CIRT – Al Rally Val d’Orcia tradizione e nuove sfide
La Val d’Orcia si conferma così uno dei teatri più suggestivi e tecnicamente impegnativi del panorama nazionale su terra, dove il fascino dei paesaggi toscani si intreccia con l’esigenza di una guida precisa, pulita e aggressiva allo stesso tempo. L’edizione 2026 promette di valorizzare ulteriormente questo binomio, offrendo una gara che non sarà soltanto una competizione sportiva, ma un evento.
Il Rally della Val d’Orcia è pronto ad accendere nuovamente la passione della provincia di Siena, riportando sui suoi iconici sterrati un’edizione 2026 che si presenta con una veste rinnovata ma fedele alla propria identità. La gara, organizzata da Radicofani Motorsport e in programma da venerdì 10 a domenica 12 aprile, sarà ancora una volta valida per il Campionato Italiano Rally Terra e per il Campionato Italiano Rally Terra Storico. Una doppia titolazione che garantisce al pubblico una proposta sportiva di alto profilo, capace di unire il presente e la memoria del rallismo, mettendo in scena vetture moderne e autentici gioielli storici.
La Val d’Orcia si conferma così uno dei teatri più suggestivi e tecnicamente impegnativi del panorama nazionale su terra, dove il fascino dei paesaggi toscani si intreccia con l’esigenza di una guida precisa, pulita e aggressiva allo stesso tempo. L’edizione 2026 promette di valorizzare ulteriormente questo binomio, offrendo una gara che non sarà soltanto una competizione sportiva, ma anche un evento capace di coinvolgere il territorio e il pubblico con una formula collaudata ma in continua evoluzione. Come sempre, TuttoRally ci sarà e vi racconteremo tutto.
Radicofani ancora al centro
Radicofani sarà ancora una volta il cuore pulsante della manifestazione. Attorno al quartier generale si svilupperà un percorso che coinvolgerà diversi comuni della provincia di Siena, confermando la vocazione territoriale dell’evento. Accanto a San Casciano dei Bagni e Sarteano, già noti agli appassionati, la grande novità dell’edizione 2026 sarà Cetona, nuovo comune inserito nel tracciato della gara. Un ingresso che amplia ulteriormente il raggio d’azione del Rally della Val d’Orcia e rafforza il legame con un’area geografica particolarmente ricca di strade sterrate di grande qualità tecnica.
Questa estensione del percorso non è solo una scelta geografica, ma una dichiarazione di intenti: Radicofani Motorsport continua a lavorare su un progetto ad ampio raggio, che punta a far crescere l’evento non solo in termini sportivi ma anche come piattaforma di promozione territoriale. L’inserimento di Cetona rappresenta quindi un tassello strategico, capace di portare nuove strade, nuovi scenari e nuove sfide per equipaggi e addetti ai lavori.
Tracciato rinnovato, PS inedita
Il percorso 2026 proporrà una prova speciale completamente inedita, inserita in un tracciato che conterà circa 100 chilometri di prove speciali, per un totale di circa 410 chilometri complessivi. Numeri che delineano una gara impegnativa, in piena linea con gli standard delle due serie tricolori su terra. La presenza di una speciale nuova è uno degli elementi più attesi dagli equipaggi, perché introduce variabili tecniche e strategiche che possono fare la differenza in un contesto già altamente competitivo.
Gli sterrati della Val d’Orcia sono noti per la loro capacità di mettere alla prova la meccanica, la precisione di guida e la lettura delle note. Un tracciato di questo tipo, arricchito da una prova inedita, promette di esaltare le qualità dei piloti più completi e di offrire al pubblico una gara meno scontata e più aperta. La combinazione tra tratti conosciuti e nuove sezioni dovrebbe contribuire a mantenere alto il livello di incertezza e spettacolo fino all’ultimo chilometro.
Iscrizioni aperte e conto alla rovescia
L’organizzazione, curata da Radicofani Motorsport, ha fissato l’apertura delle iscrizioni a venerdì 6 marzo, con chiusura prevista per venerdì 3 aprile. Un arco temporale che dà ufficialmente il via al conto alla rovescia verso uno degli eventi di riferimento delle due massime espressioni rallistiche su terra in Italia. Da un lato il Campionato Italiano Rally Terra, dall’altro il Campionato Italiano Rally Terra Storico: due mondi che convivono nello stesso fine settimana, offrendo una varietà tecnica e generazionale unica nel suo genere.
La pedana di partenza vedrà quindi sfilare sia le moderne Rally2 e le altre categorie contemporanee, sia le vetture storiche che hanno scritto pagine fondamentali della disciplina. Questa coesistenza è uno dei punti di forza del Rally della Val d’Orcia, perché permette di raccontare l’evoluzione del rallismo attraverso il confronto diretto tra tecnologie, stili di guida e filosofie costruttive differenti.
Il riferimento dell’edizione precedente
La precedente edizione del Rally della Val d’Orcia ha lasciato un segno importante, soprattutto per il modo in cui si è sviluppata la sfida nelle due classifiche principali. Nel rally moderno, il trionfo fu firmato da Paolo Andreucci. Il pluricampione garfagnino, al volante della Citroën C3 Rally2 schierata dal team H-Sport e condivisa con il copilota Rudy Briani, conquistò il vertice della classifica dopo la prima prova speciale della domenica. Un momento chiave della gara, sfruttato con grande lucidità grazie alla profonda conoscenza dell’esemplare equipaggiato con pneumatici MRF Tyres.
Andreucci seppe capitalizzare ogni dettaglio, dimostrando ancora una volta come l’esperienza e la capacità di leggere la gara siano decisive sugli sterrati della Val d’Orcia. Il suo successo ha rappresentato un riferimento tecnico e sportivo per tutti gli altri equipaggi, elevando ulteriormente il livello dell’evento.
Lo spettacolo del Rally Storico
Nel Rally Storico della Val d’Orcia, a imporsi fu Valter Pierangioli su Ford Sierra Cosworth. Il pilota di Montalcino, affiancato da Federica Del Sordo, prevalse al termine di sette prove speciali, conquistando il gradino più alto del podio. Una vittoria costruita con costanza e determinazione, in un contesto in cui le vetture storiche su terra richiedono una sensibilità di guida particolare e una gestione meccanica ancora più attenta.
Il successo di Pierangioli ha confermato il valore del Rally Storico della Val d’Orcia come palcoscenico di primo piano per chi vuole misurarsi con le grandi protagoniste del passato in un ambiente tecnico e selettivo. Anche in questo caso, l’edizione 2026 raccoglie l’eredità di una gara che ha già dimostrato di saper offrire competizione vera e spettacolo autentico, mantenendo intatto il fascino delle corse di un tempo sui fondi sterrati toscani.









