano, a condizione che le criticità accertate vengano affrontate con rigore, trasparenza e continuità, superando una lunga fase di incertezza istituzionale.









