Dakar Classic – L’avventura rosa italiana di Rachele Somaschini
La pilota milanese affronterà la Dakar Classic 2026 su un Mercedes-Benz Unimog 435 insieme a Serena Rodella e Monica Buonamano: sarà il primo equipaggio italiano composto da tre donne nella storia della competizione.
Rachele Somaschini, dopo la stagione nel Campionato del Mondo Rally (FIA WRC2), si prepara a una nuova sfida: nel 2026 prenderà parte alla Dakar Classic, la categoria di regolarità dedicata ai veicoli d’epoca del celebre rally raid in Arabia Saudita. Lo farà alla guida di un camion Mercedes-Benz Unimog 435 del 1988, preparato da Tecnosport Rally, per oltre 7.000 km nel deserto saudita.
Accanto a lei ci saranno Serena Rodella, secondo pilota e meccanico, e Monica Buonamano, navigatrice con grande esperienza nella Dakar Classic. Insieme formeranno il Ladies Dakar Team, primo equipaggio italiano completamente femminile su un mezzo pesante nella storia dell’evento.
Il team: esperienza e competenza al femminile
Serena Rodella porta con sé un’esperienza decennale nel fuoristrada, con 5 titoli nazionali femminili conquistati tra il 2021 e il 2025. Monica Buonamano vanta oltre trent’anni di carriera e risultati nei rally storici, endurance e cross-country, oltre alla partecipazione alle ultime tre edizioni della Dakar Classic come copilota su auto e camion.
Una nuova sfida anche per #CorrerePerUnRespiro
La partecipazione alla Dakar Classic 2026 rappresenta un ulteriore passo per #CorrerePerUnRespiro, il progetto solidale fondato da Rachele Somaschini nel 2016 per sostenere la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. La pilota, affetta dalla malattia genetica sin dalla nascita, utilizza da anni la propria attività sportiva per sensibilizzare e raccogliere fondi: a oggi il progetto ha superato 520.000 euro di donazioni. La Dakar sarà un’occasione per ampliare ancora la visibilità dell’iniziativa a livello internazionale.
Preparazione fisica, patente C e test nel deserto
Per arrivare pronta alla Dakar, Somaschini ha intensificato la preparazione fisica, ottenuto in tempi record la patente C e svolto insieme al team alcuni test in Tunisia. Le prove sono state fondamentali per familiarizzare con la guida di un mezzo pesante su sabbia e con la navigazione CAP, essenziale nella Dakar Classic.
In gara l’equipaggio dovrà gestire un camion di oltre 44 quintali a vuoto, con 130 CV, tra dune, piste sabbiose e lunghe trasferte, per una media di circa 600 km al giorno tra prove speciali e collegamenti.

Un progetto reso possibile dal supporto degli sponsor
La Dakar Classic è un’operazione complessa e impegnativa anche sul piano economico. L’impresa di Somaschini non sarebbe stata possibile senza il sostegno degli sponsor che la accompagnano da diverse stagioni: Prima Assicurazioni, Mapei, SLF Abrasivi, Kemtec, Gruppo Meregalli, ai quali si aggiungono il contributo di Castrol (partner tecnico per la linea camion), FIAMM (batterie di avviamento) e le collaborazioni consolidate con Sparco e Stilo.
Le parole di Rachele Somaschini
“Non mi rendo ancora conto che questo sogno si stia concretizzando – commenta Somaschini – Ho sempre fantasticato sulla Dakar, ma non avrei mai immaginato di vedere il mio nome tra gli iscritti, e per di più alla guida di un mezzo pesante”.
“Superare i miei limiti è ciò che mi spinge avanti – prosegue – È il mio modo di combattere la malattia che mi accompagna da sempre. La Dakar Classic va oltre qualsiasi zona di comfort: non so cosa mi aspetterà, ma sono eccitatissima”.
“Dovrò conciliare ritmi di gara massacranti con le mie terapie e con la mia sensibilità alle alte temperature – aggiunge – Ma questa è una sfida nella sfida e un’occasione straordinaria per portare il messaggio di #CorrerePerUnRespiro in nuovi contesti. So di poter contare su un equipaggio di donne forti ed esperte e sul supporto di Tecnosport Rally”.
“Non finirò mai di ringraziare abbastanza i miei sponsor e tutti i sostenitori che mi spingono a dare sempre il massimo”.
Dakar Classic 2026: il percorso
La Dakar Classic 2026 partirà il 3 gennaio da Yanbu, sul Mar Rosso, con il Prologo che stabilirà l’ordine di partenza. Seguiranno 13 tappe, tra cui una marathon senza assistenza, con un giorno di riposo intermedio. Il percorso totale supererà i 7.000 km, di cui 4.126 km di prove speciali (record della gara). L’arrivo è previsto a Yanbu il 17 gennaio 2026.
Come sostenere #CorrerePerUnRespiro
Chi desidera sostenere il progetto può scegliere i regali solidali su correreperunrespiro.it o effettuare una donazione diretta.









