Diretta WRC – Rallye Monte-Carlo 2026
Ordine partenza shakedown
È stato ufficialmente reso noto l’ordine di partenza del primo giro di shakedown, in programma sui 4,25 km attorno a Gap. Un tracciato tradizionale che, come spesso accade, non rispecchia le caratteristiche delle prove speciali di gara. Per esigenze televisive, il primo passaggio avverrà con ordine di partenza prestabilito, con un equipaggio al via ogni due minuti a partire dalle 14.01. Questo primo giro sarà una vera e propria passerella, mentre nei passaggi successivi i piloti potranno utilizzare liberamente il tracciato.
Il primo loop vedrà in azione tutte le undici Rally1 (P1) e alcune Rally2, con lo shakedown che sarà trasmesso in diretta sui canali social ufficiali del WRC. Ad aprire lo shakedown sarà il campione del mondo in carica Sébastien Ogier (Toyota) alle 14.01, seguito dal compagno di squadra Elfyn Evans alle 14.03. Alle 14.05 toccherà a Thierry Neuville (Hyundai), seguito da Takamoto Katsuta alle 14.07 e dall’altro alfiere Hyundai Adrien Fourmaux alle 14.09.
Spazio poi alle Toyota di Sami Pajari (14.11) e Oliver Solberg (14.13). A seguire le due M-Sport Ford Puma Rally1 con Grégoire Munster (14.15) e Josh McErlean (14.17). Le ultime due Rally1 al via saranno quelle del rientrante Hayden Paddon, che torna nel WRC dopo anni di assenza con la Hyundai i20 Rally1 alle 14.19, e del debuttante assoluto in Rally1 Jon Armstrong, che chiuderà la classe regina alle 14.21.
Dalle 14.23 spazio alle Rally2, con grande attesa per il debutto della Lancia Ypsilon HF Rally2 affidata a Johan Rossel. Alle 14.25 partirà Nikolay Gryazin, mentre alle 14.27 sarà la volta dell’italiano Roberto Daprà, navigato da Luca Guglielmetti sulla Škoda Fabia RS Rally2. A chiudere il primo giro di shakedown sarà l’estone Romet Jürgenson alle 14.29 con la Ford Fiesta Rally2.
Previsioni meteo del 20 gennaio
- Mercoledì 21 gennaio (shakedown): clima generalmente mite per il periodo, con sole e cielo prevalentemente sereno nelle zone di Gap e Monte-Carlo. Temperature massime intorno 13°C e minime attorno ai 5°C.
- Giovedì 22 gennaio (avvio rally): aumento della probabilità di pioggia intermittente e rovesci, con temperature più fresche (massime circa 10°C e minime 7°C). Sulle prove di montagna ci potrebbe essere neve o precipitazioni miste, soprattutto in quota.
- Venerdì 23 gennaio: prevista pioggia diffusa su gran parte delle speciali, con quota neve che potrebbe posizionarsi sui tratti più alti delle prove speciali, come le zone di confine tra Drôme e Hautes-Alpes. Questo può rendere alcuni tratti scivolosi o con neve leggera a tratti.
- Sabato 24 gennaio: per ora la tendenza indica tempi ancora umidi, con piogge sparse e temperature simili alla giornata precedente (intorno agli 10–11°C in pianura). In quota potrebbe esserci miscelazione tra pioggia e neve, con potenziali tratti bagnati e umidi sul percorso.
- Domenica 25 gennaio (power stage e premiazione): condizioni ancora instabili con piogge o pioggerella, temperature in leggero calo (massime intorno 10°C, minime attorno 4°C). Possibile presenza di ristagni d’acqua e fondi umidi soprattutto al mattino.
Considerazioni sulle condizioni di gara
- Le condizioni alternanti tra pioggia, possibile neve in quota e temperature basse renderanno la scelta delle gomme cruciale: durante alcune speciali potrebbe esserci misto asfalto bagnato, tratti con ghiaccio o neve nelle sezioni in ombra o più elevate.
- Alcuni punti del percorso, soprattutto sui tratti più in quota come Vaumeilh o Col de Turini, sono soggetti a nevicate intermittenti e ghiaccio, aumentando la variabilità delle condizioni. L’incertezza del meteo a lunga distanza è ancora significativa, per cui le condizioni precise potranno modificarsi nei giorni immediatamente precedenti la competizione, specialmente sulle speciali alpine dove la micro-meteo è molto dinamica.
Sintesi meteo per piloti e team
- Shakedown (mercoledì): buone condizioni generali, tempo più stabile.
- Giovedì e venerdì: forte possibilità di pioggia, piste umide e tratti con ghiaccio o neve in quota.
- Fine settimana: condizioni variabili con pioggia ancora possibile, temperature basse e rischio di umidità persistente sulle prove.
Dove vedere e come seguire il “Monte”
Anche per la stagione in corso il Campionato del mondo rally conferma una copertura televisiva ampia e articolata, seppur con modalità differenti tra le varie emittenti. I quattordici rally in calendario saranno infatti seguiti integralmente da SKY, che garantirà la diretta televisiva e lo streaming attraverso la piattaforma NOW. Si tratta di una continuità rispetto agli ultimi anni, con un’offerta pensata per assicurare agli appassionati la possibilità di seguire l’andamento degli eventi in tempo reale, sia davanti al televisore sia su dispositivi mobili.
Diversa, almeno per il momento, la scelta della RAI, che non trasmetterà le prove o i rally in diretta, ma si limiterà a realizzare servizi di approfondimento e sintesi nella settimana successiva allo svolgimento degli eventi. Una copertura quindi differita, che privilegia il racconto a posteriori piuttosto che la fruizione live delle competizioni.
Resta centrale anche il ruolo di Rally.TV, la piattaforma ufficiale del Campionato del mondo rally. Come di consueto, sarà possibile seguire tutti i rally minuto per minuto in streaming, con un’offerta completa riservata agli abbonati. Rally.TV sarà disponibile sia come servizio diretto online sia attraverso la visione in televisione tramite DAZN, anche in questo caso con un abbonamento dedicato. Una soluzione che continua a rappresentare il punto di riferimento per chi desidera una copertura totale dell’evento, senza limitarsi alle sole prove trasmesse in chiaro o sui canali generalisti.
Un elemento di rilievo della stagione è l’aumento del numero di prove speciali trasmesse in diretta televisiva. È importante sottolineare che la scelta delle prove da mandare live non dipende dalle emittenti, ma dall’organizzazione dell’evento. Un aspetto che incide in modo diretto sulla visibilità delle singole giornate di gara e che, in alcuni casi, consente di seguire fasi particolarmente significative del rally.
Il Rallye Monte-Carlo rappresenta un esempio emblematico di questo incremento della copertura. Saranno infatti otto le prove speciali trasmesse in diretta. Giovedì andranno in onda la prova speciale 1 su Sky Sport Arena e la prova speciale 3 su Sky Sport F1. Venerdì sarà la volta della prova speciale 9, anch’essa su Sky Sport Arena. Il sabato offrirà un palinsesto particolarmente ricco, con la prova speciale 10 e la prova speciale 12 su Sky Sport Arena, mentre la prova speciale 13 sarà trasmessa su Sky Sport Max. La giornata conclusiva di domenica vedrà infine la diretta della prova speciale 15 e della prova speciale 17, entrambe su Sky Sport Arena.
Accanto alla copertura a pagamento, sono previste anche alcune trasmissioni in chiaro. Il primo passaggio dello shakedown del mercoledì pomeriggio e la cerimonia di partenza da Monaco del giovedì pomeriggio saranno trasmesse sui canali YouTube ufficiali di FIA World Rally Championship e dell’Automobil Club di Monaco. Allo stesso modo, anche la premiazione finale di Monaco sarà visibile gratuitamente sugli stessi canali.
I ricognitori del Rallye Monte-Carlo
Come da tradizione nelle gare del WRC su asfalto, anche alla 94ª edizione del Rallye Monte-Carlo il lavoro dei ricognitori avrà un ruolo fondamentale. Gli equipaggi potranno contare su vetture che percorreranno le prove speciali poche ore prima del via ufficiale, fornendo indicazioni decisive su condizioni dell’asfalto, presenza di sporco, umidità e ghiaccio, elementi che al Monte-Carlo possono cambiare radicalmente da un tornante all’altro e influenzare in maniera determinante le scelte strategiche.
In casa Toyota, Sébastien Ogier ha scelto come ricognitori Stéphane Lefebvre e Loria Pascaud, due profili di grande esperienza e profonda conoscenza delle strade monegasche. Il giovane finlandese Sami Pajari si affiderà invece al connazionale Juuso Nordgren, con Janne Ferm, ex navigatore di Esapekka Lappi, al suo fianco. Il vice-campione del mondo Elfyn Evans ha optato per una soluzione familiare e collaudata, scegliendo il padre Gwyndaf Evans insieme a Daniel Barritt, mentre Oliver Solberg ha deciso di puntare su uno dei massimi specialisti del Rallye Monte-Carlo come Bryan Bouffier, navigato da Denis Giraudet. Takamoto Katsuta ha preferito affidarsi all’esperienza di Juho Hänninen, con Janni Hussi alle note.
Per quanto riguarda M-Sport, Grégoire Munster ha scelto come ricognitori Stéphane Lhonnay e Kevin Bronner, Josh McErlean si affida a Henry Desmond, mentre il debuttante Jon Armstrong ha deciso di puntare su Ryan Champion. In casa Hyundai, il campione del mondo 2024, il belga Thierry Neuville si affida ad Alexandre Bengué, affiancato da Arthur Tanguy, mentre il francese Adrien Fourmaux ha scelto Patrick Magaud con Pascal Morel. Grande attenzione anche per il rientro di Hayden Paddon, che ha deciso di affidarsi a Teemu Suninen insieme a Jack Morton.
Nel WRC2, l’interesse è altissimo e non solo per il livello degli equipaggi, ma soprattutto per il debutto della Lancia Ypsilon Rally2. Yoann Rossel potrà contare sull’enorme esperienza di Yoann Bonato, mentre Nikolay Gryazin ha scelto come ricognitore il padre Vasily Gryazin. L’italiano Roberto Daprà ha deciso di affidarsi al padre Matteo, affiancato da Luca Beltrame. Tra gli altri protagonisti di vertice figurano Éric Camilli, che avrà Franck Lions, Léo Rossel, affiancato da Romain Di Fante, e il portacolori M-Sport Romet Jürgenson, che si affida a David Sultanjants. Il ceco Filip Kohn ha scelto Tom Cave, mentre sempre nel WRC2 l’italiano Luciano Cobbe avrà Paolo Strabello e Davide Bianchi. Filippo Marchino si affiderà invece a Marcel Porliod e André Perrin.
Nel WRC3, il campione del mondo in carica Matteo Fontana ha scelto di puntare sull’esperienza pluricampionata di Paolo Andreucci e Rudy Briani. Tra gli altri italiani al via, Paolo Vallivero ha optato per Fabio Andolfi e Marco Menchini, Paolo Vigo si affida a Federico Gangi, Marco Oldani ha scelto Luca Fredducci e Gea Daldini, mentre Andrea Spataro ha deciso di contare su Giacomo Scattolon e Francesco Magrini. Sempre tra le 2WD, Giancarlo De Matteis ha scelto Sandro Sottile e Nicolò Ventoso, mentre Emanuele Fiore avrà Marco Corona e Andrea Goirni. Nella categoria Rally5, Davide Cagni si affida a Elia Pattacini e Daniele Benedetti, mentre Giacomo Matteuzzi avrà Sandro Sanesi e Simone Brachi.

Le parole dei protagonisti
Il FIA World Rally Championship 2026 prende il via, come da tradizione, con il Rallye Monte-Carlo, appuntamento inaugurale della stagione in programma dal 22 al 25 gennaio sugli iconici asfalti alpini che si snodano tra Gap e il Principato di Monaco. Un evento carico di fascino e imprevedibilità, che rappresenta subito un banco di prova cruciale per team e piloti. Alla vigilia del nuovo campionato, in Hyundai Motorsport si respira un clima di grande determinazione. Dopo una stagione 2025 al di sotto delle aspettative, la casa coreana è pronta a rilanciarsi con l’obiettivo dichiarato di tornare a lottare per tutti i titoli iridati. Dalle parole del management fino alle dichiarazioni dei piloti emerge una visione comune: essere competitivi e costanti per l’intero arco della stagione 2026.
Il Presidente e Team Principal Cyril Abiteboul ha chiarito fin da subito l’approccio con cui Hyundai affronta il nuovo anno: “Torniamo questa stagione con più determinazione e spirito combattivo che mai. Il 2025 è stato difficile, ma ci ha insegnato molto sui nostri punti deboli e su cosa migliorare per alzare ulteriormente il livello nel 2026. Il nostro obiettivo resta quello di chiudere l’anno con tutti e tre i titoli mondiali.” Abiteboul ha evidenziato come la maturità raggiunta dalla Hyundai i20 N Rally1, unita a un intenso programma di test e al rafforzamento del gruppo dirigente, rappresenti un segnale chiaro delle ambizioni del team. Dal punto di vista strategico, il ritorno alla gestione a rotazione della terza vettura, affiancata alla continuità garantita da Thierry Neuville e Adrien Fourmaux, ricalca una formula già vincente nel 2024. Fondamentale anche il contributo di Dani Sordo, Esapekka Lappi e Hayden Paddon, il cui ritorno porta esperienza, solidità e un atteggiamento positivo all’interno della squadra.
Sulla stessa lunghezza d’onda il WRC Sporting Director Andrew Wheatley, che ha sottolineato il grande lavoro svolto dietro le quinte:“L’obiettivo è chiaro: dobbiamo essere in lotta per tutti e tre i campionati a fine stagione. Abbiamo la giusta esperienza nel team e ora conosciamo meglio la vettura, con una visione chiara di punti di forza e debolezza.” Durante l’inverno Hyundai ha completato 16 giorni di test, dal Rally Saudi Arabia fino al Rallye Monte-Carlo, un impegno significativo pensato per costruire una base tecnica solida. La chiave, secondo Wheatley, sarà la continuità di rendimento, elemento indispensabile per puntare ai titoli in un campionato sempre più competitivo, con Toyota ancora una volta principale rivale.
Tra i piloti, Thierry Neuville, campione del mondo 2024, guarda con fiducia al nuovo anno e in particolare al Rallye Monte-Carlo, una gara a lui particolarmente cara:“Il Rallye Monte-Carlo è sempre un evento difficile per iniziare la stagione, ma c’è sempre grande entusiasmo. Servono fiducia e una vettura prevedibile in ogni condizione. Abbiamo vinto qui due volte e si dice che non c’è due senza tre: speriamo di poter essere lassù e salire sul gradino più alto del podio.” Al rientro nel programma Hyundai, Hayden Paddon affronterà Monte-Carlo con un approccio prudente ma determinato: “È l’evento più impegnativo della stagione e nessuno sa davvero cosa aspettarsi dalle condizioni. Il nostro obiettivo è arrivare al traguardo senza errori, supportando Thierry e Adrien nella loro lotta per le posizioni di vertice.”. Grande motivazione anche per Adrien Fourmaux, pronto ad affrontare nuovamente le insidie monegasche al volante della Hyundai i20 N Rally1: “È una gara leggendaria per le condizioni miste e per l’intensità unica. L’obiettivo è vincere: se c’è un rally che voglio vincere, è questo. L’auto deve essere facile da guidare su neve, ghiaccio, bagnato e asciutto.”
Toyota Gazoo Racing dal canto suo si presenta al via del Rallye Monte-Carlo schierando cinque GR Yaris Rally1, affidate a Sébastien Ogier, Elfyn Evans, Takamoto Katsuta, Sami Pajari e alla new-entry Oliver Solberg. Un avvio di stagione atteso e carico di aspettative per il team giapponese, come sottolineato dal Team Principal Jari-Matti Latvala. “È sempre emozionante iniziare una nuova stagione, che tu sia un pilota, un team principal o un tifoso. È interessante vedere il livello delle squadre e dei piloti e capire chi si presenta in buona forma. Con il lavoro di sviluppo fatto su sospensioni e aerodinamica, la nostra GR Yaris Rally1 dovrebbe essere forte, ma sappiamo che anche i nostri rivali hanno lavorato duramente. Il Rallye Monte-Carlo è l’evento più difficile e stressante dell’anno, ma anche il più gratificante se si riesce a salire sul podio di Monaco. Sébastien ci è riuscito più volte di chiunque altro e so che, anche dopo il nono titolo mondiale, avrà ancora fame di vittoria. Anche Elfyn ha mostrato prestazioni incredibili la scorsa stagione. Siamo inoltre entusiasti di accogliere Oliver e di vedere cosa lui, Taka e Sami riusciranno a fare durante l’anno.”
Grande attesa per Elfyn Evans, pronto a rilanciare la propria sfida iridata sin dalla gara inaugurale, “Dopo la breve pausa invernale, non vedo l’ora di iniziare la nuova stagione e di lottare per le posizioni di vertice. Sarà sicuramente un anno molto competitivo e dovremo essere al top della forma fin dai metri di gara. Sul fronte vettura e pneumatici c’è piena continuità con la passata stagione e anche se abbiamo chiuso la scorsa stagione in una buona posizione, il team ha lavorato duramente per nuovi aggiornamenti alla vettura. Il Monte-Carlo resta un’incognita: non si può mai sapere in anticipo che condizioni si troveranno. È una sfida enorme e tutto sta nella capacità di adattarsi durante la gara alle condizioni meteo. Occhi puntati anche su Sébastien Ogier, autentico specialista del Monte-Carlo, gara che ha vinto per ben dieci volte in carriera: “È stato bello avere un po’ di tempo per poter festeggiare i risultati ottenuti la passata stagione, ma ora l’attenzione è già rivolta alla nuova stagione, quando tutti ripartono da zero. Anche se non prenderò parte a tutti i rally, il mio programma resta comunque intenso. Cercheremo di fare il massimo con questo grande team, che continua a spingere per migliorarsi ogni anno. Monte-Carlo è sempre speciale per me: è il rally che significa di più per me ed è quello che mi ha fatto sognare. Vincere qui per la decima volta lo scorso anno è stato un momento di grande orgoglio, anche quest’anno l’obbiettivo è sempre lo stesso, anche se sappiamo che sarà difficile.”
Debutto stagionale con la Toyota Rally1 per Oliver Solberg, chiamato a un’importante stagione di crescita dopo il titolo conquistato nel WRC2 lo scorso anno: “È un sogno, cominciare la stagione e correrla con i colori Toyota. Non ho aspettative precise in termini di risultati: voglio semplicemente fare il mio lavoro al meglio e vedere come andrà. Conosco bene la vettura sulla terra, mentre sull’asfalto devo ancora imparare. Su questa superficie la differenza tra Rally2 e Rally1 si sente molto, ma nei test abbiamo avuto buone sensazioni e mi sento davvero a mio agio in macchina. Monte-Carlo è un rally che devi per forza amare, anche se è probabilmente il più difficile dell’anno.” Takamoto Katsuta dal canto suo spiega quanto le condizioni strade-meteo possano fare la differenza in un rally come quello monegasco: “Iniziare la stagione al Monte-Carlo è sempre speciale. Le condizioni sono tra le più complicate dell’anno e il sentimento prima della gara è sempre misto: entusiasmo e incertezza su ciò che si troverà poi in gara. Sarà fondamentale la comunicazione con i ricognitori, perché le condizioni possono cambiare molto rapidamente. Nei test pre-gara abbiamo trovato ghiaccio e neve, ma anche asfalto bagnato, e ho percepito buoni progressi rispetto allo scorso anno”.
Chi proverà a mettere a frutto l’esperienza accumulata lo scorso anno sarà Sami Pajari, il finlandese punta giocarsi al meglio le sue carte in questo primo appuntamento stagionale: “È una sensazione fantastica iniziare il mio secondo anno con la Rally1. La scorsa stagione è stata soprattutto di apprendimento, dato che lì correvo con una rally1 per la prima volta. Nella seconda metà dell’anno le cose sono andate sempre meglio e ora mi sento molto più pronto a essere competitivo. La macchina e le gomme sono praticamente le stesse dello scorso anno, ma ora capisco molto meglio il loro potenziale. Monte-Carlo è forse il rally più impegnativo della stagione, ma spero di avere un buon feeling e di godermi la gara.”
Sei domande a Wydaeghe
Martijn Wydaeghe parla del fondamentale ruolo dei ricognitori, in particolare al Rallye Monte-Carlo, dove il ghiaccio nero è un vero e proprio incubo per gli equipaggi in gara.
Che cos’è un equipaggio di ricognitori?
“È composto da un pilota e da un copilota che prendono la nostra vettura da ricognizione e percorrono una prova speciale al massimo 70 minuti prima della partenza. Utilizzano le nostre note e apportano correzioni in base alle condizioni del fondo stradale, descrivendo in modo dettagliato lo stato della strada. Al Rallye Monte-Carlo serve a indicare dove troveremo ghiaccio, dove l’asfalto è asciutto, umido, bagnato o innevato. Questo ci dà un’idea dei punti in cui dobbiamo essere prudenti e ci aiuta anche a scegliere le gomme più adatte.”
Quanto sono importanti?
“Sono fondamentali perché ci danno la fiducia necessaria per andare forte dove è possibile farlo. Allo stesso tempo ci avvertono dei punti in cui dobbiamo fare attenzione e dove le condizioni dell’asfalto sono particolarmente insidiose.”
Qual è il processo attraverso cui le informazioni raccolte arrivano a voi?
“Normalmente la procedura prevede che correggano le informazioni direttamente su una copia del mio quaderno delle note. Una volta terminata la prova speciale, scansionano le pagine modificate e mi inviano un documento PDF. In caso di emergenza o se non c’è tempo per effettuare le scansioni, consegnano il quaderno delle note a un incaricato, che ci attende prima della prova in un’area definita dagli organizzatori: ci consegna il quaderno e noi affrontiamo la speciale con la copia delle note contenente tutte le correzioni.”
Scegli tu i ricognitori e com’è il processo di selezione?
“Sì, e per il pilota è fondamentale avere esperienza: deve sapere quanto andiamo forte, quando effettuiamo le scelte sulle gomme e cosa ci aspettiamo concretamente da lui. Per quanto riguarda i copiloti, lavorano in parallelo con il nostro copilota per assicurarsi di rispettare i tempi, conoscere il regolamento e padroneggiare perfettamente il nostro sistema di note.”
Che cosa rende deve avere una buona coppia di ricognitori?
“Un equipaggio capace di fornire aggiornamenti precisi sulle condizioni della strada, di anticipare l’evoluzione del fondo e di stimare come sarà quando noi passeremo. Questo è il ruolo davvero fondamentale ed è tutto legato alla fiducia: quando ciò che descrivono corrisponde a quello che poi vediamo in prova speciale, la fiducia aumenta e possiamo attaccare.”

Sei domande ad Hayden Paddon
Hayden Paddon parla alla vigilia del via del suo ritorno nel WRC, delle sue ambizioni, dell’aver ritrovato il team Hyundai WRT. Ma parla anche di come si è preparato al grande ritorno.
Che cosa significa per te tornare nel WRC con l’Hyundai Shell Mobis World Rally Team?
“È un momento da pizzicarsi per rendersi conto di essere davvero tornati con Hyundai Motorsport. È stato del tutto inaspettato, ma siamo estremamente grati per questa opportunità e lavoreremo duramente per dare il massimo per la squadra.”
Come hai reagito quando hai ricevuto la notizia che saresti tornato a far parte del team?
“È successo tutto molto in fretta e, prima ancora di rendercene conto, eravamo già su un aereo diretti al Rallye du Dévoluy per un test, quindi c’è stato poco tempo per pensarci. Di certo siamo nervosi, ma anche molto entusiasti per gli eventi che ci attendono.”
Quali sono le tue speranze e aspettative per il Monte-Carlo e per la stagione che verrà?
“Non è un segreto che il Monte-Carlo sarà una sfida enorme per noi, probabilmente la più difficile della stagione, su una vettura che per noi è nuova. Dobbiamo essere realistici e mantenere la calma: con questo approccio l’obiettivo è arrivare al traguardo senza problemi.”
Nel WRC non esistono gare facili, ma il Rallye Monte-Carlo è particolarmente impegnativo. Quanto è difficile e quale sarà il tuo approccio?
“Sono passati alcuni anni dall’ultima volta che abbiamo disputato il Monte, ma tutto dipenderà dalle condizioni meteo nella settimana della gara. Possono variare enormemente, trasformandolo da un impegnativo rally su asfalto a un vero rally invernale estremamente scivoloso. Approccio, assetto e tattica sono molto diversi in base a questi scenari, quindi dobbiamo prepararci ed essere aperti mentalmente a ogni possibilità.”
Come vi siete preparati o vi preparerete per l’evento?
“Abbiamo effettuato un primo piccolo shakedown della vettura durante un media day nell’area del rally, in condizioni molto difficili. Successivamente, questa settimana, abbiamo svolto dei test più approfonditi nella nostra base prove per capire il potenziale della vettura e cercare di acquisire confidenza. Il fattore più importante per noi, in vista del Monte, è imparare a conoscere l’auto e sentirci a nostro agio al volante.”
Che esperienza hai alla guida della Hyundai i20 Rally1 e cosa pensi della vettura rispetto all’ultima Hyundai World Rally Car che hai guidato?
“Abbiamo guidato la vettura durante il media day dello scorso fine settimana nei pressi di Gap. È molto difficile giudicare e adattarsi a un’auto di questo tipo in così poco tempo, ma ora avremo a disposizione chilometri di test più significativi questa settimana e sono certo che riusciremo ad adattarci. Le prime impressioni indicano che è molto diversa sotto ogni aspetto rispetto alla WRC che guidavamo otto anni fa, ma è veloce e reattiva, quindi sarà un’auto divertente da guidare.”

Presentazione ufficiale
La presentazione ufficiale della stagione 2026 del Campionato del mondo rally, andata in scena al Porto di Monaco, ha avuto un valore che va ben oltre la ritualità dell’evento inaugurale. Non è stata soltanto una passerella di vetture e protagonisti, ma un momento altamente simbolico, capace di condensare passato, presente e prospettive future del WRC, proprio alla vigilia del Rallye Monte-Carlo, da sempre considerato la porta d’ingresso più solenne e impegnativa dell’intero calendario.
La scelta di Monaco come teatro della cerimonia non è mai neutra. Il Principato rappresenta uno dei cuori storici del rally mondiale, un luogo in cui l’immagine e la sostanza sportiva si fondono come in pochi altri contesti. Alla presenza del Principe Alberto II, il WRC ha ribadito la propria identità di campionato globale ma profondamente ancorato alla tradizione. Monte-Carlo non è solo una gara: è un simbolo, un rito di passaggio che ogni anno misura ambizioni, preparazione e credibilità tecnica di squadre e piloti.
In questo quadro fortemente evocativo, uno dei momenti più significativi è stato senza dubbio il ritorno ufficiale della Lancia nel contesto del Mondiale, seppur attraverso la categoria WRC2. La presentazione della nuova Lancia Ypsilon HF Integrale ha avuto un peso che travalica il piano sportivo immediato. Lancia non è un marchio qualsiasi nei rally: è un nome che richiama un’epoca di dominio tecnico e agonistico, un riferimento assoluto per chiunque conosca la storia della disciplina. Il suo rientro, anche graduale, assume il valore di una riconnessione con quella memoria collettiva che il WRC, negli ultimi anni, ha spesso cercato di recuperare.
Il fatto che il debutto avvenga in WRC2 è indicativo di un approccio prudente ma strutturato. Non un’operazione nostalgica, bensì un progetto tecnico inserito in una categoria altamente competitiva, oggi fondamentale per lo sviluppo dei piloti e per la credibilità dei costruttori. Le parole di Yohan Rossel, che ha definito l’ingresso in Lancia “un sogno tornato realtà”, sintetizzano bene il sentimento che accompagna questo ritorno: rispetto per la storia, ma anche consapevolezza della responsabilità che ne deriva.
Accanto alla Lancia, sul palco è salita anche la Škoda Fabia RS, in un passaggio carico di significati. La casa ceca, punto di riferimento assoluto nel mondo Rally2, celebra nel 2026 il suo 125º anniversario, confermandosi uno dei pilastri tecnici del panorama rallystico mondiale. La presenza della Fabia RS accanto alla Ypsilon HF Integrale ha creato un contrasto interessante tra continuità e novità: da un lato un marchio che da anni detta lo standard della categoria, dall’altro un costruttore che rientra con il peso di una storia leggendaria sulle spalle.
Il messaggio che emerge è chiaro: il WRC, anche attraverso le sue categorie di supporto, sta cercando di rafforzare il proprio ecosistema tecnico e sportivo, valorizzando marchi solidi e progetti credibili. In questo senso, la centralità data a Lancia e Škoda prima ancora delle Rally1 non è stata casuale, ma una dichiarazione d’intenti.
Tutto questo conduce naturalmente al Rallye Monte-Carlo, che resta il primo vero banco di prova della stagione. Le strade alpine, le condizioni mutevoli, il buio della prima notte di gara e l’equilibrio costante tra rischio e gestione continuano a rendere il Monte-Carlo una sintesi perfetta del rally moderno e di quello classico. È lì che i proclami lasciano spazio ai fatti, ed è lì che una stagione appena presentata in grande stile inizia davvero a prendere forma.
Remote service: cosa sono
Il Rallye Monte-Carlo 2026 si conferma ancora una volta laboratorio regolamentare e organizzativo del Campionato del Mondo Rally. Tra le novità più rilevanti dell’edizione numero 94 spicca l’introduzione di due Remote Service Zone, una prevista il sabato pomeriggio, prima del trasferimento verso Monaco, e una la domenica mattina, immediatamente prima delle prove speciali conclusive.
Una scelta che rappresenta una significativa deroga rispetto al quadro normativo generale FIA e che è stata possibile solo grazie a una richiesta formale dell’organizzazione del Monte-Carlo, accolta dalla Federazione. Il regolamento sportivo 2026, infatti, stabilisce chiaramente che:
“È consentita al massimo una (1) zona di assistenza remota per rally, che non deve essere prevista nell’ultimo giorno di gara.”
Entrambe queste condizioni vengono dunque disattese nel caso specifico del Monte-Carlo, a conferma dello status particolare della gara monegasca, da sempre caratterizzata da logiche operative e tecniche uniche all’interno del calendario iridato.
La Remote Service Zone è una forma di assistenza limitata, concepita per consentire interventi tecnici essenziali lontano dal parco assistenza principale, senza però snaturare il concetto di endurance e gestione della vettura tipico del rally.
Il regolamento FIA 2026 ne definisce con precisione struttura, durata e modalità operative. In ogni zona di assistenza remota:
- deve essere istituito un controllo orario in entrata e in uscita;
- il tempo imposto è fissato in 20 minuti;
- qualsiasi intervento può essere effettuato esclusivamente dall’equipaggio, affiancato da altre tre persone per vettura (una in più rispetto al passato).
Quest’ultimo punto rappresenta una delle modifiche più rilevanti introdotte per il 2026, con un allentamento significativo dei vincoli operativi rispetto alle stagioni precedenti.
Il cambiamento più sostanziale riguarda però l’elenco dei ricambi e delle attrezzature che possono essere utilizzati all’interno della Remote Service Zone. Se in passato l’assistenza era fortemente limitata a interventi minimi, il regolamento 2026 amplia sensibilmente il perimetro operativo, pur mantenendo un controllo rigoroso.
Gli interventi possono essere effettuati utilizzando esclusivamente:
- l’equipaggiamento, i pezzi di ricambio e gli attrezzi presenti a bordo della vettura da gara;
- una serie di elementi specifici che possono essere forniti dai membri del team.
L’elenco autorizzato comprende:
- pneumatici;
- computer portatile;
- un cric aggiuntivo;
- due pedane;
- specchietti retrovisori destro e sinistro;
- quattro cavalletti;
- ammortizzatori;
- molle delle sospensioni;
- bracci dello sterzo;
- bracci delle sospensioni, portamozzi ed elementi di collegamento tra portamozzo e bracci oscillanti;
- elementi di collegamento del portamozzo posteriore e del montante McPherson;
- supporti dello sterzo montati sul portamozzo;
- semiassi;
- sensori;
- viti, dadi e bulloni;
- materiali di consumo (acqua pura, lubrificanti, refrigeranti, cartucce d’aria per la regolazione della pressione pneumatici);
- chiavi per dadi ruota, chiavi dinamometriche e utensili manuali;
- utensili a batteria, comprese le torce;
- attrezzature per lo spurgo dei freni e per la pulizia del veicolo.
È inoltre consentita l’aggiunta di acqua pura negli impianti dei veicoli dotati di apposito dispositivo di riempimento.
Questo elenco, molto più esteso rispetto al passato, riflette una filosofia regolamentare più pragmatica, orientata a ridurre i ritiri per danni minori e a migliorare la sicurezza, senza trasformare la Remote Service Zone in un parco assistenza completo.
Il regolamento specifica inoltre che:
- i dettagli relativi al trasporto dei pneumatici e dei materiali verso la zona di assistenza remota possono essere ulteriormente regolamentati dal Regolamento Particolare di ogni rally;
- quando una Remote Service Zone è preceduta da un riordino, deve essere prevista una zona tecnica di 3 minuti prima del controllo orario in uscita dal riordino;
- è obbligatorio l’uso di teli a protezione del suolo, a tutela dell’ambiente e nel rispetto delle normative FIA in materia di sostenibilità.
L’introduzione di due Remote Service Zone al Rallye Monte-Carlo 2026 rappresenta dunque una eccezione regolamentare autorizzata, giustificata dalla complessità logistica della gara, dalle condizioni meteo spesso estreme e dalla necessità di garantire sicurezza e affidabilità nelle fasi decisive del rally.
In un contesto come quello monegasco, dove neve, ghiaccio e asfalto asciutto possono alternarsi anche nell’arco della stessa prova speciale, la possibilità di effettuare interventi tecnici più articolati assume un valore strategico fondamentale, senza però compromettere l’equilibrio sportivo.
Nel complesso, le modifiche introdotte dal regolamento FIA 2026 sulle Remote Service Zone segnano un chiaro cambio di approccio: meno rigidità formale, maggiore responsabilizzazione dei team, sempre all’interno di un quadro normativo ben definito.
Il Rallye Monte-Carlo, ancora una volta, fa da apripista. Un banco di prova non solo per piloti e vetture, ma anche per un regolamento che cerca di evolversi mantenendo intatti i valori fondamentali del rally: gestione, resistenza, adattamento e competenza tecnica.
Si chiamano zone di decelerazione
Per la stagione 2026, il Campionato del Mondo Rally introduce una misura di sicurezza supplementare in conformità all’Articolo 5.5.4.1 c) dell’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale FIA. L’obiettivo è quello di garantire una maggiore sicurezza nei punti di arrivo delle prove speciali, riducendo la velocità dei veicoli prima del traguardo.
La novità regolamentare prevede l’istituzione di una zona di decelerazione, o Deceleration Area, progettata specificamente per obbligare gli equipaggi a rallentare prima di raggiungere il punto STOP di ogni prova speciale. Si tratta di un modulo di rallentamento che non modifica la lunghezza complessiva della prova né la sua caratteristica agonistica, ma mira a ridurre il rischio di incidenti in prossimità del traguardo, migliorando le condizioni di sicurezza per piloti, navigatori e personale addetto.
Per garantire il rallentamento, l’organizzatore posizionerà due coni, uno su ciascun lato della carreggiata, creando un restringimento controllato che obbliga le vetture a ridurre la velocità. La distanza di posizionamento dei coni è fissata a 100 metri prima del punto STOP della prova speciale, offrendo agli equipaggi un margine sufficiente per adattare la propria traiettoria e ridurre progressivamente la velocità senza compromettere il controllo del veicolo.
Le posizioni delle Deceleration Area saranno comunicate agli equipaggi in modo trasparente e chiaro:
- Verranno indicate nel road book, garantendo che ogni pilota possa anticipare correttamente la zona durante la gara.
- Saranno segnalate durante le ricognizioni, permettendo ai piloti di familiarizzare con la configurazione della decelerazione e pianificare le traiettorie ottimali in condizioni di sicurezza.
Questa doppia modalità di comunicazione assicura che tutti i partecipanti conoscano con precisione le zone di rallentamento e possano adattare la propria strategia di guida senza sorprese durante la competizione.
L’introduzione delle Deceleration Area risponde a una logica di sicurezza preventiva, riducendo la possibilità di incidenti nei punti più critici delle prove speciali, in particolare in prossimità del traguardo. Allo stesso tempo, il sistema è stato progettato per minimizzare l’impatto sulle prestazioni agonistiche, permettendo ai piloti di competere ai massimi livelli senza alterare significativamente il ritmo complessivo della gara.
I protagonisti del “Monte” 2026
Con largo anticipo rispetto agli anni scorsi, l’organizzazione del Rally 2026 ha pubblicato l’elenco ufficiale degli iscritti, confermando una partecipazione numerosa e di alto livello. Nonostante lo “sbarramento” previsto a 60 equipaggi – ridotto rispetto ai 70 dell’anno scorso – alla fine è stata decisa una deroga, ammettendo tutti i richiedenti: saranno quindi 66 gli equipaggi in gara.
L’elenco rappresenta un vero e proprio quadro del panorama rallyistico internazionale, dai team ufficiali di punta alle formazioni indipendenti, con un mix di campioni affermati, giovani promesse e veterani locali. Analizzandolo nel dettaglio, emergono alcune notevoli conferme e novità tecniche e sportive.
Tra i protagonisti principali figurano i team ufficiali che schierano vetture Rally1, ora libere dalla dicitura “Hybrid” introdotta lo scorso anno, ma sempre ai massimi livelli di tecnologia e performance.
- Hyundai Shell Mobis WRT presenta tre equipaggi, tutti schierati anche per la classifica “Costruttori”: il belga Thierry Neuville, il francese Adrien Fourmaux e il rientrante neozelandese Hayden Paddon.
- Toyota Gazoo Racing WRT conferma quattro piloti: il campione del mondo in carica, il francese Sebastien Ogier, il vicecampione, l’inglese Elfyn Evans, il giapponese Takamoto Katsuta, non nominato per i punti Costruttori, e il neo-promosso in Rally1 Oliver Solberg, norvegese di nascita ma svedese di cittadinanza.
- La struttura Toyota Gazoo Racing WRT2 conferma il giovane finlandese Sami Pajari, pilota di grande prospettiva.
- M-Sport Ford WRT schiera tre equipaggi nominati per il campionato Costruttori: Gregoire Munster, Joshua McErlean e l’esordiente irlandese in Rally1, Jon Armstrong.
La categoria WRC2 promette spettacolo grazie al ritorno ufficiale della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. I due piloti ufficiali, Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, si ritrovano dopo l’esperienza condivisa in Citroën Racing, introducendo un nuovo elemento di competitività nella serie di supporto più importante del WRC.
Accanto a loro, il trentino Roberto Daprà, navigato da Luca Guglielmetti, guiderà una Skoda Fabia Rally2, forte dell’esperienza acquisita nelle due stagioni precedenti. La partecipazione di Daprà segna la sua terza stagione in WRC2, con l’obiettivo di consolidare risultati e dimostrare la propria crescita sportiva.
Altri nomi di rilievo in WRC2 comprendono Eric Camilli su Skoda, Filip Mares su Toyota e Leo Rossel su Citroën, insieme a numerosi altri piloti che garantiranno una lotta serrata per i vertici della categoria.
L’elenco iscritti evidenzia quattordici equipaggi italiani in gara, suddivisi tra WRC2, WRC3 e le categorie non prioritari.
- WRC2:
- Roberto Daprà / Luca Guglielmetti (Skoda)
- Luciano Cobbe / Roberto Momenti (Skoda)
- Filippo Marchino / Pietro Elia Ometto (Citroën)
- Carlo Covi / Michela Lorigiola (Skoda)
- WRC3:
- Matteo Fontana / Alessandro Arnaboldi, campioni del mondo WRC3 in carica
- Non prioritari:
- Rally2: Paolo Vallivero / Stefano Cirillo (Toyota)
- Rally4: Paolo Vigo / Matteo Canobbio (Lancia), Marco Oldani / Pietro D’Agostino (Lancia), Andrea Spataro / Alessia Muffolini (Peugeot), Aldo Calabrini / Alfredo Tarquinio (Peugeot), Giancarlo De Matteis / Giulia Bico (Lancia), Emanuele Fiore / Martina Musiari (Lancia)
- Rally5: Davide Cagni / Alessio Spezzani (Renault), Giacomo Matteuzzi / Juri Frosini (Renault)
Tra i navigatori italiani di spicco figurano Francesco Pezzoli, navigatore dello svizzero Stefano Mella (Skoda), Serena Giuliano, al fianco del monegasco Marc Dessi (Alpine), e Mattia Pastorino, navigatore del monegasco Jean Paul Palmero (Lancia Rally4).
Complessivamente, l’elenco iscritti evidenzia una varietà di vetture e categorie che riflette la ricchezza tecnica e sportiva del rally:
- 66 iscritti complessivi
- 11 vetture Rally1
- 32 vetture Rally2
- 7 vetture Rally3
- 3 vetture R-GT
- 10 vetture Rally4
- 3 vetture Rally5
Questi numeri confermano non solo la vitalità del Campionato del Mondo Rally, ma anche l’equilibrio tra team ufficiali e piloti privati, giovani promesse e veterani, che rende ogni gara un mix di strategie, sfide tecniche e spettacolo agonistico.
La novità del 2026
Dopo un’assenza di oltre trent’anni dal Campionato del Mondo Rally, il Team Lancia Corse HF annuncia il ritorno ufficiale nella stagione 2026, schierando due equipaggi nella categoria WRC2. La storica casa italiana, protagonista indiscussa dei rally negli anni ’70 e ’80 con undici titoli mondiali Costruttori e numerose vittorie al Rallye Monte-Carlo, torna così a calcare le prove speciali del panorama iridato, puntando su piloti di alto profilo e su una vettura moderna e competitiva.
I due piloti ufficiali del team saranno Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, una vettura sviluppata secondo le specifiche Rally2 più recenti, capace di combinare performance, affidabilità e tecnologia avanzata. L’ufficialità della partecipazione viene confermata con la presenza dei due equipaggi al 94° Rallye Monte-Carlo, in programma dal 22 al 25 gennaio 2026, gara di apertura della stagione WRC2.
Rossel, 30 anni, vanta un curriculum di rilievo: Campione Francese Junior, vincitore della Promotion Cup, Campione del Mondo WRC3 nel 2021 e Vice-Campione del Mondo WRC2 nel 2025. La sua carriera si è sviluppata prevalentemente al volante di vetture del Gruppo Stellantis, maturando esperienza sia a livello nazionale sia internazionale. La scelta di Rossel come pilota ufficiale Lancia evidenzia la volontà del team di puntare su un conduttore con un profilo competitivo già consolidato nel WRC2, capace di adattarsi rapidamente alla nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale.
Gryazin, 28 anni, di origine russa ma con licenza bulgara, porta invece una solida esperienza internazionale su diverse superfici. Tra i suoi risultati più significativi figurano il titolo ERC Under 28 e la vittoria del Campionato del Mondo WRC2 Challenger, dimostrando costanza e capacità di gestire gare complesse anche in contesti competitivi di alto livello.
Le operazioni sportive del Team Lancia Corse HF saranno affidate a PH Sport, struttura già nota per la sua esperienza nel WRC e nei campionati di supporto. Il supporto tecnico e logistico comprenderà marchi storici del settore, come Yacco per lubrificanti e fluidi, e Sparco per componentistica racing e sicurezza. La gestione complessiva del team sarà coordinata dal Team Principal Didier Clément, figura di lunga esperienza nel mondo dei rally, già noto per aver guidato squadre di alto profilo e per la sua capacità di sviluppare giovani talenti.
Il team iscriverà ufficialmente due vetture Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale per l’intera stagione WRC2 2026, a partire da Monte-Carlo. Questa scelta ribadisce l’impegno di Lancia nel creare una struttura competitiva e professionale, capace di lottare per i vertici della categoria di supporto più rilevante del Campionato del Mondo Rally.
Il ritorno del marchio italiano segna la fine di un’assenza lunga oltre tre decenni. L’ultima partecipazione ufficiale di Lancia nel WRC risale ai primi anni ’90, dopo un’epoca d’oro che ha visto undici titoli mondiali Costruttori e innumerevoli successi nelle gare più prestigiose, dal Rallye Monte-Carlo al Tour de Corse, fino al Rally di Sanremo. L’ingresso di Lancia nel 2026 non è dunque solo un ritorno competitivo, ma anche un segnale di continuità storica e di valorizzazione del patrimonio tecnico e sportivo del marchio.
Con Rossel e Gryazin al volante, il Team Lancia Corse HF punta a consolidarsi immediatamente ai vertici del WRC2, categoria che rappresenta oggi la principale rampa di lancio verso il WRC principale. La combinazione tra la Ypsilon Rally2 HF Integrale, la gestione professionale del team e l’esperienza dei piloti suggerisce che Lancia possa presto ritrovare la competitività storica, offrendo anche agli appassionati uno spettacolo tecnico e agonistico di alto livello.
Il debutto a Monte-Carlo sarà particolarmente significativo: la gara inaugurale, tra strade strette e insidiose, spesso con neve e ghiaccio, rappresenta un banco di prova ideale per verificare affidabilità, velocità e capacità strategica dei nuovi equipaggi. La presenza di due piloti capaci di adattarsi rapidamente alle condizioni più varie rende Lancia un protagonista da seguire attentamente fin dalle prime prove speciali della stagione.
Questione di priorità
Nel Campionato del Mondo Rally 2026, la FIA definisce con precisione la categoria di appartenenza dei conduttori, sulla base di criteri tecnici e sportivi chiari. Questa classificazione, introdotta per garantire equità nelle competizioni e trasparenza nelle assegnazioni dei punti, distingue piloti esperti, talenti emergenti e partecipanti occasionali, consentendo una gestione ordinata e coerente del campionato.
Conduttori di Prima Priorità (P1)
La categoria più prestigiosa è quella dei Conduttori di Prima Priorità (P1). Vi rientrano i piloti che guidano vetture Rally1 conformi all’Appendice J 2025, Articolo 262, e che soddisfano almeno una delle due condizioni:
- Essere iscritti da un Costruttore ufficiale o da un WRC Team e nominati per segnare punti nel campionato.
- Essere approvati direttamente dalla FIA sulla base della propria esperienza e dei risultati sportivi.
Questa categoria include dunque i piloti di punta del WRC, il cuore della competizione mondiale, i cui risultati influenzano sia la classifica piloti sia quella costruttori. La definizione di P1 garantisce che i punteggi vengano assegnati solo ai piloti effettivamente rappresentativi dei team principali, preservando la correttezza delle classifiche.
Conduttori di Priorità 2 (P2)
I Conduttori di Priorità 2 (P2) rappresentano il secondo livello del panorama competitivo. Sono inclusi:
- I conduttori iscritti al Campionato WRC2, categoria di supporto fondamentale per lo sviluppo dei talenti su vetture Rally2.
- I conduttori al volante di vetture World Rally conformi all’Appendice J 2021, Articolo 255A, che rappresentano modelli leggermente meno evoluti o risalenti a stagioni precedenti.
La categoria P2 consente di monitorare e classificare i piloti che, pur non partecipando con vetture di prima linea, contribuiscono alla competitività generale del campionato e possono essere protagonisti di strategie individuali nelle gare.
Conduttori WRC3 (P3)
La terza categoria, Conduttori WRC3 (P3), raccoglie i piloti autorizzati a segnare punti nel Campionato WRC3, riservato alle vetture Rally3. Questa classificazione ha un duplice scopo: da un lato valorizza i giovani piloti che iniziano la propria carriera internazionale, dall’altro permette di distinguere le performance dei conduttori di livello intermedio da quelle dei protagonisti del WRC principale.
Conduttori Junior WRC (P4)
I Conduttori Junior WRC (P4) sono piloti che possono segnare punti nei rally validi per il Campionato Junior WRC, categoria esclusiva per giovani conduttori, generalmente nati dopo il 1° gennaio 1997, e limitata al rally in questione. La classificazione P4 permette di tracciare il percorso di crescita dei talenti emergenti, fornendo loro un riconoscimento ufficiale e un punto di riferimento concreto nella classifica mondiale.
Conduttori non prioritari
Infine, la categoria dei Conduttori non prioritari include tutti i piloti che non sono iscritti a nessun Campionato di supporto. Si tratta di partecipanti occasionali o indipendenti, la cui presenza arricchisce il parco partenti ma che non influenzano direttamente le classifiche principali del WRC o dei campionati di supporto. Pur non essendo eleggibili per i punteggi ufficiali, i conduttori non prioritari contribuiscono spesso a dinamiche di gara imprevedibili, rappresentando un elemento di spettacolo e competizione supplementare.
I punteggi nel 2026
Per la stagione 2026, il Campionato del Mondo Rally mantiene il sistema di punteggio introdotto nella stagione precedente, confermando un modello che coniuga equità, strategia e spettacolo. Il punteggio assegnato da ogni rally si articola in tre classifiche distinte, la cui somma determina il totale finale per ogni conduttore e team, e consente di premiare non solo la costanza nella gara, ma anche la capacità di eccellere nei momenti più decisivi.
Punteggio basato sulla classifica finale del rally
La componente principale del punteggio deriva dalla classifica generale finale di ciascun rally. I primi dieci classificati ottengono punti secondo una scala progressiva, con il massimo riservato al vincitore:
- 1° classificato: 25 punti
- 2° classificato: 17 punti
- 3° classificato: 15 punti
- 4° classificato: 12 punti
- 5° classificato: 10 punti
- 6° classificato: 8 punti
- 7° classificato: 6 punti
- 8° classificato: 4 punti
- 9° classificato: 2 punti
- 10° classificato: 1 punto
Questo sistema premia la costanza e la competitività sull’intera durata del rally, incoraggiando i piloti a gestire con equilibrio prestazioni e affidabilità meccanica su tutte le prove speciali.
Punteggio basato sulla classifica delle prove della domenica
A questo si aggiunge una classifica specifica delle prove della domenica, volta a valorizzare la capacità dei piloti di eccellere nelle fasi finali della gara. I primi cinque classificati ottengono punti secondo la seguente progressione: 5, 4, 3, 2 e 1 punto. Questa misura aggiuntiva introduce un elemento strategico importante, poiché anche chi non ha avuto una gara perfetta nei giorni precedenti può conquistare punti significativi nelle prove conclusive.
Punteggio attribuito dalla Power Stage
Infine, la Power Stage, prova speciale finale di ogni rally, assegna punti aggiuntivi ai cinque migliori tempi: 5, 4, 3, 2 e 1 punto rispettivamente. La Power Stage rappresenta spesso un momento decisivo della gara, capace di ribaltare classifiche o consolidare leadership, e incoraggia i piloti a dare il massimo anche nelle fasi finali, quando la stanchezza e la pressione sono al massimo.
Il punteggio totale di ogni rally
Il punteggio complessivo assegnato a ciascun rally si ottiene dalla somma delle tre componenti:
Punteggio totale = classifica finale + classifica domenicale + Power Stage
In caso di dominio assoluto, un conduttore può accumulare fino a 35 punti validi per il campionato. Questo sistema si applica al FIA World Rally Championship e al FIA World Rally Championship Costruttori, assicurando che sia i piloti sia i team ufficiali siano premiati per le loro performance complessive e per la capacità di eccellere nei momenti decisivi della gara.
Punteggio per i campionati di supporto
Per i campionati di supporto – come WRC2, WRC3, WRC2 Challenger, Junior WRC e altri – il punteggio resta invece quello tradizionale, basato unicamente sulla classifica finale di ciascuna gara. In questo caso, i punti sono distribuiti secondo la scala standard: 25 / 17 / 15 / 12 / 10 / 8 / 6 / 4 / 2 / 1. Questa scelta mantiene chiari i criteri di valutazione per i piloti emergenti, concentrandosi sulla performance complessiva senza le variabili aggiuntive delle classifiche domenicali o della Power Stage.
Questo sistema di punteggio, ormai consolidato, unisce competitività, strategia e spettacolo, valorizzando sia la costanza nelle gare lunghe sia la capacità di eccellere nei momenti chiave. La struttura differenziata tra WRC e campionati di supporto permette inoltre di garantire un percorso di crescita coerente per i giovani piloti, senza sacrificare la spettacolarità e la complessità che da sempre caratterizzano il Campionato del Mondo Rally.
Riparte il WRC
Il Campionato del Mondo Rally 2026, come definito dai regolamenti sportivi FIA, propone una struttura articolata che combina competizioni di altissimo livello con campionati di supporto pensati per valorizzare talenti emergenti e veterani. Ogni categoria risponde a precise regole tecniche e sportive, garantendo la massima competitività e trasparenza nelle classifiche.
FIA World Rally Championship
Al vertice della gerarchia troviamo il FIA World Rally Championship, la competizione più prestigiosa riservata ai piloti e navigatori di punta. La classifica distingue i punteggi tra conduttori e navigatori, permettendo di valorizzare il contributo strategico di entrambi. Tutte le 14 gare in calendario saranno valide per il punteggio, e potranno concorrere vetture appartenenti a tutti i gruppi FIA: dalle potenti Rally1 fino alle Rally5 e ai modelli R-GT. Questa apertura massima rende il WRC una piattaforma non solo per i campioni consolidati, ma anche per chi intende sperimentare con diverse tipologie di vettura nell’ambito del massimo campionato.
FIA World Rally Championship Costruttori
Il campionato costruttori si concentra invece sulle performance dei team ufficiali che schierano vetture Rally1. Per la stagione 2026, i principali protagonisti saranno Toyota Gazoo Racing, Hyundai Motorsport e M-Sport Ford, squadre storiche che hanno consolidato la propria esperienza con auto di punta del WRC. La classifica premia non il singolo pilota, ma la continuità e la competitività complessiva del costruttore in tutte le gare.
FIA World Rally Championship for Teams
Una categoria complementare, il WRC for Teams, accoglie squadre con vetture Rally1 di recente generazione (dal 2022) o WRC+ prodotte tra il 2017 e il 2021. Questa formula consente a team privati o semiufficiali di misurarsi in un contesto di alta competitività, pur senza essere costruttori ufficiali, rappresentando un ponte tra la struttura privata e quella ufficiale del WRC.
FIA WRC2 Championship
Il WRC2 rappresenta la piattaforma principale per i piloti che competono con vetture di classe Rally2, storicamente il punto di riferimento per chi mira a fare il salto di qualità verso il WRC. La classifica distingue conduttori e navigatori, con un regolamento che premia i migliori sei risultati sulle sette gare alle quali il pilota decide di partecipare. In questo modo, il campionato bilancia l’impegno nella stagione con la qualità delle prestazioni.
FIA WRC2 Challenger Championship
Una novità importante per il 2026 è il WRC2 Challenger, pensato per valorizzare i talenti emergenti. Possono partecipare solo piloti che non abbiano mai vinto il WRC2 o il WRC3 con vetture Rally2 e che non siano mai stati nominati da un costruttore WRC per ottenere punti. La struttura del campionato rispecchia quella del WRC2 principale, consentendo ai giovani di confrontarsi su livelli elevati senza essere penalizzati dall’esperienza dei veterani.
FIA WRC2 Championship for Teams
I team che vogliono concorrere nel contesto del WRC2 hanno a disposizione una classifica dedicata. Solo le squadre con vetture Rally2 possono accedere a questa competizione, consolidando la loro strategia di sviluppo piloti e gestione tecnica nel campionato di supporto più importante del WRC.
FIA WRC Masters Cup
Il WRC Masters Cup celebra la longevità e l’esperienza dei piloti veterani. Possono partecipare conduttori e navigatori nati entro il 1° gennaio 1976, alla guida di vetture di classe RC2, RC3, RC4, RC5 o R-GT. Anche in questo caso, il punteggio viene calcolato sui migliori sei risultati delle sette gare alle quali il partecipante decide di iscriversi, garantendo così competitività ma anche flessibilità.
FIA WRC3 Championship
Il WRC3 rappresenta il livello di ingresso ideale per i giovani piloti su vetture Rally3. La classifica distingue nuovamente conduttori e navigatori, e il punteggio valido sarà calcolato sui migliori sei risultati delle sette gare a calendario. Questa categoria consente ai piloti meno esperti di confrontarsi con controparti simili, affinando le proprie capacità su vetture tecnicamente meno potenti ma estremamente formative.
FIA Junior WRC Championship
Infine, il Junior WRC rappresenta la palestra dei campioni di domani. Riservato ai conduttori nati dopo il 1° gennaio 1997, il campionato utilizza esclusivamente Ford Fiesta Rally3, uniformando il parco vetture per garantire la centralità del talento del pilota. Il punteggio sarà basato sui migliori quattro risultati delle cinque gare in calendario – Svezia, Croazia, Portogallo, Finlandia e Cile (quest’ultima con coefficiente doppio) – assicurando che i giovani abbiano l’opportunità di esprimersi nelle condizioni più varie, dai rally nordici innevati a quelli africani più impegnativi.









