Federico Ormezzano, protagonista dello spettacolo
Con il suo stile unico e la capacità di domare vetture potenti e complesse, Federico Ormezzano rimane una figura di riferimento per la storia dei rally italiani, simbolo di un’epoca in cui il talento del pilota era il vero protagonista del palcoscenico delle corse. La sua passione, il carisma e la tecnica di guida continuano a essere ricordati e apprezzati dagli appassionati, consolidando il suo posto tra i grandi del rally nazionale.
Federico Ormezzano, nato il 21 maggio 1948 a Prai Biellese, in provincia di Biella, rappresenta una figura iconica del rally italiano degli anni ’70 e ’80, capace di coniugare talento tecnico, spettacolarità e passione per le corse. La sua carriera, lunga e versatile, si caratterizza per la capacità di adattarsi a vetture di differenti case automobilistiche, dalla Fiat all’Alfa Romeo, passando per Opel, Skoda, British Leyland, Talbot e Sunbeam, dimostrando grande abilità nella gestione della trazione posteriore e nello sfruttamento delle caratteristiche dinamiche delle vetture dell’epoca.
Ormezzano debutta in gara nel 1971 partecipando al “333 Minuti” a bordo di una Fiat 128 Gruppo 2, un modello che rappresentava all’epoca un compromesso ideale tra maneggevolezza e potenza. Fin dalle prime esperienze emerge il suo approccio tecnico alla guida, capace di leggere con precisione i percorsi e gestire la vettura in curva con sicurezza e decisione. Nel 1972 conferma il suo talento conquistando il terzo posto al “100.000 Trabucchi” di Saluzzo, una prova molto selettiva, e nel 1973 si piazza quarto al Rally San Martino di Castrozza, gara che testava sia le capacità di guida che la resistenza delle vetture su percorsi montani complessi.
Nel 1974 Ormezzano entra a far parte della squadra ufficiale Fiat, guidando una 124 Abarth. Questa esperienza gli consente di affinare le tecniche di guida su vetture da competizione di alta gamma, sviluppando precisione e aggressività controllata. Tuttavia, la stagione successiva segna una svolta: passa alla Alfa Romeo, ma il prematuro ritiro della Casa milanese dai rally lo costringe a cercarsi una nuova squadra, dimostrando già in questa fase la resilienza e la capacità di adattarsi ai cambiamenti di carriera tipici del motorsport.
Dal 1976 Federico Ormezzano entra a far parte della squadra Opel, dove si consacra come interprete di grande talento della trazione posteriore, una caratteristica che definisce lo stile di guida dei rally degli anni ’70. Al volante dell’Opel Kadett GT/e, Ormezzano conquista due titoli italiani Rally di Gruppo 2 consecutivi nel 1976 e nel 1977, imponendosi come uno dei protagonisti della categoria e come pilota capace di combinare velocità pura e controllo tecnico delle curve.
La stagione 1978 conferma la sua leadership nel Gruppo 2: Ormezzano ottiene la vittoria al Trofeo della Lana, gara di casa, e piazzamenti di rilievo al Rally Costa Smeralda in Sardegna e al Rally Valli Piacentine, dimostrando una costanza di rendimento e una capacità di interpretare al meglio percorsi molto diversi tra loro, dalle strade tortuose della Sardegna ai tracciati di montagna del Piemonte e dell’Emilia Romagna.
Federico Ormezzano si distingue non solo per i risultati sportivi, ma anche per il modo in cui affronta le prove: il suo stile di guida, soprannominato “Tramezzino” per la capacità di eseguire traversi e manovre spettacolari, conquista il pubblico e gli appassionati dei rally. La guida aggressiva e al contempo controllata, soprattutto al volante della Sunbeam Lotus Gruppo 2, rende ogni gara un’esibizione tecnica, dove precisione, timing e gestione della trazione posteriore diventano strumenti di spettacolo oltre che di competizione.
Questa capacità di combinare performance e intrattenimento rende Ormezzano un riferimento per i piloti dell’epoca, ispirando giovani corridori italiani a sviluppare uno stile di guida tecnico ma al tempo stesso coinvolgente per il pubblico.
Un altro tratto distintivo della carriera di Ormezzano è la versatilità nell’adattarsi a vetture diverse. Nel corso degli anni gareggia con Fiat, Alfa Romeo, Skoda, British Leyland, Talbot e Opel, dimostrando una comprensione approfondita delle caratteristiche meccaniche e dinamiche di ciascun modello. Questa capacità di adattamento consente al pilota biellese di rimanere competitivo su differenti tipologie di percorso, dalle gare su asfalto alle prove sterrate, dalla velocità pura alla gestione delle curve strette e dei tratti montani.

L’esperienza accumulata in diverse squadre e con differenti modelli gli permette di leggere con anticipo le reazioni delle vetture, ottimizzare le traiettorie e gestire al meglio il consumo di gomme e la trazione, elementi fondamentali per ottenere risultati costanti in un’epoca in cui la tecnologia delle vetture era meno standardizzata rispetto agli anni successivi.
Un momento storico nella carriera di Federico Ormezzano è rappresentato dalla vittoria del Rally dell’Autodromo di Monza del 1982, in coppia con il navigatore Berro, alla guida di una Lancia Stratos. Questa affermazione rappresenta l’ultima vittoria di una Lancia Stratos nei rally italiani, consolidando Ormezzano come un pilota capace di interpretare al meglio vetture leggendarie e tecnicamente avanzate per l’epoca.
La Stratos, con il suo motore centrale e la trazione posteriore, richiedeva grande sensibilità nella gestione della coppia e nei cambi di direzione. Ormezzano, grazie alla sua esperienza e al talento naturale, riesce a domare la vettura e a sfruttarne il potenziale, dimostrando che il successo nel rally non dipende solo dalla potenza della macchina, ma anche dalla capacità di lettura del percorso e dalla precisione nelle manovre.
Oltre alle qualità tecniche e sportive, Federico Ormezzano è ricordato per il suo carattere pacato e per gli interessi al di fuori delle corse. Ex bancario, ha coltivato una passione per l’antiquariato, un interesse che riflette la cura per i dettagli e l’attenzione al particolare, caratteristiche che hanno certamente contribuito al suo approccio metodico alla guida.
Il rispetto per la tradizione e per le vetture storiche emerge anche nel modo in cui Ormezzano interpreta le gare, valorizzando il contatto diretto con la macchina e il percorso, senza affidarsi esclusivamente alla tecnologia. Questo approccio lo distingue in un periodo di transizione del rally, tra l’era classica delle vetture a trazione posteriore e l’ingresso delle nuove motorizzazioni e regolamenti più moderni.
Federico Ormezzano rappresenta un modello per i piloti italiani e per gli appassionati di rally: la sua carriera dimostra come la spettacolarità non sia incompatibile con la precisione tecnica, e come il successo nelle corse richieda una combinazione di talento naturale, preparazione, esperienza e capacità di adattamento alle diverse vetture e condizioni di gara.
La sua abilità nel gestire vetture come l’Opel Kadett GT/e, la Sunbeam Lotus Gruppo 2 e la Lancia Stratos lo colloca tra i protagonisti di riferimento del rally italiano degli anni ’70 e ’80. L’impatto sul pubblico, grazie a stili di guida spettacolari e manovre di alto livello tecnico, ha consolidato la reputazione di Ormezzano come interprete unico di un’epoca in cui la tecnica del pilota era centrale rispetto alla pura potenza delle vetture.
Federico Ormezzano incarna l’essenza del pilota di rally degli anni ’70 e ’80: tecnico, spettacolare e versatile. La sua carriera, lunga e ricca di successi, testimonia come la combinazione tra talento naturale, precisione tecnica e capacità di adattamento possa portare a risultati di rilievo su vetture molto diverse tra loro. Dall’esordio con la Fiat 128 alla vittoria storica con la Lancia Stratos, passando per Opel, Sunbeam Lotus e Alfa Romeo, Ormezzano ha saputo lasciare un segno indelebile nel panorama del rally italiano.
La sua eredità sportiva continua a essere fonte d’ispirazione per i giovani piloti, che possono apprendere dall’esempio di Ormezzano come lo spettacolo in gara e la precisione tecnica possano convivere e come la versatilità sia una delle qualità principali per rimanere competitivi in un contesto di continua evoluzione tecnica e sportiva.
Con il suo stile unico e la capacità di domare vetture potenti e complesse, Federico Ormezzano rimane una figura di riferimento per la storia dei rally italiani, simbolo di un’epoca in cui il talento del pilota era il vero protagonista del palcoscenico delle corse. La sua passione, il carisma e la tecnica di guida continuano a essere ricordati e apprezzati dagli appassionati, consolidando il suo posto tra i grandi del rally nazionale.
Principali risultati
| Anno | Vettura | Competizione | Risultato | Note |
|---|---|---|---|---|
| 1972 | Fiat 128 Gruppo 2 | 100.000 Trabucchi di Saluzzo | 3º | Uno dei primi piazzamenti significativi in carriera |
| 1973 | Fiat 128 Gruppo 2 | Rally San Martino di Castrozza | 4º | Piazzamento in una gara di montagna tecnica |
| 1974 | Fiat 124 Abarth | Squadra ufficiale Fiat | – | Ingresso come pilota ufficiale |
| 1976 | Opel Kadett GT/e | Campionato Italiano Rally Gruppo 2 | 1º | Primo titolo italiano di Gruppo 2 |
| 1977 | Opel Kadett GT/e | Campionato Italiano Rally Gruppo 2 | 1º | Secondo titolo consecutivo |
| 1978 | Opel Kadett GT/e | Trofeo della Lana | 1º | Vittoria in gara di casa |
| 1978 | Opel Kadett GT/e | Rally Costa Smeralda | 2º | Piazzamento di rilievo in Sardegna |
| 1978 | Opel Kadett GT/e | Rally Valli Piacentine | 2º | Altro piazzamento tra i protagonisti del Gruppo 2 |
| 1982 | Lancia Stratos | Rally dell’Autodromo di Monza | 1º | Ultima vittoria della Lancia Stratos nei rally italiani, in coppia con Berro |









