CIAR – Trofei monomarca: cosa scelgono i più giovani
Abbiamo fatto una rilevazione statistica. Attenzione, però, perché il valore di questi campionati non può essere misurato soltanto con i numeri anagrafici. Il vero obiettivo dei trofei monomarca è quello di creare un percorso di crescita, mettendo i giovani nelle condizioni di confrontarsi ad armi pari.
Nel panorama del rally italiano i trofei monomarca rappresentano da sempre una delle strade più importanti per la crescita dei giovani piloti. Basti pensare ai Trofei A112 o ai Campionati Fiat, fino alla Subaru Rally Cup o alla Mitsubishi Rally Cup e ai Peugeot Rally Cup di non molti anni fa. Inseriti all’interno del contesto del Campionato Italiano Assoluto Rally, queste serie offrono un ambiente altamente competitivo e formativo, unico neo le sole gare su asfalto, confronto diretto tra piloti della stessa vettura, ma soprattutto la possibilità di maturare esperienza senza dover affrontare immediatamente costi e pressioni delle categorie superiori.
Tra le serie più interessanti in questo percorso troviamo il Trofeo Suzuki e il Trofeo Lancia, entrambi protagonisti sulle strade del CIAR e caratterizzati da un forte valore formativo. Il confronto dei dati anagrafici evidenzia però una differenza significativa: il Trofeo Suzuki presenta un parco piloti mediamente più giovane, confermando una forte vocazione verso la scoperta e la crescita di nuovi talenti.
Analizzando i protagonisti Under 25, il Trofeo Suzuki registra un’età media di 20,9 anni, mentre il Trofeo Lancia si attesta a 22,3 anni. Una differenza di 1,4 anni che, in un contesto giovanile, rappresenta un valore significativo perché indica una maggiore presenza di piloti nelle prime fasi del proprio percorso sportivo.
Nel Trofeo Suzuki Under 25 il gruppo comprende Giovanni Villardi, Jean-Claude Vallino e Edo Sala, tutti diciannovenni, oltre a Umberto Soletta (20 anni), Andrea La Cola (21 anni), Nicola Guerrato e Giorgio Corrado Basso (22 anni), Marco Scalzotto e Stefano Vitali (23 anni).
Nel Trofeo Lancia Under 25 troviamo invece Efe Urundul (19 anni), Jonas Müller (21 anni), Asia Vidori (22 anni), Nicolò Ardizzone e Gianmarco Lazzaratto (23 anni), Federico Gangi e Yoan Surroca (24 anni).
I numeri confermano il profilo più giovane del trofeo di Suzuki: sui nove piloti Under 25 analizzati si registra una somma complessiva di 188 anni, con un’età media di 20,9 anni, una minima di 19 anni, una massima di 23 anni e una mediana di 21 anni. Un dato particolarmente significativo è che un terzo dei concorrenti ha appena 19 anni e il 66,7% del gruppo non supera i 21 anni.
Il Trofeo Lancia, pur mantenendo una forte impronta giovanile, presenta invece un’età media Under 25 di 22,3 anni, con sette piloti analizzati e una distribuzione più concentrata verso la fascia 22-24 anni.
La differenza emerge ancora più chiaramente considerando l’intero schieramento dei due trofei. Il Trofeo Suzuki presenta un’età media complessiva di circa 28 anni, mentre il Trofeo Lancia arriva a 33,4 anni. Un divario di 5,4 anni che conferma come il monomarca Suzuki abbia una presenza più marcata di piloti giovani.
Il valore di questi campionati, però, non si misura soltanto con i numeri anagrafici. Il vero obiettivo dei trofei monomarca è quello di creare un percorso di crescita, mettendo i giovani nelle condizioni di confrontarsi su prove speciali di alto livello, all’interno del calendario del CIAR e su fondi prevalentemente asfaltati, ambiente fondamentale per costruire tecnica, esperienza e professionalità.
Un esempio concreto arriva proprio dal percorso di Dallapiccola, cresciuto nel Trofeo Suzuki e successivamente protagonista del salto verso il FIA ERC Junior al volante di una Lancia Ypsilon, dimostrando come un campionato monomarca possa rappresentare una vera piattaforma di lancio verso il panorama internazionale.
Il confronto tra Suzuki e Lancia racconta quindi due realtà importanti del rally italiano: entrambe rappresentano opportunità fondamentali per i giovani, ma nel 2026 il Trofeo Suzuki evidenzia una componente ancora più spiccata di vivaio, con un’età media inferiore e una maggiore presenza di piloti alle prime esperienze ad alto livello.
In un periodo in cui costruire una carriera nel motorsport richiede programmazione e opportunità concrete, i trofei monomarca che seguono il CIAR continuano a svolgere un ruolo centrale: sono il primo vero banco di prova professionale per i giovani talenti e il collegamento naturale tra il rallysmo nazionale e le competizioni internazionali.








